Il 5 marzo 1982 la rapina a una banca di piazza Irnerio, a Roma, si concluse con una sparatoria, nella quale un giovanissimo passante, lo studente Alessandro Caravillani, rimase ucciso. Furono feriti anche altri due passanti, due poliziotti e la terrorista nera Francesca Mambro, che venne poco dopo lasciata di fronte a un ospedale dove fu salvata e poi arrestata.
I rapinatori erano tutti terroristi neri dei Nar, Nuclei armati rivoluzionari: l’uccisione di Caravillani fu quindi uno dei capi d’accusa del processo detto “Nar-2”. Il pm Loris D’Ambrosio, magistrato non sospetto di simpatie per la destra, attualmente consigliere della presidenza della Repubblica dopo essere stato capo di gabinetto di quattro diversi ministri della Giustizia di centrosinistra, non contestò l’omicidio volontario ma quello “con dolo eventuale”. È la formula che si adopera quando non c’è volontà omicida ma, a differenza che nei casi di omicidio preterintenzionale, si sono compiuti scientemente gesti che potevano concludersi con la morte della vittima.
Il magistrato era arrivato a muovere questa accusa sulla base della perizia balistica, secondo la quale il giovane era stato colpito da una pallottola rimbalzata su qualche superficie, probabilmente un muro. Il fatto che, nonostante il rimbalzo, la pallottola fosse rimasta letale indicava che l’arma dalla quale era partito il colpo fatale non fosse una pistola ma da un fucile. A uccidere involontariamente Caravillani non poteva dunque essere stata Francesca Mambro, armata di pistola, ma doveva trattarsi di un altro terrorista dei Nar, l’unico a imbracciare un fucile, Livio Lai.
Tutti i partecipanti alla rapina furono effettivamente condannati per omicidio con dolo eventuale. Sulla base di questi fatti, facilmente verificabili confrontando la sentenza ormai passata in giudicato, il regista Enzo De Camillis, cugino di Caravillani, ha girato un cortometraggio nel quale mostra Francesca Mambro accovacciarsi sul giovane ferito e finirlo con un colpo di grazia alla nuca. Di conseguenza Francesca Mambro ha querelato il regista che, di fronte al rischio di sequestro del suo film, ha chiesto e ottenuto vastissima solidarietà contro la censura.
La censura però, in questo caso non c’entra niente. Francesca Mambro, come organizzatrice di quella rapina, è responsabile della morte di Caravillani. Per questo è stata condannata e per questo ha scontato vent’anni di galera. Pur non avendo personalmente mai ucciso nessuno, si è giustamente assunta le responsabilità di tutti gli omicidi dei Nar in cui era a qualche titolo coinvolta. Ma di qui a freddare un ragazzo di 17 anni con un colpo di grazia ce ne passa e anche i terroristi, neri o rossi o bianchi che siano, hanno il diritto di non vedersi ingiustamente attribuita la responsabilità di infamità ignobili, tanto più quando è anche processualmente acclarato che non le hanno commesse.
Impedire che quel cortometraggio bugiardo circoli non è censura. È rispetto della verità. Alcuni dei firmatari dell’appello mi hanno spiegato di aver firmato senza conoscere affatto la vicenda, solo “per antifascismo” e “contro la censura”. Non è un modo saggio di dispensare la propria firma e di spendere il proprio nome.
Decebalo
21 febbraio 2012 at 10:55
Alessandro, mi hai terrorizzato. Mi sto calmino, dovessi farmi del male.
Alessandro
20 febbraio 2012 at 15:16
Decebalo statti calmino pure tu che è meglio, ché questa paranoia che fa vedere minacce e violenza ovunque non fa bene alla salute!
andrea colombo
20 febbraio 2012 at 15:16
@rita
E neppure ci si può scandalizzare troppo se ragazzini poco più che adoloescenti abbracciano quella medesima visione e decidono, cone è capitato ad alcuni qualche decennio fa, che trattandosi di mostri è giusto aprire il fuoco.
rita
20 febbraio 2012 at 14:25
comunque, qua il tema principale mi pare fosse quello dell’eterna tendenza alla fabbricazione del mostro e il fatto che per dimostrare questo concetto si arrivi addirittura al punto di inventarsi particolari pesantissimi del tutto falsi, come nel caso trattato.
