Silenzio, pathos e libertà: riflettere sulle vite assediate

Pubblicato da
il 15 aprile 2012.
Pubblicato in Queer.

Una mostra di Andrea Fogli e una conferenza con Piero Sansonetti, Beppe Sebaste, Marilù Eustachio e Marco Ancora per riflettere sulla dimensione del silenzio e della libertà dai conformismi nell’arte e nella società contemporanea. E non in uno dei canonici spazi del contemporaneo ma in una antica biblioteca dove Athanasius Kircher allestì la sua famosa Wunderkammer.
Ed è proprio alla wunderkammer kircheriana e all’idea desueta del Rosario mariano che si ricollega l’ultima personale di Andrea Fogli intitolata “59 GRANI”che si inaugurerà lunedì 16 aprile nella Sala Crociera della Biblioteca di Archeologia e Storia dell’Arte di Roma in occasione della “XVI Settimana della Cultura”. Un doppio orizzonte di riferimenti iconografici e simbolici che si riflette nella duplicità semantica della parola “grani”: il termine per un verso richiama alla nostra mente l’immagine di granelli e di chicchi o i semi del melograno, degli elementi naturali dunque, dall’altro lato è un termine che indica le piccole parti che compongono un Rosario, dunque un iter spirituale. Si tratta di un lavoro complesso, articolato secondo diversi media artistici, volti tutti ad indagare una forma e una traccia naturale, nel recupero di un gesto originario, di pura presenza e spontanea vitalità.

Nelle teche predisposte tra gli scaffali della Crociera si potrà vedere una parte del progetto tuttora in divenire che prevede la realizzazione di 59 sculture, 59 disegni e 59 santini mariani rivisitati dall’artista. Completa il percorso un nucleo di brani manoscritti che alla fine comporranno il diario dei 59 grani e una collezione di antiche incisioni mariane appartenenti alla Biblioteca. Il tema religioso è sicuramente fondamentale nel progetto di Fogli – iniziato non a caso il giorno dell’Epifania del 2010 – ma la dimensione alla quale l’artista si richiama non è quella cristiana, piuttosto, sulla scia della magia naturalis di Kircher e Bruno, egli intende rivolgersi ad una Mater Natura come antidoto al «percorso folle delle società occidentali e delle nostre assediate vite quotidiane». Sfruttando diversi linguaggi, l’artista riesce a comporre una sorta di Rosario che, nonostante appaia “apocrifo e aconfessionale”, preserva un’aurea di sacralità. “Tutto il lavoro” , spiega Andrea Fogli, “è nato nel momento in cui, modellando la piccola quantità di argilla contenuta tra le mie mani, ho realizzato il primo grano”. Concentrandosi così su un “atto minimo, di francescana semplicità”, l’artista si oppone ad un’esistenza che invece di difendere, tende ad annullare la sacralità del fare, presente sia nella dimensione artigianale che, ab ovo, nel gesto creativo.

Le “nature morte” scultoree qui esposte – che ricordano frutti, semi, conchiglie – come gli objects trouvés ritratti nei suoi disegni o i santini ridipinti, non intendono comunicare, come potrebbe sembrare ad un primo sguardo fugace, un’immagine oscura o un’atmosfera funebre, né un regno inconscio nel quale l’artista s’inoltra per indagare una qualche verità superiore. Queste forme, a tratti di anatomica reminiscenza, intendono piuttosto essere inviti ad un rinnovato connubio con la Natura, in una dimensione eraclitea o zen che estende questo termine anche alle realtà invisibili o psichiche, includendo così anche l’esistenza umana . Così anche per i testi del diario viene scelto un linguaggio onirico che possa raccontare, nella forma più spontanea, priva di filtri (propria dei sogni), i fatti di cronaca, le scoperte scientifiche, i luoghi e gli eventi dai quali prende spunto.

La materia – sia plastica, traccia di grafite o tempera– crea zone d’ombra e di luce, un continuo contrappunto, una continua catastrofe, ma le forme aspirando alla libertà vanno definendosi, solidificandosi, per ritrovare una armonia e una luce forse troppo a lungo sfuggita. Tale sensazione si riflette anche nella rinnovata propensione di Andrea Fogli (da oltre un anno collaboratore de Gli Altri, con articoli ed interviste da poco riunite nel libro “Altre narrazioni”, ed. Odilon) a favorire un’attività artistica fatta non più solo di vuota idealità o “mestiere” , ma di una partecipazione attiva e diretta all’interno della società, anche se da un punto di vista indipendente, per molti versi eretico o antagonista. Questo argomento sarà approfondito sul piano letterario-artistico, ma anche su quello culturale e politico, in occasione dell’incontro-conferenza che avrà luogo alle ore 18 durante l’inaugurazione della mostra nella stessa Sala Crociera. Il tema “Silenzio, pathos e libertà per l’arte contemporanea” verrà discusso da uno scrittore, Beppe Sebaste, un giornalista, Piero Sansonetti, e due artisti, Marilù Eustachio e lo stesso Fogli. L’incontro sarà coordinato da Marco Ancora, altre volte relatore e moderatore nelle conferenze ospitate nella Sala Crociera.

Mostra “59 Grani” di Andrea Fogli, dal 16 aprile alle ore 17 alla Sala della Crociera, Ministero dei Beni Culturali, Via del Collegio Romano 27, Roma. Orari di apertura :Lunedì ore 17.30 – 19.30; mercoledì ore 9.30 – 17.00; giovedì ore 9.30 – 13.30

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