Il Presidente Napolitano ha indicato nell’illegalità una delle ragioni delle difficoltà economiche del nostro paese. Quale illegalità? Napolitano ha parlato espressamente di due forme di illegalità che in modo massiccio danneggiano la collettività: la corruzione e l’evasione fiscale. Gli studiosi dicono che corruzione e evasione fiscale assorbono in modo distorto una grandissima quantità di risorse, probabilmente, più o meno, un terzo di tutte le risorse nazionali. Cioè sono la fonte essenziale delle ingiustizie.
Per un momento mettiamo da parte la corruzione (fenomeno diffuso in tutt’Italia, ma che in modo preponderante ha travolto il Nord, a partire da Milano, città che negli anni novanta fu definita “tangentopoli”) e concentriamoci sull’evasione. Qui abbiamo delle cifre sicure sulle quali ragionare. Le ha pubblicate ieri Repubblica. Si tratta di una indagine campionaria prodotta da Bankitalia sui redditi di tutti gli italiani (divisi tra abitanti del Nord, del Centro e del Sud) messa a confronto con le dichiarazioni dei redditi ufficiali.
Ecco i dati, in estrema sintesi. I redditi pro-capite, reali, degli italiani sono di 17.000 euro all’anno nel Nord, di 16.850 nel Centro e di 12.000 euro nel Sud, dice Bankitalia. La sproporzione è evidente e impressionate: a Nord il reddito è quasi del 50 per cento superiore a quello del Sud. Se però guardiamo le dichiarazioni dei redditi, il divario si riduce notevolmente: al Nord viene dichiarato mediamente un reddito di 14.500 euro pro capite, al Centro di 13.900 e al Sud di 11.000. Questo vuol dire che al Nord, mediamente, si evadono 2500 euro a testa, al Centro un po’ di più , e cioè quasi 3000 euro, mentre al Sud si evadono solo 950 euro a testa. E cioè il tasso di evasione è del 14,8 per cento al Nord, addirittura del 17,4 per cento al centro e del 7,9 per cento al Sud. Al Sud, paradossalmente – al Sud sempre definito da tutti i giornali come la palla al piede del paese, il regno dell’illegalità eccetera eccetera – si evade meno della metà di quello che si evade al Centro-Nord.
Leggetele bene queste cifre, con attenzione: sono calcolate in percentuale, quindi non c’entra niente il fatto che al Sud si è più poveri e quindi c’è meno da evadere, o che al Sud ci sono meno abitanti. E infatti, se dalle cifre in percentuale dovessimo passare alle cifre assolute, scopriremmo che nel Centro-Nord si evadono (solo sulle dichiarazioni Irpef) circa 67 miliardi di euro, mentre al Sud circa 11 milioni, cioè sei volte di meno. La sproporzione cresce ancora se si tiene conto dell’evasione dell’Iva e delle tasse delle imprese. Diciamo che, a occhio e croce, il Sud è dieci volte più virtuoso del Nord e che ogni anno, dalla sproporzione nell’evasione fiscale, riceve un danno di un cinquantina di miliardi indebitamente trasferiti al Nord.
Vogliamo riassumere con uno slogan, che può apparire provocatorio ma è una semplice fotografia della realtà? Diciamo che il problema vero dell’Italia è lo squilibrio tra un Sud sostanzialmente onesto e legalitario e un Nord dove sopravvive una enorme questione criminale.
CELESTE
15 gennaio 2012 at 21:25
sto leggendo e rileggendo i libri di ivan illich.
L’evasione fiscale esiste ma è disparità iniqua fra cittadini. Gli economisti, non di regime, parlano non di crisi ma di truffa finanziaria globale. Se lo stato gestisse le entrate fiscali nella legalità non avrebbe debiti anzi. La corruzione e gli sperperi sono il vero problema. Se tutti pagassero le tasse lo stato sarebbe in deficit tale e quale. Prima viene la questione morale, appunto mettendo anche il cittadino nelle condizioni di pagare agevolmente le tasse a cominciare dallo snellimento burocratico. Conoscete la normativa fiscale?
Avete mai chiesto informazioni all?INPS?
A cominciare dai nostri comuni più soldi in bilancio vorrà significare più mezzi, più impiegati, meno servizi e meno benessere.
Purtroppo è così.
Ma voi dove vivete?
