Socialize

FacebookTwitter

Giù le mani dai tassisti

Andrea Colombo Pubblicato da
il 19 gennaio 2012.
Pubblicato in gli Altri, Politica.

I tassisti hanno ragione, e sarebbe ora che qualcuno lo dicesse. Le liberalizzazioni che i governanti si accingono a varare servono, parola loro, a rilanciare la crescita che quando va bene stagna e quando va male recede. Neppure il consesso di professori che per grazia ricevuta ci governa, però, oserebbe affermare che qualche migliaio di vetture in più nelle 4 (quattro!) città in cui un servizio taxi esiste degno aiuterà anche in minimissima misura la crescita.

Il discorso si applica anche ad altre eventuali misure di grande effetto scenico e di sostanza quasi nulla. Nessuno dotato di senso comune può pensare che tenere aperti i negozi anche dopo l’imbrunire o moltiplicare il numero delle farmacie farà crescere alcunché. La notturna però almeno non fa danno, e i farmacisti, in linea di massima, non sono poveri cristi. I tassinari invece sì. Fanno un lavoro che dire usurante è niente, e chi pensa che ci si riempiano le tasche campa fuori dal mondo. A Roma, sino a qualche anno fa, i clienti potevano effettivamente protestare per la attese a volte esorbitanti, ma da quando Veltroni ha aperto i cordoni della borsa facendo piovere licenze i tempi d’attesa sono rientrati in una media più che soddisfacente.

Le licenze, appunto. Sarà davvero prova di gretto egoismo imbufalirsi di brutta se prima ti fanno sborsare una tombola, poi scippano la contropartita e alla fine la cavano col solito “chi ha dato ha dato ha dato”? I tassisti avrebbero ragione comunque. Però sarà lo stesso interessante scoprire se i nominati di palazzo Chigi ruggiranno (salvo encomiabili ripensamenti) solo con loro o anche con altre e più potenti categorie, o se invee con notai, giornalisti e affini pigoleranno. Quel che di certo non faranno sarà alzare la voce con quei loro amici, colleghi e compagni di classe (sociale) che con la crescita c’azzeccano davvero: i banchieri che hanno appena incassato cascate di liquido a interesse zero dalla Bce e invece di usarli per riaprire il credito e fornire carburante alla crescita se li sono imbertati come al solito.

Ma che volete che sia! Non sono mica loro che ostacolano la crescita e strozzano lo sviluppo. Non sono mica loro che da che borsa è borsa antepongono i loro interessi a quelli dell’universo mondo. Sono i tassinari. Come si fa a non vederlo?

Be Sociable, Share!
Puoi seguire gli aggiornamenti di questo articolo tramite il feed RSS 2.0.
Both comments and pings are currently closed.

3 Responses to Giù le mani dai tassisti

  1. Maurizio

    20 gennaio 2012 at 23:13

    Qua il concetto è un altro: perché viene praticamente reclusa la possibilità a un ragazzo o a una ragazza qualsiasi di fare un qualsiasi lavoro? E questo vale per farmacisti, ingegneri, avvocati, biologi, notai e, anche, tassisti. Non è questione di incidenza nelle tasche di ogni singola famiglia. E’ questione che non si possono porre veti di alcun genere (ordini, albi e compagnia cantante) all’accesso al lavoro. Quindi direi: indennizzare tutti i tassisti, “ricomprare” le licenze e riaprirne la concessione. Tutto questo, ma soprattutto abolizione completa di ordini professionali e albi. La questione dei taxi è la foglia di fico dietro cui si nasconde il governo che non tocca i privilegi delle caste e degli ordini professionali.

  2. giovanni de caprio

    20 gennaio 2012 at 00:51

    Colombo! mi meraviglio! ma tu non sapevi che ogni mese le famiglie italiane fanno i conti escoprono che il taxi è diventato caro, anzi carissimo????? Cribbio, direbbe il cavaliere, ripassi un po’ di economia!
    Battute a parte, ormai credo che gli italiani non fanno caso piu a nulla, non sono piu in grado di accorgersi di niente, sono come inebetiti: chiunque puo alzarsi la mattina andare in tv e dire la piu granse palla della storia: gli italiani ci credono, o meglio non si pongono neanche la piu stupida delle domande: ma che stai a di ‘????? Non si spiega senno. Ora, voglio capire che bisogna cominciare. Bene. Ma qualcuno mi spiega quanto incide la spesa del taxi sulle famiglie?? e soprattutto se non ci sono denari da spendere, che minchia apriamo i negozi la notte? Mi immagino la scena: lavoratore metalmeccanico, o impiegato, a 1200 euro al mese con moglie e figli. A mezzanotte si alza, sveglia la moglie e i figli a suon di sberle, che quelli poveracci volevano dormire, e ordina : basta, non rompete che avete sonno, andiamo a fare shopping! E con che cosa lo fa lo shopping se grazie al provvidenziale aumento del carburante è aumentato tutto??? forse che di notte i soldi aumentano?
    E poi la palla del secolo : da oggi idistributori di carburante saranno dei minimarket, venderanno di tutto! E si, questo è il segreto, perche se voglio un etto di mortadella mica vado dal pizzicagnolo, vado alla total! Che bello!
    Possibile che di fronte a questo cumulo di stronzate non ci sia una sollevazione popolare, un corale pernacchio…….ma cìè ancora qualcuno in vita? Nessuno si accorge che proprio assicurazioni, banche e petrolieri non sono stati sfiorati dalla furia iconoclasta del magnifico rettore???

  3. Giorgio Specioso

    19 gennaio 2012 at 15:37

    Io mi chiedo a che cosa servano i taxi.