S.Giovanni, maxi-retata in differita
Il messaggio: se ti ribelli passi i guai

Andrea Colombo Pubblicato da
il 20 aprile 2012.
Pubblicato in Attualità.

Trentacinque misure cautelari, o giù di lì: la cifra esatta non si riesce a capire. Non arresti in piena regola, con tanto di prigione, ma solo perché la Procura di Roma non ha ottenuto quanto chiedeva e ad ogni buon conto ha già fatto ricorso. Quei 30 o 35 o chissà quanti pericolosi criminali li vuole in galera.

Questa retata di massa degna di operazioni belliche contro una criminalità potente e ben organizzata colpisce ragazzi e ragazzini colpevoli di aver fatto a botte con la polizia. Tirando pietre e corpi contundenti raccattati per strada, probabilmente qualche molotov: non colpi di rivoltella. Non sono stati colti sul fatto: gli occhiuti guardiani dell’ordine pubblico sono andati a bussargli a casa oltre sei mesi dopo i fatti, che datano 15 di ottobre. Giorno in cui, checché ne abbiano scritto ciarlatani indegni, non è stata messa a ferro e fuoco Roma. Giorno in cui checché ne abbiano detto politicanti d’accatto, la capitale d’Italia ha registrato solo alcuni scontri tra manifestanti e polizia: forse per la milionesima volta nella storia capitolina.

Non si tratta di intemperanze di qualche giudice particolarmente ancora più innamorato della forca dei colleghi. Assistiamo colpevolmente muti e stupidamente immobili a una strategia precisa, fatta di “flagranze differite”, arresti di massa, condanne esemplari. Condanne, per inciso, che dovrebbero far tremare i polsi a qualsiasi persona dotata di buon senso, democratica o meno che sia: quattro o cinque anni per qualche sasso contro i blindati a carico di ragazzi di vent’anni o poco più. E non uno dei tanti dotti commentatori che proliferano sui giornali e in televisione a segnalare una certa qual esagerazione. Gli indignati di professione han perso tutti la rovente favella.

Questa strategia ha un nome noto: si chiama deterrenza. Avverte i potenziali ribelli, i molti scontenti, le vittime del “risanamento” ordinato da Bruxelles: stiano ben attenti, ci pensino dieci volte prima di osare ribellarsi. Rischiano grosso e non troveranno nessuno a difenderli.

La giustizia non c’entra, la difesa contro il vandalismo è una barzelletta, i pistolotti sulla legalità sono pura ipocrisia. Qui c’è solo un potere che difende se stesso senza esclusione di colpi. Un potere che ha perso il senso della misura perché sa che repressione e prevenzione vanno sempre a braccetto. Un potere che ammanta con altisonanti concetti l’esercizio di un arbitrio di fatto. Un potere che piano piano, giorno dopo giorno, aberrazione dopo aberrazione, cerca di riapplicare all’ordine pubblico la stessa logica tirannica e radicalmente antidemocratica che ha già sperimentato con successo nei luoghi di lavoro.

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One Response to S.Giovanni, maxi-retata in differita
Il messaggio: se ti ribelli passi i guai

  1. riccardo

    20 aprile 2012 at 19:44

    Ahimé, nulla di nuovo sotto il sole ! Si è cominciato qualche mesa fa con gli arresti dei NO TAV della Val di Susa e si prosegue ora con questi ! Condivido tutto quanto scritto da Colombo e mi chiedo: Smonti, Frignero e Tàssera si rendono conto che – così facendo – ci stanno spingendo verso l’unica, ovvia, terribile alternativa…? Spero davvero che una qualche forma di spirito santo – o laico – li “illumini”. Ma ci credo poco….