Peppino Caldarola, uno delle firme più note del giornalismo di sinistra (che collabora assiduamente col nostro giornale) è stato condannato in tribunale per aver criticato una vignetta razzista. I giudici, con questa sentenza – degna del ventennio – hanno stabilito il principio secondo il quale è permesso manifestare opinioni o lanciare invettive razziste ma non è legittimo criticare i razzisti. Probabilmente la sentenza contro Peppino è una delle più gravi, dal punto di vista di principio, mai emesse da un tribunale da quando è caduto il regime fascista e sono state cancellate le leggi razziali.
La vicenda è questa. Il vignettista Vauro, uno dei più celebri autori satirici italiani, pubblica – qualche anno fa – una vignetta raccapricciante nella quale raffigura Fiamma Nierenstein con il naso adunco e la stella di David cucita sul petto (come gli ebrei bollati dalle leggi fasciste negli anni trenta e quaranta, e poi trascinati nel lager) e dalle fattezze orribili. La scritta dice: “Fiamma Frankestein”. Nessuno mai è riuscito a capire perché la vignetta avrebbe dovuto far ridere qualcuno, ma questo non è importante, perché la satira è satira ed è assurdo che possa essere regolamentata o che abbia l’obbligo di fare ridere. Vauro, con quella vignetta, ha giustamente adoperato il diritto assoluto di satira e nessuno glielo contesta. La domanda è un’altra: perché Vauro ha ritenuto che la sua vignetta antisemita avesse un valore positivo? Perché Fiamma Nierenstein è una deputata del Pdl, e dunque, a giudizio di Vauro (ma ora anche dei giudici), può a buon diritto essere sottoposta a qualunque tipo di oltraggio. Il fatto che Fiamma sia ebrea e sia una persona impegnatissima nella lotta contro l’antisemitismo, non solo non è una attenuante per lei, ma anzi risulta una colpa ulteriore, perché Fiamma conduce la lotta all’antisemitismo da posizioni filo-israeliane, e questo, pare, non è legittimo.
E così i giudici non hanno semplicemente sentenziato a favore del diritto di satira (diritto che nessuno aveva messo in discussione: Caldarola non aveva chiesto la censura della vignetta, semplicemente pensava di poterla criticare…) ma contro il diritto a criticare la satira. E anche, mi pare, contro il diritto a criticare l’antisemitismo.
Proprio per questo è una sentenza ferocemente autoritaria. Perché non si limita ad affermare il diritto degli antisemiti ad essere antisemiti e a non essere sanzionati per questo (sulla base della legge Mancino) cosa che, se avvenisse, io approverei senza dubbio alcuno, perché sono contro la sanzione di tutti i reati di opinione, anche dei più repellenti (come il razzismo e l’antisemitismo); la sentenza fa un’altra cosa, opposta: nega il diritto di critica. E così trasforma clamorosamente in reato d’opinione il comportamento di Caldarola.
P.S. La nostra piena e affettuosa solidarietà a Peppino e a Fiamma. E la speranza che “il manifesto”, che è un giornale sempre in prima fila nella battaglie di civiltà, si dissoci dal suo vignettista (senza censurarlo, per carità, ma criticando magari la sua pretesa che i giudici intervengano per manganellare Peppino).
Alessandro
28 gennaio 2012 at 10:25
E’ ovvio che non conoscendomi non puoi rispondere alla domanda che ti ho fatto riferita a me, ed è per questo che ho fatto riferimento ai tuoi ex compagni. Il problema è più generale e può benissimo essere trattato in rete.
Tu hai motivo di ritenere che quelli che fanno genericamente riferimento ad un’area di sinistra (e che magari in passato erano più specificamente comunisti rivoluzionari) sono contro lo stato di Israele perché hanno un pregiudizio (lasciamo perdere l’odio) contro gli ebrei?
E non semplicemente perché lo stato di Israele è uno stato fondato sulla discriminazione religiosa, che opprime un popolo la cui unica colpa è quella di vivere nella zona che gli ebrei hanno deciso dovesse essere casa esclusivamente loro?
