Un sindaco da sempre contrario alla linea Torino-Lione, e dunque ragionevolmente definibile NoTav, scrive un’ordinanza per chiedere una verifica su una piccola casa ritrovo dei NoTav sorta abusivamente nella piazzetta centrale del suo paese, ma ottiene invece come risposta l’espulsione dal proprio partito. Il partito è Rifondazione Comunista, a cui Ezio Paini è iscritto dal 1991, dopo ventotto anni di militanza Pci.
Il luogo è Giaglione, circa 700 abitanti in stragrande maggioranza di sinistra e contrari al Tav, ma a disagio nel quotidiano perché l’unica strada per raggiungere il cantiere dell’alta velocità di Chiomonte è un sentiero che passa di lì, e la casetta di legno e lamiera sorta da qualche mese vicino alla scuola ospita spesso persone giudicate (da Paini e, pare, dalla cittadinanza) “brutta gente”, “pericolose”, “che fanno paura”. Il sindaco non può fare a meno di ascoltare le lamentele della sua comunità (a lamentarsi soprattutto le madri dei bambini che frequentano la scuola), e scrive. Che sia un legalista lo si sa da sempre, al punto che – come ricorda lui stesso al segretario in una lettera – Paolo Ferrero lo aveva soprannominato “Di Pietro”. «Non ho cambiato di una virgola la mia intransigenza contro chi compie violazioni di qualsivoglia natura» aggiunge, sempre nella lettera. Paolo Ferrero dice di non sapere molto della vicenda, ma l’espulsione arriva veloce. Perché le ragioni della comunità di cui Paini è sindaco devono farsi da parte di fronte a interessi più grandi, alla linea ufficiale del partito che è NoTav.
Va detto che non sono poche le voci NoTav che indicano in Paini un SiTav mascherato, che vuole screditare il movimento, che ricorre odiosamente a descrizioni dei militanti che rasentano l’ingiuria. Può darsi. Ma le voci dissenzienti vanno tacitate in questo modo? La dialettica interna di cui si è lamentata l’assenza in tutta la storia del Pci torna ad essere troppo difficile da accettare e gestire? E poi, la posizione che vuole che in nome di interessi più grandi vadano sacrificate le istanze locali, non suona stonata, non racconta una storia opposta a quella del movimento NoTav?
Sacrificare il singolo al partito, la comunità allo stato, il particolare al generale, le minoranze in favore delle maggioranze. L’abbiamo visto sempre. Non vorremmo, anzi non vogliamo vederlo più. Se il movimento NoTav ci piace è perché grida forte e combatte per il diritto inalienabile della mosca di vivere anche in un mondo di elefanti. Dopo millenni in cui, che si chiamasse Impero, Stato, Ideologia, Chiesa o Partito, quando il Potere ha preteso di ridurre il reale con la forza a facili schemi ha schiacciato e creato orrore e caos anziché gioia e ordine, la necessità di un rovesciamento di prospettiva sembrava evidente. “Individuo”, “localismo”, “diversità” non possono tornare ad avere il valore di parolacce quando si presentano casi specifici, concreti. Di più: reagire con l’espulsione al dissenso (e qui non importa se questo dissenso rappresenti i veri problemi e stati d’animo di una comunità; potrebbe essere frutto di posizione personale persino sbagliatissima) è comunque inopportuno, non democratico, illiberale. Di più: dato che Ferrero non è entrato in merito alle contestazioni di Paini, come non l’ha fatto il segretario provinciale Locatelli che si è limitato a dire che «ogni ordinanza, divieto o provvedimento che possa limitare l’attività del presidio NoTav è incompatibile con l’appartenenza al partito, da sempre schierato con il movimento», è chiaro il ritorno all’idea che i fatti debbano cedere il passo ai pregiudizi e l’osservazione diretta sia poco rilevante. E allora, impossibile non ricordare un poco nobile precedente.
Tra le tantissime espulsioni operate dal Pci (i non staliniani di varie epoche, Silone, Terracini, Spinelli, il gruppo del «manifesto», Pasolini…), ce ne fu una che colpì un tesserato importante, Aldo Cucchi, apprezzato nel partito fino a quando, di ritorno dall’Urss dov’era stato con la delegazione italiana, non ebbe la sfacciataggine e temerarietà di mettersi a narrare ciò che aveva visto. Impensabile. Gli altri membri della delegazione si affrettarono a sconfessarlo, ma lui niente, s’impuntò con l’onestà del testimone oculare che in nome della realtà della propria esperienza è disposto a rivedere – e dolorosamente, come si può immaginare – le posizioni ideologiche di anni e anni di vita.
