Si snoda da qualche giorno in rete un dibattito più inquieto che inquietante. Ci interessa poco ma ci riguarda molto: parte infatti da un rinnovato anatema contro l’appello da noi firmato un paio d’anni fa a favore del diritto di manifestare per tutti. CasaPound inclusa.
Dopo la strage di Firenze il blog Femministe a Sud, già all’epoca del fatto uno dei più esagitati nel denunciare l’abominio, ha ritenuto opportuno squadernare un elenco di nomi colpevoli di aver “sdoganato” (sic) CasaPound. Ben 97 i “collaborazionisti” segnalati, alla stragrande maggioranza dei quali, tuttavia, può tutt’alpiù essere addebitata l’accusa di “intelligenza con l’amico”, trattandosi di giornalisti e intellettuali di destra o estrema destra, inclusi il Mario Merlino entrato nella storia in un lontano 12 dicembre, Maurizio Murelli e Gabriele Adinolfi.
Tra i reprobi propriamente detti, c’eravamo noi. C’era Ugo Tassinari, che essendo il più valido studioso di neofascismo in Italia è perciò stesso un mallevadore di stragisti. C’era anche una giornalista nostra amica, Alessandra Di Pietro, perfida sdoganatrice in quanto autrice di un’inchiesta sulle donne di CasaPound che non rispettava il precetto coranico in virtù del quale si ha il dovere di nominare gli infedeli accompagnando sempre l’immonda citazione con appunti fiammeggianti: “Ci tocca oggi parlare di questi scarti dell’umanità che inoculano nella nostra società il germe venefico del razzismo. Le lettrici capiranno da sole quanto penoso possa rivelarsi in casi come questo il dovere di cronaca per noi giornaliste democratiche”.
Il listone, che scremato dai fascisti amici di fascisti era per la verità un listino, costituiva senza dubbio un maldestro conato di lista di proscrizione. Abbiamo evitato di commentarlo, un po’ perché è bene non scendere al di sotto della soglia minima di volgarità consentita, un po’ perché, fasci e nicciani come siamo, abbiamo imparato da giovani che ci si identifica per i nemici che ci si sceglie ancor più che per gli amici con cui ci si accompagna.
Si è di conseguenza articolato su vari siti, da quello di Loredana Lipperini a quello di Marina Terragni, da “Se non ora quando” a diverse pagine Fb, una virulenta discussione non sull’opportunità o meno di stilare elenchi di cattivi intellettuali che spalancano la strada al nazismo in sosta armata dietro l’angolo, ma sull’aggressione violenta di cui sono state oggetto le povere femministe siciliane. Ma che tempi sono questi se una povera antifascista non può nemmeno pubblicare una lista di traditori e collaborazionisti senza passare per intollerante!!!
Essendo stati chiamati in causa, con nome cognome e in alcuni commenti anche con richiesta di pubblicare le nostre foto, ci teniamo a segnalare che riteniamo in effetti che il blog in questione avesse tutto il diritto di pubblicare quella lista: chi espone la propria firma sa o deve sapere quello che fa e accetta quindi di mettersi pubblicamente in gioco.
Ciò non toglie che quella pubblicazione fosse anche rozza, volgare, dogmatica, intollerante, superficiale, fanatica e pericolosa, non nei nostri confronti ma per il clima tribale che insiste nel cercare di creare. Però lecita.
Va bene così, compagne?
P.S.
Giusto per prevenire eventuali commenti su quell’appello e sulla nostra “responsabilità” per l’orrore di Firenze:
1.Riteniamo di aver fatto benissimo a chiedere la libertà di manifestare per tutti, se necessario lo faremmo di nuovo e degli anatemi coranici, onestamente, non ce ne può fregare di meno.
2.Quanto a Firenze, i più attempati di noi hanno da giovani denunciato con massima foga le responsabilità del commissario Calabresi nella morte non accidentale dell’anarchico Pinelli nonché difeso con altrettanta decisione il diritto dei brigatisti rossi a essere processati nel rispetto pieno delle garanzie. Non per questo ci siamo sentiti responsabili dell’assassinio di Calabresi e o della barbarissima esecuzione di Roberto Peci, né di quella di Aldo Moro.
3.Le nostre foto sono facilmente reperibili su Fb.
Alessandro
6 gennaio 2012 at 10:58
Vedo che qui la gente nomina spesso la lega ma poi conclude che il problema sono i fascisti… ma non sarà che prendersela con i “fascisti” è tutto sommato più comodo?
Comunque razzismo e antisemitismo non mi sembrano un problema all’ordine del giorno, mentre lo è la xenofobia (problema che tra l’altro a me, comunista, interessa molto in quanto serio ostacolo ad ogni discorso di classe) che purtroppo non è dovuta alla lega, piuttosto è la lega ad essere dovuta ad una xenofobia molto diffusa nel proletariato.
