Il Berlusconi-Grillo pensiero
che punta a distruggere lo Stato

Aurelio Mancuso Pubblicato da
il 30 aprile 2012.
Pubblicato in Politica.

Il fenomeno Grillo è speculare al ciclone Berlusconi, molte delle pose mediatiche identiche, scelte tattiche comunicative sovrapponibili, linguaggi volgari mischiati a pseudo alti valori etici in ogni discorso pubblico. Se Berlusconi ha il tarlo delle giovani e giovanissime donne, Grillo trascende sui gusti sessuali altrui, per esempio colpendo in diversi comizi Nichi Vendola. I due personaggi, ricchi perché si son fatti da soli, hanno solo un elemento di sfasatura: il primo è diventato un politico che aspira anche a far ridere, il secondo è un comico che tenta di diventare un politico. Niente di loro ha il sapore della politica vetusta dei partiti classici, persino di quelli personali, perché le loro figure non si possono paragonare a Di Pietro o a Fini, Grillo e Berlusconi, sono due prodotti della pura pubblicità. E’ sublime oggi vedere Santoro, Formigli, Travaglio, Guzzanti e altri, farsi attorno alla figura di Grillo essendo stati strenui e in alcuni casi imbarazzanti, anti berlusconiani. D’altronde la sinistra televisiva è talmente ghiotta di favole, che quando non ne riesce a produrre, si alimenta di quelle altrui. Fa tenerezza costatare, che non vedano, questi guru della comunicazione sinistra e populista, che il format Grillo è identico a quello di Berlusconi, che cambiano i fattori, ma il risultato non cambia: entrambe agognano la distruzione dello Stato italiano.

In fondo a questi bontemponi sempre più a sinistra degli altri e sempre lì a lanciar anatemi, sta bene lo sfascismo popolano di Grillo, che li usa come gli pare, se ne gode tutte le inutili genuflessioni. Grillo spacca il video con un prodotto che dal punto di vista dell’originalità è zero, nel senso della qualità poca roba, ma il suo personale di ricco comico che arringa le folle come in un sempre verde spettacolo di cabaret, supera tutto, persino le solenni celebrazioni della liturgia delle antiche famiglie politiche. Beppe è irresistibile, sembra uscito da uno spot anni ’60 della tv in bianco e nero, con quel suo faccione tra il malinconico e lo sfottò, fa empatia, t’ingombra quei secondi di attenzione necessari per farti rimanere fissi i suoi vaffa che riassumono con grande sapienza tutto il qualunquismo così amato dagli italiani. Il suo genere si confronta, come quello di Berlusconi, con i dinosauri di una classe politica consunta da decenni di potere disastroso, arrogante, consolatorio, che ha saputo rendere opache anche le sue espressioni sociali più alte che hanno operato per il bene comune. Berlusconi ha saputo devastare senso comune, rispetto dei ruoli istituzionali, regole, uscendone però travolto, forse consapevole che lui stesso è stato usato dai poteri veri, che lo hanno assecondato, gli hanno dato gli strumenti legislativi per impadronirsi della tribuna mediatica, e poi, quando non era più funzionale seppellirlo nel ridicolo.

Grillo ha una marcia in più, sbagliano i partiti a riferirlo alla già superata anti politica, lui è l’@politica, per questo non ha necessità di superare soglie di consenso elettorale. L’@politica nasce dalla comicità populista già negli anni ’80, si è lentamente ma scientificamente espansa nella rete, ha fatto dell’esclusione tv la sua forza, e ora la tv la insegue, la pone sul trono e la adora e la odia. Tutti i senza parola, i senza volto tv si riconoscono con il rancore di Grillo- Santone, e non gliene importa un fico secco se il Movimento 5 Stelle è un corpo estraneo alla democrazia formale, se il comico detiene la proprietà del simbolo, espelle chi gli pare senza dover dare spiegazioni, non è in questo modo che i partiti che hanno goduto di un abnorme finanziamento pubblico, potranno fermare il default di affidabilità in cui si sono cacciati. Berlusconi, Bossi, Grillo sono un virus che una volta introdotto non si ferma perché il sistema operativo lo riconosce e tenta di combatterlo; il virus si alimenta di tutti i difetti dell’hardware e del software e vi permane. Basta ascoltare per intero i comizi apparentemente sconclusionati di Grillo per comprendere che i file sono bacati, ma viaggiano assai bene tra i Wi-Fi e le sinapsi dei popoli virtuali e in carne e d’ossa. Soluzioni? Computer nuovi, sistemi operativi inediti, robusti programmi.

 

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9 Responses to Il Berlusconi-Grillo pensiero
che punta a distruggere lo Stato

  1. Sam Moser

    6 maggio 2012 at 00:00

    x Paolo : e comunque questo Stato cosi’ com’e’ e’ un dovere democratico da diffondere alla maggioranza dei cittadini nella sua distruzione e smantellamento su come e’ fatto e ricostruzione partendo dal pulito.

