“La sinistra? Noiosa”. Fulvio Abbate inizia a collaborare con Gli Altri

Nicola Mirenzi Pubblicato da
il 27 aprile 2012.
Pubblicato in Le Altre Idee.

«Il vostro è un giornale che anche senza grandi mezzi economici riesce a esprimere una grande qualità e vivacità. Non puzza di conformismo. E questo non è poco se pensi che anche i giornali più insospettabili operano un controllo sulle idee e sulle opinioni dei loro collaboratori». Fulvio Abbate, scrittore, fondatore della prima televisione monolocale italiana, Teledurruti, inizia da oggi la sua collaborazione con il nostro giornale, firmando un articolo pubblicato nel numero del settimanale che trovate in edicola.  «Ho deciso di collaborare con voi perché ho ritenuto che una seria di riflessioni che non avrebbero potuto trovare spazio altrove sarebbero invece state accolte dal vostro giornale come un plusvalore, come un segno di vivacità culturale, un valore aggiunto».

Inizi a collaborare con noi in un momento politico molto particolare. Il dibattito a sinistra è: Mario Monti è uno dei nostri o no?

Io non sono più di sinistra. Io rispondo a un solo principio, quello di Albert Camus: «Mi rivolto, dunque siamo».

Cioè?

Mi rifiuto di essere di sinistra perché nel corso della mia storia ho scoperto che in nome della comune appartenenza dovevo pagare un prezzo per la mia vivacità intellettuale. Ma io sono una artista. Non posso piegarmi a questo.

Chi ha fatto più danni nella sinistra italiana?

La sinistra italiana ha pagato un prezzo elevatissimo a un mediocre che risponde al nome di Walter Veltroni. Il quale, per seguire la sua vocazione maggioritaria, ha cercato di normalizzare ogni cosa. Io non sono stato mai né mai vorrei essere un intellettuale organico. Sono orgoglioso di essere stato definito un ingestibile. Questo è il dovere di un’artista e di un intellettuale. Essere ingestibile.

Sono tempi difficili per gli intellettuali, questi.

Sì, lo sono. Io, per far sopravvivere la mia vivacità intellettuale, in questi anni di mediocrità mi sono dovuto dotare di una televisione monolocale che si chiama Teledurruti.

Uno spazio dove fai a pezzettini un po’ tutti, ma soprattutto i guru della sinistra.

La sinistra non sa cosa sia l’ironia e il sarcasmo. S’identifica con la faccia di Michele Serra e quella di Conchita De Gregorio. E credo di aver detto tutto.

Hai sentito cosa ha detto Napolitano di Beppe Grillo?

Le dichiarazioni di Napolitano sono vergognose. Che questo signore attacchi Grillo per fare da sponda a un Pd che si sta cacando sotto per i voti che non avrà e che invece ritiene che gli appartengano è semplicemente vergognoso.

Simpatizzi per Grillo?

Io ormai ho raggiunto un’età nella quale non devo più pormi il problema di definire quanto Grillo sia demagogo. Figurati quanto possa farmi simpatia un’organizzazione politica come quella di Grillo, nel quale lui fa il gran maestro e gli altri seguono. Però devo constatare che il terrore di molti – e segnatamente della sinistra – è una roba penosa, che non tiene conto di un fatto: i voti non sono suoi. È un vecchio vizio che viene dal Pci, questo.  Ma la differenza è che allora c’era un richiamo al senso della responsabilità, eccetera. Ora sono solo dei dementi che invece di andare a puttane vanno alle sezioni del Pd.

Vendola invece?

Vendola, che conosco, e per cui provo simpatia e stima, è invisibile nel dibattito. Il fatto che debba preoccuparsi delle inchieste che gli arrivano dalla Puglia non giustifica il suo silenzio e la sua assenza. Anche a costo di spogliarsi nudo e salire sulla cupola di San Pietro dovrebbe farsi vivo.

Forse è questo il modo giusto per vincere.

Guarda, la cosa più terrificante non è perdere. Non c’è scritto da nessuna parte che bisogna vincere. Si può anche perdere, ma l’importante è provare un grande senso di pienezza. Perché ogni volta che in questo paese la sinistra ha vinto sono stati anni devastati da un conformismo ripugnante.

A proposito di conformismo, perché hai dedicato il tuo ultimo libro a Pasolini, lo scrittore più celebrato da desta sinistra e centro?

Io ho scritto tre libri su Pasolini. Ma di recente sul Corriere della Sera li ho abiurati tutti.

Perché?

Perché Pasolini è diventato una sorta di Padre Pio della retorica civile. E allora glielo lascio interamente a Walter Veltroni e a questi qui. Non ne voglio più sapere.

Stai dicendo che è meglio non leggerlo più?

No, leggerlo si può. Perché alcune sue pagine sono straordinarie. Il problema è che devi fare i conti con la retorica su Pasolini. Io ho cercato di spiegare cosa sia stato per la società italiana, ma mi sono reso conto che è impossibile.

Oltre al conformismo, qual è la cosa che ti fa più schifo?

Il fatto che in questo paese devi vergognarti di essere povero. Ti devi maledire per essere figlio di nessuno, perché solo sei il figlio di qualcuno puoi accedere nel mondo del lavoro e alla gratificazione professionale.