Io ho motivo di ritenere che oggi le “pulsioni profonde” contro gli ebrei, se realmente esistenti, derivano unicamente dall’esistenza dello stato di Israele, tranne qualche caso isolato di qualche malato di mente che continua ad essere antisemita nonostante il fatto che il genocidio nazista degli ebrei, di cui si è parlato e si parla in continuazione e forse più del dovuto (in quanto strumentalizzato a fini della propaganda sionista, perché se così non fosse io non avrei nessuna obiezione a che si parlasse continuamente di questo orrore compiuto da esseri umani contro altri esseri umani, indipendentemente dalle religioni di appartenenza), non possa che ispirare sentimenti di solidarietà nelle persone sane di mente nei confronti di quegli ebrei che sono stati vittime dei nazisti e quindi degli ebrei in generale (tranne quelli che si vendicano contro persone innocenti ovviamente).
Secondo te invece ci sono “pulsioni profonde”… forse invidia nei confronti del popolo eletto? Oppure l’antisemitismo si trasmette di generazione in generazione nelle razze predisposte? Spero che hai qualche spiegazione meno razzista di quelle che ti sto proponendo..
andrea colombo
28 gennaio 2012 at 03:11
non ho detto che odi gli ebrei alessandro, non lo so, non ti conosco. poi mica è detto che l’antisemitismo o il razzismo siano sempre e solo odio. sono sempre pregiudizio.comunque, credimi te lo dico senza un briciolo di polemica, su cosa sia l’identità ebraica, che non è una religione e non è nemmeno semplice da definire, e su cosa sia l’antisemitismo, che non è solo razzismo e non è solo giudeofobia, non hai le idee chiare. ti assicuro che l’intera faccenda è più complessa e chiama in causa da tutte le parti pulsioni più profonde di quelle che cogli tu. però le possibilità di discutere in rete arrivano fino a un certo punto, oltre il quale il mezzo è inadeguato e questo è uno di quei casi
Alessandro
28 gennaio 2012 at 01:16
Evito di parlare ulteriormente della vignetta di Vauro che mi sembra proprio un argomento insulso. Rispondo invece ad altre affermazioni di Andrea Colombo.
Ognuno valuta a modo suo cos’è che la Storia dimostra, niente di nuovo sotto il sole, sono abituatissimo a sentire dire che la Storia ha dimostrato che il comunismo era destinato inevitabilmente a fallire, posso benissimo sentire senza turbarmi troppo che la Storia ha dimostrato che gli ebrei senza un loro Stato sono destinati ad essere perseguitati.
Arrivo anche ad ammettere la possibilità dell’esistenza di sionisti in buona fede che sulla base di questa convinzione ritengono che l’oppressione dei palestinesi sia il male minore rispetto ad un nuovo genocidio di ebrei. Ma non vado oltre, questo non basta ad approvare il sionismo, per quanto mi riguarda mi basta solo per capire le motivazioni che spingono i sionisti (quelli in buona fede) ad essere tali, così come posso capire le motivazioni di un terrorista, così come posso capire le motivazioni del canaro di Magliana, così come posso capire le motivazioni di Schettino che abbandona la nave prima del tempo ecc. ecc. E capire non significa giustificare, nel senso di rendere giusto ciò che invece è sbagliato.
Ciò detto, l’idea che gli ebrei sono destinati ad essere perseguitati mi sembra un’affermazione intrinsecamente razzista. Quale misteriosa proprietà hanno questi ebrei, che li differenza dai credenti in altre religioni (o dalle altre razze per chi ragiona in questi termini), e che li porta ad essere destinati al martirio? La Storia dimostra solo che in varie situazioni gli ebrei sono stati oggetto di persecuzioni fino ad arrivare al genocidio compiuto dai nazisti. La Storia non dimostra che gli ebrei dovranno essere sempre perseguitati. Se si parla di Storia sarebbe il caso di chiedersi come mai gli ebrei in passato sono stati perseguitati. E magari chiedersi se per caso altre minoranze sono state oggetto di persecuzioni senza essere ebrei (e magari non solo nel passato). L’odio verso gli ebrei, l’antisemitismo vero, non quello fasullo propagandato su questo sito, aveva delle motivazioni storiche, connesse per esempio al fatto che in società cristiane solo loro potevano prestare denaro ad interesse, o al fatto che si trattava di minoranze religiose in società in cui la religione era, a differenza di oggi, pervasiva nella vita politica e sociale. Nel caso del nazismo la situazione è ancora diversa, in quanto il nazismo era razzista nel senso proprio del termine, e gli ebrei erano per i nazisti appartenenti a razze inferiori, così come gli zingari (che non si sono sognati di creare lo Stato zingaro).