NukeZen
5 gennaio 2012 at 23:00
Ma io infatti vedo bene il tuo punto di vista, e potrei anche dirti che se fossi del tutto ignorante in merito a Casa Pound, sarei daccordissimo nel dire che i suoi militanti hanno diritto di manifestare.
Ma io, pur non essendoci mai entrato), conosco abbastanza bene Casa Pound ed i suoi trascorsi. La sua “azione politica” a Roma. Ed è sapendo questo che proprio non comprendo la necessità di una campagna e di una lotta a favore del suo diritto di manifestare… non ne vedo proprio la necesstià, mi sfugge il movente. Soprattutto adesso.
E’ un modo provocatorio per ricordare qualcosa a qualcuno? Continua a sfuggirmi il nesso. E’ una battaglia per la libertà? Mi pare un esempio un po bislacco. Partendo dal presupposto generale che qualsiasi lotta per la libertà è cosa buona e giusta… ci son lotte per la libertà un po più importanti e stringenti a cui ci si potrebbe dedicare, si?
E credimi che dal mio punto di vista, non ho scomodato nulla e nessuno a caso.
Trovi che in me ci sia livore e rabbia? Acuto osservatore, in me ci sono un livore ed una rabbia che posso descrivere a fatica. E per mille motivi, uno più valido dell’altro.
Per esempio c’è una cosa su cui forse siamo entrambi daccordo. L’inconsistenza totale ed a 360 dell’azione politica che si dovrebbe definire di sinistra in questo paese, partendo dal pd fino ad arrivare alla galassia delle infinite formazioni, partitini, comitati e federazioni dell’”estrema sisnistra”.
Il menù prevede: nel caso del Pd una rosa di comitati d’affari solo in parte differente da quella del pdl, e solo per quel che concerne i soggetti fisici. Tuttavia del tutto identica nelle pratiche e nelle modalità d’azione alle destre al governo in europa e non solo. E non dirmi che è populismo, perchè è una tragica realtà.
Per la galassia dell’estrema sinistra, la gara a chi è più di sinistra, il vero comunista progressista… il vero “erede” di un glorioso passato. Che orami però è passato, che come sempre non è stato solo rose, fiori e miracoli e che prevederebbe anche un po di futuro, che però non si vede da nessuna parte.
Allora potrei dirti che, quando la situazione è questa, quando a livello nazionale le cose vanno pian piano a puttane e si sta via via tutti sempre peggio, è allora che vengon fuori i populismi ed i sentimenti nazional popolari peggiori, mostri come la lega nord e la sua base militante. L’estrema destra appunto fascista di Casa Pound, Fiore e compagnia bella. Razzismo, antisemitismo, la caccia al rom, al diverso come capro espiatorio del nostro mal vivere. E’ adesso che arriva il male. E questa ahi me è storia, inconfutabile, tragicamente ciclica.
Per cui, quando vedo tanta passione nel difendere il diritto di mainfestare dei fascisti di Casa Pound, sapendo a cosa porterà di quà a poco la loro politica se non non contrastata per tempo, si, divento una persona assai scontrosa e rabbiosa. Perchè non riesco, per quanto mi sforzi, a capire il come ed il perchè di tutto questo.
Il problema è il modo di fare politica a sinistra? Che come ho detto sopra per me non esiste? Ed in che modo aiuta il paese e la sinistra rafforzare ancora di più l’estrema destra, aiutarla ad avere i suoi spazi, a diffondere le sue idee… come?
rita
5 gennaio 2012 at 22:27
beh, Alessandro, hai fato tutta una filippica di risvolti che non finiva mai e che mi sembrava tanto voler dire: attenzione, forse non sapete chi è davvero costui!
Non è moralismo manicheo questo?
Poi, certamente la storia personale di ognuno di noi (quello che siamo stati e come lo siamo stati, quello che siamo ora, cosa c’è stato in mezzo) condiziona i ragionamenti e le opinioni, ma questo cosa vuol dire, non ho capito.
Cioè cosa deve fare uno prima di decidere quale opinione deve o addirittura può avere su una certa cosa? deve ripercorrere mentalmente tutta la propria vita e trarre le dovute e coerenti conclusioni? Ma quali? Quale tipo di coerenza?