Espulsione no, cara Rifondazione Comunista. Non da voi. Confronto, scontro, quello che volete. Ma i tempi di Cucchi, 1950 data della visita in Urss e 1951 anno dell’espulsione, sono lontani. O no?
susanna schimperna
24 aprile 2012 at 22:54
militante –
certo che è politica. non era questo in discussione.
“sconfinato amore”? e dove l’avrei scritto?
insomma, mi sembra che proprio non ci si capisca. c’abbiamo provato, possiamo esserne orgogliosi. ma evidentemente proprio non ci si riesce. accettiamo i nostri limiti, che dici?
militante
22 aprile 2012 at 14:52
Susanna, fare un articolo su una vicenda politica contingente è fare politica, che a te piaccia o meno (e che tu lo voglia o meno).
Non è una mia opinione, è un fatto.
Se avesso scritto articolo su quanto sono belle le piante in primavera, potevamo discutere come di un fatto “non politico”, ma in questo caso no.
Per il resto rispetterò le tue opinioni ma preferei che tu rispettassi anche quelle degli altri. Parlare dello “sconfinato amore per le espulsioni di un partito” non mi sembra granchè come inizio. Sbaglierò….
Paolo Frumento
24 aprile 2012 at 12:41
Grazie Susanna per l’invito, perchè non sono abituato a questi dibattiti. Con questo non mi tiro certamente indietro: in genere ci vuole del tempo per capire dove intendo andare a parare, perchè bisogna capire la leva di Archimede che mi muove e organizza. Le cose che posso dire di conseguenza, sono comprensibili o meno fino a quando non si ha avuto accesso a questa mia combinazione.
Io sono certamente per il singolo, ma non so fino a quanto sarei disposto a pagare. Il fatto che alcuni ‘singoli storici’ (mi vengono in mente Jan Palach nel 1969 e Jukio Mishima nel 1970), abbiano preferito tristi e spettacolori suicidi, invece del ricatto ( ma qui non è soltanto la società, è anche quello della paura della morte ad esempio), testimoniano estreme possibilità umane. E’ favorito chi crede nella frase ‘Il mio regno non è di questo mondo’. Certamente la filosofia del suicidio altruistico dei samurai per ‘sukkupu’ è molto lontana dal cristianesimo, però non tollera ricatti. Poi ‘Il mio regno non è di questo mondo’ può dire nulla, come cose sempre diverse partendo dal nostro far spazio alla voce dello Spirito che nulla ha a che fare con la filosofia. Crescendo in questa direzione si possono fare scelte singole perchè non si ha nulla da perdere.
patrizia
22 aprile 2012 at 13:16
A Militante: ti ringrazio per l’invito a distribuire volantini ,che sicuramente saaranno per una giusta causa,ma allo stato attuale propendo per una sana tirata di uova marce..
militante
21 aprile 2012 at 18:00
Susanna, in tutta onestà, la tua storia politica o le tue convinzioni personali ritengo siano ininfluenti in questa storia ed in questo articolo.
E tanto meno per “giustificazione” intendo che tu debba giustificarti di qualcosa. Il ragionamento era un altro.
Hai scelto (o magari ti hanno chiesto, ma fa uguale) di scrivere un articolo su una vicenda.
Un bravo giornalista racconterebbe la vicenda prima di tutto sentendo le due campane (o, se ce ne sono di più, anche le 3,4 o 5). Poi racconterebbe i fatti per filo e per segno documentandoli per quello che sono e non facendo paragoni iperbolici. Non me ne voglia il buon Ferrero ma rapportare il PRC al PCI è semplicemente fuori dal mondo. Così come parlare di epurazioni prendendo le mosse da un caso che ha ben altre motivazioni politiche e storiche.
Infine (ma per una persona che ha a cuore le ragioni del no-tav dovrebbe essere la prima considerazione) si dovrebbe valutare il risvolto politico di quello che si scrive. O credi davvero che il PRC abbia espulso il sindaco per “amore delle espulsioni”?