Comunque, sono cose appartenenti al passato, e proprio l’immane tragedia del genocidio da parte dei nazisti avrebbe potuto definitivamente farla finita con l’antisemitismo… se non ci fosse stata la creazione dello Stato oppressivo e razzista di Israele che ha da un lato portato al giusto antisionismo di tutti i veri antirazzisti, ma dall’altro ha contributo (o può contribuire) a rilanciare l’odio per gli ebrei in quanto tali.
Noto poi che Andrea Colombo dice “dire che possono stare tranquillissimi a casa non loro è una balla”: a casa non loro? Come sarebbe a “casa non loro”? Di chi è la casa quando degli esseri umani vivono in un determinato territorio? Io direi che la casa è di chi ci vive, ma sembra che per qualcuno gli ebrei, a meno che non vivano nello Stato di Israele, sono solo degli ospiti della nazione in cui vivono. A parte che nessuno mai è tranquillissimo dovunque viva, questo fatto di ritenere che gli ebrei sono qualcosa di “altro” rispetto al resto della popolazione mi sembra espressione di razzismo, sia che si tratti di razzismo antiebraico, sia che si tratti di razzismo ebraico.
“L’antisionismo è la forma storicamente determinata che ha assunto oggi l’antisemitismo”: ma che stai dicendo? Gli antisemiti (quelli che assumiamo che esistano per davvero) sono antisemiti e basta, è ovvio che odiando gli ebrei odiano anche lo Stato di Israele, ma forse odiano più l’ebreo sotto casa che l’ebreo che vive lontano a migliaia di chilometri che tutt’al più ammazza qualche sporco palestinese che è pure mussulmano, per cui non li chiamerei neanche antisionisti.
La cosa più grave (ed inconcepibile da parte di uno che un tempo militava in Potere Operaio) è che quello che intende dire Andrea Colombo è che tutti coloro che sono antisionisti perché non sopportano l’oppressione degli israeliani contro i palestinesi, come non sopportano nessun tipo di oppressione dell’uomo sull’uomo, e che nella maggior parte dei casi non sono neanche cristiani, in realtà sono antisionisti perché odiano gli ebrei!
E perché cazzo dovrebbero (dovremmo) odiare gli ebrei?
Andrea Colombo, fammi il favore, rispondi solo a questa domanda: perché cazzo io (così come la maggior parte dei tuoi ex compagni) secondo te dovrei odiare gli ebrei?
consulfin
27 gennaio 2012 at 21:23
@ alessandro
la class action degli antisionisti è quasi geniale. Anche se dubito che sarebbe mai vinta
andrea colombo
27 gennaio 2012 at 16:32
alessandro, ho provato a scriverlo già in un post precedente. ci riprovo. se uno ti disegna mentre ti pappi un bambino adagiato sul tuo cavalluccio che si scofana una litrata d’acqua in piazza san pietro, ha disegnato una vignetta anticomunista.
poi può dire che non è vero, che lui ce l’aveva solo con i comunisti russi, cinesi, bulgari, ungehersi, cubani, cambogiani, albanesi e di un’altra decina di paesi, ma non è affatto anticomunista.
il punto è che può essere persino vero, ma la sua vignetta, con quella tua faccia satolla mentre sgranocchi il pupo, resta anticomunista.
si comunica così, non solo e non tanto con le 33 tesi su lenin.
il discorso sull’antisionismo e antisemitismo è effettivamente più complesso perché, in linea di principio, si può traquillamente essere contrari all’esistenza di uno stato ebraico e non essere antisemiti, come un’ala estrema dell’ebraismo chassidico dimostra.
per come le cose si sono storicamente determinate, però, ci sono due punti oscuri.
il primo è che, essendosi la storia oaccupata di dimostrare che senza un loro Stato prima o poi gli ebrei finiscono perseguitati, dire che possono stare tranquillissimi a casa non loro è una balla, e chi la afferma sottende che di cosa succederà agli ebrei della nuova diaspora al prossimo pogrom o alla prossima shoah non glie ne ferga un cazzo. affari loro, nel mio caso nostri.