    Questi diritto-dovere ( leggi Locke ) e’ tutelato nella costituzione degli USA e anche da noi dovrebbe essre tale : quando uno Stato ed un Governo diventano despoti e non rappresentano la volonta’ della gente devono essere cambiati anche ricorrendo alla difesa con, all’estremo, le armi…ed e’ questo che il famoso 2ndo emendamento rispecchia nel suo spirito e nella difesa di individualismo, liberta’, democrazia, etc.

  2. Sam Moser

    5 maggio 2012 at 23:57

    x Paolo : ma e’ esattamente cio’ che la sinistra/DS/PCI etc. ha sempre voluto sin dagli anni ’40, essere una specie di Jugoslavia sotto Mosca.

    La verita’ e’ che il lavoro e’ duro ma va fatto e l’ideologia va messa da parte. La nuova sinistra e tutta l’Italia stufa di questa politica di oggi deve essere cio’ che l’America del 1776 fu con gli Inglesi e il loro dominio, tasse e mancanza di democrazia e liberta’. Credo che sia Grillo che Berlusconi e la Lega riflettano la realta’ ed i desideri della gente comune. Sono gli “apartichick” dei partiti che massacrano le idee e la buona volonta’.

    Vogliamo piu’ tasse? NO Volgiamo tasse sui sacrifici netti da tasse ( leggi prima casa ) con cui dopo decenni magari abbiamo realizzato qualcosa? NO
    Vogliamo pagare per questa massa di delinquenti aristocratici che se ne fregano e non rappresentano la gente? NO….

    Potrei continuare ma la difesa del territorio, delle aziende, delle ideee e del made in Italy va fatta iniziando a distruggere questa massa di approfittatori e sanguisughe e si continua abbattendo la mentalita’ da Soviet della sinistra marcia e lasciando spazio a vera democrazia e liberta’ sia a destra che a sinistra riformulate nelle loro idee e concetti da una bella pulizia e dal terremoto sociale causato dalla crisi.

    La battaglia diventa di civilta’ non di incivilta’ e libero dominio senza rappresentativita’ da parte di un elite di banchieri, finanzieri e di pseudo-intellettuali.

  3. Paolo

    4 maggio 2012 at 10:30

    Pienamente d’accordo. Il virus si insinua perchè l’hardware è marcio – l’Italia è devastata culturalmente e socialmente fin dalle basi, i vertici fanno schifo le masse sono inermi qualunquiste e ignoranti.
    Rimedi? Farsi occupare (NON MILITARMENTE ma economicamente) dagli stranieri, lasciare che gli stranieri si comprino le nostre aziende decotte e diventino imprenditori, arare l’Italia per consentire che nasca qualcosa di nuovo.
    Questo è e ci sarà comunque dato di assistere, anche più velocemente di quanto previsto
    Paolo

  4. Angela Azzaro

    Angela Azzaro

    30 aprile 2012 at 17:45

    @mario a parte il tuo tono non proprio gentile, ti annuncio che i prossimi giorni pubblicheremo un pezzo del nostro direttore che in parte prova a darti una risposta o che comunque in parte conferma la tua posizione. Spero possa interessarti

    • mario

      30 aprile 2012 at 18:38

      il tono era un po’ grillino :)
      ovviamente non ce l’ho con voi. è più un’imprecazione contro la mala sorte.

      • gli Altri Online

        gli Altri Online

        30 aprile 2012 at 19:23

        mario devo dire che quando ci vuole ci vuole

  5. Aurelio Mancuso

    30 aprile 2012 at 17:42

    Caro Roberto, grazie per il complimento e come sai noi siamo sempre a disposizione! Caro Mario, le divisioni della sinistra sono note, certo non avere la volontà di superarle ingenera ulteriore sfiducia
    Aurelio

  6. mario

    30 aprile 2012 at 15:04

    Non è che magari è anche un po’ colpa di qualche testa di caxxo che ritiene necessario fondare un partito sulla base delle sue preferenze in fatto di genitali degli angeli?
    Io grillo non lo voterò ma quando vedo quanto siamo stronzi, la tentazione mi viene.
    Potreste, gentilmente, fare un articolo di approfondimento in cui spiegate qual’è la VERA differenza tra tutti i soggetti sotto elencati?
    -Partito dei Comunisti Italiani‎
    -Partito della Rifondazione Comunista‎
    -Sinistra Critica‎
    -Partito Comunista d’Italia (marxista-leninista)
    -Sinistra Ecologia e Libertà
    e sorvoliamo sulle centinaia di organizzazioni paracomuniste territoriali…

  7. roberto

    30 aprile 2012 at 11:12

    Per ora, congratulazioni per l’articolo.
    Poi mi piacerebbe approfondire e continuare il dialogo.