Ma Gramsci nel 1917 non indicava il rogo come soluzione della burocrazia dei comuni di allora? E oggi???
saluti
celeste
Alberto Gori
14 gennaio 2012 at 11:41
Ritengo che lei (in buona fede) e Repubblica (molto meno in buona fede) abbiate preso una discreta cantonata. Le spiego perche’.
La fonte dei vostri dati e’ questo studio prodotto da Bankitalia
http://goo.gl/11Ita
dove effettivamente si possono leggere le cifre da lei riportate. Ad esempio a pagina 11 (tavola 3), leggiamo che il nord ha un tasso di evasione del 15% circa mentre il sud del 8% circa: quasi il doppio. Lei quindi ha riportato correttamente il dato contabile.
Quello che non lei e repubblica, invece, non avete colto è che quei dati non sono statisticamente sensati. Infatti a pagina 12 dello stesso PDF, gli studiosi stessi mettono in guardia sul prendere alla lettera l’analisi territoriale. Le riporto il paragrafo per comodità:
“Circa gli aspetti territoriali il nostro risultato appare in contraddizione con l’opinione
comune e con le stime ufficiali dell’economia sommersa (Istat, 2008), secondo le quali
l’evasione fiscale dovrebbe essere in media più diffusa nel Mezzogiorno. È però
plausibile che, da un lato, i dati utilizzati, seppure corretti sulla base della contabilità
nazionale, colgano solo in parte i casi di evasione totale, la cui diffusione si ritiene essere
particolarmente accentuata nel Sud; dall’altro, i nostri risultati possono riflettere la
maggiore incidenza nel Sud di lavoratori dipendenti impiegati nel settore pubblico e di
pensionati, ovvero di soggetti che non possono evadere l’imposta.”
Ovvero, i dati non tengono minimamente conto del rapporto tra evaso e evadibile.
Tintin
14 gennaio 2012 at 02:11
Sembra un sequel tutto sommato riuscito, ecco la mia opinione:
http://www.cinefilos.it/v2/tutto-film/recensioni/benvenuti-al-nord-recensione.html
Che ne pensate?
david111
7 gennaio 2012 at 19:41
Io ho stima di lei,direttore,ma non posso evitare di farle notare che il suo approssimativo calcolo non tiene conto di un fattore fondamentale:il numero di evasori TOTALI,coloro che sfuggono da decenni ad ogni statistica.Il loro regno è il sud del Paese,vi sono innumerevoli prove e dati che lo confermano.Se includiamo questi cittadini invisibili nelle statistiche vediamo con chiarezza che nelle regioni del sud Italia si evade enormemente di più.Il dato d’”infedeltà fiscale” suddiviso per aree poi ci conferma che in capoluoghi di sicilia,calabria,campania si ha un’infedeltà di piu del 40%,più del quadruplo di Milano e del 90% dei capoluoghi del nord.Tutto ciò non le suggerisce che chi non contrasta questa tendenza è corresponsabile di una ormai radicata mentalità furbesca dell’eludere,ingannare lo Stato come filosofia di vita?Non pensa che uno dei mali storici di questo Paese sia appunto la cultura dell’intrallazzo,anche se a volte per pochi spiccioli?O forse anche lei ritiene che chi evade 100 euro non sia da condannare moralmente allo stesso modo di chi ne evade 100.000?
rita
7 gennaio 2012 at 15:05
Ma tu hai dei dati (verificabili) diversi Linda?
No perchè anche a me ha lasciato perplessa questo articolo, però non dico niente, almeno per ora. Da sempre vado dicendo di detestare i pregiudizi e gli stereotipi e i luoghi comuni e allora, non disponendo io di riscontri veri ma solo di sensazioni, sto zitta, non voglio sputtanarmi ai miei occhi; magari poi approfondirò per conto mio..
Non posso mica dire a Sansonetti che non è vero quel che scrive solo perchè sono stata diverse volte in vacanza in Puglia e in Calabria e mi sono fatta un’idea diversa da quella che ci descrive lui!
