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Addio al Grande Fratello, l’ultima vera tivvù popolare

Angela Azzaro Pubblicato da
il 3 gennaio 2012.
Pubblicato in Attualità, Cultura, gli Altri.

Le voci sul fatto che il Grande Fratello 12, in crisi d’ascolti, dovrebbe effettuare una chiusura anticipata hanno scatenato l’urlo dei detrattori che hanno reagito sui social network con un “evviva”. Effettivamente questa edizione del Grande Fratello è stata di qualità particolarmente scadente e il livello dei protagonisti troppo basso e scontato per suscitare il benché minimo interesse. Ma è giusto buttare il bambino con l’acqua sporca? Io penso di no. Penso che una brutta edizione non debba giustificare le critiche a questo format e più in generale ai reality. Non lo si deve fare soprattutto se si pensa a quale sia il modello che gli si vuole contrapporre: la benedetta o maledetta sobrietà.

Leggete infatti le dichiarazioni di Luca Borgomeo, presidente dell’Associazione spettatori di matrice cattolica: «Non possiamo non rallegrarci perché, finalmente, i telespettatori riescono – usando il telecomando – a mandare in soffitta un programma trash. L’aria pulita che finalmente spira nel Paese, richiamando gli italiani alla sobrietà e a stili di vita virtuosi, sta lambendo anche la televisione e il cinema, come testimonia il mancato successo del cinepanettone delle vacanze sulla neve». Salutando l’insuccesso dei cinepanettoni il giornalista di Repubblica Curzio Maltese ha usato le stesse parole. Lo sobrietà sostituirebbe anche per lui l’epoca berlusconiana.

Ma cosa hanno rappresentato davvero i reality e che cosa vi vogliono proporre questi signori, oggi megafoni del nuovo padrone? I reality al momento della loro comparsa sulla scena televisiva hanno costituito la capacità di inventarsi un linguaggio nuovo, diverso, più vicino alle persone e alle loro vite. Uno dei limiti, con l’andare del tempo è stata proprio di perdere questa capacità innovativa, di sedersi sugli allori. La principale qualità del Grande Fratello in particolare è stata quella di rompere gli schemi sociali: gli ultimi potevano diventare i primi, anche le persone più umili potevano diventare famose, essere protagoniste almeno per qualche mese della scena pubblica. Era un’idea per alcuni solo fittizia e ingannevole perché destinata a costruire invece una società più gerarchica. In realtà per alcuni anni quella rottura ha funzionato, lanciando peraltro personaggi televisivi o del cinema non necessariamente figli di…

I reality hanno avuto anche un altro valore, un valore molto alto. Con la vittoria di Vladimir Luxuria all’Isola dei famosi – a cui partecipa in questa nuova edizione da conduttrice – hanno fatto conoscere e stimare a milioni di persone la vita delle persone transgender. La vittoria di Vladimir è valsa più di mille proclami, più di qualche legge (che comunque continua a non essere approvata), più di molte manifestazioni.

Oggi che effettivamente una formula si sta consumando e sta finendo ci dicono che il popolo prima era bue, ora che c’è Monti è diventato più serio e meno cafone. Ci dicono che la sobrietà è un valore. In realtà anche questa volta ci vogliono fregare. Perché dietro questi discorsi moralisti si intravede la volontà di tenere quello stesso popolo al proprio posto, lasciando spazio solo alle classi dirigenti. In televisione si potrà andare solo se bocconiani, beneducati e possibilmente credenti.

Beh, allora, nessun rimpianto per qualcosa che sta finendo come la formula del Grande Fratello, ma attenti a quello che ci vogliono proporre un modello di società e di televisione che assomiglia molto ai nuovi treni Frecciarossa, con i vagoni per i ricchi e quelli per i poveri. La chiamano sobrietà, ma è il ritorno del peggior classismo.

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16 Responses to Addio al Grande Fratello, l’ultima vera tivvù popolare

  1. Maurizio

    4 gennaio 2012 at 12:41

    C’è una profonda differenza fra cultura popolare (o meno popolare) e volontà di farsi i fatti degli altri. Che è la vera essenza dei reality. Così come è la vera essenza delle infinite inchieste di Repubblica e il fatto su quante olgettine ci fossero a casa di B. Definire il Grande Fratello un programma è esagerato. E’ una scemenza, uno schifo televisivo. Così come lo era l’Isola dei Famosi, che come mi ricordate è stata vinta da Luxuria, ma non ha portato niente al movimento transgender, se non scherno e derisione (perlomeno questo sentivo quando entravo nei bar di provincia, che molti amano, ma poi non frequentano). Che la Sinistra, anche quella più libertaria e aperta, arrivi al paradosso di considerare il GF come rappresentazione della “cultura popolare” mi fa paura. Perché significa che non abbiamo niente da opporre. Perché pensare che la scelta sia fra il voyerismo del GF e la “sobrietà” montiana-cattolica, senza una terza via, mi sembra follia e manifesta tutti i limiti della Sinistra italiana attuale.

