È difficile capire se negli arresti di Torino per gli scontri della val di Susa sia più grave il provvedimento da Stato di polizia in sé o la mancanza di reazioni che copre di vergogna il 90% della sinistra politica (poche eccezioni, Gennaro Migliore tra queste e conviene dargliene atto), giornalistica e intellettuale.
La sola idea di una “flagranza differita” di oltre sei mesi per degli scontri tra manifestanti e polizia dovrebbe far tremare le vene ai polsi a qualsiasi onesto liberale e a chiunque, specialmente a sinistra, non consideri la messa fuori legge del conflitto sociale il viatico per un mondo migliore. Il senso del messaggio è chiaro. Un governo debole con i forti e forte con i deboli sente montare un poco sobrio clima di rivolta sociale. Corre ai ripari dissuadendo preventivamente. Le motivazioni degli arresti (“resistenza, lesioni, danneggiamento”) sono di quelle che potrebbero essere addebitate a chiunque, in occasione di uno scontro con la polizia, non se ne torni a precipitosamente a casa. L’avvertimento non avrebbe potuto essere più chiaro, né più brutale.
La complicità di tutti i giornali e di quasi tutti i politici merita alcune riflessioni a parte. Il silenzio sarebbe stato meno frastornante se al governo ci fosse stato Berlusconi. Qualcuno avrebbe avanzato perplessità, qualcuno avrebbe protestato rumorosamente, persino parecchi secondini prestati al giornalismo avrebbero avuto qualcosa da ridire. Nell’insopportabile clima di conformismo pervasivo e bipartisan che si respira nell’Italia della seconda unità nazionale l’ordine di scuderia è invece non disturbare il manovratore. Come ai tempi infausti della prima unità nazionale, questo governo può permettersi tutto e quasi tutto si permette. Allora finì malissimo. È uso comune, negli ambienti della sinistra comme il faut, ripetere che questo governo è comunque molto meglio di quello Berlusconi. Di grazia, compagni di Sinistra Ecologia e Libertà, perché? In cosa sarebbe migliore un governo che martella le fasce sociali più deboli più di quanto non facesse quello precedente, sforna una dopo l’altra proposte da insurrezione popolare, come l’abolizione della cassa integrazione straordinaria, e tiene bordone a misure da Stato di polizia che Maroni nemmeno si sognava? Il governo di Silvio Berlusconi e delle sue olgettine era il fondo del barile. Questo sta sotto quel fondo. Non è un po’ meglio: è anche peggio.
Pingback: Wu Ming, Twitter e le nuove proscrizioni « L U N A T I S M I
Pingback: Wu Ming, Twitter e le nuove proscrizioni | Gli Altri Online
Giovanni De Caprio
29 gennaio 2012 at 01:28
@alessandro
Credo che mitizzare i magistrati sia un grave errore e apra le porte a soluzioni pericolose. I magistrati non sono eroi, sono funzionari dello Stato che applicano la legge. E quando si occupano di processi penali e sono inquirenti e non giudicanti, come Caselli, devono sostenere l’accusa. Non lo fanno perchè sono personaggi mitologici, ma perchè è il loro mestiere. Mitizzarli o farne degli eroi puo condurre a creare un potere nel potere di cui proprio non abbiamo bisogno. Sui meriti antimafia ci sarebbe molto da dire, se mi permetti. Non sarei tanto entusiasta dell’opera dei nostri inquirenti professionisti dell’antimafia se ancora, dopo trent’anni, si arrestano centinaia di persone al mese ed ogni mese vengono sgominate cosche e ‘ndrine. Ciò vuol dire una sola cosa, altro che duro colpo alla mafia: il cancro non si riesce ad estirparlo proprio. Per ogni mafioso arrestato ne nascono dieci. Non sarà il caso di abbandonare la retorica e le celebrazioni delle Direzioni Antimafia, con tanto di cappucci neri e applausi finti ad ogni cattura, per dedicarci seriamente al problema?? Ancora non abbiamo capito che finchè esisterà il proibizionismo in materia di stupefacenti, la mafia, la camorra e la ndrangheta avranno tanto di quel denaro a disposizione da potersi rigenerare con la stessa facilità con cui si riproducono le cellule di un cancro? Solo legalizzando la droga si uccide la mafia. Senza bisogno di sceneggiate ed eroi. Basterebbe un mese e le cosche non avrebbero piu denaro da investire e resterebbero sul lastrico. Purtroppo, complici i giornali e la TV, nessuno informa l’opinione pubblica di come funziona esattamente il circuito economico della criminalità. Parte dall’importazione della droga che funge da vero e proprio moltiplicatore di denaro: si possono guadagnare dai 10 ai 20 milioni di euro a carico. E questo fiume di denaro viene investito in attività lecite e moltiplicato, moltiplicato, moltiplicato………Poi abbiamo bisogno di Caselli, degli incappucciati e di tutta la coreografia…..Basterebbe poco davvero per mettere sul lastrico i mafiosi, i camorristi e quant’altro. Però poi, a pensarci bene, si metterebbero sul lastrico anche molti pezzi di questo Stato.
CELESTE
28 gennaio 2012 at 20:47
a me pare che l’accanimento repressivo verso i NO TAV sia dovuto alla natura specifica di questo movimento popolare, forse l’unico ormai sopravvissuto dai tempi post/genova. Impaurisce i poteri perchè le sue istanze di diritti antichi mira il midollo dei potenti.