le cose va da sé staranno diversamente quando lo stato sarà estinto e la gerusalemme celeste avrà sostituito questa valle di lacrime. ma io parlo di tempi più ravvicinati.
il secondo punto critico è che l’antisionismo è la forma soricamente determinata che ha assunto oggi l’antisemitismo. non è una teoria. e’ un fatto. se uno cova una pulsione antisemita, prima di confessarsela deve passare attraverso un milione di schermi interiori, quelli invece cutluralmente determinati. con l’antisionismo li aggira..
naturalmente si può benissimo essere contro le politiche di Israele senza essere antisemiti, ma al proposito ti segnalo che discorsi come quello che hai fatto in un commento precedente sono il fondamento dell’estremismo nazionalista israeliano.
quando rifiutano la formula “due popoli due stati”, i falchi del likud lo giustificano dicendo che in realtà i palestinesi e i filopalestinesipensano quel che effettivamente pensi tu, e cioè che israele sarebe meglio distruggerlo e appena posisbiloe lo si farà, ma per ora “due popoli due stati” è il male minore. di conseguenza rispondono “col cazzo”, e sparano.
il brutto è che tante volte hanno pure ragione, come il tuo commento di prima dimostra.
Alessandro
27 gennaio 2012 at 14:39
CerinoReni (riporto le maiuscole come le ho trovate scritte), non sarai anticomunista, ma i comunisti entrano nel merito delle questioni quando discutono, non si limitano a queste chiacchiere insulse, per cui come minimo non sei comunista, il che di per sè non ha una valenza negativa, solo che è sempre bene sapere con chi si ha a che fare, così, tanto per la chiarezza, e anche per non perdere tempo!
Andrea Colombo, si sta arrivando ai massimi vertici dell’assurdo, se adesso la questione è che ad essere antisemita non è una persona ma un oggetto: se non fosse che scrivi sugli Altri, penserei quasi che manderesti in galera una vignetta!
Comunque perché non provi a spiegare perché secondo te chi è contro lo Stato di Israele (o stato di israele per fare contento cerinoreni) sarebbe antisemita? Non c’è nessun bisogno di parlare di nasi adunchi, di satira e di marxisti fideistici per farlo. Vedi che ce la puoi fare!
CerinoReni
27 gennaio 2012 at 14:24
grazie, alessandro, per l’elargizione.
effettivamente così cambia tutto!
contraccambio: fai conto che IO abbia scritto che sono contro tutti gli stati (che scrivo in minuscolo a differenza tua) borghesi.
anzi lo scrivo e sottoscrivo.
rispetto al mio presunto anticomunismo, xsevero nell’intenzione di non entrare nella guerra di slogan, solo, adesso, anche con un po’ di affetto x chi dimostra tutti i sintomi della “malattia infantile”…
ce la siamo fatta tutti, + o – forte, come la varicella!.
andrea colombo
27 gennaio 2012 at 12:54
alessandro, dai leggi bene…non ho mai accusato vauro di essere antisemita, la vignetta invece lo è
Alessandro
27 gennaio 2012 at 12:48
“competizione fallico-marxista”
“marxismo adialettico e fideistico”
“scuola marxista in cui hai preso gli ordini”
voi anticomunisti siete proprio ridicoli quando non sapete più cosa rispondere!
Vi elargisco un suggerimento:
provate a rispondere a quello che ho scritto facendo finta che non ho scritto che io (non Vauro, non gli antisionisti in genere) sono contro tutti gli Stati borghesi.