In ogni caso, chi vuole negare la caratteristica di persona, di essere umano a tutti coloro che commettono azioni delittuose degradandoli addirittura alla condizione di mostro, chi pensa che esista appunto una categoria di mostri, dopo poi non si scandalizzi di fronte alle torture e alla pena di morte che magari questi mostri dovranno subire.
andrea colombo
20 febbraio 2012 at 12:17
@a
Non è mai detto che a verità giudiziaria e quella storica coincidano, come l’immondo processo sulla strage di Bologna dimostra. Però bisogna avere qualche elemento per revocare in dubbio una sentenza, come è stato ampiamente fatto, per sempio, nel caso Sofri in quello di Bologna o nell’assoluzione di Zorzi per piazza Fontana. In questo caso invece di elementi del genere non ce ne sono. La perizia è infatti tanto chiara quanto indiscussa. La ricostrruzione dell’omicidio Caravillani è duque certamente falsa e certamente lesiva del diritto di chiunque, mostro di Loch Ness e jack lo squartaore inclusi a non essere calunniati.
@luiss
Mi pare che appunto su diritto a non essere calunniati anche in un film hai le idee confuse. So bene che francesca mambro non è innocente. per qusto ha fatto due decenni di carcere. La tua idea secondo cuii chi si macchia di alcuni delitti perde i diritti all’onorabilità e al rispetto della verità e dunque può essere calunniato a piacimento non è nemmeno feroce e antigarantista. E’ stupida, anzi stupidissima.
Incidentalmente io so benissimo, a differenza tua, cosa passa per la testa di francesca e che tipo di persona è. Capita che si possano compiere gesti efferati ed essere ugualmente persone nobili, così come condurre una vita irreprensibile ed essere persone ignobili.
@alessandro
Dire che francesca mabro, come barbara balzerani o susanna ronconi o maria pia vianale o gudrun ensslin o leila khaled, non hanno alcun onore da difendere è una cretineria. Non sono quasi mai d’accordo con te ma di solito non scrivi cose cretine. Potrei capire se parlassimo di crimini per così dire dello stesso genere: se uno ammazza 10 persone e poi lo accusano per un undicesimo delitto che non ha commesso in punta di diritto ha tragione ma effettivamente non si èpuò parlare di lesa onorabilità. Se però uno uccide 10 persone e poi viene accusatod i aver violentato e torturato a morte un bambina la sua onorabilità vine effettivamente lesa non solo in punta di diritto formale. E’ precisamente il caso di cui stiamo parlando.
massimo
20 febbraio 2012 at 11:59
Dunque, ricapitolando: i ragazzacci di Casa Pound, o chi per loro, possono, per dire, organizzare un bel dibattito nel quale magari qualche “storico” nega l’esistenza dei lager o le dimensioni dell’olocausto, e non sta bene impedirglielo perché tutti hanno diritto di raccontare qualunque fregnaccia; questo corto però non va bene.
Dunque c’è fragnaccia e fregnaccia?
Boh…
rita
20 febbraio 2012 at 11:20
@ a
ho detto che è stato messo in scena il falso, deliberatamente per creare il mostro.
Boh, non capisco queste tue deduzioni. Comunque non corrispondono a quello che penso e che ho scritto.
celeste murgia
20 febbraio 2012 at 11:02
per Rita,
anche io trovo interessanti i tuoi interventi. In particolare quest’ultimo che apre nuovi percorsi alla discussione.
Luigi Pintor, per esempio, nel suo libro Servabo parlando della guerra e della resistenza scrisse che il male e il bene attraversa i nostri cuori.
Quindi contro i revisionismi ma consapevoli che ciascuno di noi non è immune a prescindere dal male.
Rita posso chiedere chiarimenti per il tuo intervento precedente?
