Garantismo o barbarie? A vent’anni da Tangentopoli (e a trentacinque dal ’77) il vento giustizialista, quello che spira convinto di poter delegare alla procedura penale i nodi della politica, non si è placato. Eppure sarebbe più che mai urgente, soprattutto per quella parte che ci ostiniamo a definire “sinistra”, dismettere le armi della scorciatoia ideologica e tornare a produrre idee. Scegliere, finalmente, tra diritti o sopraffazione, modernità o inciviltà. Leggete l’intervista a Ottaviano Del Turco, ultima vittima (in ordine di tempo) di una giustizia sommaria, che il suo partito, il Pd, non mancò di avallare.
Il 17 febbraio del 1992, esattamente vent’anni fa, i carabinieri arrestano un dirigente socialista milanese, Mario Chiesa, presidente del “Pio Albergo Trivulzio” (ente pubblico di assistenza) perché lo colgono sul fatto mentre si fa consegnare una tangente, in contanti, da un imprenditore. L’inchiesta è diretta da un Pm quarantenne all’epoca sconosciuto: Antonio Di Pietro. Nasce l’operazione “mani pulite”, che raggiungerà il suo apice a cavallo tra il 1992 e il 1993, porterà a più di mille arresti, a decine di condanne ( ma anche a centinaia di assoluzioni…) alla morte per suicidio di tre personaggi importanti (Moroni, Cagliari e Gardini) alla demolizione di due giganti politici della seconda metà del secolo: la Democrazia cristiana e il partito socialista.
L’inchiesta, sospinta dall’opinione pubblica e da quasi tutti i giornali, travolse tutto il ceto politico italiano, soprattutto quello di governo, ma lasciò sostanzialmente intatto il potere economico. Il sistema delle tangenti, scoperto dal pool dei giudici di Milano (Borelli, Di Pietro, Colombo, Davigo e D’Ambrosio) era il “nodo” che legava il potere politico e il potere economico, stabiliva i termini dell’alleanza e affidava al potere politico una funzione superiore. L’inchiesta sciolse questo nodo, demolendo il potere politico. La conseguenza fu una nuova alleanza nella quale la politica dovette accettare un ruolo subalterno rispetto alla potenza dell’economia. Il sistema delle tangenti proseguì, negli anni successivi. Ma non era più il risultato della dittatura della politica, era diventato il modo nel quale l’economia “stipendiava” il potere politico, non più da una posizione di dipendenza ma di comando.
L’inchiesta di Mani pulite, che ebbe evidentemente tanti meriti e creò anche molti danni, produsse un apparente vantaggio politico alla sinistra di opposizione. Cioè all’ex Pci e ai suoi alleati. Perché colpì in modo definitivo i partiti di governo e si limitò a ferire leggermente il Pci. Questo provocò uno spostamento della sinistra verso i giudici. L’opinione pubblica di sinistra iniziò a vedere nell’azione dei giudici la possibilità di vendetta per le tante sconfitte politiche subite nel decennio precedente. E siccome la sinistra, nel novecento, era stata la principale portatrice di “garantismo”, questa svolta della sinistra iniziò a sgretolare il garantismo. Che già era stato messo a dura prova, negli anni Settanta, dalla lotta del Pci contro i gruppi politici alla sua sinistra e contro il partito armato.
Oggi dobbiamo dire mestamente che il garantismo non esiste più. Al massimo viene usato in modo strumentale per difendersi, quando è necessario. Ma non è più un valore, per nessuno. Nessuno lo applica agli avversari. Nessuno lo considera un principio al di fuori e al di sopra della lotta politica.
Se la società italiana non saprà recuperare almeno in alcuni suoi settori significativi una ispirazione garantista, è molto difficile che questo paese possa entrare nella modernità. La decadenza dell’Italia è questo: la perdita dell’idealità, dei principi. La rincorsa al medioevo. La convinzione che la civiltà sia la sopraffazione del bene sul male (del presunto bene sul presunto male) e non l’abolizione della sopraffazione, perché è la sopraffazione l’unico vero male.
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Alessandro
19 febbraio 2012 at 17:52
ah ecco non hai episodi specifici da raccontare…
marco tarantino
19 febbraio 2012 at 17:07
Alessandro, sono grande abbastanza da aver frequentato vari gruppo extraparlamentari che divergevano nella.valutazione.di russia, cina, stalin ecc, ma avevano un dogma un comune :”la libertà personale è un concetto piccolo borghese”
Alessandro
19 febbraio 2012 at 11:01
Marco Tarantino, visto che non hai l’età faresti a bene a starti zitto invece di parlare di quello che ti hanno raccontato gli amici… piuttosto parlaci della tua esperienza diretta nelle formazioni residuali, voglio prorpio vedere quali panzane puoi tirare fuori.
