Alenia-Fornero: 10 a 0 per le tute blu
(Ma di cosa aveva paura Camusso?)

Nanni Riccobono Pubblicato da
il 23 aprile 2012.
Pubblicato in Attualità.

Chissà che cosa era venuto in mente a Susanna Camusso, la segretaria generale della Cgil, per sconsigliare alla ministra Fornero di accettare l’invito degli operai dell’Alenia di Caselle a discutere della sua riforma del lavoro. Aveva usato quasi toni minacciosi: andare in fabbrica, aveva detto, è una provocazione. Come a dire: attenta, sono pericolosi, per te.

L’incontro che c’è stato stamattina invece è stato, come era ovvio, non solo civilissimo e pacato, con tanto di applauso finale alla ministra da parte delle tute blu, ma perfino – crediamo – utile. Fornero non ha convinto gli operai di aver messo su una riforma accettabile. Né gli operai hanno spostato l’algida ministra di un millimetro dal suo acceso mercatismo.

Ma mille operai dei due stabilimenti torinesi di una fabbrica importante che si confrontano così con un membro dell’esecutivo intanto serve – si spera! – a guadagnare una attenzione dei media un po’ più rispettosa. Fin qui avevano dipinto la Fiom come un pericoloso covo di comunisti mangiabambini, irragionevoli e pretestuosi nelle loro richieste.

Ma la Fiom, i cui iscritti (come quelli delle altre sigle sindacali, in verità) hanno abbondanti ragioni per incazzarsi al di là della buona educazione, è un sindacato di massa in grado di gestire il conflitto con gli strumenti della democrazia. Il conflitto c’è, eccome. Airaudo, segretario della Fiom piemontese, è uscito dall’assemblea affermando che non solo lo sciopero generale resta più necessario che mai, ma che dovrà davvero fermare tutto il paese. 

Chi c’era racconta: Fornero è stata molto brava, gli operai le hanno fatto moltissime domande (hanno parlato solo le tute blu, gli impiegati non si sono sentiti), non si sono intimoriti dalla supercazzola governativa che sostiene di aver pensato la riforma per aiutare i giovani e le hanno contestato i provvedimenti finanziari con molto realismo. Se lei infatti diceva sulle pensioni che in Italia si lavora poco, le chiedevano: “Scusi ministra, ma lei ha mai montato a mano un carrello sotto la pancia dell’aereo? Perché se non l’ha mai fatto ci lasci dire che non è la stessa cosa che sedere dietro una scrivania in termini di fatica, di stress e di pericolo…”. Poi l’art. 18: nessun lavoratore è disposto a mollarlo. Non c’è nessun motivo per farlo e smantellarlo serve solo a dare mano libera in fabbrica contro il sindacato. E così via.

Sempre chi c’era dice anche che è stata una vera assemblea operaia, non una cosuccia di facciata. E che Camusso ha fatto una figuraccia con la sua uscita di qualche giorno fa: come se non volesse un incontro diretto lavoratori/ Fornero. Perché?

Be Sociable, Share!
Puoi seguire gli aggiornamenti di questo articolo tramite il feed RSS 2.0.
Both comments and pings are currently closed.

4 Responses to Alenia-Fornero: 10 a 0 per le tute blu
(Ma di cosa aveva paura Camusso?)

  1. lamica

    30 aprile 2012 at 19:09

    X Tenera Valse alias Sofia Natella o Sophieboop, alias Barbara alias B.B. e co. = UNA E TRINA -

    AMBASCIATA
    Ieri ho detto a ‘na rondinella,
    si me faceva un’ambasciatella a Tenerona/Sofia,
    che pe quanto è ‘gnorante, è da tutti massacrata e
    poi abbandonata:
    ie devi di alla sora Valse/Natella, che se deve vergognà,
    ch’è ‘na impertinente e nun sà scrive gnente.
    Se deve trova n’ impiego da pulitrice,
    p’evità l’umiiazione de fasse di ch’è n’puttanone.
    Anche se cè l’ha messa tutta,
    na’ ancora capito ch’è arrivata alla frutta.
    Die che nun’è ne brava ne onesta,
    perché usa male la testa, è nà pora
    stupidella, che scureggia dalle cervella.
    Se crede da esse na’ bella pavoncella,
    ma è solo na’ botticella.
    Le pellacce ie pendono dalle braccia,
    tanto da toccasse co’ culo e panza.
    St’ astuta da strapazzo se maschera sempre da pupazzo,
    fantoccio budellone, che tra l’artro è pure coione.
    Co’ le rose smazzolate se deve pià solo che a frustate.
    Er cervello ie perde corpi, a sta buciarda da quattro sordi.

  2. Sam Moser

    26 aprile 2012 at 22:08

    La Camusso aveva paura di perdere il suo posto di lavoro da “intermediaria” inutile ed essere licenziata…

    Questo dimostra di come siano distaccati dalla realta’…

  3. Andrea

    23 aprile 2012 at 22:19

    P.s. La Camusso ed i suoi pregiudizi distruttivi lasciano il tempo che trovano. Continuare a cavalcare demagogicamente tali situazioni da parte sua è piuttosto ridicolo…

  4. Andrea

    23 aprile 2012 at 22:11

    Che bello! Questi sono i fatti che tengono accesa la mia speranza di abbandonare l’oligarchia! Finalmente chi lavora, e dunque subisce gli effetti della riforma, può esprimere direttamente a chi lo rappresenta il proprio parere. Sebbene potrebbe non essere influente questo incontro nelle decisioni della ministra, è comunque importante. Infatti solo così, con l’espressione da parte dei lavoratori dei propri bisogni e la considerazione di essi da parte dei politici, si può sperare di ottenere una democrazia rappresentativa efficiente.