E’ sibillino quando mi dici : “non ti preoccupi di fornire tutte le giuste credenziali”, e non ho capito la frase: “Detto questo, è vero che noi, non essendo nè giornalisti nè prelati influenti, siamo un po’ più liberi e meno esposti al ridicolo”.
Per non annoiare gli altri lettori, se vuoi, mi puoi rispondere anche direttamente al mio indirizzo email : celestemurgia@libero.it
saluti
celeste
Decebalo
20 febbraio 2012 at 10:59
Le posizioni di Alessandro e Luiss, ed il modo violento che le accompagna (Colombo, stai calmino.. !?) sono emblematiche.
Non ha importanza essere critici sulle questioni, ma solo distruggere il nemico.
Rappresentano un modo di essere che fa paura, purtroppo trasversale ai vari odiosi steccati.
a
20 febbraio 2012 at 09:39
Anche Rita sostiene che la verità giudiziaria non è detto che sia la verità vera, quindi la ricostruzione cinematografica dell’omicidio di Caravillani può essere vera!
rita
20 febbraio 2012 at 02:24
Il titolo dell’articolo è una domanda ed è una di quelle domande che troveranno sempre la solita risposta: “mostrificare” qualcuno è comodo, ci rassicura, allontana da noi i nostri fantasmi, esorcizza le nostre paure e quindi ci illudiamo che solo dei mostri possano spingersi a compiere certe azioni.
Vale per Francesca Mambro così come per la mamma che uccide a coltellate il figlio.
Evidentemente non è così e lo sappiamo bene se solo ci pensiamo seriamente. Sta di fatto però che anche nel caso trattato c’è un regista che mette in scena il falso per avvalorare l’idea di Francesca Mambro, ex terrorista che si è fatta molti anni di galera e si è assunta responsabilita, non più persona ma appunto mostro.
Poi non so sinceramente Andrea se sia giusto e producente (nel senso di combattere il vizio alla “mostrificazione”) chiedere il ritiro della pellicola; mi viene da dire che forse converrebbe cercare di contrapporsi in ogni modo possibile – come scrivere questo pezzo ad esempio – lasciandola però circolare.
E a proposito della strage di Bologna, nel 2007 Fulvo Abbate scriveva, per l’Unità e nel suo spazio “Sagome” un bellissimo pezzo, “Mambro & Fioravanti le due verità” in cui parla del tuo libro Andrea, “Storia Nera”.
Il pezzo attacca con una frase di Leonardo Sciascia tratta da uno dei suoi ultimi libri, “A futura memoria” ; questa la frase: “Fra le cose che mi rimprovero come viltà, viltà personale, anche se si tratta di viltà sociologica e storica, c’è quella di non aver preso le difese di certi fascisti quando mi è sembrato che fossero accusati ingiustamente. Se fossero stati rampolli della sinistra da un pezzo mi sarei dato da fare per loro, avrei sottoscritto petizioni… ma ahimé, appartengono alla destra, e allora, anche se intuisco che qualcosa non funziona, nei processi a cui sono sottoposti, non mi sento abbastanza sollecitato a indagare più a fondo”.
a
19 febbraio 2012 at 23:42
le BR non erano i NAR, punto.
Fernando
19 febbraio 2012 at 23:14
Ma che ragionamento è? Qui si tratta di un principio semplice, quella ricostruzione è falsa e la diretta interessata non ci sta. Punto. Seguendo il tuo ragionamento, o si sta con la Mambro o si sta con le vittime: cioè, la verità sarebbe di parte?
Facciamo una controprova: immaginiamo che si giri un film sulle BR e li si rappresenti come dei folli che sparavano per strada, magari uccidendo anche passanti ed estrenei. Sarebbe o no una mistificazione della realtà? E se qualcuno, ex brigatista o semplice cittadini, protestasse, starebbe forse calpestando la memoria delle vittime del brigatismo?