Linda
6 gennaio 2012 at 17:30
Sansonetti scrive: “…un Sud sostanzialmente onesto e legalitario e un Nord dove sopravvive una enorme questione criminale.” … adesso capisco perchè il signor Sansonetti è praticamente scomparso da tv e giornali che prima frequentava abbondantemente, mi sembra decisamente confuso e affannato!
alberto gori
6 gennaio 2012 at 13:53
No, Sansonetti: i dati che hai fornito sono pura manipolazione della fonte originale: il PDF di bankitalia reperibile a questo link:
http://goo.gl/AikYT
Come vede, la tavola numero 3 riporta i dati che ci ha fornito lei. Peccato che il PDF stesso alla pagina successiva (12), smentisca i dati stessi ritenendoli non contabilmente corretti ma non utilizzabili ai fini che ha scelto lei:
“Circa gli aspetti territoriali il nostro risultato appare in contraddizione con l’opinione comune e con le stime ufficiali dell’economia sommersa (Istat, 2008), secondo le quali l’evasione fiscale dovrebbe essere in media più diffusa nel Mezzogiorno. È però
plausibile che, da un lato, i dati utilizzati, seppure corretti sulla base della contabilità nazionale, colgano solo in parte i casi di evasione totale, la cui diffusione si ritiene essere particolarmente accentuata nel Sud; dall’altro, i nostri risultati possono riflettere la
maggiore incidenza nel Sud di lavoratori dipendenti impiegati nel settore pubblico e dipensionati, ovvero di soggetti che non possono evadere l’imposta.”
Ora sarebbe bello che rettificasse quanto ha scritto perchè una tale manipolazione non è moralmente accettabile.
alessandro
5 gennaio 2012 at 22:38
Gentile dottor Sansonetti,
ho ritrovato la fonte dell’articolo di Repubblica da lei citato. Si tratta del rapporto Giovannini che riprende, a sua volta, una ricerca di Maria Rosaria Marino, una collega che lavora a Banca d’Italia. Ora, io penso che sarebbe corretto precisare quanto riportato nello stesso rapporto Giovannini (pag. 93) subito dopo la tabella dove sono citati quei risultati, ovvero il passaggio seguente:
“A livello territoriale va tuttavia osservato che questo risultato è in contraddizione con altre stime dell’evasione e con le stime ufficiali dell’economia sommersa, secondo le quali questa dovrebbe essere in media più diffusa nel Mezzogiorno. È però plausibile che, da un
lato, i dati utilizzati colgano solo in parte i casi di evasione totale, la cui diffusione si ritiene essere particolarmente accentuata nel Sud; dall’altro, i risultati possono riflettere la maggiore incidenza nel Sud di lavoratori dipendenti impiegati nel settore pubblico e di pensionati”.
Quest’ultima precisazione è, a mio avviso, molto importante. In mancanza di questa, l’interpretazione che ne potrebbe emergere è decisamente fuorviante: che laddove vi è la possibilità di evasione (cioé essenzialmente dove vengono conseguiti redditi di lavoro autonomo e di impresa) questa è maggiore al Nord. Cosa, come ricorda anche il rapporto Giovannini, smentita da tutte le ricerche svolte sul tema, come, ad esempio, quella dell’Ufficio studi dell’Agenzia delle Entrate relativa all’evasione dell’Irap (cioè di un’imposta tipicamente pagata solo da imprese e professionisti)
http://www1.agenziaentrate.it/ufficiostudi/pdf/2006/Sintesi-evasione-Irap-06.pdf
Saluti
AS
alessandro
5 gennaio 2012 at 10:53
Mi scusi Sansonetti, mi potrebbe indicare cortesemente il titolo dell’articolo di repubblica e il giorno in cui è uscito (magari via link)? Inoltre, è banca d’italia che ha fatto il confronto tra i redditi “veri” e quelli dichiarati oppure è il giornalista di repubblica che li ha fatti?
