Grillo si esalta, il Pdl si squaglia:
il mini-ribaltone del voto italiano

Angela Mauro Pubblicato da
il 7 maggio 2012.
Pubblicato in gli Altri.

I primi dati, parzialissimi ma eloquenti, delle amministrative 2012 sbriciolano il Pdl. La “grande novità politica” annunciata dal segretario Angelino Alfano il 20 aprile scorso, quella che avrebbe cambiato “la politica italiana”, fa la muffa nel cassetto dei sogni pidiellini. Silvio Berlusconi? Volato a Mosca alla cerimonia di insediamento dell’amico Vladimir Putin. Un po’ di sano festeggiamento per distrarsi, come del resto l’ex premier ama fare nei momenti più drammatici. Era da Putin anche a metà ottobre, per dire, mentre l’Italia veniva bersagliata dagli attacchi speculativi sui mercati, solo un mese prima della fine del suo governo. Inequivocabilmente, il Cavaliere se l’aspettava di andar male alle urne questa volta. E infatti il tonfo del Pdl è la “novità non-novità” di questa tornata.

L’altra non-novità è il dato di Beppe Grillo. Fa il pieno di voti ma fatta eccezione per Parma dove il candidato del Movimento 5 stelle, Federico Pizzarotti, potrebbe sfidare al ballottaggio il candidato del centrosinistra, nelle altre città l’avventura deii grillini potrebbe terminare al primo turno. A Genova, dove la sinistra pure temeva un exploit del M5S, il primato di Marco Doria, candidato di Sel vincitore delle primarie del centrosinistra, non viene insidiato dai grillini. Né si può dire che una sua eventuale mancata vittoria al primo turno sia necessariamente legata a Grillo, che sembra invece captare voti non solo a sinistra ma evidentemente anche da destra e tra la Lega, in caduta dopo lo scandalo Belsito-Trota (tranne che a Verona dove Flavio Tosi fa il pieno, ma è lui, non il Carroccio).

Quanto al Pd, la sua (magra) performance era già stata annunciata e segnata dalle primarie, prova che anche quest’anno – come alla tornata 2011 – il partito di Pierluigi Bersani ha dimostrato di non riuscire a vincere ovunque, malgrado il suo peso nella società. Il caso di Palermo poi, dove Leoluca Orlando svetta subito al primo posto e combatte per vincere al primo turno, interroga il Pd e anche la stessa Sel, rimasti ad appoggiare Fabrizio Ferrandelli, vincitore di primarie pluricontestate.

In sostanza, queste amministrative confermano risultati attesi e lasciano sul tappeto problemi irrisolti da tempo: il centrodestra post-Berlusconi, l’evoluzione del Pd (fusione mai riuscita tra moderati e socialisti), la “rinascita” della sinistra che vince ma ha ancora tanto da fare. Il Terzo Polo? Al di là delle velleità di Pier Ferdinando Casini, più o meno caldeggiate anche al Colle quali elementi stabilizzatori del sistema Italia, la creatura a tre teste Udc-Fli-Api ancora non riesce a far parlare di sé.

Calano i partiti che appoggiano Monti: è un altro dei fili conduttori delle amministrative 2012. Ma la strada per le elezioni politiche non si accorcia. Con ogni probabilità resta fissata al 2013. Anche se Berlusconi, come sembra, porterà il Pdl verso l’appoggio esterno. Ma questa è un’altra storia che ha variabili francesi, tedesche, greche…

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5 Responses to Grillo si esalta, il Pdl si squaglia:
il mini-ribaltone del voto italiano

  1. daniele

    8 maggio 2012 at 13:25

    L’unico dato incomprensibile per me resta questo: in Italia a fronte di una desertificazione totale della pratica politica – dalla partecipazione civica alla mobilitazione sociale di lotta – le persone vanno ancora a votare. Più del 60% degli italiani crede ancora a questo simulacro. La settimana scorsa alle amministrative di Londra ha votato il 38%.