Io ad esempio non ho dei trascorsi particolarmente interessanti e movimentati solo per le questioni esistenziali e personali, non quelle politiche: quale decalogo dovrò seguire per ritenere legittima una mia opinione?
andrea colombo
5 gennaio 2012 at 22:09
Caro Nukezen, io proprio non ti ho classificato come uno stupidotto e voltaire lo ho citato solo perché in qualcuno dei tanti commenti indignati mi è stato rinfacciato di attaccarmi a voltaire. figurati se io scomodavo i grandi pensatori per una questione così terra terra come quella sulla quale stiamo litigando…
Io ti ho preso per una persona intollerante. si può essere intelligentissimi, coltissimi e tuttavia intolleranti…..
mi permetto di ricordarti che non stiamo parlando di quanto casapound sia o meno neosquadrista. a me sembra meglio di altre formazioni di destra come forza nuova o milizia, quanto meno più inquieta e curiosa, ma come ho già scritto la conosco poco.
noi stiamo parlando del fatto che fosse giusto o meno vietargli una manifestazione contro la riforma gelmini.
il solo fatto che per giustificare una simile trivialità tanta gente trovi, come te, necessario scomodare “chiunque lottò per la propria libertà e per quella altrui, chiunque lottò per la propria vita e quella altrui” e altri concetti altisonanti dimostra, per la sua palese sproporzione, che in questa apparentemente incomprensibile querelle si agita qualcosa di profondo.
non sarebbe più facile, e tutto sommato più normale, dire “la pensiamo diversamente, io rispetto la tua posizione, tu per favore rispetta la mia e morta lì”?
se tante persone se la prendono tanto ed esprimono tanto livore, di cui tra l’altro non sono certo contento di essere l’oggetto, qualcosa dovrà pur significare, ti pare?
NukeZen
5 gennaio 2012 at 21:33
@nukezen
“Hai una concezione molto personale della democrazia. non sarebbe ritenuta accettabile da nessuno dei fondatori di quel nobile pensiero, e non parlo solo di voltaire. tuttavia godrebbe di ottimo ascolto tra le camice nere, che la vedevano più o meno come te.
non coincide con la nostra.”
@Andrea Colombo
Grazie a dio come me la pensarono i partigiani e non solo. Chiunque a vario titolo e con i mezzi di cui disponeva e si sentiva di mettere in campo, chiunque lottò per la propria libertà e per quella altrui. Per la propria vita e quella altrui. Non solo da noi italia, ma ovunque vi sia stato il desiderio di rivolta e di ribellione, prima, e di rinnovamento e di progresso poi. Il fatto che mi citi Voltaire mi fa capire quanto in sostanza tu sia ammaliato dalla tua stessa voce e dal tuo stesso pensiero. La risposta che mi hai dato, il tuo semplificarmi come stupidotto, un pensare appunto da salotto, da auto proclamatosi “eletto”, che lascia i “barbari” e gli “incivili” a combattere per strada e nelle arene, compiacendosi della sua superiorità morale ed intellettuale di fronte a questioni che lui giudica frivole, demodè, non degne d’esser umane eppure comuni guarda caso alla stragande maggioranza degli esseri umani… noi comuni esseri umani, ecco, mi fa capire dove si trovi il pulpito da cui elargisci il tuo pensiero.
Voltaire? Voltaire? Ma perfavore… ma scendi un po in strada, fatti una vita, prova a frequentare persone che magari consideri ingoranti e non degne delle tue attenzioni o argomentazioni. E non mi tirare fuori Casa Pund come esempio di questo. Ti educo del fatto che annovero tra i miei amici più cari ben più di qualcuno di destra, anche “estrema destra”, tanto che alcuni potrebbero definirli proprio fascisti. Eppure in merito a casa poud, alla protezione di cui gode, ai soliti cari vecchi metodi squadristi che adotta per promulgare la sua “lotta politica”, alla retrogada visone della vita e della società che hanno i suoi “teorici”, la pensano come me. E la pensano come me in merito al ventennio ed a quello venuto dopo. E sono comunque di destra, hanno una visione sicuramente più autoritaria della vita e della società di quella che posso avere io ma sono persone degne, che conoscono il valore della vita e della libertà. Non si permetterebbero mai di menare nessuno per la strada per il modo in cui veste o per quello che dice, ma sarebbero pronti a difendere con la forza il diritto di questi di vestire come gli pare e di dire la loro.
Sempre e comunque tenendo conto del fatto che ogniuno si deve assumere la RESPONSABILITA’ di quello che predica e di come agisce. Perchè mi caro Colombo, se becco per strada un pedofilo che fa apologia della pedofilia, lo seppellisco lì dove lo trovo. Perchè chi vedo incitare all’odio ed alla violenza, alla superiorità razziale, culturale, religiosa, calcistica (perchè siamo in italia e succede anche questo) lo stronco lì dove lo trovo. Io. Orgogliosamente, pronto anche a pagare di fornte alla legge, ma sereno e fiero. Non ho bisogno di ricevere dalla tv, dai salotti e dai giornali il patentino di quello che ad oggi è il buon cittadino, ovvero di una persona amorfa, serivizievole, colpevolmente ignorante nella misura in cui non è povero di nozioni, bensì colpevolmente dipendente da altri per la formazione di un proprio pensiero critico. Una brava pecora insomma.