  2. Marco Valisano

    4 gennaio 2012 at 00:41

    Io francamente credo che non si possa non salutare con un certo entusiasmo la dipartita di una così scadente trasmissione televisiva. Si, ho scritto quel che ho scritto. Il fatto è che non è sufficiente, non lo è davvero, che colui che adesso applaude agli eventi sia un benpensante ipocrita per rattristarsi della situazione. Che ognuno creda quel che crede, che ognuno pensi ciò che vuole. Rimane chiaro che i reality shows in questi anni sono stati espressione estremamente lampante del più puro pressappochismo, del più raffinato rifiuto alla cultura. Non lo dico dall’alto di una cattedra, apprezzo e ammiro la cultura popolare. Ma tra questa e ciò che ho avuto modo di vedere in televisione ce ne passa. Giusto ieri Ho visto la mia prima puntata del corrente GF, e allibito osservavo due ragazzi che, interrogati sopra alcuni dati geografici, ridevano della loro ignavia. Si sentivano, per questo, normali. Napoli è in Campania? La Manica divide due stati: Francia e Italia? E chi lo sa. Fattosta che un tempo la gente si vergognava della propria ignoranza. Oggi ci mancherebbe. Anzi, appari anormale, altezzoso, se qualcosa tenti di capire o sai. Paroloni inappropriati, concetti sproporzionati, attenzione ai dettagli davvero fuori luogo (ricordo come amici mi canzonavano mentre tentavo di pronunciare in maniera corretta parole spagnole, “tanto ti capiscono uguale!”). Bene, io francamente non posso che applaudire alla chiusura del GF. Certo, non credo affatto che ciò che l’ha provocata rappresenti valori opposti, che stiamo assistendo al trionfo del pensiero, alla riappropriazione da parte di ognuno della propria capacità di riflettere. Ma il declino dei reality non mi angoscia, anzi. Mi suscita una reazione simile a quella che mi ha preso dopo le dimissioni (speriamo equivalenti ad un addio) di Berlusconi: non nego davvero che si tratti di un lieto evento, ma il superamento del berlusconismo è di là da venire. Mi pare un paragone calzante. In fondo, con Berlusconi se n’è andata l’unica personalità politica realmente popolare…
    Colgo l’occasione per ringraziarvi del vostro lavoro. Una voce franca e indipendente… cosa rara, soprattutto di questi tempi.

  3. Angela Azzaro

    Angela azzaro

    3 gennaio 2012 at 19:15

    @cerino allora non lo guardi mai! furbetto :)
    @ Maurizio comunque il gf soprattutto all’inizio ha rappresentato una istanza sia pur mimandola o tradendola. Penso a taricone che purtroppo non c’è piú. Lo dico davvero. Era uno che aveva saputo usare un’occasione, senza scadere a livelli infimi, ma senza mai rinnegare ciò che aveva fatto

  4. Maurizio C.

    3 gennaio 2012 at 16:14

    @Cerino
    certamente no, non mi riferivo a te, solo che mentre scrivevo il testo tu hai pubblicato il tuo e quindi, sembrava in risposta a te ;-)

  5. CerinoReni

    3 gennaio 2012 at 16:03

    @maurizio
    non so se ti riferisci al mio post, ma io veramente ho scritto “w sansonetti” senza ironie, perchè guardo porta a porta solo se c’è lui… ;-)

  6. Maurizio C.

    3 gennaio 2012 at 15:47

    A proposito di Sansonetti…
    Davvero non credo ai mei occhi nel leggere le Vostre classifiche su quante volte e Chi sia andato nei “salotti” del nemico!!

    Davvero rido per non piangere!

    Sansonetti è tra i personaggi più intelligenti e liberi della sinistra!

    Non condivido il suo credo politico, anzi dico che è una menzogna perchè è un’illusione, ma è un personaggio davvero libero e coraggioso nel confronto!
    E’ un piacere dialogare con Lui.

    Chi lo difende dicendo che ci è andato solo 4 volte e Chi lo attacca dicendo che non doveva andarci è davvero un “poveraccio” schiavo di una ideologia.