Scusa, ma questo tuo modo di ragionare non aiuta
Luiss
19 febbraio 2012 at 18:42
Invece di chiedere che passa per la testa mia, chiediti, caro (per modo di dire) Andrea Colombo che passa per quella della Mambro…
La signora in questione può benissimo chiedere di togliere una scena, ma il regista può benissimo non farlo. Perché è un film, non è la verità assoluta. E se non ci arrivi, sono affari tuoi. E gli italiani sono più intelligenti di quel che credi, non prendono per oro colato tutto quel che vedono.
Come ho già detto e mi da pure fastidio ripeterlo, la Mambro può anche non aver ucciso nessuno con le proprie mani ma non è certo innocente e non lo sono i NAR, che pure tu indichi responsabili di “efferati omicidi”.
Ledere diritti e garanzie? Ma scherzi o che? Cioè mi stai dicendo che tu ti inalberi insieme alla Mambro per una scena fantasiosa che lede l’onore (…) o fa venire dubbi sull’onestà della signora e non per le vittime dei loro numerosi omicidi e ci scrivi pure sopra un articolo? Ma non ti accorgi del ridicolo, se non del penoso?
Alessandro comunista
19 febbraio 2012 at 17:50
Marco Tarantino, ma ci riesci ad esprimere un pensiero tuo? Il punto non è che il regista non ha detto la verità, il punto è che la Mambro non ha nessun motivo di dolersene visto quello che ha fatto lei, e che è un tantinello più grave di una falsa ricostruizione cinematografica.
La Mambro non ha sparato il colpo di grazia? Può darsi, ma potrebbe benissimo averlo fatto visto il tipo di personaggio ignobile che è, e che ha dimostrato di essere ancora procedendo a questa querela.
Poteva benissimo starsene zitta, e vedere questa falsa accusa come una pena aggiuntiva alla piccolissima pena che ha scontato per tutti i crimini che ha commesso o di cui è stata complice (e con quanto meno la complicità cito Walter Rossi, Roberto Scialabba e Valerio Verbano, tanto per citare TRE compagni uccisi dai fascisti dei NAR).
E invece ha deciso di difendere il suo onore, che solo Andrea Colombo può ritenere che ancora ha, dimostrando che non è affatto “rieducata” come invece la giustizia borghese pretende permettendole di andare in giro per la città come se niente fosse.
marco tarantino
19 febbraio 2012 at 17:02
Grazie per il “buffone” (fa sempre piacere ammirare le argomentazioni intelligenti), ma il punto rimane, e ancora una volta condivido quanto scritto da Colombo.
andrea colombo
19 febbraio 2012 at 12:09
Diciamo che se quel signore facesse quello che tu gli suggerisci, alessandro, non lederebbe alcun diritto e alcuna garanzia. Dunque lo potrebbe fare (magari sorvolando sulla risata, ma capisco che tra jene comunichiate così).
Tutti quelli che hanno lavorato sulla vicenda della strage, escluso Riccardo Bocca il cui testo non mi sembra serissimo, penserebbero che è un cazzaro, ma il diritto di essere cazzari rientra tra quelli fondamentali degli essere umani. Uno scriverebbe che si tratta di una ricostruzione non credibile ma non si metterebbe in discussione il diritto di farla.
Nel caso in questione invece si tratta di una bugia, che il regista (sempre per usare parole grosse) in questione non ha il diritto di smerciare come verità. Punto.
In questo il fatto che Francesca Mambro abbia ucciso dei compagni miei, tuoi o di chiunque altro non c’entra una fava. Comunque,giusto a titolo di ricostruzione storica, i Nar si sono resi colpevoli di numerosi ed efferati omicidi, tra i quali solo il primo era un compagno. la lsita delle loro vittime è nella stragrande maggioranza identica a quella dei gruppi terroristi rossi: soprattutto poliziotti, poi altri fascisti, un magistrato, qualche passante. Un po’ come prima linea ma non come le brigate rosse che erano precise e non facevano fuori passanti.