Non ti passa per il cervello che il PRC abbia molto più a cuore la sorte del movimento no-tav (con tutto quello che, anche simbolicamente, questo rappresenta) rispetto alle opinioni personali di un suo rappresentante?
Invece, l’articolo di tutto questo non parla e si limita a catalogare questa vicenda nel lungo elenco di piccole miserie della sinistra italiana.
Sarai anarchica, vendoliana, comunista o quello che ti pare ma dubito che tu sia così ingenua non da capire… anzi… ne sono sicuro…
P.S. se non ti bastano le mie poche righe (e se non bastano ai tuoi lettori) puoi fare un rassegna stampa della vicenda sui giornali nazionali (prendi magari il Corriere, Repubblica e la Stampa) e poi ti fai un’idea un pò più precisa di dove vogliono andare a parare i “poteri forti” e di come strumentalizzano questa questione.
In alcuni punti il tuo ragionamento somiglia al loro, e questo mi preoccupa, molto di più delle critiche al PRC……
susanna schimperna
22 aprile 2012 at 07:29
Militante –
Vedo che ancora non riesco a farmi capire.
Tu pensi sia necessario valutare sempre in prima istanza il risvolto politico di quello che si scrive, sostiene, scopre, esprime: io, semplicemente, no. L’insieme e il fine li percepisco e razionalmente costruisco in base ai singoli momenti. Questa, mi pare, la vera differenza. Profonda. Che c’entra molto, eccome se c’entra, con il mio definirmi anarchica.
Puoi pensare che la mia linea sia folle, distruttiva e autodistruttiva. Potrei pensare lo stesso della tua. Di sicuro sembrano molto divergenti.
Che vogliamo fare? Uno sforzo reciproco per rispettare ciascuno quella dell’altro, direi.
susanna schimperna
21 aprile 2012 at 15:52
e forse mi sono sbagliata sul pulitzer. non sono sicura si dia solo per inchieste o articoli assimilabili. non verifico su google, aspetto precisazioni da qualcuno che sappia. ammesso sia rilevante.
susanna schimperna
21 aprile 2012 at 15:49
susanna/militante –
non mi sono affatto giustificata. sottoscrivo e dunque riscriverei quello che ho scritto.
sono anarchica.
la mia idea – e da questa forse comprenderai quello che non sono riuscita evidentemente a trasmetterti né attraverso l’articolo né nelle mie risposte – è che il fine non giustifica mai i mezzi.
a volte, sì, ci sono posizioni e letture della realtà, fastidi e visioni, interpretazioni e concetti, su cui si converge con chi è molto diverso da noi sotto molti punti di vista. lo ritengo un vantaggio.
sono per tutto quello che unisce, e non per tutto quello che divide.
preferisco vedere le convergenze anziché i punti che ci portano allo scazzo.
non è un mio dato caratteriale (va detto perché spesso si propongono come pregi, anche a sé stessi, elementi del carattere, ed è un imbroglio), ma una conquista razionale. da cui non intendo recedere. dunque, se “faccio il gioco di”, e dopo il “di” c’è qualcuno le cui opinioni politiche dovrei combattere, non me ne preoccupo nemmeno un po’.
Ps rileggendo, diventano meno sentiti i complimenti che ti ho fatto per non aver attaccato le persone ma solo le loro idee. perché mi era sfuggito il sarcasmo sul mio coraggio. comunque: mai pensato con questo articolo – che non è un’inchiesta, quindi pulitzer escluso anche fossi in america; è un editoriale – di dimostrare coraggio o vigliaccheria. onestamente, non capisco qui il coraggio cosa c’entri. mai avuto la presunzione di credere o l’affettazione di far credere di correre qualche rischio per scrivere quello che scrivo. magari sbaglio? sì, mettiamolo sempre in conto, tutti: magari si sbaglia. ma si aggiusta il tiro condividendo e discutendo, non insultando. e neppure, su altri livelli, espellendo.
rita
21 aprile 2012 at 16:05
ottima risposta, Schimperna.
giusta la sottolineatura sul dato caratteriale.
militante
21 aprile 2012 at 13:17
gli ultimi 3 posto sono miei e non di Susanna. Non so come mai abbiano preso il suo nome e non il mio.