  7. CerinoReni

    3 gennaio 2012 at 15:36

    come te contrario a buonismi austeri e perbenismi ipocriti, angela mia, devo confessare che non riesco a venirti dietro.
    della fine di ‘sta “cosa” ,non trovo “qualcosa di sinistra” che m’impedisca di rallegrarmi.
    culture nazional popolari di ben altri livelli sono possibili senza intellettualizzare a sproposito.
    w sansonetti a porta a porta
    CR
    p.s. si chiama saBIna non saBRIna

  8. Maurizio C.

    3 gennaio 2012 at 15:35

    @Angela perchè dici di ribaltare la mia provocazione? A me pare che sfondi una porta aperta!
    Infatti io ho parlato di “un po’ di monnezza” perchè il GF rappresenta sicuramente solo una parte di tutta quella che schizza dalla TV e non solo.
    Sul “comprendere” e “non solo criminalizzare” dico che i fenomeni vanno certamente capiti, nel senso del perchè accadono, ma il giudizio è altra cosa. Anzi, il giudizio è necessario subito dopo la “comprensione del fatto”, perchè sennò a cosa mi serve capire perchè uno fa una cosa se poi non mi riguarda direttamente o indirettamente? Cioè se non so se è buona o meno per me?
    Comprendere il GF? Ma certo, è figlio del solito criterio dei soldi legati all’audience che a sua volta è legato a cosa lo spettatore vuol consumare. Poi alcuni parti politiche ci hanno attaccato il resto e allora hanno solo peggiorato le cose!
    Lo spettatore stressato dal mondo reale e da quello che dipingete voi, vuole tendenzialmente avere solo emozioni immediate più che contenuti duraturi da conquistare, preferisce la pigrizia al ragionare, sesso più che sentimento…. solo che questa tendenza ha i suoi risvolti… i “gusti” sono bandiere al vento e, dunque, è stupido piangere sul perchè certe cose passano di moda… è la TV commerciale bellezza!
    In conclusione, la “monnezza” è tanta ma, per fortuna, passa di moda velocemente.

    La vera domanda purtroppo è: si può fare qualcosa per evitare di sostituire la “monnezza” con il “letame” che pare venga sempre dopo la “monnezza”?
    Io dico di si… e non voglio ripetermi…

  9. sabina

    3 gennaio 2012 at 15:26

    @Angela
    non era un atto di accusa il mio, ma volevo semplicemente ribadire
    un dato di fatto ed era una risposta al tuo commento sulla in/capacità della sinistra di parlare certi linguaggi o di restare al palo.

    Personalmente ritengo che la sinistra rischi di restare al palo non perchè non conosca il linguaggio dell’immaginario popolare
    al contrario
    è proprio perchè lo ha assimilato così bene che non riesce piu’ a distinguere e, sopratutto, a pensare e proporre un immaginario e una progettualità differente .

  10. Angela Azzaro

    Angela azzaro

    3 gennaio 2012 at 14:22

    @Sabrina i pareri sono tutti legittimi. Ma i fatti sono fatti. Sansonetti è andato a porta a porta due volte in quattro anni, molto meno di quasi tutti i politici di sinistra e del direttore del fatto. Come puoi fare assurgere la sua presenza a porta a porta ad emblema di me lo devi spiegare

  11. Angela Azzaro

    Angela azzaro

    3 gennaio 2012 at 14:01

    @Maurizio allora io posso anche ribaltare la tua provocazione e dire: se la monnezza deve scomparire scompaia tutta. Perche cosí come è vero che non esistono i buoni in assoluto come soggetto politico, non è esistito in questi anni neanche il buono assoluto in tv. E comunque certi fenomeni vanno compresi e non solo criminalizzati

  12. Maurizio C.

    3 gennaio 2012 at 13:19

    La sinistra o realizza che non esistono i buoni (operai, cgil e indignati vari sfilanti che potrebbero davvero passare ai… fatti) e cattivi (resto del mondo), oppure sarà la principale responsabile di uno scatafascio che comunque ha avviato dal ’68, insieme ai politici miopi di allora che pensavano solo a spartire la torta pagando la FIAT e dintorni per non licenziare e facendo debito pubblico per opere pubbliche a costi stratosferici per mantenere le poltrone e zittire quelli di sinistra i quali poi, tra l’altro, nemmeno ritenevano opportuno andare al potere bastando loro quello che avevano! Quindi, tutto in perfetto equilibrio per fare dell’Italia una enorme groviera che ora però rischia di crollare!

    Ma all’inizio però il “formaggio” era senza buchi e lo avevano prodotto gli Italiani che si erano rimboccate le maniche invece di sfilare sotto gli striscioni variopinti che poi sfociarono con le bombe dei neri e le mitragliette dei rossi.

    Ora che non c’è più trippa per gatti Voi state ancora a rivendicare i diritti? Ma dove vivete? Volete la morte delle imprese con le vostre rivendicazioni, additate il “padrone” come nemico numero uno da combattere e poi rivendicate il lavoro per tutti?? Ma dove vorreste lavorare? Alle dipendenze di quale “bravo” padrone?

