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Politica e giornali, così il “regime” sopprime i no Tav

Piero Sansonetti Pubblicato da
il 29 febbraio 2012.
Pubblicato in gli Altri, Politica.

Sapete quand’è che si scatena l’orgia della retorica, e la retorica diventa il senso di identità di una nazione? Quando il senso comune e il potere si alleano e non ammettono più obiezioni. Quando chiunque non sia d’accordo viene additato come un cretino o un delinquente o, anzi, tutti e due.

L’orgia della retorica si scatena quando prende forma quello che i politologi chiamano “il regime”. In Italia, oggi, è così. Il regime ha un nome (“Monti”) e unisce tutti i partiti e tutti i giornali e tutte le televisioni e tutti gli intellettuali eccetera eccetera e sta compiendo le sue prove generali con i no-Tav.

Indicare i No-Tav come terroristi, delinquenti, manigoldi, disfattisti e nemici del popolo e della Nazione è una specie di obbligo morale per le persone civili. Che siano i giornalisti del Corriere della Sera o del Giornale o che siano i leader parlamentari del Pd. Un po’ di tensione che si è creata tra i manifestanti e le troupe televisive del Corriere della Sera (in seguito alla campagna martellante e colossale del Corriere contro i No-Tav) viene trasformata nella notizia del giorno e nella prova provata del piano eversivo di chi si oppone alla follia di bucare il Moncenisio, provocare devastanti danni ambientali e far spendere allo Stato una somma di denaro quasi incalcolabile e cioè l’equivalente di almeno dieci manovre del buon Monti.

Chi ci salverà da questo regime impazzito, in un paese che non dispone più di un sistema di informazione vero e proprio, perché l’ha bruciato, in pochi anni, nella battaglia delle faziosità e dell’odio tra berlusconiani e debenedettiani?

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4 Responses to Politica e giornali, così il “regime” sopprime i no Tav

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  2. susanna schimperna

    29 febbraio 2012 at 22:04

    E’ molto semplice.
    Si sbeffeggia il potere e il potente, ma si cerca di capire le dinamiche di chi per il potere e il potente lavora.
    Si combatte il potere e il potente, ma si cerca di allearsi, trovando punti in comune, con chi per il potere e il potente lavora.
    Non si umiliano le persone.
    Il ragazzo NoTav avrebbe potuto usare il suo tempo e la telecamera per dire le sue ragioni e provare a “convincere” l’altro, un ragazzo come lui.
    Non l’ha fatto.
    E adesso? E’ automaticamente un criminale? I NoTav sono automaticamente difensori di una causa sbagliata?
    Sento Polito al Tg2, la sua opinione in coda al lungo servizio, quale magnifica chiusa: “Chiunque abbia visto quel video ha capito chi sono le pecorelle e chi i lupi cattivi nella Val di Susa”.
    Signori: se questa è la linea, se questo è il gioco, allora fateci vedere anche le scene in cui sono i poliziotti e i carabinieri a provocare.
    Che gioco stupido, però.

  3. Riccardo DE SIENA

    29 febbraio 2012 at 20:20

    Mi verrebbe da dire: “Sansonetti ha sempre ragione ! “…ma è una frase da tifo di stadio che – probabilmente – non farebbe piacere nemmeno allo stesso Sansonetti.
    Allora facciamo così: rincariamo la dose.
    Come al Vajont, come per la diga di Valgrisenche, in Valle d’Aosta….ancora una volta la Montagna viene invasa, offesa, violentata. Sempre in nome del “progresso”, sempre in nome dello “sviluppo”.
    Anche il dirigibile era il “progresso”: abbiamo continuato ad utilizzarlo solo per questo motivo ?
    Il progresso non va accettato sic et simpliciter, ma in modo critico, ragionato e ragionevole.
    Lo sviluppo – che non è un dio, tanto per cominciare – non può e non deve essere imposto ma proposto.
    Oggi la Valle di Susa è il banco di prova dell’unica Rivoluzione in cui sperare: quella della brava gente e del buonsenso.

  4. marco tarantino

    29 febbraio 2012 at 20:08

    È una situazione gravissima, per certo verso inedita. Tutti i principali mezzo di informazione sono schierati contro i no tav. Tutti i tg, quasi tutti i quotidiani, escluso il Manifesto (dopo l”attacvo a Caselli si è riposizionato anche il Fatto), tutti i programmi di informazione (scandaloso Ballaro’). Non amo particolarmente Santità,a meno male che c’è Servizio Pubblico