Se la “penna tremante” di Saviano scomoda Stendhal

Pubblicato da
il 29 marzo 2012.
Pubblicato in Le Altre Idee.

L’esilio di Saviano – se vivessimo nel 1112 potremmo dire l’eremitaggio di San Saviano martire della jihad all’impepata – ha squadernato una serie di inquietanti fenomeni di ubiquità del nostro: occupa i parchi dei fricchettoni micciaroli in sacco a pelo per contestare il male in generale (anche quei fastidiosi mal di testa per il troppo riflettere sulla mozzarella di bufala con dentro il crack), presenzia in Spagna e similia a conventions dove Salman Rushdie serve con la crestina il coffee break e purtroppo parla un po’ ovunque di Letteratura.

Proprio qualche istante fa leggo il suo primo cinguettare. Mi ha scomodato Stendhal, Roberto Saviano: Essere vero, e semplicemente vero, è l’unica cosa che vale. Stendhal. Non facciamo esegetica, non c’è tempo: Savy si è smozzicato la frase tratta dall’Henry  Brulard, opera di stretta affinità con i tardi afflati rivoluzionari del grande scrittore (la frase venne spesso attribuita all’ ”eroe” Danton). Comunque ci è andata meglio di qualche giorno fa quando per commemorare la morte di Tabucchi si è citato addosso vagheggiando di una sua  ”penna tremante” per il pianto (sic).

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One Response to Se la “penna tremante” di Saviano scomoda Stendhal

  1. elena angela bergonzi

    4 aprile 2012 at 00:18

    A.S. FELICE DI TROVARTI E DI LEGGERTI QUI PER PURO CASO CARO FRANCESCO
    Appunti per un romanzo … La rivincita di Sodoma.
    uno scrittore minacciato di morte dai cartelli della camorra … e sui cartelli sta scritto:
    perché hai dato i soldi ad una casa editrice collusa con la mafia siciliana, quando il pane te lo abbiamo dato noi? Ladro bifolco! …
    viene barbaramente ucciso da un esegeta biblico che ha trascorso l’esistenza a studiare la distruzione di Sodoma, ma che poverino non se lo è mai sniffato nessuno
    l’esegeta riesce impietosendo qualche pezzo (non so di che cosa è da decidere)a farsi assumere come guardia del corpo dello scrittore
    lo ucciderà soffocandolo con aforismi motti e sentenze che lo scrittore perde dalla bocca come bava quotidianamente.
    Raggiunta la quantità necessaria (l’esegeta non ci metterà molto)compirà l’atto catartico invocando Lot e il dovere dell’ospitalità violato all’incontrario, causa della malattia bavica dello scrittore.
    elena angela bergonzi