    Ma state fuori di testa?
    A meno che non siate finalmente più coerenti e coraggiosi dicendo che volete l’impresa di Stato, dove ogni cittadino è dipendente; mi dicono che si chiama socialismo reale! Oddio, mi sbaglio oppure abbiamo visto che è una cosa che è peggio del male che si vuol curare? Pare lo abbiano detto gli uomini in carne e ossa, mica gli animali.
    Ma forse per voi è meglio vivere da “animali nel recinto di Stato” il quale decide cosa serve ad ognuno dei sudditi, piuttosto che da uomini liberi di tentare un’avventura davvero umana (con tutti i rischi che essa comporta), perchè gli uomini veramente liberi non sono addomesticabili e, perciò, Vi hanno fatto sempre paura.

    Ma qui si apre un altro capitolo e siccome, pare, sia già uscito fuori tema, non voglio accentuare questa impressione…

    Cosa c’entra col Grande Fratello?
    Io dico che c’entra eccome, perciò EVVIVA che almeno un po’ di “monnezza” sia scomparsa dalla TV.
    Spero che nasca qualche trasmissione che, oltre a far anelare ai bambini di diventare cantanti, attori, calciatori, ballerini e indossatori (naturalmente è da coniugare pure al femminile), faccia loro scoprire anche la bellezza di essere un bravo elettricista, falegname, idraulico, contadino, sarto, meccanico, chimico, ecc… perchè pare che questi mestieri impossibili siano riservati sempre e più solo ai “poveri sfigati” extracomunitari!
    Invece sono proprio loro che, non ancora malati di “protesta a oltranza con striscioni variopinti”, cominciano a reggere l’Italia mentre Voi chiamate a raccolta la gente per chiedere il lavoro al padrone di turno, solo che dimenticate che il padrone non ha ancora un’azienda bisognosa di operai e mai l’avrà… speriamo!

  13. sabina

    3 gennaio 2012 at 13:09

    Davvero pensi che una certa sinistra ignora il potere dell’immaginario popolare?
    io penso il contrario semmai , mi basta ricordare Sansonetti a Porta a Porta
    o la Concia che balla il waka waka sui canali mediaset o le vignette di Vauro
    su rai 2 per non parlare di Santoro che certamente i nuovi linguaggi li sfrutta eccome , da lui mi aspetto prima o poi il sondaggio su FB sul tipo :
    “preferisci essere ricco o essere povero?” per poi celebrare la bellezza della democrazia della Rete al pari di un Grillo qualsiasi.
    Tutti questi nuovi linguaggi una certa sinistra li parla eccome
    e ti diro’
    mi piacerebbe sapere che linguaggio parla quella sinistra che non appare mai in TV e che del GF se ne frega assai.

  14. Angela Azzaro

    angela azzaro

    3 gennaio 2012 at 11:49

    @sabrina che le due culture siano concatenate non c’è dubbio, così come è certo che il Grande Fratello non è nato a fin di bene. anche il lavoro operaio non è nato per liberare i lavoratori, ma ha creato fenomi di conflitto e di cambiamento. Una sinistra che ignora il potere dell’immaginario popolare è destinata a fallire. oggi molti godono dell’insuccesso del Grande Fratello pensando che di aver vinto loro. sbagliano. o la sinistra capisce l’importanza di certi linguaggi resta o al palo. in fondo santoro lo ha capito e ha fatto un talk show popolare altrettanto pornografico, come dici tu.

  15. sabina

    3 gennaio 2012 at 11:17

    Nuovi linguaggi televisivi(=berlusconismo ) vs neosobrietà?
    A me paiono fenomeni strettamenti concatenati alla stregua di bulimia e anoressia. In fondo ci voleva il berlusconismo per preparare il terreno
    il terreno alle trombate neoliberiste di massa dei bocconiani sobri.
    Inoltre parlare di “nuovi linguaggi” a proposito di GF mi pare semplicemente esagerato per un fenomeno che ha trasformato le persone in merci e i sentimenti in pornografia .
    Davvero noi di sinistra non siamo capaci di collocarci altrimenti
    rispetto a questi due scenari orrendi?

    e a tirare la cinghia dopo.
    Direi che dedicare un articolo

  16. Alessandro

    3 gennaio 2012 at 10:40

    Che gli ultimi possono diventare i primi è una delle principali giustificazioni ideologiche della società capitalista, fondata sulle differenze di classe.
    Ciò detto, contraddicendo completamente l’assunto della Azzaro, non penso che il Grande Fratello fosse stato pensato col piano diabolico di mantenere le differenze di classe, a questo già ci pensa tutta la propaganda borghese, compresa quella pseudolibertaria degli Altri, ma solo perché era un prodotto commerciale che in un certo momento funzionava, ed era quindi solo per questo funzionale agli interessi del capitale.