Me ne scuso prima di tutto con la stessa Susanna.
susanna
21 aprile 2012 at 00:43
Marino,
poni delle domande giuste, alle quali però l’articolo non da risposte.
L’articolo ti dice che il PRC ha espulso il sindaco per il suo “inguaribile amore per le espulsioni”. Mica ti ha spiegato come si è arrivati a questo provvedimento portandoti fatti, atti e testimonianze in contradditorio.
Evidentemente la realtà dei fatti è meno importante dell’ “inguaribile amore per le espulsioni del PRC”
susanna
21 aprile 2012 at 00:38
Patrizia, a braccetto con gli altri ci andrai tu.
Io, per il poco che posso fare, cerco di contrastare il governo. Domani, nella mia città, per esempio, parteciperò ad un volantinaggio contro le ventilate modifiche all’articolo 18.
Perchè non vieni anche tu?
Io non so se esiste o non esiste più la sinistra.
So che io esisto e cerco di fare qualcosa (per fortuna non da solo e con tanta gente che mi da il buon esempio).
Tu? Vuoi passare la tua vita a lamentarti? A fare come quei vecchi al bar che hanno vinto 20 Coppe dei Campioni senza aver mai toccato un pallone, ma solo rincoglionendosi il cervello di TV spazzatura sul calcio?
susanna
21 aprile 2012 at 00:33
certo Susanna, idiote sono alcune idee e la spazzatura montante anche a sinistra, non le persone. Lungi da me pensare che sia marcio il popolo della sinistra (se esiste). Ma sono marcissime alcune idee qualunquiste, ignoranti e idiote appunto (detto senza ironia) che hanno fatto breccia anche tra noi.
Però le persone, oltre a non essere idiote non sono nemmeno stupide (io almeno no, ma sono in ottima ed abbondante compagnia) e le tue giustificazioni non vanno a tua discolpa, ma semmai a parziale conferma di quanto scrivo.
Intanto perchè, proprio perchè ammetti di non essere di nessun partito (ma esistono persone che non parteggiano?) dovresti prestare più rispetto per la vita interna dei pochi partiti democratici rimasti. Magari riportando i fatti da vari punti di vista e non solo da quello che più è consono all’impostazione che vuoi dare TU alla vicenda.
Detto questo, io faccio parte di un partito e non dell’armata Brancaleone e, nonostante la nostra debolezza e le nostre deficenze (innegabili), siamo ancora in gruppo, che decide e che deve far rispettare le proprie decisioni. Non siamo un’ammasso di singoli in libera uscita. Questa impostazione non è nella storia dei partiti comunisti e nemmeno della sinistra (e sto parlando di storie molto più nobili e blasonate della nostra piccola e di provincia).
Il sindaco la può pensare come vuole, ma non può pretendere di imporre la sua volonta sul collettivo che è Rifondazione. Fa qualcosa di contrario alle idee dei compagni di Rifondazione e cosa dovremmo fare? Fargli una statua? Chiedergli scusa perchè la pensiamo diversamente? Gli abbiamo chiesto di ripensarci, gli abbiamo fatto presente che le sue idee non sono condivise e che trovavamo dannosissimo per il movimento no-tav il suo atteggiamento. Guarda come hanno cavalcato questa vicenda gli sciacalli del Corriere o di Repubblica con titoloni a tutta pagina sul sindaco “onesto che vuole allontanare dal suo paese pericolosi anarco-insurrezionalisti” e sul vecchio partito comunista residuo della storia (sottointeso, ma perchè non sbaracca e si toglie dai coglioni, pardon) che lo minaccia e poi lo caccia in piena tradizione sovietica (e qui anche tu non sfuggi alla facile demagogia nell’ultimo capoverso del tuo articolo).
Sta sbagliando Rifondazione? Forse, può essere, magari è anche sicuramente così. Ma Rifondazione è un collettivo che discute e decide, il sindaco di quel paese è un singolo che non discute e vuole decidere anche per gli altri.
Inoltre Rifondazione sa che sarebbe una catastrofe divide il movimento in buoni e cattivi, perchè è quello che stanno cercando di fare sia il governo che i giornali servi dei padroni che i potenti che vogliono mangiare intorno alla TAV.