Le chiedo queste cose perché non trovo traccia sul sito di banca d’italia di uno studio sull’evasione. Sarebbe alquanto interessante trovarlo. In primo luogo, perché è molto difficile fare uno studio sull’evasione dei redditi, visto che ciò implicherebbe di poter tenere conto della differenza tra reddito disponibile e reddito imponibile. In secondo luogo, perché il risultato da lei citato è opposto a quello che tutta la letteratura ha trovato fino ad oggi, ovvero che l’evasione è percentualmente più elevata al sud rispetto al nord, ad esempio:
http://www1.agenziaentrate.it/ufficiostudi/pdf/2006/Sintesi-evasione-Irap-06.pdf
Rimango in attesa di una sua cortese risposta
Alessandro Santoro, Università degli studi di Milano-Bicocca
piero sansonetti
5 gennaio 2012 at 01:04
i dati che ho fornito, mi dispiace, sono indiscutibili. Risultano dal raffronto fatto da una istituzione non proprio meridionalista né rivoluzionaria come bankitalia, tra i redditi reali degli italiani (legali e illegali, sommersi, immpersi e riemersi) e i redditi dichiarati. Punto. da questo raffronto emerge senza dubbio alcuno che l’evasione fiscale è un fenomeno enormemente più diffuso al nord. per quel che riguarda l’Irpef, in cifra assoluta, sei volte più grande al Nord che al Sud. In cifra relativa (percentuale) circa il doppio. Dentro questo conto c’è tutto. E’ inutile dire: ma al sud c’è l’economia criminale. Certo che c’è, ma c’è anche al Nord. (Ad esemopio la ‘ndrangheta muove molti più soldi e interessi in Lombardia che a Cosenza: questo è sicuro). E dell’economia criminale (cioè illegale) fa parte l’evasione fiscale, a pieno titolo. Se non vi va di prendere atto del fatto che il “furto” dei soldi pubblici avviene sopratutto al settentrione fate pure, ma non potete rinchidervi nella solita storia che comunque – dati o non dati – il Sudd è più illegale del Nord perché QUESTO HANNO SEMPRE DETTO I GIORNALI E LE tV (TUTTI E TUTTE FATTGE AL nORD). vOLETE SAPERE QUALE PARTE DEI CAPITALI ILLEGALI rientrati dall’estero con il condono venivano ( e sono rientrati) in Lombardia? Il 90 per cento. Vi rendete conto?Il 90 per cento:praticamente tutti. Non è che io sono pazzo, queste cifre potete leggerle tra le righe in tutti i grandi i giornali. Tra le righe, certo non in prima pagina. Ma non è mica coklpa mia se non le mettono in prima pagina. la Lega, da tempo, ha vinto: il suo punto di vista ha dilagatp ovunque, anche a sinistra, anche tra gli intellettuali. Ha stravinto sopratutto tra i giornalisti e i commentatori.
Maurizio C.
4 gennaio 2012 at 20:14
Sam:
sono d’accordo in parte con te nel senso che magari si potesse passare prima dall’abbassamento delle tasse e poi recuperare l’evasione, ma credo che non accadrà mai perchè lo Stato dovrebbe avere una dotazione per finanziare i tempi del recupero e della monetizzazione dell’evasione che sono inevitabilmente lunghi e incerti.
Io dico che il sommerso poteva salire pure prima dell’avvento “Monti”, ma è stato sempre un problema politico; insomma un lavoro impopolare che nessun governo ha mai deciso di affrontare in maniera seria perchè si andava inevitabilmente a mettere le mani in tasca a “molti amici” di dx e di sx.
Ora che il lavoro “sporco” pare possa essere delegato ad un Governo che non risponde a nessun elettore (casi rari e drammatici della storia! Ma… incrociamo le dita e teniamoli sotto controllo) e con gli ultimi strumenti messi in campo, forse è la volta buona!
Se vogliono, beccano pure l’economia illegale, insomma possono recuperare una bella somma ma…. una cosa mi spaventa! Cosa ci faranno col denaro drenato dall’economia di mercato?
1) abbasseranno le tasse a tutti? (magari, sarebbe l’unica cosa da fare! ma non ci credo perchè se non si riformano seriamente la P.A. e la politica, i soldi non basterebbero mai per le … solite spese!!)
2) faranno opere pubbliche? (magari, ma lo vedo difficile perchè la politica litigiosa degli ultimi anni gioca allo sfascio e nessuno riesce nemmeno a mettere un lampione senza che uno dei 58 milioni di italiani metta il veto!)
3) miglioreranno i servizi pubblici? (magari, ma per fare questo occorre rifondare la testa della maggiorparte dei dipendenti pubblici e dovrebbero uscire di scena i sindacati… o almeno, ammodernarsi pure loro ma… quando mai?)
4) aumenteranno gli sprechi e i costi della politica? (oddio speriamo di no, ma purtroppo è molto probabile che sarà così!!) ;-(
… per cui speriamo che il lavoro sporco di Monti crei uno spin-off decisivo affinchè nessuno abbia più lo stesso giocattolo di prima (posizioni intoccabili, lavoratori scansafatiche, giocatori di borsa e di carta straccia, portaborse prestanome, sindacati ipocriti e anacronistici, politici demagoghi ecc..), per cui occorre di nuovo ricostruirlo il giocattolo ma, nel frattempo, sarà necessario rimboccarsi le maniche e LAVORARE TUTTI VERAMENTE, anche e sopratutto la terra!! E speriamo che, nel caso si rischi di tornare ad essere debosciati, ci passi tanto di quel tempo che buona parte degli italiani ritrovi il gusto di mettere le mani in pasta nella realtà e scoprire che il lavoro è soprattutto un modo di concepire la vita piuttosto che un semplice diritto da rivendicare nelle piazze verso un soggetto che datore di lavoro non lo è e, speriamo, mai lo sarà!!!
