Il libro di Anna Paola Concia:
la sinistra che vorremmo

Angela Azzaro e Aurelio Mancuso Pubblicato da
il 8 maggio 2012.
Pubblicato in Queer.

In occasione dell’uscita di “La vera storia dei mie capelli bianchi” della nostra Anna Paola Concia, con la giornalista del Corsera Maria Teresa Meli, vi proponiamo due letture del libro edito da Mondadori (pp.150, euro 17) di Angela Azzaro e Aurelio Mancuso.

 

 

 

La libertà prima di tutto

di Angela Azzaro

A noi de Gli Altri il libro di Anna Paola Concia ci riempie di orgoglio. Paola è una nostra compagna di strada fin dall’inizio, fin da quando abbiamo iniziato una sfida quasi impossibile: fare un giornale che dice sempre quello che pensa. Con Paola per più di un anno abbiamo tenuto insieme una rubrica Le Altre, un piccolo avamposto contro il moralismo della sinistra. Nel suo La vera storia dei miei capelli bianchi Concia parla un po’ anche di noi, ma soprattutto parla di questo Paese, della sua battaglia perché diventi migliore. Un Paese in cui chiunque possa essere libero di vivere la sua sessualità. Cioè di vivere la sua vita.

Paola per parlare del mondo ha fatto però l’opposto di quello che fanno tutti: non ha filosofeggiato sui massimi sistemi, non ha fatto chissà quali elucubrazioni. La deputata del Pd ha parlato di sé, ha raccontato – insieme alla giornalista del Corriere Maria Teresa Meli – la sua storia. Il suo coming out: l’omosessualità che da vergogna diventa forza, da desiderio contrastato diventa un sì con la splendida Ricarda. Un sì, come purtroppo tristemente sappiamo, detto non davanti a un rappresentante delle istituzioni italiane. Il sì Ricarda e Paola lo hanno detto a Francoforte perché in questo Paese, ormai anche da questo punto di vista ultima ruota del carro d’Europa, non sono ancora ammesse, in nessuna forma, le unioni tra persone dello stesso sesso.

Concia proprio perché racconta la sua storia, racconta la storia di molti. La sua felicità è contagiosa, la sua rabbia è contagiosa. Ma soprattutto leggendo questo libro, da far girare il più possibile come una pozione magica, si capisce che cosa potrebbe essere la sinistra se fosse sempre animata dalla stessa spinta libertaria. Molte cose che Paola racconta le avevo sentite dire da lei. Ma messe in fila una appresso all’altra ci restituiscono un mosaico straordinario: il ritratto di una donna, di una politica, che non ha il timore di spendersi per ciò che crede.

Ci sono molti motivi per leggere La vera storia dei miei capelli bianchi ma per me questo è il principale. In tutto il libro si respira quella che, anche a sinistra, è una merce rara: la libertà. La libertà di essere se stesse, la libertà di uscire fuori dagli schemi, la libertà di ascoltare e rispettare l’altro, quando e soprattutto è diverso da te. Paola, bravissima tennista, con un rovescio fa saltare tanti luoghi comuni che in questi anni, stretti nella morsa berlusconismo/antiberlusconismo, ci hanno ammorbato. Èora di cambiare, è il monito di Concia e Meli. È ora che tutti, non solo alcuni, siano felici.

 

L’inquieta ricerca di una bambina travolgente 

di Aurelio Mancuso

Il ciclone Anna Paola Concia prosegue nella sua azione di diradamento delle nebbie in cui sono emerse tutte le ipocrisie, furbizie, mala politica, che impediscono che il nostro Paese sia davvero europeo, concretamente rispettoso delle differenze, della democrazia paritaria, dei diritti umani e civili. La vera storia dei miei capelli bianchi, il libro che racconta la vita, le passioni, le delusioni, le soddisfazioni di Anna Paola, è aria pulita che tenta di spazzare via lo smog del conservatorismo di destra e di sinistra, che si annida nei partiti, nei movimenti, nei mass media italiani. Maria Teresa Meli, giornalista del Corriere della Sera raccoglie la testimonianza di vita della deputata PD più esplosiva di Montecitorio, restituendoci una narrazione in prima persona fluida e ben riconoscibile.

Per chi conosce l’unica esponente politica dichiaratamente lesbica, ritrova immediatamente lo stile, la foga, quegli alti e bassi che compongono il carattere inquieto, a tratti travolgente. Una donna che ha fatto fatica nella ricerca di un intimo equilibrio, e che ora che potrebbe sentirsi “arrivata”, ha bisogno invece di nuovi stimoli, di nuove sfide per  sentirsi viva, per percepirsi coerente con il suo trasformarsi, evolversi. Il libro è davvero coinvolgente, rifuggendo da qualsiasi tentazione gossipara, racconta con linearità e chiarezza una Anna Paola bambina, che passando per l’adolescenza fino all’età adulta come l’Eremita cerca la propria strada, accompagnata dalla lanterna della Conoscenza, che illumina un piccolo tratto del percorso, allo stesso tempo è costante e  sufficiente per chiedere a se stessa di andare  avanti.

Il secondo grande capitolo ci racconta l’emersione dalla clandestinità fino all’elezione alla Camera che cambierà radicalmente la sua vita, per giungere impetuosamente al matrimonio con la silente, acutissima, dolcissima Ricarda. Se la prima parte sollecita forti emozioni personali, regala una più vicina conoscenza della persona Concia, la seconda parte è strutturalmente politica, sintetizza gli ultimi quattro anni vissuti intensamente e da conto di momenti duri come di belle avventure. La politica non fa un’ottima figura, così come altri soggetti sociali. Naturalmente, com’è caratteristica di Anna Paola Concia, le critiche sono accompagnate da contestualizzazioni, persino da bonarie comprensioni per tutte e tutti noi che oggettivamente viviamo in un periodo storico complicato.

Amici, avversari sono certo ameranno quest’opera, che non intende esser riassunto di una storia collettiva, anzi attraverso un punto di vista personale, rende semplice e partigiano, il bisogno di una libertà che può esser conquistata, cominciando a cambiare noi stessi. Vi attende una lettura davvero piacevole, che sono certo vi sorprenderà, e questa è una buona notizia.

 

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