Alessandro
19 febbraio 2012 at 10:56
Andrea Colombo, statti calmino che è meglio, la tua amica non ha nessun diritto perché è un essere ignobile (soprattutto perché responsabile della morte di compagni miei e che erano compagni anche tuoi prima del tuo voltafaccia che ti accomuna a tanti altri), e il fatto che non ha sparato il colpo di grazia non ha nessuna rilevanza per quello che abbiamo scritto io e luiss, che tu e quell’altro buffone di Marco Tarantino potreste leggere attentamente prima dei vostri sproloqui sulla verità e sui bugiardi.
E poi, chissà perché la verità giudiziaria corrisponde alla verità quando fa comodo all’immagine della tua amica, e non fa più comodo quando l’immagine della tua amica ne esce distrutta (anche se era già distrutta da prima) come nel caso della strage di Bologna.
In onore alla verità giudiziaria il regista del film su Caravillani dovrebbe levare la scena del colpo di grazia e sostituirla con le immagini della strage di Bologna (magari con una scena in cui si vede la Mambro che ride soddisfatta).
marco tarantino
19 febbraio 2012 at 10:06
Totalmente daccordo con Andrea Colombo. Ottima ricostruzione che urta la coscienza di chi è disposto a barattare la verità con le rassicurazioni dell’ideologia
andrea colombo
19 febbraio 2012 at 02:12
Ma cosa cavolo passa per la mente di gente come questo alessandrio e questo luiss? francesca non ha sparato il colpo di grazia a caravillani, è un fatto, caro alessandro, e per quanto gli avvoltoi starnazzino la cosa non cambia.
e quindi ha tutto il diritto di chiedere che non circolino film bugiardi in cui fingono che abbia fatto ciò che non ha fatto. chi non lo capisce non è né un antifascista, né un comunista. E’ una bestia.
Luiss
18 febbraio 2012 at 20:47
Perfettamente in linea con quanto detto da Alessandro. Che un terrorista, una persona che ha causato la morte di altri e pure innocenti (personalmente o da mandante o complice indiretto) si metta a recriminare sulla mancanza di verità in una scena di un film è quantomeno ridicolo. La ricostruzione sarà fantasiosa, ma la signora cosa chiede? “Non sono stata io, io ho causato la morte di molti altri ma non di questa persona per cui mi offendete e fate di me un mostro”? Questo vuole intendere? Ma scherziamo o che?
La Mambro è un mostro in ogni caso, cerchiamo di ricordare cosa furono i NAR e smettiamola col buonismo d’accatto e la voglia di cancellare la storia.
Fernando
18 febbraio 2012 at 20:07
Ottimo pezzo di Andrea. Avevo letto qualcosina sulla vicenda, ma questa mi sembra un’ottima ricostruzione.
Alessandro
18 febbraio 2012 at 19:28
Mi stavo chiedendo quando Andrea Colombo avrebbe scritto qualcosa su questa ennesima ingiustizia che si è abbattuta sulla sua cara amica Francesca Mambro, della quale dice “pur non avendo mai personalmente ucciso nessuno” tanta è la sua convinzione che la Mambro con la strage di Bologna non c’entra nulla.
La Mambro può anche essere titolata a sporgere querele nei confronti di chicchessia perché così purtroppo funziona la “giustizia” (che le permette di circolare liberamente e questa è la cosa più grave) ma dato che è sicuramente responsabile della morte di Caravillani (quanto meno per il dolo eventuale, ma questa è la verità giudiziaria che non è affatto detto che sia la verità vera) il suo sporgere querela contro chi ha osato mettere in dubbio la verità giudiziaria (anche nel caso che il regista non fosse informato della verità giudiziaria, e si fosse basato sulle ricostruzioni giornalistiche dell’epoca, perché comunque il “colpo di grazia” non se l’è inventato lui) è una cosa schifosa, molto più schifosa dell’attribuire “infamità ignobili” a qualcuno che già è un’infame ignobile come la Mambro.
Poi se si vuole far presente al regista che la sua ricostruzione probabilmente non è corretta, lo si può fare, ma che non lo faccia la Mambro, e che lo si faccia per amore della verità, non per difendere l’onore di una persona che non ha nessun onore da difendere.