Ogni azione che possa agevolare (anche indirettamente o in buona fede) questo disegno (e quella del sindaco lo era, magari suo malgrado) va evitata come la peste e Rifondazione questo ha cercato di fare.
Saremo sovietici, vecchi, moribondi, ma non siamo scemi e questi film li abbiamo già visti.
Nemmeno te ne sei accorta, cara Susanna, ma con il tuo articolo hai dato anche tu un piccolo contributo a questo disegno nefasto (intendiamoci, credo che tu lo abbia fatto in assoluta buona fede).
E comunque, quando giornali come “gli altri”, invece di spendere le proprie scarse energie a gettare fango su tutto quello che circola a sinistra e che non si adegua ad un certo andazzo, mettessero tutte le loro forze a ragionare su come si rompe quest’egemonia culturale della destra che ha prodotto tanti danni (tra i quali annovero anche i commenti idioti di cui sopra) avremo fatto un grossissimo passo avanti e Susanna potrebbe scorrazzare libera e felice per la Val di Susa invece di scrivere articoli così poco riusciti…
patrizia
20 aprile 2012 at 19:30
A Militante: perchè? Esiste ancora la sinistra???
Non mi pare che in Italia esista una vera opposizione di sinistra,tutti a braccetto d’amore e d’accordo!!Forse lei è l’unico che non se n’è accorto.
francesco
20 aprile 2012 at 13:28
dal costruttivo articolo di Susanna…..”Sacrificare il singolo al partito, la comunità allo stato, il particolare al generale, le minoranze in favore delle maggioranze”……mi fa scrivere quanto segue: Il mondo è malato, chi ostacola il “male” viene punito, chi ostacola il “bene”viene premiato. Considerando “BENE” un dente sano, “MALE” uno malato, in un pianeta governato per la stragande maggioranza dalla materia e dal denaro, il male “arricchisce”, il bene “impoverisce”. Le organizzazioni in generale credo che dovrebbero portare la loro missione a breve termine poi dissolversi pacificamente, altrimenti diventano istituzioni cariche di un’energia negativa che svuota i sani sentimenti degli stessi individui per dare posto ad una spinta di puro interesse materiale di esistenza
))
della stessa organizzazione, nella quale una “scheggia sana” dovrà subito essere eliminata
Luis
20 aprile 2012 at 02:05
Che palle questa palla del Comunismo: chi lo odia, chi lo ama e chi non se lo fila….. In ogni caso queste idiosincrasie acritiche sono il termometro del nostro tempo. Il sovietismo ha prodotto tanta fuliggine e disperazione ed è durato quasi ottant’anni. Il capitalismo postbellico ha prodotto illusioni, macerie culturali e spirituali e dura da meno di settant’anni. L’URSS è implosa nel suo stesso fango senza stragi e, riportando indietro le lancette della storia sociale al pre ’17, ha creato i mostri del neo capitalismo russo e diffuso panico ad un popolo che nel DNA , da quasi 100 anni, è priva di strumenti culturali e socialii di organizzazione privata. Ora la domanda, un quesito senza retorica e sentito: pensate che la crisi dell’Occidente,
nel caso dovesse finire male, si possa risolvere a tarallucci e vino? Si era partiti dalla NO TAV/RC. poi si scopre sempre qualcos’altro, triste. Oggi nelle università USA, nelle sedi della finanza moderna ed anche tra alcuni uomini di Fede europei ma non solo ha iniziato a circolare un nome che è stato odiato da qualcuno e travisato da moltissimi: Karl Marx. Questo con il Comunismo scibile c’entra poco, se bene ci riflettete; c’entra invece con la nostra salvezza sociale e non solo. Nel nome di Erik Satie, sempre…..
susanna schimperna
20 aprile 2012 at 01:51
Militante –
Non sono in alcun partito e la certezza che hai che io non possa soffrire Rifondazione Comunista è stupefacente.
Scrivo spesso su questo giornale perché non ne ho trovati di paragonabili sul piano della libertà di pensiero e della capacità di ricomprendere posizioni che da troppi anni (sempre?) sono state schematizzate secondo la facile (ma inservibile per leggere la realtà e ancora di più per cercare di incidervi) opposizione destra/sinistra.
I congressi e la vicenda di Liberazione mi riguardano zero. Figuriamoci le dietrologie connesse.