Alessandro
5 gennaio 2012 at 19:49
Ah ecco. Ma i trascorsi sono fondamentali quando si parla delle posizioni personali di qualcuno in tema di fascismo ed antifascismo, mica crederai che si arrivi a propugnare certe idee solo in base alla forza del ragionamento? Temo di sì purtroppo, che lo credi, ormai la comprensione del fatto che le idee trovano il loro fondamento (aggiungiamoci un “anche”) nelle condizioni materiali (che comprendono anche la propria storia personale) è appannaggio di pochi, in questo mondo dominato dall’ideologia borghese!
E comunque il moralismo che c’entra, non mi sembra di avere dato un giudizio morale negativo sui trascorsi di Colombo (neanche sull’avere fatto amicizia con due assassini fascisti). Semmai quello che critico è il suo presente e le cose che scrive qui.
rita
5 gennaio 2012 at 19:24
anche per me sarebbe un’offesa mortale, Alessandro.
Ma non volevo arrivare a tanto, volevo solo paragonare il tuo ditino moralistico che indugia e si dilunga nel metterci in guardia da Andrea Colombo raccontandoci i suoi trascorsi (peraltro noti – più o meno – a molti di noi).
Questa cosa a me non piace (ma le mie quasi tre righe erano bonarie come avrai spero capito), preferirei che tu ti soffermassi di più sui motivi del tuo dissenso.
Comunque tranquillo, per tua fortuna hai fornito una imitazione molto approssimativa di Travaglio.
Ti saluto.
Alessandro
5 gennaio 2012 at 19:06
al di là dell’offesa mortale consistente nel darmi del Travaglio, mi incuriosisce cosa possa spingerti ad un simile azzardato paragone…
rita
5 gennaio 2012 at 18:45
Alessandro, chi ti parla è un po’ una sempliciotta ma ti garantisco che quello di cui si ha meno bisogno è un novello Marco Travaglio!
Alessandro
5 gennaio 2012 at 18:23
vuoi che ti spiego perché una cosa così ovvia come il diritto di manifestare scateni istinti tribali? (anche se ai tempi di Potere Operaio facevo solo le elementari? che c’entra poi l’età non mi è chiaro)
forse perché in una società divisa in classi il diritto, compreso quello di manifestare, è solo una componente dell’ideologia della classe dominante, e quindi non ha in sé alcunché di concreto, e la sua assolutezza è solo una finzione?
forse perché una società divisa in classi si mantiene tale quando la classe sfruttata non si riconosce come classe, e al conflitto di classe si sostituiscono forme più o meno mascherate di conflitti tribali?
forse perché nella situazione attuale, dove i fascisti non hanno alcuna funzione venendo a mancare il loro nemico naturale, i comunisti (non certo i democratici), i poveri idioti che si richiamano al fascismo possono essere utilizzati come nemico da additare alla pubblica ostilità al pari degli zingari e degli immigrati (tutto dipende da qual è la tribù a cui additare la tribù nemica)?
o chissà per quali altri motivi, fatto sta che io se a casapound gli vietano di manifestare “me ne frego”! (ma neanche mi faccio promotore del divieto di Stato)
per quanto riguarda la “sindrome di Stoccolma”, secondo me non te ne rendi conto, per cui è anche inutile insistere su questo punto…
andrea colombo
5 gennaio 2012 at 17:42
Sabina, cos’è che non capisci? Mi dirai che non condividi, ok, ma cosa c’è da non capire? Guarda che è un discorso semplice semplice: secondo me tutti hanno diritto di manifestare liberamente, purché pacificamente e senza slogan aberranti. Non credo che si possa vietare una manifestazione sulla base di chi è che vuole farla. E’ così complicato?
Siccome per negare questa ovvietà viene scomodato di tutto, dai martiri della resistenza ai compagni ammazzati, alla psicoanalisi più o meno d’accatto sino ai massimi dibattiti sulla democrazia che con gli antidemocratici può essere antidemocratica e vietargli di esprimersi (dibattito per la verità non nuovissimo), ho scritto che non sono d’accordo.
Si dice così quando si discorda dall’affermazione contenuta nell’enunciato. Puoi chiarire dove rintracci qui ortaggi riciclati, luoghi comuni e simili? Non è più semplice dire che non sei d’accordo, e magari addirittura riconoscere che è una posizione diversa dalla tua ma legittima?