 

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7 Responses to “La sinistra? Noiosa”. Fulvio Abbate inizia a collaborare con Gli Altri

  1. Duccio

    4 maggio 2012 at 09:44

    Egregio Sig. Fulvio Abbate,
    Come mai, quando l’avvertii mesi fa del fatto che un utente anonimo riempiva diverse pagine del suo blog con messaggi diffamatori rivolti alla Sig.ra Valse Tenera, la sua risposta mi lasciò intendere che tale segnalazione era ritenuta da lei più fastidiosa che vedere il proprio sito invaso da spam offensivo e volgare? Ma non doveva essere controcorrente, uno che è disposto a dialogare con gli altri, diversamente dai nostri politici? Invece sa che impressione ha dato? Di un sovrano che ha un regno dove può decidere vita e morte di chiunque, di chi siccome ha già raggiunto la perfezione elevandosi al di sopra di tutti gli altri esseri umani disdegna di abbassarsi a parlare con loro e men che meno ad accettare qualsivoglia consiglio. Ma lo sa almeno che si sta rendendo complice di un reo di diffamazione a mezzo Internet? Lo sa che su un altro sito diverso dal suo dove il troll che da cui ho tentato, ahimè invano, di metterla in guardia ha scritto una cinquantina di commenti diffamatori (molti meno di quelli che lei ospita accondiscendente sul suo blog) la Polizia Postale sta indagando per risalire all’individuo anonimo per poi procedere penalmente? E facendo 2+2: lo sa che se la PolPost venisse avvisata e facesse lo stesso sul suo blog, sapendo che nonostante i ripetuti avvertimenti lei si è costantemente rifiutato di prendere provvedimenti contro il troll quasi a volerlo difendere schierandosi apertamente dalla sua parte, potremmo liberarci una volta per tutte di lei e del suo luna park (“baracconata”) o circo ambulante (“pagliacciata”)? Tralasciando per un attimo l’aspetto puramente legale, dovrebbe chiedersi come si sentirebbe se ci fosse qualcuno che spammasse in giro per la rete messaggi in cui non fa che calunniarla e denigrarla, al solo scopo di svilirla e di farla passare per un poco di buono agli occhi dei navigatori internettiani, ma ormai ho già imparato che far appello alla sua coscienza è come sbattere ripetutamente la testa contro un muro… Ah, ultima cosa: concordo in toto coi Sigg. “Fuori fuoco” e soprattutto “militante”.
    Duccio

  2. rita

    28 aprile 2012 at 21:04

    Sull’ultimo punto non sono d’accordo.
    Io mi benedico per essere figlia di nessuno e – parere personale – i mezzi economici molto limitati hanno anche un loro fascino.
    Quando ce la fai ad arrivare alla fine del mese (e non solo in questi anni di crisi), ti senti un po’ orgogliosa. E’ una scemenza? Non lo so, per me è così.
    E comunque non vedo intorno a me gente che si vergogna di essere povera e di dover sempre ed eventualmente arrivare dopo i raccomandati e i privilegiati, vedo gente sempre più incazzata.

  3. militante

    28 aprile 2012 at 16:18

    Mah, a me sembra un altro intellettuale (autonominatosi tale) che partendo da se stesso (come se il “se stessi” fossi il centro del mondo) sputa giudizi e sentenze su tutto e tutti senza sporcarsi le mani con la realtà e dimostrare la bontà delle proprie idee.
    Mi colpisce particolarmente il giudizio sul PD e sui suoi appartenenti (quelli che invece che andare a puttane vanno nelle sezioni).
    Non che stimi molto il PD, anzi, tuttaltro. Ne penso tutto il male possibile. Ma mi pare che il giudizio di Abbate rischi di qualificare più chi lo emette che i destinatari.
    Il resto delle argomentazioni politiche sono talmente banali e qualunquiste che anche il macellaio saprebbe fare di meglio (e speriamo che non si offenda, il macellaio intendo).

  4. marco tarantino

    27 aprile 2012 at 20:51

    Complimenti per questa bella collaborazione. Una voce libera e corrosiva in un giornale libero. Certo, solo Abbate può riuscire nell’impresa impossibile di scrivere contemporanemente su Gli Altri e sul Fatto.

  5. Fuori fuoco

    27 aprile 2012 at 20:08

    D’accordo sulla sinistra. Certo però che anche il Fulvio in quanto a noia e prevedibilità non scherza mica. Provocazioni sempre così noiosamente attuali, come questa cosa del “non sono più di sinistra”… o del “Pasolini”… all’unisono con l’ovvio. Esordirà scrivendo male di De André cantato da Fabio Fazio e Saviano? Sempre le considerazioni più facili e scontate.

  6. Kisciotte

    27 aprile 2012 at 19:32

    È già scritto nel primo commento: un grande acquisto. Complimenti. Auguri per la testata e per la vostra collaborazione con Fulvio.

  7. Martin Sileno

    27 aprile 2012 at 11:30

    Una delle persone più libere e fuori dagli schemi che ci siano in Italia. Un grande Acquisto per Gli Altri