La sua spontaneità popolare si fa forza della propria autodeterminazione, del connubbio con la natura e la rivendicazione per la fruibilità degli spazi comuni.
Mina alla redice questo modello di sviluppo e dubita delle teorie, ritenute superate, della sostenibilità. Si ribellano allo stupro dell’ambiente.
Lo stato usa contro i manifestanti della Val di Susa la repressione poliziesca non tanto perchè rappresentino una minaccia immediata ma per la sfida che lanciano al cuore di questo potere così male “costituito”.
Purtroppo, come scrive bene Andrea Colombo, tutto accade nel disinteresse generale.
E non da oggi, ricordate il governo Prodi e Rifondazione che glissava?
Al potere infastidisce la contestazione, come oggi quella dei forconi, ma si terrorizza di fronte alla gente che chiede solo di vivere con gli strunenti culturali del proprio ambiente. Di fronte a questa gente il potere si spaventa queando scopre di essere inutile e dannoso.
Saluti
celeste
Sam Moser
28 gennaio 2012 at 17:07
Non so se sono d’accordo completamente ma sul “sottofondo” – in tutti i sensi – si.
La vera liberta’ e’ quella che difende anche quella degli oppositori come un signore famoso disse ” e sarei disposto a dare la mia vita per difendere la liberta’ ed il pensiero, enche il tuo seppur diametralmente opposto al mio”.
La politica ed i suoi “servetti” ha rovinato tutto.
Siamo al requiem finale.
Chierichetti e cantori sono sia di destra che di sinistra…il morto e’ la democrazia, l’individuo e la liberta’.
andrea colombo
28 gennaio 2012 at 16:40
Non è la nostra logica che ti sfugge alessandro, è che di quello che pensa ciascuno di noi delle imprese di caselli non sai niente, ed è giustissimo, ma parli come se lo sapessi, ed è cialtronesco.
caselli, per me, è stato con violante uno dei magistrati che nella lotta al terrorismo hanno stracciato il diritto in nome dell’emergenza, uno di quelli che partecipava al vertice in cui decisero di “togliere l’acqua intorno al pesce” colpendo con qualsiasi mezzo a disposizione il movimento. eroe lo sarà stato per te, certo non per noi.
i metodi di caselli applicati alla lotta alla mafia mi sembravano inaccettabili e alla lunga disastrosi e controproducenti esattamente come quando li applicava alla lotta al terrorismo.
I processi thyssenkrupp ed eternit sono stati invece un passo nella giusta direzione. e allora?
comunque io non lo ho mai sospettato di essere fascista. quella miscela di giustizialismo, antigarantismo, difesa strenua dell’ordine costituito, odio per ogni forma di sovversione e di insubordinazione operaia, fede assoluta nella sacralità dello Stato, non c’azzecca col fascismo. e’ il segno distintivo del partito comunista italiano, la sua micidiale cultura poltiica
Alessandro
28 gennaio 2012 at 14:10
Caselli mette in galera i terroristi degli anni 70.
Che bravo Caselli! (o almeno, QUASI tutti lo dicono)
Caselli va a Palermo a combattere la mafia.
Che bravo Caselli!
La procura retta da Caselli fa i processi Eternit e Thyssenkrupp con un’incisività che nessuno ha mai avuto le palle di avere, con multinazionali da miliardi di euro.
Che bravo Caselli!
(potrei proseguire ancora per parecchio)
La procura retta da Caselli fa arrestare 26 membri dell’ala violenta del movimento no – TAV, un movimento che coinvolge decine di migliaia di persone (e le cui ragioni, per quel che vale la mia opinione, condivido al 100%: la Torino-Lione è uno spreco di soldi pubblici).
Caselli diventa il cattivone reazionario fascista.
Scusate, sarò piciu, pirla, patacca, mona o come si dice dalle vostre parti. Ma la vostra logica mi sfugge.
Giovanni De Caprio
28 gennaio 2012 at 02:21
siete gli unici a non esservi bevuti il cervello. non c’è altra spiegazione.
Qualcuno ha visto la puntata del programma di Santoro con Letta ospite? Spero di si……non ci sono commenti. Hai ragione caro Colombo, ma la mancanza di reazioni della sinistra, quella liberale, l’avevo intuita da molto tempo: da quando i Carabinieri perquisirono l’abitazione della giornalista de “il Giornale” ad esempio, o da quando il dott. Ingroia saliva sui palchi a fare comizi. Non un intellettuale di sinistra, ha fatto sentire la propria voce. Ed ora siamo al teatrino: appoggio incondizionato ad un governo che senza pudore sta proteggendo gli interessi dei grandi gruppi finanziari, impoverendo sempre di piu le classi piu deboli. Cosa credevamo? che questa compagine di voltagabbana che siedono alla sinstra del parlamento fosse anche in grado di scandalizzarsi per arresti in differita? Ma perchè?Sono forse in condizione di capire cosa sono i diritti dei cittadini ? Siamo troppo ottimisti……
gian paolo amantini
27 gennaio 2012 at 23:41
come commento critico verso il pd e la sinistra lascio questo pensiero di berlinguer
Non si può rinunciare alla lotta per cambiare ciò che non va. Il difficile, certo, è stare in mezzo alla mischia mantenendo fermo un ideale e non lasciandosi invischiare negli aspetti più o meno deteriori che vi sono in ogni battaglia. Ma alternative non ne esistono.” (Enrico Berlinguer)