Alessandro, ti assicuro che il pentimento non c’entra niente, né l’antica militanza in potere operaio e nemmeno l’amicizia con Valerio e Francesca, la quale, peraltro, è molto ma molto più ostile a casapound di te. quelli di casapound, a loro volta, quando ci fu l’incontro con valerio morucci ,si premurarono di farmi sapere che chiunque sarebbe stato bene accolto nella loro sede tranne una sola persona, con la quale ero pregato di non presentarmi. appunto valerio fioravanti, che peraltro a mettere piede nella sede di cp non ci pensava per niente.
Possibile che ti sia così difficile capire che non c’è nessun secondo fine, retropensiero, complesso di colpa, sindrome di stoccolma, lecchinaggio nei confronti di non so quale potere, follia, delirio?
penso proprio che tutti abbiano il diritto di manfestare e sono ormai persino ammirato da quanto una cosa così minima e ovvia e banale sia riuscita scatenare istinti così tribali. Già che ci sei, e visto che contrariamente a quanto avrei pensato non sei giovanissimo, sai spiegarmi perché?
gianPa
5 gennaio 2012 at 17:33
@alessandro: come “dossierista” sei veramente scarso.
Alessandro
5 gennaio 2012 at 15:57
Sig.ra Sabina, non so da quanto tempo frequenta questo sito, ma forse non ne conosce tutti i risvolti.
In particolare ci sono dei risvolti specifici relativi al Sig. Colombo.
Deve sapere che il Sig. Colombo negli anni ’70 era più o meno un militante di Potere Operaio, forse anche in anni successivi dell’area dell’Autonomia ma questo non è chiaro neanche a me.
Sia il gruppo di Potere Operaio, sia il movimento che si richiamava all’Autonomia Operaia (al quale ho partecipato anche io), erano caratterizzati, tra l’altro, dall’idea che alla violenza dello Stato borghese e delle sue emanazioni, comprendenti i neofascisti di allora, era legittimo contrapporre la violenza del proletariato, e più precisamente di sue avanguardie politiche.
A quei tempi era nell’ordine delle cose che questa violenza si esercitasse contro i fascisti, e dopo tanti anni le persone che hanno vissuto in quegli anni, e facevano parte dell’area politica di cui sopra, si rapportano con il passato nei modi più vari.
Uno di questi modi è quello del Sig. Colombo, che da come si esprime spesso su questo sito, mi azzardo a definire un “pentito”: secondo lui era sbagliato già all’epoca usare la forza contro i fascisti, e motiva la cosa riportando su questo sito tesi un po’ confuse che sono un misto tra quelle dei terzaposizionisti, dei democristiani che parlavano di opposti estremisti, dei radicali e dei libertari (piccolo borghesi) in genere.
Ma da cosa dipenderà questo suo particolare modo di cambiare radicalmente idea a distanza di 40 anni circa?
Un’ipotesi è il lavaggio del cervello della propaganda borghese che ha colpito molta gente, mica solo lui.
Ma forse c’entra in qualche modo anche il fatto che il Sig. Colombo è diventato amico di due simpatiche figure che agivano a cavallo ta gli anni’70 e gli anni ’80.
Si tratta dei Sigg. Fioravanti e Mambro, noti per essere stati riconosciuti dalla giustizia italiana come i responsabili della strage di Bologna.
Il Sig. Colombo sembra essersi convinto della loro innocenza in occasione di non so quale sua indagine giornalistica, durante la quale ha conosciuto personalmente i due che gli sono apparsi come delle vittime dello Stato non più borghese, ma Stato illiberale come lo potrebbe definire un Pannella qualsiasi.
Evidentemente il Sig. Colombo è persona che si fa ottundere il cervello dai sentimenti forti, quali possono essere quelli di amicizia verso due presunte vittime dello Stato. E mentre è comprensibile che si possano provare sentimenti di affetto anche per le peggiori persone del mondo, è secondo meno comprensibile che ciò possa far dimenticare che le due persone forse innocenti per la strage di Bologna, sono sicuramente responsabili della morte di diversi compagni, uno tra tutti Roberto Scialabba ucciso personalmente da Fioravanti.
Il Sig. Colombo invece ha dimenticato, dei suoi ex compagni attualmente se ne frega, e si diletta a dare lezioni di democrazia e libertà (valori non relativizzabili) al prossimo!
Io invece la democrazia e la libertà li relativizzo, e continuo a dichiararmi comunista e a dare maggior peso alla vita dei proletari, soprattutto se compagni, che a quella dei fascisti (ammesso che i fascisti ancora esistano, ma questo è un altro discorso che non fa comodo a nessuno fare, neanche in questo salotto, è il termine giusto vista la vuotezza dei discorsi che vi si fanno, che è il sito degli Altri).
sabina
5 gennaio 2012 at 15:26
Sig. Colombo
io francamente continuo a non capire i suoi ragionamenti , per fortuna non sono la sola e altri commenti mi fanno sentire meno sola e stupida
Sono una persona semplice, una “ragazza” che non sa stare al posto suo probabilmente , che non capisce cosa LEI scrive ma la mia sensazione
è che suoi discorsi siano senza capo ne’ coda , alla stregua di un minestrone
fatto con gli avanzi riciclati di luoghi comuni e continui spostamenti di senso e significato e mi ricordano tanto qualcuno .