Comunque mi sembra che sia confermato che l’accusa di Vauro di essere antisemita è esclusivamente fondata sul naso adunco! Interessante!
andrea colombo
27 gennaio 2012 at 10:55
@cerinoreni
lo so non l’hai scritto. lo ho scrittoio non per rispondere a te ma solo per chiarire che non è qello il problema.
alessandro, confesso: per me sei tanto disarmante quanto un imam o un rabbino chassid. era da decenni che non incontravo un marxismo adialettico e fideistico come il tuo.
sia chiaro, imam e rabbini possono essere molto sottili e discutere con loro molto interessante, ma la loro, come la tua, è fede.
cmq concordo; a partire dalla visione dello Stato del tuo libro sacro, si può essere contro lo Stato d’Israele senza essere antisemiti,.
anche gli chassidim peraltro sono dello stesso parere: aspettano il messia.
quanto al naso adunco che non sarebbe tanto antisemita, mi pare che di ne comunicazione capisci fino a un certo punto. sarà che la scuola marxista in cui hai preso gli ordini ancora non si è adeguata al XX secolo. speriamo faccia in tempo per il XXII
CerinoReni
27 gennaio 2012 at 10:43
@ alessandro,
rinuncio: non mi appartiene ‘sta competizione fallico-marxista
@ andrea colombo
in genere non sono puntiglioso, ma vauro antisemita non l’ho scritto. e pur non conoscendolo xsonalmente ne leggo vignette da qualche decina d’anni con gusto immutato
Alessandro
27 gennaio 2012 at 10:09
Andrea Colombo sostiene che chi è antisionista è antisemita. Così facendo Andrea Colombo, al pari di Fiamma Nirenstein, è agente patogeno di antisemitismo.
Incidentalmente, mi chiedo cosa sarà mai per Andrea Colombo (che confonde religione e razza) chi sostiene che lo Stato italiano non debba essere uno Stato cattolico.
Chi sostiene i “due popoli due Stati” non è necessariamente un sionista, perché essere sionisti significa ritenere che gli ebrei debbano avere un loro Stato, che è cosa ben diversa dall’avere preso atto che uno Stato ebraico esiste, e che difficilmente sarà distrutto senza che si verifichi nell’area ma probabilmente in tutto il mondo un conflitto armato di immani proporzioni. Quindi chi sostiene i “due popoli due Stati” non è un sionista, ma semplicemente uno che sceglie il male minore.
Comunque c’è anche chi, come me, ama le cose difficili, e si ostina a sostenere che non deve esistere uno Stato ebraico, così come non deve esistere nessuno Stato, strumento di oppressione della borghesia sul proletariato.
Tornando a Vauro, tanto per parlare di fesserie, mi sfugge perché la vignetta è disgustosa: perché la Nirenstein è rappresentata con il naso adunco? E’ questo il problema?
Tornando a Caldarola, è perfettamente coerente con la legislazione vigente (ovviamente dello Stato borghese, ma Vauro mica è contro lo Stato!) condannare una persona che diffama qualcun altro dandogli dell’antisemita senza motivo (ah già dimenticavo, c’è il naso adunco!).
Vi auguro che a nessuno venga in mente di fare una class action di tutti gli antisionisti contro di voi Altri che state diffamando gli antisionisti dando loro degli antisemiti.
andrea colombo
27 gennaio 2012 at 00:36
@consulfin
il sionismo è quel movimento che, fondato da Theodore Herzl, sosteneva e sostiene che gli ebrei debbano avere un loro Stato. Punto.
A rigor di logica è antisionista solo chi sostiene che non debba esistere uno Stato ebraico.
Chi propone la formula “due popoli due Stati” accetta e appoggia l’esistenza di uno Stato ebraico. Pertanto è sionista.
Non a rigor di logica ma a molto più modesto mio parere, chi oggi è antisionista, cioè chi sostiene che lo Stato ebraico non debba esistere è, sempre secondo me, antisemita.
@cerinoreni
vauro ha disegnato una vignetta disgustosa e ha fatto malissimo a querelare caldarola, ma avendoci lavorato insieme per vent’anni ti assicuro che non è antisemita.
diciamo che ogni tanto, come in quella vignetta, gli capita di scadere parecchio. ma il problema non è vauro. è chi ritiene giusto condannare un giornalista perché ha criticato una vignetta definendola antisemita. che cazzo è? il politcally correct alla rovescia?
per finire, fiamma nirenstein è insopportabile (ed è un agente patogeno di antisemitismo) ma non perché si è candidata con il Pdl
da quel punto di vista la vignetta di vauro è semplicemente scema
Paolo
26 gennaio 2012 at 18:13
http://www.flickr.com/photos/14591607@N05/6765994253/sizes/l/in/photostream/
diverititevi….
