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La signora Monti, le massaie e la bella famiglia italiana

gli Altri Online Pubblicato da
il 5 gennaio 2012.
Pubblicato in Attualità, gli Altri, Politica.

Riceviamo da Alessandra Bocchetti e volentieri pubblichiamo

Care amiche,
vi voglio far partecipi dello sgomento che mi ha colto leggendo dall’Unità del 4 gennaio un articolo intitolato “Da Monti schiaffo a Calderoli: Senza stipendio e ho pagato la cena”.

Sublime. Calderoli accusa Monti di essersi approfittato della sua posizione per invitare tutta la famiglia al completo nella sua provvisoria casa in palazzo Chigi per una bella cena di fine anno, il tutto a spese di noi contribuenti. Monti non si accontenta semplicemente di smentire, ma, con lo spirito bocconiano che lo contraddistingue, vuol dare una bella lezioncina a quel citrullo di Calderoli, e che fa? Comincia a descrivere punto per punto con un certo orgoglio l’organizzazione di questa cena contestata e compila una nota quasi ora per ora, con orgoglio, e aggiungerei anche con una certa soddisfazione nel mostrare come si muove una bella e sana e soprattutto onesta famiglia italiana.
E qui entra in scena nel racconto la signora Monti, e a dire la verità, non ne esce più. La nota ci dice che la signora Monti per prima cosa va a comperare i cappelletti e per farlo si sbatte da piazza Colonna fino a piazza Santa Emerenziana (la nota è piena di dettagli e fornisce anche indirizzi precisi), di auto blu naturalmente non se ne parla. Poi per comperare cotechini e lenticchie, come da tradizione, ci dice che la signora parte da Santa Emerenziana e se ne va verso via Cola di Rienzo, praticamente dall’altra parte della città e poi, carica come un cammello, se ne torna svelta svelta a Palazzo Chigi, dove si mette immediatamente ai fornelli sola, senza aiuto di nessuno, così viene raccontato. Gli ospiti sono 10, (nella nota mancano soltanto le loro date di nascita) quindi una bella sfacchinata, se consideriamo anche l’ultimo atto, la ciliegina sulla torta: la signora Monti serve a tavola, sissignori, così il marito racconta con malcelata soddisfazione, è proprio lei che serve a tavola. Immagino io, disfatta, ma di stanchezza non se ne parla.

La risposta conclude che sì, potrebbero esserci stati degli oneri superiori per i contribuenti ma solo per quanto riguarda il consumo dell’energia elettrica, del gas e dell’acqua corrente. Non la trovate sublime, la bella famiglia italiana? E la signora Monti che dice? Così fanno le brave donne italiane, ecco quello che non si accorge di dire il Presidente Monti, questo è ancora il modello, l’esempio. Non c’è bisogno del denaro dei contribuenti ci sono le donne, ci sono le mogli, le madri…. È lì che si risparmia. E questo sarebbe il nuovo che avanza. Stiamo fresche. C’è di che piangere ancora, Ministra Fornero!

Alessandra Bocchetti

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105 Responses to La signora Monti, le massaie e la bella famiglia italiana

  1. Cassiodoro

    15 gennaio 2012 at 06:52

    Se per una donna “fare la spesa e servire a tavola” è puro retaggio “maschilista e patriarcale” cosa ne dice, sig.ra Alessandra, della “prassi” dei tribunali, nonchè delle donne stesse, di richiedere ( ed ottenere) nei tribunali italiani l’affidamento dei figli (della casa coniugale e delle risorse economiche)?
    Non c’è niente di più “maschilista e patriarcale” del concetto che dei figli e della casa se ne occupino le donne, ma non ho mai letto nessun scritto di femministe o dei “movimenti femminili”che siano a favore dell’affidamento dei figli al 50%, del mantenimento diretto dei figli e la non assegnazione della casa famigliare.

  2. rita

    11 gennaio 2012 at 11:25

    AndreaS, ti dico la mia: le donne, come gli uomini, sono ottime e pessime. In generale, “le donne” non salveranno il mondo.

  3. AndreaS

    10 gennaio 2012 at 18:52

    Posso proporre di allargare un po’ il discorso sul tema “donne, famiglia e potere” ?
    oggi abbiamo un numero notevole di presenze femminili che ricoprono posti di primissima responsabilita’ (alla rinfusa Marcegaglia, Michelle Obama, Hillary Clinton, Fusero, Camusso, etc. etc.). Allora io mi chiedo se nelle loro attivita’ pubbliche sia rintracciabile o meno un atteggiamento o un substrato culturale di genere, tale da poter aiutare la sacrosanta battaglia ad allargare gli spazi di potere e partecipazione alle donne. Davvero non so rispondermi, ma immagino che molte del snoq una risposta al quesito dovrebbero poterla dare. E sulla base della risposta, forse, potremo anche capire se il capodanno della sig.ra Monti sia stato o no un “vulnus” alla militanza.

  4. rita

    9 gennaio 2012 at 11:01

    Io vorrei dire al Monti che non c’è bisogno, davvero, che si prodighi ulteriormente per farci capire quanto siamo stati fortunati ad avere lui, il suo governo dei sobri, le donne al posto delle femmine, il ritorno dell’antico modello delle mogli affettuose e servizievoli (che da tanto in cuor loro molti attendevano senza volerlo ammettere …..)
    Che siamo passati dalla volgarità e dalla turbolenza dell’inferno alla pace dei sensi del paradiso ci fanno una testa così da due mesi i giornali e le televisioni.
    Una per tutti, Lilli Gruber, che evidentemente e più di altri si sente investita di questa speciale missione da portare a compimento e che, un giorno sì e uno no (forse nei giorni pari …..) ci propina il solito Beppe Severgnini o la strana accoppiata Freccero-Sabelli per farci ascoltare la solita tiritera.

  5. Valentina

    7 gennaio 2012 at 15:33

    Si tratta sempre di creare un immaginario collettivo di ruoli e stereotipi… che vi aspettavate? La rivoluzione culturale?Da questi qua?Vecchi e maschi???
    Chi detiene il potere non lo cede, fa in modo che gli altri se ne disinteressino, spesso affidandogli compiti e ruoli prestabiliti, gettala in pasto al giudizio sociale in caso non disattenda le aspettative… COSì ci freghiamo tutte tra di noi…
    Se non siete d’accordo… smettetela di darmi della ZITELLA, a ventinove anni!!!
    Paese di rincoglioniti….ma soprattutto di rincoglionite…