Inoltre è stato bello e commovente , immagino , per molt@ compagn@ che ancora si definisconi tali leggere su un giornale di sinistra l’accostamento fra comunisti=fascisti=nazisti.
Sono senza parole
per fortuna non mancano a lei.
andrea colombo
5 gennaio 2012 at 14:38
Caro sindem, che ti devo dire? è ovvio che non sono nemmeno un po’ d’accordo. prima di tutto perché secondo me parole come libertà e democrazia non hanno nessunissimo contesto che le inquadra. sono valori e basta e non relativizzabili.
in secondo luogo perchè capisco che si possa rivangare un tema antico come l’obbligo della democrazia di difendersi dai propri nemici anche a costo di negare i propri stessi valori. e’ la contraddizione portante della democrazia e va da sè che non è facile risolverla in un blog. io comunque sono tra quelli che pensano che se la democrazia si difende negandosi non è più democrazia e ha quindi realizzati la missione dei suoi nemici sgravandoli anche dalla fatica di pensarci da soli.
tra l’altro, non mi è chiaro cosa si dovrebbe fare, in base a questa visione, dei comunisti, che ti assicuroquanto a scarsità di democrazia valgono i fascisti e anzi i nazisti. mettiamo fuori legge anche loro? oppure diciamo che in italia il problema sono stati i fascisti e quindi qui i comunisti possono manifestare in pace. in russia, invece, facciamo il contrrario. lì manifestano i fascisti e mettiamo fuori legge i comunisti?
e tutte queste menate che dilagano da anni per dire che era giusto proibire una manifestazione non di negazione di auschwitz, non razzista, non omofoba, non antisemita, non in divisa nazista ma contraria alla riforma gelmini, però convocata da gente, al 99% ragazzi, che si definisce i “fascisti del terzo millennio” e perciò stesso non può manifestare!!!!
te lo dico senza voler essere sprezzante, ma per me è roba non da politica ma da manicomio.
SimDem
5 gennaio 2012 at 12:44
Riposto parte del post di Tito perché scorrendo al discussione non ho mai trovato un riferimento a queste parole del Dott. Colombo e onestamente lo vorrei sentire in merito, in quanto a mio ignorante e molto limitato modo di intendere la democrazia il nodo è tutto qui.
Grazie
SimDem
@ Andrea Colombo
sappiamo bene che l’applicazione di tali leggi (come molte altre in italia) sono soltanto suppellettili da scrivania che vengono usati quando fa comodo.
il suo appello a valori universali come liberta e democrazia (il suo uso del garantismo) mi lascia quello sì senza parole, perchè è un appello avulso, astoricizzato, neutrale.
il suo uso in questa forma lo spoglia dal suo significato, tanto da contenerne dentro anche il suo contrario. parole come libertà e democrazia hanno un contesto che le inquadra, un recinto che le salvaguarda. in italia come in europa la democrazia è nata dalla lotta antifascista, mi sembra ovvio anche ricordarlo. libertà e democrazia non possono neanche lontanamente essere accostate alla parola fascismo, non possono essere usate a loro difesa. questo è un limite insito nel significto stesso di queste parole. senza dei limiti questi concetti diventano solo parole al vento, vuote di significato, utili per tutto e per niente.
MariaRossi
4 gennaio 2012 at 22:49
@ Andrea Colombo
Continuo a credere che la questione di Casa Pound, la Lega, l’allargamento dell’egemonia della destra e le prospettive di contrastarlo, non sia affatto centrato dal suo discorso.
E continuo a ritenere che paragoni tra gli stalinismi vari all’interno dei movimenti e in genere della sinistra e chi si adopera a fare campagne per la chiusura di organizzazioni neofasciste sia assolutamente fuoriluogo.
rita
4 gennaio 2012 at 22:47
E’ vero, Maria Rossi, l’ho tenuta un po’ corta, sarà per questo mio limite (ammesso che lo sia) di scarsa sensibilità a discorsi di appartenenza e di fede politica che, nonostante tutto, per molti di “voi” rimane convintamente di sinistra.
Quindi ponevo più che altro una questione di principio anche perchè io pure conosco pochissimo CasaPound e solo per averne letto negli ultimi mesi; non sono di Roma e forse non mi informo abbastanza.