Marco Tarantino
18 febbraio 2012 at 21:24
Totalmente daccordo con l’articolo e con le osservazioni di Andrea Colombo. Aggiungo solo che, sebbene per l’età non ho potuto fare esperienza diretta dei vari gruppi extraparlamentari degli anni ’70, dai racconti fatti da amici che gli hanno vissuti e da esperienza diretta in formazioni residuali, l’istituzione del “tribunale speciale” che giudica i comportamenti del “compagni” era una pratica molto diffusa, e con essa l’atteggiamento forcaiolo che ne conseguiva. Il concetto di Libertà credo non abbia fatto mai parte della sinistra comunista del ’900.
andrea colombo
18 febbraio 2012 at 01:52
Sono d’accordo con Piero su tutto tranne che sul far risalire a tangentopoli gli umori antigarantisti che percorrono oggi la sinistra. Quegli umori c’erano da prima, forse da sempre.
Negli anni del terrorismo nessuno fece strame delle garanzie anche minime come la sinistra: al confronto del 7 aprile i “perseguitati” di mano puliti furono trattati con tre paia di guanti.
Ma per quanto arretri, l’inizio di quella deriva non lo trovi. Lasinistra è stata garantista in maniera puramente strumentale solo negli anni duri, nei ’50, perché il garantismo le faceva da scudo. Ma non ci ha mai creduto. E’ sempre stata forcaiola. Ha sempre pensato che galera e proibizioni servano a educare il popolo, del quale nessuno si è mai fidato di meno.
Far risalire il guasto a tangentopoli, che a conti fatti non è stata affatto il peggio, è fuorviante. Magari! Invece è che proprio la cultura intima e profonda del partito comunista italiano, forse di tutti i partiti comunisti (e derivati) con la cultura liberale non c’ha mai azzeccato niente, e dunque nemmeno con il garantismo.
BOMBACCI
17 febbraio 2012 at 13:28
Sono pienamente d’accordo. Apprezzo la chiarezza ed il coraggio.
Una sinistra coraggiosa, coerente, lucida, innovativa. In grado di comprendere il reale che è cambiato per molteplici aspetti( e che cambia); analizzarlo; portare avanti davvero battaglie sociali.
Sullo stupro che da troppi anni si sta commettendo sul Diritto e sulla ratio sottesa di diversi istituti giuridici troppo si potrebbe ( si dovrebbe) dire. Intendiamoci, da parte di esponenti di forze politiche anche contrapposte e per motivi che con lo stato del Diritto poco hanno da spartire.
Su di una certa antipolitica (che l’attuale classe dirigente fa di tutto per giustificare) che viene alimentata anche in modo funzionale a mettere il guinzaglio non alla cosiddetta casta ma a qualsiasi possibilità di effettivo esercizio della sovranità popolare. In altri casi solo per lucrare aumenti nei consensi elettorali (magari sperando che non arrivi troppo presto “il più puro che ti epura”..).
Riconosciuto il merito ed il coraggio (chapeau) mio caro Sansonetti con tutto questo Di Pietro e compagnia che c’azzeccano??????????????
Jennifer
17 febbraio 2012 at 12:34
Hai assolutamente ragione. Io sono comunque garantista ed aspetto, per troppo tempo, che chi viene accusato venga processato in fretta e giuducato.
Ciò non avviene in Italia e quindi troppi stendono cortine fumogene e cercano d’imbrogliare le carte perchè molto spesso viene arrestato un nodo della rete di traffici illegali.
Quello che non capisco dei giornalisti sono le interviste agli accusati. Se i giuduci non riescono a cavarci niente cosa può fare un giornalista se non contribuire a creare la cortina fumogena?
Il sistema di corruzione funziona alla perfezione per una certa parte dell’Italia: In caso contrario non starebbe così bene in piedi. Uno del PD, l’ultimo scoperto, si è fatto beccare con una mazzetta da 2500 euro per dare l’appalto ad un’impresa di pulizie. Un Mario Chiesa, pari pari, di sinistra. Il Tedesco salvato dal Parlamento ce l’ha infilato prima Vendola e poi il PD.
Anche negli altri paesi ne succedono di tutti i colori ma almeno, quando vengono scoperti, si dimettono e vanno dai giudici per ottenere uno sconto di pena.