CerinoReni
26 gennaio 2012 at 12:47
@alessandro.
quando ascoltavo, la mattina sotto la doccia, fiamma intevistata da bordin dovevo impormi una disciplina zen per non tirare lo shampoo contro la radio.
ma credo comunque che: o tutti sono liberi di dire tutto, vauro, fiamma ecc. (e non ritorno su casa pound altrimenti non se ne vien fuori) oppure nessuno lo è.
se la giustizia borghese è sempre da rifiiutare lo è anche quando condanna per diffamazione.
infine una notazione extra-giudiziaria: vauro? lo stesso vauro che conosco io? quello col fisico tutto chianti e tagliatelle? quello che bestemmia in diretta in prima serata? quello che fino a ieri legavo, con le debite proporzioni, al filo del migliore pensiero “colto e volgare” popolano-italiano-toscano (benigni -monicelli -angiolieri per intenderci)? quel vauro che non guarda in faccia né a silvio, né a barack, né a gesù bambino, mandandoli allegramente in culo quando (gli) serve?
la sua forza, la sua genuinità, la sua freschezza convincevano anche i + libertari a xdonargli qualche scivolone stalinista: ma a tutto un limite c’è, per la madonna!
rita
26 gennaio 2012 at 12:37
sabina,
la sua è la solita demonizzazione di chi si mette dalla parte politica sbagliata per noi e che pertanto deve essere sbagliata per tutti; per cui solo i “nostri” sono anime belle guidate dai più nobili intenti e ideali, gli altri invece sono esseri inqualificabili o addirittura mostruosi guidati senza ombra di dubbio da tornaconto personale o dalle più basse intenzioni.
Tale demonizzazione poi arriva alle sue forme più estreme quando, come in questo caso, c’è una connotazione specifica come il fatto di essere ebrei.
Per fortuna la libertà di pensiero sfugge a qualsiasi schema o condizione.
consulfin
26 gennaio 2012 at 11:14
@ sabina, condivido pienamente
sabina
26 gennaio 2012 at 11:02
Vauro ha servito su un piatto d’argento argomenti per facili strumentalizzazioni di parte.
La sua vignetta è , oggettivamente razzista perchè il diavolo sta nei dettagli e quel naso adunco poteva evitarselo, tutto il resto invece, i tre simboli
sul petto a simboleggiare la vittima complice degli eredi politici degli antisemiti, era sacrosanto .
Paradossalmente è riuscito a trasformare la Nirenstein in una vittima dell’antisemitismo propio lei che invece non ha nessuna giustificazione politica
e che usa la sua appartenenza strumentalmente e furbescamente come una clava per chiudere la bocca a chi contestava la sua connivenza con i fascisti e gli antisemiti mettendoci poi nella situazione che se non diamo “la nostra affettuosa solidarietà a “Fiamma” ci becchiamo pure degli antisemiti di sinistra”
proprio lei che con le sue scelte ha calpestato la sua/nostra storia.
consulfin
25 gennaio 2012 at 23:57
@ andrea colombo: tu hai senz’altro una mente superiore perché, da quanto scrivi, mi sembri in grado di raggiungere vette che non sono alla portata dei comuni mortali. Ti sarei comunque grato se volessi spiegare il significato della tua frase ad uno come me, che ha un’intelligenza media. Cosa vuol dire: “comunque chiunque sia favorevole all’esistenza dello Stato d’Israele, dunque alla soluzione “due popoli due stati” è sionista. chi non è favorevole all’esistenza dello Stato d’Israele è efettivamente un antisemita.” E poi, chiunque-Chiunque? Anche Einstein e Freud?
rita
25 gennaio 2012 at 17:52
“Così come Vauro non è stato giustamente condannato per quella vignetta pur pesante, perchè deve essere condannato Caldarola”?