Però lei dice delle cose che o non ho capito bene oppure non condivido molto, ad esempio:
“(Come si gioca nella costruzione di welfare rinnovati che non vadano a distruggere le conquiste del passato. etc…)” : le conquiste del passato, che è ormai un passato remoto, sono già state distrutte e non dico altro …. adesso la vedo dura a risalire la china.
E, per tornare a bollo:
“Chiudere Casa Pound non è una campagna intelligente? Non credo, comunque parliamone. Mettere in dubbio la legittimità dei discorsi razzisti della lega non è producente? Non credo, comunque parliamone”
Penso che ci sia una bella differenza tra chiudere questa Casapound e contestare o mettere in dubbio più che doverosamente i discorsi razzisti dei leghisti e non solo loro.
Ultima cosa, l’egemonia culturale che a volte mi sembra un discorso di comodo per autoassolversi e per incolpare sempre qualcun’altro del nostro degrado.
La saluto.
andrea colombo
4 gennaio 2012 at 18:47
@maria rossi
Apprezzo (lo dico sinceramente) uno dei pochissimi tentativi di entrare nel merito di una querelle che dura da oltre un anno e che di discorsi sensati ne ha contati ben pochi, come ti sarà facile verificare anche solo da questo post (ma se vai sul sito di Militant trovi molto di peggio).
Colgo l’occasione per chiarire un equivoco. CasaPound è una realtà che conosco molto poco e per la quale mi sono limitato a chiedere, oltre un anno fa, che potesse manifestare senza che una pletora di docenti, quelli sì salottieri, capitanati da un trombone come Asor Rosa insorgesse chiedendo un divieto per me intollerabile.
Se insisto tanto è perché parlare di casapound è un modo di parlare della cultura della sinistra italiana. Dei suoi vizi e dei suoi limiti. Del suo imperituro stalinismo, della sua tendenza a demonizzare il dissenso, della sua ntolleranza, del suo trombonismo, sempre convinto di essere dalla parte del giusto, anzi peggio, del buono. Della sua statolatria, della sua passione per i divieti e le proibizioni, della sua doppiezza per cui la stessa cosa è sacrosanta se la facciamo noi e intollerabile se va a nostro danno.
Ho buona memoria e non mi dimentico di quando i fascisti, pardon i diciannovisti, eravamo noi. La valenza questurina e la stupidità profonda di quella cultura le detesto non perché colpiscono oggi casapound ma perché hanno colpito noi assai prima e ben più duramente.
Chi pensa di poter usare due pesi e due misure, di poter dire che quella cultura è oscena e staliniana quando fa scomodo, cioè quando ti prende di mira, e invece è buona e giusta quando prende di mira un nemico comune come i fascisti, non ha capito niente.
Le reazioni dissennate e prolungate a una cosa in ultima analisi così minima come la convinzione che tutti abbiano il diritto di manifestare purché pacificamente e senza parole d’ordine palesemente aberranti mi confermano che l’antifascismo, dietro la sua maschera così ovvia e intoccabile, è una delle leve eminenti che mettono in forse quell’impianto culturale, proprio perché lo colgono in uno dei suoi fondamentali più apparentemente indiscutibili.
Per me pericolosa, qui e ora, non nel ’22 o nel ’33 in germania, è l’incapacità della cultura di sinistra di superare quei crampi e quelle degenerazioni e di conseguenza di porsi come alternativa adeguata ai tempi. Può essere che abbia torto e che il problema principale sia Iannone e non l’impianto soffocante della nostra cultura.
Ma sicuramente non ho torto nel pensare che chi reagisce come il 90% dei sedicenti compagni ha reagitio alla nostra presa di posizione vagola nel buio e non ha niente di buono da proporre a nessuno.
Senza rancore.
Alessandro
4 gennaio 2012 at 18:39
Io vorrei chiedere agli “antifascisti” che nonostante tutto continuano a frequentare questo sito: sapreste spiegare in cosa consiste il “fascismo” di casapound?
Non è una domanda provocatoria, a me casapound non è affatto simpatica, e se anche le venisse vietato di esistere da uno Stato alle cui finalità io mi oppongo (il mantenimento di una società divisa in classi) poco mi importerebbe (ma io non sono “democratico”), così come non mi importerebbe lo scioglimento di un’associazione di tifosi ultras dediti a rompere le teste dei tifosi delle squadre avversarie.
Ma io vorrei sapere cos’è che caratterizza casapound come fascisti.
Che usano la violenza contro i “compagni”? Questa è l’unica motivazione che potrebbe avere un senso secondo me, ma forse ne esistono altre?