La mia insofferenza morale e razionale al progetto Tav è radicale (v. articoli precedenti sull’argomento).
Se quindi vuoi davvero vedere astruse intenzioni e motivazioni dietro questo articolo oltre a quelle espresse – che non mi sembrano poche e nemmeno poco chiare – bisogna forse che tu ricorra alla Cabala e a un’interpretazione esoterica.
Sull’idiozia, apprezzo che tu abbia distinto le idee dalle persone, dando degli idioti solo alle prime. Detto assolutamente senza ironia.
Marino
19 aprile 2012 at 23:43
Premesso che un provvedimento di espulsione (che a volte viene invocato e a volte viene negato a seconda delle cisrcostanze ndr) non implica necessariamente prevaricazione, non mi sembra affatto chiaro il motivo dell’espulsione: Perchè è un sindaco NO/SI TAV? Perchè scrive un’ordinanza per chiedere una verifica su una piccola casa ritrovo dei NoTav sorta abusivamente nella piazzetta centrale del suo paese? C’è un documento o una dichiarazione di Rifondazione che accompagna il provvedimento?
militante
19 aprile 2012 at 23:08
alcuni dei commenti superano l’articolo in idiozia, sia in senso che nell’altro.
Qualcuno grida allo stalinismo (SIC), altri ce la menano con la nenia del progetto politico morto (ma quante volte l’abbiamo sentita? Non è che è una speranza e non un fatto? Io comincio a sospettare che chi lo dice abbia più timore per il suo di progetto politico che per quello comunista. Mah!).
Alcuni invece insultanno Vendola a gratis, così, tanto per far vedere che i cretini ce li abbiamo un pò tutti nelle nostre file.
Che tristezza, come è ridotta la sinistra………
militante
19 aprile 2012 at 23:04
come al solito si approfitta di una vicenda che pochi conoscono e, soprattutto, che quasi nessuno può verificare di persona, per fare sciacallaggio su una forza politica con un progetto diverso (ed antagonista) al proprio.
Prima la favola dei “buoni” che vincono il congresso con il 45% dei voti e vengono cacciati (salvo andar via da soli alla catichella un anno dopo) dalla minoranza del 55% del partito che ha perso il congresso (che strana la matematica).
Poi la cacciata del prode Sansonetti, meritevole di aver portato Liberazione sull’orlo del fallimento e quindi da premiare con una riconferma ma che viene “cacciato” durante una riunione durante la quale tutti i suoi “amici” (sarà un caso) si allontanano prima del voto facendolo perdere (poi si scoprirà che, se non si fossero allontanati non c’era la maggioranza per farlo sostituire, ma gli amici erano già al bar a prendersi un caffè).
Poi ancora la triste vicenda di Liberazione del post Sansonetti, durante la quale il partito regala qualche milione di euro al giornale, vende gran parte del proprio patrimonio immobiliare per pagare i debiti del giornale e poi lo chiude perchè gli stanno sulle palle i giornilisti vendoliani (vi prego, chiamate l’ospedale psichiatrico!).
Oggi si prende una vicenda locale e la si butta in pasto all’opinione pubblica che non ne sa nulla perchè la commenti. Cioè commenti NON un fatto con le sue motivazioni (sentendo le 2 campane e spiegando per bene i fatti) ma l’opinione della gionarnalista e le sue accuse “velate” (SIC) ad un partito che non può soffrire.
Che inchiesta, che coraggio, che penna da premio Pulitzer!
Ma mi faccia il piacere, che squallido sciaccalaggio……..
Sam Moser
19 aprile 2012 at 20:26
x giulio mastrogiuseppe : e’ vero che c’e’ Vendola…e solo Vendola e sai perche’ Vendola vuole tanto andare a Roma, vero? Perche’ li’ c’e’ il Foro Romano…che a lui piace tanto…
Sam Moser
19 aprile 2012 at 20:24
…come volevasi dimostrare : bisogna distinguere tra “sinistra” ( se vogliamo ancora continuare a definirla cosi’ ) democratica e comunismo.
Comunismo nella sua realizzazione pratica ha creato solo disastri e sofferenze nonche’ l’istaurazione di regimi antidemocratici per cui “comunismo” o “rifondazione” di una ideologia delittuosa sono dissonanti con “sinistra” e con democrazia.