Era già chiara così Alessandro, dai che lo sai , ma la frase completa sarebbe stata questa.
andrea colombo
25 gennaio 2012 at 16:42
alessà, intanto grazie per la clemenza, poi però guarda che nessuno dice che vauro non potesse criticare chi gli apre, e nemmeno che non potesse usare stereotipi per i quali negli usa lo avrebbero pelato vivo.
ma io che odio il politically correct sono contentissimo che qui le cose stiano diversamente.
si dice solo che se per criticare obama, cosa lecita, lo disegni con i labbroni, l’osso di traverso nel naso, mentre addenta un europeo e dice “io penzare che ezzere meglio che tutti mangiare esploratori buoni e non solo chi poterselo permettere, mizz rozella” poi devi accettare che ti piglino per razzista e non chiedere 25mila euro per diffamazione.
Alessandro
25 gennaio 2012 at 15:44
Rita, rispondevo ad Angela Azzaro che scriveva “Vauro non è stato condannato per quella vignetta pur pesante, perchè deve essere condannato caldarola?”, facendo notare che mentre Vauro di sicuro non ha commesso nessun reato, Caldarola di sicuro ha diffamato Vauro.
Vauro ha rappresentato la situazione che un’ebrea era alleata di chi fino a poco tempo prima avrebbe tranquillamente perseguitato gli ebrei, e questo è un dato di fatto.
E se un’ebrea sta dalla parte politica di chi le pare, chiunque è libero di criticarla per le sue scelte, mentre dare dell’antisemita a qualcuno senza motivo si chiama diffamazione.
rita
25 gennaio 2012 at 13:38
Nessuno infatti voleva o doveva condannare Vauro, chi l’ha detto qui Alessandro?
E Vauro rappresenta la situazione non così com’è, ma com’è per lui.
E (anche) un’ebrea sta dalla parte politica di chi le pare, mi pare.
Sam Moser
25 gennaio 2012 at 13:20
Hanno ammazzato per delle vignette su Maometto….vogliamo diventare alla stessa stregua di questi pazzi furiosi?
La discussione sulla condanna o non condanna, censura o non censura di entrambi, Vauro e Caldarola, ha dell’assurdo…
Concordo con Sansonetti.
Alessandro
25 gennaio 2012 at 13:18
Sempre premesso che a me della censura e della giustizia borghese poco me ne frega, Vauro perché avrebbe dovuto essere condannato? Quale reato avrebbe compiuto? La sua vignetta rappresentava la situazione così com’è, un’ebrea che sta dalla parte degli eredi di chi perseguitava gli ebrei.
Caldarola invece ha diffamato Vauro dandogli, senza alcun motivo, dell’antisemita, questo è un reato, anche per la giustizia borghese.
In quanto alla giustizia proletaria, se quel giorno venisse farò in modo che verso di voi si usi clemenza!
andrea colombo
25 gennaio 2012 at 12:12
ma no alessandro, io sono sionista ed ebreo da sempre, quale “appena scoperto”.
ci risentiamo quando incontri la giustizia proletaria pronta a perseguire chi dà dell’antisemita agli antisemiti di sinistra.
comunque ha ragione angela. la censura non ha colpito vauro, che invece a me è simpatico anche se resta un testa di cazzo filosovietico (ma non antisemita) ma caldarola.
buon delirio
Angela azzaro
25 gennaio 2012 at 11:57
Alessandro intanto vedi di abbassare i toni, dire a qualcuno ignobile rende te solo meno credibile. Comunque il punto è se si possono avere anche opinioni diverse senza passare alle querele. Vauro ha fatto una vignetta a te piace a caldarola no. Può dirlo o deve stare zitto? Vauro non è stato condannato per quella vignetta pur pesante, perchè deve essere condannato caldarola?
Alessandro
25 gennaio 2012 at 11:09
Dov’è l’ipocrisia? Quella particolare vignetta di Vauro la condivido, in quanto negazione dell’antisemitismo, propagandato da voi e dalla Nierenstein.
Invece non condivido questo vostro, appena scoperto, sionismo.
Chi dà dell’antisemita a chi è contrario all’esistenza dello Stato di Israele (cioè tutti i veri antirazzisti) sarebbe veramente da perseguire, ma non dai tribunali dello stato borghese…
andrea colombo
25 gennaio 2012 at 11:00
Alessandro, non essere ipocrita, quello che stai dicendo è che la satira di vauro la condividi e che siccome faimma nirenstein è filosionista chiunque, anche quel testa di cazzo del mio amico vauro, può permettersi di criticarla con accenti antisemiti.
comunque chiunque sia favorevole all’esistenza dello Stato d’Israele, dunque alla soluzione “due popoli due stati” è sionista. chi non è favorevole all’esistenza dello Stato d’Israele è efettivamente un antisemita.