Sam Moser
4 gennaio 2012 at 19:00
x Maurizio C. : Sansonetti ha provocato una discussione ma in realta’ cio’ che dici e’ corretto. Il “sommerso” del Sud e’ pari ad una grossa economia…il problema e’ che il “sommerso” ( a Nord o a Sud ) non salira’ mai allo scoperto fino a che non avremo tasse basse e meno sfruttamento dai veri ladroni legalizzati di Stato…
Maurizio C.
4 gennaio 2012 at 12:58
Mi sorge solo un dubbio rispetto ai numeri sviscerati dallo stimato Sansonetti: ma l’economia “illegale” è conteggiata? Cioè, nei dossier di Bankitalia, si tiene conto dei redditi da attività criminose che, ci dicono (forze dell’ordine) essere particolarmente incallite al Sud ? Se avessimo dei dubbi su questo basta vedere l’indice di disoccupazione del Sud e quello dei consumi! Cioè si consuma da medio borghesi (macchine, moto, telefonini, vestiti, ristoranti) nonostante molti non abbiano alcun reddito!
Io ritengo che Bankitalia non abbia considerato l’economia illegale per evidenti motivi logici, (anche se in teoria, attraverso i consumi, si potrebbe risalire al reddito disponibile, ma non credo che sia cosa facile e affidabile) quindi mi sembra corretto aggiungere che al Sud l’evasione non è quantificabile in misura attendibile proprio per questo motivo.
Inoltre concordo con il commento del sig. Moser nella parte in cui dice che al Sud sono prevalenti i redditi da lavoro dipendente (statale e privato) quindi per nulla soggetti ad evasione.
In questo senso sarebbe opportuno fare un confronto per classi omogenee per tipologia di reddito, per meglio verificare la propensione all’evasione degli stessi soggetti.
In conclusione direi che l’inclinazione all’evasione è certamente discretamente diffusa in tutto il Paese, ma l’indice di criminalità economica (attività economiche illegali) con conseguente evasione, sia decisamente sbilanciata verso il meridione.
A questo punto mi sembra un vero e proprio ossimoro accettare la conclusione di Sansonetti che dice…. ^il problema vero dell’Italia è lo squilibrio tra un Sud sostanzialmente onesto e legalitario e un Nord dove sopravvive una enorme questione criminale…^
Mi sembra davvero una provocazione perfettamente speculare e rovesciata di Roma ladrona!!
Sam Moser
2 gennaio 2012 at 20:54
Interpretazione non corretta ma da solo una faccia del poliedro. Al nord probabilmente i numeri sono piu’ grossi per 2 motivi: 1 PIL prodotto e’ superiore 2 la gente ha le 00 piene di mandare in tasse e quindi al macero piu’ del 50% dei loro redditi per una “solidarieta’” al meridione e a Roma che in realta’ vuol dire intascato dai soliti “ignoti”. Credo che il Sud poi vivacchi molto di piu’ ( ma ci vorrebbe uno studio completo ) su redditi fissi statali o parastatali e meno imprenditoriali e comunque nell’imprenditorialita’ di piccola e media azienda ci siano dei meccanismi per far “sparire” gli occupati e di conseguenza la fiscalita’…poi non parliamo dell’IVA…a Napoli – e lo sanno tutti – puoi trovare dall’ago al bazooka e tutto in nero e senza IVA oppure anche fatturato con IVA ma mai poi scaricata ne pagata…insomma e’ tutto un bel c@sino che non si risolve comunque come lo si sta facendo. Qui di “equita’” non se n’e’ vista, di “democrazia” tanto meno e di “dignita’” si sono sentite le solite parole fumose di “tecnici” “pappamentari politici” e ovviamente da parte di King George Neapolitan the 1st che ha non solo svilito la democrazia e tutto cio’ che viene con essa ma ha addirittura mentito spudoratamente agli Italiani ed ha creato un precedente troppo pericoloso…
settentrionale verace
2 gennaio 2012 at 20:16
A Milano passano tutti con il rosso, a Torino è piena di spazzatura per le strade, a Brescia non si mettono il casco e a Venezia fanno bene ‘a pizz’ co’ ‘a pummarola ‘n’gopp!