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Michele Emiliano: Il Pd è un progetto fallito. Il futuro siamo io, Nichi e Gigi

Giorgio Cappozzo Pubblicato da
il 10 febbraio 2012.
Pubblicato in Politica, Profili.

Pubblichiamo l’intervista al sindaco di Bari e presidente regionale pugliese del Pd, Michele Emiliano, oggi in edicola col nuovo numero degli Altri. Il sindaco, secondo Repubblica, avrebbe smentito due passaggi della conversazione: quello relativo al partito come carrozzone che consuma denaro e affossa i talenti e la proposta lanciata a Vendola e De Magistris per una Lista civica nazionale. Smentendo in realtà se stesso: è Emiliano a tornare più volte sulla “inutilità” del suo partito, usando diverse metafore, e  a ribadire l’intesa con il governatore e il sindaco di Napoli già esposta in altre interviste. È cominciata la campagna elettorale?

Stando al bollettino meteo la neve qui non arriverà, dice il sindaco Michele Emiliano. Ma dalla cortina il gelo avanza, e lui, ai senzatetto di Bari, ha messo a disposizione il Petruzzelli. «Un gesto dei lavoratori del teatro, che hanno rinunciato agli straordinari». Il ballerino Roberto Bolle, giorni fa, aveva invitato De Magistris a sgombrare i portici del San Carlo, afflitti dalla piaga dei clochard. Gigino non ha aperto il teatro. Uno a zero per il caritatevole Emiliano.
Lei ha dimostrato di essere il più a sinistra.
Non facciamo paragoni. Anzi, io Luigi e Nichi siamo il trio perfetto.
Perché e per cosa?
De Magistris è il capo-popolo d’eccezione, colui che è stato capace di conquistare una città simbolo come Napoli. Vendola è il politico raffinato che ha elevato la cultura di Frattocchie a narrazione. Io sono il più liberale, forse quello più a destra, il più americano. Con loro vorrei andare finalmente oltre il Pd. Archiviare quello che appare oggi più come un pezzo da museo archeologico.
Archiviare?
Azzerare.
Azzerare?
Resettare.
Si spieghi.
Il Partito democratico non ha più senso. È un carrozzone che consuma denari pubblici, non produce consenso e affossa i talenti. Perché tenerselo?
Perché non se ne va?
Ecco, questa è la risposta da ex comunisti. Espulsione. Ma basta con i vecchi arnesi da Prima repubblica. Ricordo a tutti che il Pd nacque nel 2007 su ben altre basi. Non come partito-organizzazione, tipo il Pci e la Dc di un tempo, ma come comitato elettorale aperto e leggero per realizzare un programma condiviso e sostenere profili non professionisti. Invece, vedo che Bersani ce la sta mettendo tutta per riportare le lancette indietro nel tempo. Quello della dittatura dei funzionari, che appena si vedono minacciati nel loro “posto fisso” si irrigidiscono come seppie. Mi arrivano voci dal congresso del Pd laziale raccapriccianti. Questioni da piccoli affaristi. Beghe miserrimo dove non si ravvisa la minima autocritica. Si può continuare così?
E lei a questo morbo risponde: Lista civica nazionale.
Una lista formata da Pd, Sel e Idv per appoggiare le campagne di personalità eccellenti. Che confluiscano poi nei gruppi parlamentari. Un movimento che metta sangue vivo nelle arterie dei partiti. Peraltro né io né De Magistris andremmo in Parlamento, in quanto impegnati a livello locale. Dimostrazione che ci crediamo sul serio.
A cosa, in concreto?
Al fatto che il Sud, realtà che conosco meglio ma la cui crisi temo sia estendibile a tutto il Paese, non verrà salvato dai partiti. Ma solo da chi è connesso quotidianamente con la società.
Lasciare campo aperto ai Cesari, dunque? Il tempo del carisma e dei plebisciti?
Sì, e non lo vedo come un rischio. Con molti sindaci ha funzionato. Ed è stata forse l’unica esperienza politica positiva degli ultimi decenni.
Ma anche la radice dei nuovi populismi, da cui manco il governo tecnico è immune. Monti, il taumaturgo.
Ma Monti mica è stato eletto. E poi sa perché non temo il populismo? Perché laddove c’è democrazia (le primarie) e la meritocrazia (lotta allo strapotere dei funzionari) non c’è personalizzazione.
Il caso Lusi.
È stata la mazzata finale. Ecco, fa bene a ricordarlo, perché, al di là della vicenda giudiziaria, è emblematico nel descrivere il destino del Pd. Al Partito non sono stati conferiti tutti i beni. La doppia cassa, Ds e Margherita, dimostra che moltissimi non ci hanno mai creduto al progetto messo in piedi quattro anni fa. Tutti pronti a tornare indietro. Il Pd è un progetto fallito. Si rende conto che spendiamo quasi tutti i soldi per pagare i funzionari? Ma come? Siamo diventati una burocrazia. Poi dicono che la sinistra non crea consenso.
Dicono.
Ma chiaro: io sono convinto che gli italiani non abbiano alcun pregiudizio nei confronti della sinistra. Solo che si aspettano coerenza. Sei contro la precarietà? Bene, però una volta al governo fai di tutto per sconfiggerla. Se ti contraddici perdi la faccia.
Articolo 18?
Chi chiede di cancellarlo lo fa per ideologia. Con il rischio di portare acqua al mulino dei sostenitori del dietro-al-potere-solo-lobby.
Eppure è un trionfo di attacchi frontali al posto fisso, ai diritti acquisiti, alla cultura delle garanzie…
Monti sbaglia nella comunicazione, come sbagliò Padoa Schioppa quando sparò sui “bamboccioni”. Dà lezioni da professore, quale è, su cose che non conosce.
Ma condivide quello che…
Di Monti non condivido nulla. E spero che si torni a votare domani.
Il lavoro.
Ti dico: vuoi la flessibilità? Ok, ma la paghi cara. Vuoi aiutare le imprese a ripartire? Bene, ma devi garantire ai lavoratori un reddito per i periodi di inattività. Precarizzare la vita, ridurre le persone nell’incertezza più globale (investire, fare figli, progettare) è pura violenza.
Diceva che nel trio con Gigi e Nichi lei è il più americano. Da come usa twitter direi anche il più obamiano… Libertà o narcisismo?
Penso che i social network siano, per le persone comuni, come le vecchie sezioni, dove ti incontravi e discutevi. Per noi politici, come le strade e le piazze. È lì che cogli i temi che stanno più a cuore e le riflessioni.

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5 Responses to Michele Emiliano: Il Pd è un progetto fallito. Il futuro siamo io, Nichi e Gigi

  1. Pingback: Genova, nuova figuraccia del Pd alle primarie Vendola mette in crisi il partito di Bersani | NONSOLOFOLE

  2. angelo

    13 febbraio 2012 at 02:02

    c’è materia per lavorare a progetti politici ambiziosi, facendo leva su parole chiave come ‘ primarie’, ‘nuovi diritti’ ,’ laicità’ democrazia’

  3. Pingback: Vendola, Emiliano e De Magistris: arriva la sinistra populista « A tutto Tondi

  4. Sam Moser

    11 febbraio 2012 at 02:41

    Ggiggino a’ purpetta? Ma per piacere…

    Ciao Al !

  5. Sam Moser

    11 febbraio 2012 at 02:40

    AH AH AH AH AH AH!!!!! Siamo a posto…un fallito PD e un’accozzaglia di altri fanfaroni…per piacere !!!!