Alessandro
25 gennaio 2012 at 10:58
Sansonetti sei ignobile, per curiosità ho cercato maggiori informazioni (che tu ti sei guardato bene dal dare) e ho trovato la vignetta di Vauro che non è affatto antisemita, e tu e Caldarola state dando dell’antisemita a Vauro (che non mi è per niente simpatico) solo perché con la sua vignetta ha fatto notare l’assurdo di un ebreo che scende in campo con gli eredi dei persecutori degli ebrei. Vergognatevi!
Alessandro
25 gennaio 2012 at 10:43
Della satira e di Vauro non me ne frega niente, mi interessa invece precisare che Fiamma Nirenstein non è affatto impegnata nella lotta contro l’antisemitismo come scrive Sansonetti, è solo impegnata nella lotta contro gli antisionisti, e così facendo fa la migliore propaganda per gli antisemiti veri.
Paolo
24 gennaio 2012 at 21:24
Dal punto di vista “tecnico” non è vero che la satira è esente da regole in assoluto…seppur implicite nel meccanismo stesso della satira. Per esempio si può citare la regola tragedia + tempo: ci vuole del tempo affinché certi fatti vengano adeguatamente metabolizzati e solo dopo questo passaggio di tempo la battuta potrà essere accettata. Questa regola non vale però in alcuni casi: quando la distanza produce lo stesso effetto del passare degli anni (satira su un fatto accaduto lontano) o quando il personaggio su cui si fa satira ha vissuto vicende tali da colmare questo gap (es. satira su Michael Jackson). Il caso della shoa è ancora diverso: valgono comunque le altre regole ma a queste si aggiungono sia l’estrema gravità del fatto che richiede un tempo maggiore affinché la satira venga accettata sia il fatto che in questo caso c’è un carnefice. Quando c’è un carnefice la satira sulla vittima non funziona mai, non fa ridere. I meccanismi che causano la risata vengono inibiti. Tutto ciò è ovviamente relativo, non c’è bisogno di sottolinearlo.
rita
24 gennaio 2012 at 18:11
E, a confermare i pregiudizi di cui parla giustamente Beppe Sebaste, c’è la domanda che l’avvocato di Vauro rivolge a Caldarola: “come può un ebrea essere in lista con loro” (Mussolini e Ciarrapico)….
Questo racconta lo stesso Caldarola su Mambo Linkiesta e il pezzo si conclude così: “Ora io e Polito, all’epoca direttore del “Riformista”, siamo stati condannati. Ad una pena pecuniaria. Preferisco il carcere. E lo chiederò”.
La pena pecuniaria ammonterebbe a ben 25.000 Euro.
Più che nella dissociazione del Manifesto dal suo vignettista, io spero che Vauro stesso si accorga della gravità di questa assurda ingiustizia.
beppe sebaste
24 gennaio 2012 at 14:16
Ma la zona franca di cui giustamente gode la satira, non va estesa ad altri generi letterari e discorsivi? Non è il minimo della richiesta della libertà di espressione, di critica, di parola e di argomentazione?
(C’è una tale stratificazione ” concettuale” – idola tribus, direbbe Bacone, cioè non concetti ma abbagli e preconcetti, e quindi violenza – nell’antisemitismo “di sinistra” alla base di questa vicenda, che occorrerebbero pazienza e tempo e spirito di servizio, quasi didattico, per dipanarli. Virtù che non credo di avere. Ma va fatto.
L’ebreo dunque non può esere una persona come le altre, un cittadino come gli altri. In ogni caso, nel migliore dei casi, la sua situazione è un’aggravante – anche l’enfatizzazione del bene o del meglio o del “genio” ebraico è una sorta di antisemitismo… Forse, per cominciare, si potebbe invitare a leggere il vecchio libello di Sartre, autore assolutamente non ebreo – “Reflexions sur la question juive” – che liquida molti dei nostri atroci pregiudizi sugli ebrei, forieri di violenza o di sterminio – poiché “separare” retoricamente l’ebraicità dall’individuo ebreo è già sterminio).