Ligabue sul due, va in onda l’Italia
che non cambia mai canale

Nicola Mirenzi Pubblicato da
il 8 maggio 2012.
Pubblicato in gli Altri.

Se vi siete messi a leggere questo articolo oggi nove maggio e avete già visto la puntata di Ligabue sul due andata in onda ieri sera su Rai 2 passate pure al prossimo capoverso. Se non l’avete fatto vi siete persi uno speciale che il programma Musica sul due ha voluto dedicare al cantante emiliano.

Si tratta del racconto dell’epopea di Ligabue, il rocker partito da Correggio con chitarra, lambrusco e pop corn e finito per incarnare l’essenza stessa dell’Italia: piccola patria di identità che si riproducono sempre uguali a se stesse ma che riescono a nascondersi sotto le sembianze del nuovo di zecca.

Luciano Ligabue è una maestro del cambiare mestiere facendo sempre lo stesso lavoro. Musicista, cantante, regista, scrittore, poeta, racconta e ri-racconta nei suoi dischi, nei suoi film e nei suoi libri il borgo natio e i suoi personaggi stralunati, Bar Mario e gli Happy hour, un po’ Charles Bukowski un po’ Francesco Guccini.

Se non lo sapete già dovete sapere che la rivista Rolling Stones è arrivata a chiedersi se quest’uomo così multiplo di sé non sia il Leonardo Da Vinci del nostro secolo, «l’umanista due punto zero»: una definizione un tantino ardita se si pensa che al cimento totale per le arti e le scienze, Ligabue sostituisce una più prosaica riproduzione di sé  nelle molteplici attività a cui si dedica. Che canti, filmi, scriva o componga versi Ligabue non si allontana mai da se stesso. Perché «da te stesso non scappi nemmeno se sei Eddy Merkx», dice il protagonista di Radiofreccia, il film bello che Ligabue ha girato.

Il giornalista di Repubblica Beppe D’Avanzo aveva coniato per Silvio Berlusconi la definizione di egoarca, per nominare quella particolare capacità del Cavaliere di costruire intorno al suo ego  una precisa forma di governo. Allo stesso modo Ligabue ha costruito intorno al suo io un’industria culturale. Che si faccia un salto in libreria, negli stadi, tra gli scaffali dei dischi o in videoteca il faccione butterato del Liga compare sempre e comunque: il taglio di capelli sempre uguale, le camicie sbottonate e gli stivali western d’ordinanza country rock.

L’ammirazione che lo circonda e la devozione con cui si accoglie ogni suo piccolo gesto creativo dice però molto del paese in cui viviamo e di chi sono effettivamente gli italiani. Antonio D’Orrico sul La Lettura del Corriere della Sera è arrivato a scrivere che Ligabue è il Raymond Carver italiano, assegnando alla sua raccolta di racconti Il rumore dei baci a vuoto (Feltrinelli) uno strepitoso nove, su una scala di voti da uno a dieci. E i lettori sembrano d’accordo con il critico letterario del Corsera, dal momento che il libro è (quasi) in testa alle classifiche della narrativa.

Così la biografia di Ligabue ha iniziato ad assomigliare un po’ alla biografia di una nazione. L’Italia che passa dal governo della disinvoltura sessuale a quello della morigerata castità del loden, come Ligabue passa da una fender stratocaster a una pellicola a otto millimetri. Continuando però a essere – il primo – un paese che non è impossibile governare ma «è inutile», come diceva Mussolini. Così come il secondo continua a essere il solito venerato maestro italico che quando ha le mani in pasta – sia essa fatta di musica, cinema, letteratura, poesia – può permettersi di fare qualsiasi cosa, tanto va sempre bene.

Siamo alle solite: al cambiare tutto per non cambiare niente. Siano essi mestieri, politiche, cartelloni pubblicitari. Più che Leonardo Da Vinci, Tomasi di Lampedusa. Perché Ligabue e l’Italia, più che l’enigma della Gioconda continuano a seguire la sceneggiatura del Gattopardo. Niente di nuovo. Su e giù dal palco.

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3 Responses to Ligabue sul due, va in onda l’Italia
che non cambia mai canale

  1. Nicola Mirenzi

    Nicola Mirenzi

    9 maggio 2012 at 11:47

    Grazie, Rita.

  2. rita

    9 maggio 2012 at 11:39

    Hai scritto proprio un bell’articolo Mirenzi, tutto quello che dici è molto vero.

  3. Sam Moser

    8 maggio 2012 at 21:45

    Parlando di Italia che non cambia mai canale…

    http://youtu.be/lHBRq_3RBT8

    Anche li….1977