Quindi la faccenda di RC e Paino e’ una cosa del tutto interna tra personaggi che comunque secondo me fanno parte della storia.
E’ il futuro che fugge dalle mani della “nomenkaltura” e del “Politburo” comunista e della sinistra figlia del comunismo sovietico.
Si arrangino : si meritano l’un l’altro ma noi non ce li meritiamo entrambi.
gianclaudio
19 aprile 2012 at 19:04
non simpatizzo per i partiti,sono piu’ per le idee,che all’interno di un gruppo,possono sempre essere discordi in parte o buona,ma sempre materia di discussione,cacciare,e’ un non accettare confronti,e svilire un componente,un atto da manichei….libera nos domine
federico
19 aprile 2012 at 18:29
Un derby tra poveri….
Giaglione è un microscopico paese, noto quasi esclusivamente per la festa degli Spadonari.
Non conosco Paini e non ho alcuna simpatia per Rifondazione. Posso comprendere che gli abitanti abbiano fondati motivi di preoccupazione: le bande No Tav scorrazzano per il territorio creando non pochi problemi, almeno logistici. Quello che non si dice è che molte amministrazioni locali (sicuramente più importanti di Giaglione, con tutto il rispetto) sono guidate da sindaci di centro destra (Susa e Chiomonte per esempio), eletti con consistenti maggioranze dei cittadini e per nulla No Tav, o almeno non nel senso che della questione né da il Movimento.
Un’esperienza antisistema, eterodiretta, che ha preso per ostaggio un intero territorio.
Comunque, se ti scegli certi compagni, devi andare dove loro comandano: Rifondazione è totalmente schierata col Movimento No Tav, di cui è costola fondamentale.
Paini ne prenda atto.
patrizia
19 aprile 2012 at 18:28
Dirò una sciocchezzuola? Vabbè la dico. Ma oggi come oggi essere espulsi da un partito c’è da farsene un vanto,una liberazione,motivo d’orgoglio,al di là delle ragioni o meno della persona in questione.Visto in senso lato…alla larga da qualsiasi partito ed etichettatura,anche perchè non ne hanno ragione del nome che portano,non esistono,sono Partiti estinti…Rifondazione e tutti i loro compari!
antonio rossino
19 aprile 2012 at 17:15
credo che questi poco abbiano a che fare con le idoeologie di buona o cattiva memorie….credo sia pochezza…..
rebecca
19 aprile 2012 at 16:30
epurazioni, espulsioni, dimissioni forzate…chi fa politica sul serio è sempre in bilico.
Meglio in bilico che venduto.Grazie Sue, del resto anche il tuo direttore ha avuto a che fare con una solenne” cacciata” peccato perchè essere “avanti” è sempre una colpa.
giuseppe.s.
19 aprile 2012 at 16:07
..rammento a certi qualunquisti bisognosi di ritornare sui banchi di scuola che il tanto disprezzato stalinismo ,in un periodo storico come questo,sarebbe la panacea di tanti mali!!
..E cmq visto che RIFONDAZIONE ha espulso un suo iscritto usando delle epurazione di stile stalinista,constato con orgoglio e piacere che tutti e sottolineo TUTTI i partiti dell’arco costituzionale degli ultimi 60 anni ….sono stalinisti!!!!
Simona Desogus
19 aprile 2012 at 15:35
Qualunque espulsione è una cosa buona quando avviene per ragioni valide! L’espulsione del Sindaco Paini non ha, ovviamente ,una motivazione valida: “Un sindaco NoTav, scrive un’ordinanza per chiedere una verifica su una piccola casa ritrovo dei NoTav sorta abusivamente nella piazzetta centrale del suo paese, ma ottiene invece come risposta l’espulsione dal proprio partito”, che è il suo partito da oltre 20 anni. La casetta in legno (troppo vicina al sentiero che conduce al cantiere dell’alta velocità) dava fastidio a tutta la comunità, anche perchè era mal frequentata, ma l’intransigente Sindaco, che è contro le illegalità (che si dichiara noTav, secondo alcuni è vero il contrario)e che vuol rappresentare anche la posizione dei suoi concittadini, viene sollecitamente espulso, per aver dato voce agli interessi della comunità. L’espulsione repentina e immotivata del Sindaco Paini è un esempio di assenza totale di confronto reale e di tutela dei diritti nella politica di tutti i tempi e mostra, semplicemente, come i partiti politici non siano altro che minuscole, cieche, dittature.
rita
19 aprile 2012 at 15:07
Questa purtroppo è la logica della parrocchia, di tutte le parrocchie, in particolare di quelle politiche e di estrema (o radicale o massimalista come dir si voglia) sinistra.
