The day after. Ci si aggira per le strade della vecchia politica come tra i resti di una città spettrale squassata dal sisma, e insieme al conto dei danni parte la caccia ai sopravvissuti. Sotto le macerie brandelli già decomposti di Lega e di Pdl, tracce esanimi del Terzo Polo e, miracolosamente in vita, il corpaccione del Pd. Il partito di Bersani è l’unico che esce più o meno indenne, con ferite da codice bianco, dalla prova delle urne. L’unico che non ha ceduto troppa carne agli avvoltoi dell’anticasta che tanto hanno beccato sulla carcassa della seconda repubblica. L’unico, della trojka a sostegno del governo Monti, a non aver pagato dazio (anche se si parla, nel migliore dei casi, di una tenuta, di una limitazione del danno).
Le spiegazioni che la stampa fornisce sono in massima parte virtuose: il partito democratico ha in generale una solida tradizione di buongoverno cittadino, una struttura ramificata e piuttosto plurale in grado di inglobare umori popolari altrettanto eterogenei. Poi ci sarebbe un’altra spiegazione che i giornali non danno, questa non esattamente virtuosa: il partito democratico è “rassicurante”, nel senso deteriore del termine. Nell’annus horribilis del gradimento dei partiti, laddove cresce la rabbia contro le strutture tradizionali del potere istituzionale, esso non viene percepito neppure come attore della partita. Né centrale, né comprimario. È innocuo, dunque affidabile. Affidabile, dunque innocuo.
Fatte salve le specificità del voto comunale, che mal si presta a diagnosi su larga scala, i responsi politici sono arrivati eccome. La Lega ha deluso i suoi militanti, e per questo ha subito la rappresaglia. Il Pdl ha perso per strada la propria missione e soprattutto milioni di orfani di Berlusconi, e la matematica è lì a dimostrarlo. Perfino Casini, dopo ineccepibili prove d’orchestra in cui ha seguito a memoria la partitura dei supertecnici, ha steccato alla prima. Il Pd no, poco, niente. Il suo bacino elettorale non ha ravvisato neppure gli estremi per comminargli la sanzione per l’appoggio a un governo sfacciatamente di destra, tanto appare inerte e rassegnato. Il Pd è ancora vivo, il Pd non esiste.
Sam Moser
9 maggio 2012 at 14:35
Il PD esiste come una schifezza perche’ non rappresenta ma “dirige” con vecchio spirito mai cambiato stile Soviet-stalinista.
Purtroppo e’ cosi’.
La gente vera e’ quella che e’ stufa della politica : nel 2012 il concetto stesso di “politica” e di “socialdemocrazia” – quando pappano molto poco democraticamente e altrettanto molto poco socialmente – sono da gettare alle oritche.
C’e’ bisogno di una nuova rifondazione non del “comunismo” – anche un idiota capisce che e’ fuffa – ma di una democrazia diretta che l’Italia NON ha mai avuto.
Questa e’ la vera rivoluzione e novita’ dell’antipolitica.
I “tecnici” che assumono altri tacnici per i tagli? I “tecnici” e “politici” che assumono un fallimentare Politico per fare i “tagli” ai pappamentari? Incompetenza e volgarita’ delle scelte : e’ come dare in mano la fiamma ossidirica ad un piromane o mettere la stella di sceriffo ad un mafioso per combattere la criminalita’ organizzata.
Idiozia pura : ed il PD ne e’ parte integrante e sempre, sin dai tempi di Berlinguer, alla ricerca del potere…per poi farne che? Distruggere la gente ? No grazie.
P.S. COmunque NON e’ vero che si e’ salvato ale urne, c’e’ una bela flessione di circa il 30% e la cosa importante e’ che sia da destra che da sinistra 1 votante su 4 ( il 25% ) ha abbandonato il PD ( PDL , UDC, etc. ).
rita
8 maggio 2012 at 21:35
elisabetta, fammi degli esempi concreti per favore:
come ha pensato il PD di proteggerlo il paese, lasciando passare se non addirittura favorendo l’attuale riforma-massacro delle pensioni?
Oppure, già dal 1997 almeno, come lo proteggeva l’allora pds il suo amato paese, quando il primo governo Prodi introdusse la legge che è stata poi ribattezzata pacchetto Treu e che introduceva il lavoro interinale, lo stage formativo ecc… e che ha poi di fatto spianato la strada alla futura legge Biagi?
elisabetta canitano
8 maggio 2012 at 19:53
capisco che senza gridare non si appaia abbastanza, ma il pd esiste, e come. Esiste nelle migliaia di persone che credono che la socialdemocrazia sia la soluzione migliore, che hanno pazienza e voglia di migliorare questo paese, che l’hanno già fatto in passato, e che sperano di poterlo fare ancora. Che magari avrebbero voglia di fare di più e di fare meglio, ma non per questo berciano contro tutto e tutti. Non solo, ma hanno voglia di proteggere questo paese per i suoi cittadini. Magari si sbagliano, ma ci sono e ci credono.