  2. Maurizio

    8 maggio 2012 at 12:27

    Credo che bisogna però dare il giusto peso alle cose. In altre parole, c’è un tracollo del PDL e una sconfitta della Lega, ma non so quanto, in una competizione nazionale, questo sarà vero. Il voto alle comunali si basa su molti fattori: tantissimi candidati (in alcune città il rapporto candidati/elettori è 1/50), candidati sindaci più o meno bravi e rappresentativi, una campagna elettorale inesistente sui media. Quindi non diamo a queste elezioni un peso eccessivo. Ultima cosa, tanto per provocare: caro Roberto, ci puoi esporre questo “programma alternativo” (possibilmente che vada al di là dell’accessibilità a internet per tutti)?

  3. Carlo Drago

    8 maggio 2012 at 09:58

    Che la televisione e Repubblica non contino nulla è palesemente falso: ne è riprova il grande battage su Grillo e il suo movimento in tv e sulla carta stampata…

  4. Lanfranco Caminiti

    Lanfranco Caminiti

    8 maggio 2012 at 07:32

    non mi convince per nulla questa minimizzazione, questa normalizzazione dei dati. c’è una certa differenza tra l’aspettarsi una scossa dentro uno sciame sismico e l’arrivo di un terremoto di grado 7.8. e queste amministrative, per quanto fosse attesa la manifestazione della disaffezione dei cittadini verso i partiti, che si è espressa anche in una crescita dell’astensionismo, segnano un terremoto: il pdl crolla in certi luoghi dal 30-40 per cento al 7-10. qualcosa che somiglia al crollo di nia demokratia in grecia. il pd non tesaurizza questo crollo, come ha fatto hollande in francia che ha vinto anche per il voto “contro sarkozy”, e dove gli va bene galleggia. ora, se stai in una squadra di nani alti un metro e tu sei alto un metro e cinque, potrai pure convincerti di essere un gigante, ma è dura convincerci che sia una buona idea iscrivere la tua squadra al torneo di basket della città. tutti e tre i partiti che sostengono il governo monti non arrivano al trenta-quaranta per cento. siamo cioè in una situazione di assoluta non-rappresentanza dei cittadini, per un verso, e di totale ingovernabilità, “come in grecia” ma senza la facoltà di poterci esprimere attraverso il voto politico. la sinistra radicale non va oltre la soglia di uno sbarramento, come la linke in germania: non è riuscita cioè a intercettare né il “nuovismo” di altre richieste di cittadinanza [come i "piraten" in germania], né la protesta contro l’europeismo del rigore, come melenchon in francia. è vero che queste erano amministrative e quindi pesano e molto le figure dei candidati, ma, oltre al dato omogeneo della caduta del pdl, c’è quello altrettanto omogeneo del successo del movimento 5 stelle [meno al sud, ma questo fa parte di un'attenzione necessaria a capire] che sono invece dati politici importanti. a me sembra si siano configurati piuttosto in queste amministrative italiane, una serie di elementi rintracciabili ciascuno nelle elezioni d’altrove [grecia, land tedeschi, francia] ma con un dato di assenza forte, quello di una sinistra radicale – sotto antiche o nuove bandiere – significativa. e questo dovrebbe interrogare non poco, anzi. infine, mi sembra interessante valutare, riguardo l’orientamento del consenso, come la televisione – ossessione “democratica” – non conti praticamente nulla, come anche che “il partito di scalfari”, “la repubblica” – ossessione dei partiti e dei politici – valga altrettanto poco da questo punto di vista, se non a “stringere a corte” i già-fedeli. ma queste sono buone notizie.

    • Roberto

      8 maggio 2012 at 10:25

      Sottoscrivo in pieno il commento di Lanfranco. Fare finta che non sia successo niente non ha senso. Soprattutto per la sinistra radicale italiana in vista delle elezioni politiche dove non basta mettere in campo un buon candidato ma bisogna avere una prospettiva e un programma politico che non sia solo quello di accodarsi al PD ad ogni costo. Io per intanto ho già deciso che il voto a Sel, idv, o ad altri, per fare un governissimo con udc e terzo polo non lo darò mai. Nel caso voto M5S… almeno hanno un programma alternativo.