Ed è una logica ferrea, alla fine anche comprensibile, ma inaccettabile per chi abbia a cuore principalmente la salvaguardia della propria di libertà di pensiero.
Per quel che mi risulta, la cosa ridicola poi è il persistere, da parte della maggioranza degli appartenenti a tutte le parrocchie politiche di sinistra, più o meno radicale, di un atteggiamento di irrisione a volte addirittura astiosa e sprezzante verso le parrocchie religiose, o meglio, verso la parrocchiona della chiesa cattolica.
giulio mastrogiuseppe
19 aprile 2012 at 14:55
I comunisti so’ comunisti… spesso catto-comunisti, oppure scienziati comunisti, con la verità sempre in saccoccia. Ma sempre comunisti restano. Poi l’espulsione fa tanto retrò, è quasi radical chic, una citazione della migliore tradizione leninista. Se non sei stato espulso almeno una volta da una formazione comunista o culturalmente affine o derivata sei veramente un poveraccio. Per cui non si preoccupi il sindaco piemontese, ad espellerlo è stato uno che si chiama come quello della Nutella. I comunisti di una volta non ci sono più, al massimo c’è Vendola.
claudio
19 aprile 2012 at 14:52
Bel risulato. Per accontentare una piccola manciata di voti dei borghesi cittadini e salottieri da bravi “comunisti” si va contro le esigenze di vita dei poveri e sempliciotti abitanti di una paesino. Lo penso da tempo, il Movimento NO TAV rischia prima o poi d’attirare non solo una vasta indifferenza, un’opinione contraria, ma anche una diffusa antipatia.
enrica
19 aprile 2012 at 14:47
Schimperna, tu che sei tanto brava ma perchè non scrivi un articolo sui rimborsi elettorali che di pietro si è fregato in Calabria in questi anni (oltre 400mila euro)? Parlare di Rif com è facile meno di Di pietro e di Idv
ale
19 aprile 2012 at 14:44
Purtroppo io sono noioso e dico ormai quasi sempre la stessa da anni: la gente ama ragionare (si fa per dire) per appartenenze e per adesivi, tutti quelli con lo stesso stemmino devono lavarsi con lo stesso Coccolino, preferibilmente poco concentrato, e basta. “Libertà” non è mai stata parola vuota come in questi nostri tempi moderni: proprio perché la usano tutti, ma solo per farne un altro sticker.
Rosanna Sebastiani
19 aprile 2012 at 14:34
vedo quello che accade con i comitati contro la centrale di spinta Snam, e mi chiedo “ma li pagano?”, sinceramente penso che spesso le cause giuste si perdono perchè certi signori si arrogano il diritto dell’onnipresenza strumentale… e mi fermo altrimenti do fuori di testa.
Flavatar
19 aprile 2012 at 14:24
Da quanto scrive Susanna Schimperna l’espulsione non pare giustificata. La morale, purtroppo, è che lo stalinismo non è solo la demenza senile del comunismo, ma è anche un elemento di debolezza della sinistra.
Alessandro Scrocco
19 aprile 2012 at 14:10
Quei tempi dovrebbero essere lontani. Notare il condizionale. Non uno l’imperativo perchè se no farei il suo stesso gioco di potere.
Embè?
19 aprile 2012 at 13:28
Perché mai un partito non dovrebbe avere il diritto di decretare un’espulsione?
Oppure scriviamo un articolo anche contro Bertinotti, Giordano, Migliore e Daiana quando si decisero le espulsioni di Ferrando e di Rossi?
No, avevano ragione Bertinotti e i suoi al tempo, e ha ragione Ferrero o chi per lui ora.
Non mi sembra nulla di grave essere espulso, si vede che dovrà trovarsi un partito più idoneo alle proprie idee, che nel caso del comunista Sì-Tav mi pare siano i Comunisti italiani di Diliberto.
Quale è lo scandalo?