Instabili Assonanze

Gianni Lucini Pubblicato da
il 29 marzo 2012.
Pubblicato in ALTRI SUONI di Lucini, Rubriche.
Littlebow – The edge blown aerophone – Second Language
L’instabile ed estemporanea formazione creata da Keiron Phelan degli State River Widening e Katie English degli Owl Service ha nell’utilizzo del flauto la sua caratteristica principale. Forse per questo i Littlebow vengono spesso inseriti nell’elenco dei veri o presunti esponenti della cosiddetta “nuova ondata” di progressive rock. Non è così. Nonostante il flauto non sono gli epigoni né dei Jethro Tull né dei Focus. La loro è una musica saldamente ancorata a questi tempi instabili che si nutre di mescole, meticciati, curiose assonanze e dissonanze volute. È una ricerca colta ma tutt’altro che noiosa nella quale il neoclassicismo si lascia corteggiare dal folk e dalle suggestioni dell’elettronica. Keiron e Kate, entrambi figli e navigatori della scena indietronica, si muovono in scenari nuovi con un incedere elegante di cui la cultura, non solo musicale, è una delle componenti essenziali. C’è anche una citazione, tutt’altro che casuale, di Omero e dell’Odissea. Se siete alla ricerca di stimoli un po’ fuori dall’ordinario ascoltateli, non ve ne pentirete…

Stephen Malkmus – Mirror Traffic – Domino/Self
Da tempo circolava un luogo comune secondo il quale Stephen Malkmus da solista non sia mai riuscito a cancellare l’ombra dei Pavement, la band da cui proviene. Più che un giudizio ingeneroso era la constatazione della difficoltà dell’artista a dare consistenza alla sua produzione in solitario. Il limite veniva colto soprattutto da chi aveva tanto amato le opere del gruppo. Finalmente il buon Stephen può sorridere. Questo album, con la sua immediatezza pop e l’intelligenza cancella le ombre che gravavano sull’avventura in solitario dell’artista. Per la prima volta Malkmus dà l’impressione di avere imboccato la strada giusta, senza rinnegare né scimmiottare il passato. Un miracolo?. No. Un pizzico di consapevolezza in più, maggior fiducia nelle sue qualità e, soprattutto, una sorta di reunion dei suoi ex compagni che suonano con lui come ai vecchi tempi. Infine, e forse questa è la chiave, c’è l’arruolamento di quel mago che risponde al nome di Beck per la gestione della cabina di regia. Se avete amato i Pavement questo disco fa al caso vostro. Se non sapete neppure chi siano potrebbe essere una bella sorpresa…
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