Che si definiscono fascisti del nuovo millennio? E’ solo questo? Che se lo dicono da soli? E che significa essere fascisti? (e lasciamo perdere il nuovo millennio che è solo indice di idiozia)
Sono razzisti? Dichiarano cioè di appartenere ad una razza superiore che deve dominare sulle altre? O forse sono semplicemente xenofobi? Ma anche la Lega è xenofoba, mi pare allo stesso modo se non di più. La Lega è fascista allora? Allora perché non proponente il divieto di manifestare alla Lega?
Ci sono altri motivi?
MariaRossi
4 gennaio 2012 at 18:23
@rita
assolutamente. però lei sta riportando un mozzicone di frase di un discorso un po’ più complesso.
la “difesa della libertà di espressione” è riferita, nel mio discorso, a ciò che si dice su questo sito sulla questione di casa pound. stop.
così come difendendo l’ecosistema non si rafforzano le destre. così vale per la libertà d’espressione. sono d’accordo con lei.
però ugualmente incentrare su una questione di libertà di espressione l’allargamento dell’egemonia delle destre equivarrebbe a incentrarlo su un problema di ecologia. ovvero non c’entra niente.
ed è di questo di cui stavo parlando.
d’accordo sulla questione della rinuncia delle sinistre a fare il proprio mestiere.
rita
4 gennaio 2012 at 18:13
Maria Rossi, non è certo difendendo la libertà di espressione che si rafforzano, come lei dice, le destre.
queste benedette destre si rafforzano quando le sinistre rinunciano (ed è un bel po’ che ci rinunciano) a fare il loro mestiere e addirittura si conformano.
MariaRossi
4 gennaio 2012 at 17:59
@Andrea Colombo
La sua posizione l’avevo compresa, e proprio su quella si basava la mia argomentazione. Ma forse non mi sono spiegata bene.
Mi sembra inutile, assurdo e controproducente difendere il diritto di esprimersi di una formazione neo-fascista.
Questo direi che vale in assoluto per tutta una serie di ragioni: nello specifico, inoltre, perchè questa formazione neo-fascista è inserita nel panorama politico italiano e sta penetrando sempre più in profondità nel tessuto istituzionale (soldi, riconoscimenti, poltrone), appoggiandosi alla destra governativa e agendo e costruendo la base sociale della destra.
E’ cioè qualcosa da contrastare.
Lei invece mi pare stia facendo tutt’altro: stia cioè assumendo la posizione del “più democratico di tutti”, dimenticando che la democrazia non è qualcosa di immanente, fisso e definito, bensì una posta in palio che si gioca giorno per giorno.
Una posta in palio che passa dai rapporti di forza, dai discorsi, dalle pratiche che si mettono in campo. Si gioca anche nel contrasto, nell’esclusione, nell’affossamento di discorsi che la distruggono, la democrazia, come quelli portati avanti dalla Lega (razzismo), come quelli che provano a rinnovare le funzioni e gli spazi del Fascismo.
(Come si gioca nella costruzione di welfare rinnovati che non vadano a distruggere le conquiste del passato. etc…)
Possiamo discutere delle pratiche più intelligenti per arrivare a questo. Chiudere Casa Pound non è una campagna intelligente? Non credo, comunque parliamone. Mettere in dubbio la legittimità dei discorsi razzisti della lega non è producente? Non credo, comunque parliamone. Individuare pratiche e percorsi che facciano inciampare la corsa delle destre nell’ultimo ventennio (e non parliamo solo di governi, parliamo di egemonia culturale) mi sembra un tema più che attuale.
Il suo discorso però non arriva a introdurre queste questioni. Anzi temo ottenga l’effetto totalmente opposto: aprire la strada, rafforzare le destre.
Nel merito lo fa nascondendo dietro falsi problemi (la libertà di espressione – nel momento di maggiore egemonia delle destre, ridicolo – ) le questioni di cui sopra e la possibilità di aprire uno spazio di discussione e organizzazione al riguardo. Anzi, lo ripeto, ottiene l’effetto esattamente opposto: negli ultimi anni tutte le “aperture” della sinistra a questi discorsi hanno contribuito a diffonderli e a legittimarli, questo vale per la lega come per casa pound, a introdurli nel senso comune.
Per questo ho parlato di fumoso, ambiguo e disordinato. Per questo dico pericoloso.
La prego solo che nel caso trovi il tempo di rispondere, di non usare i toni paternalistici che sta usando. Fare questo permetterebbe di mantenere la discussione molto più lucida.
E la lucidità, di questi tempi, serve come il pane.
Alessandro
4 gennaio 2012 at 16:41
Oddio, addirittura la redazione degli Altri in persona è scesa in campo!
Ma è scesa in campo per fare che? Per dimostrare di essere analfabeta, il che non è il massimo per una “redazione”.
Io non ho promesso nessun ceffone, mi sono limitato a dire che capirei chi, una volta che abbia avuto a che fare con la violenza dei “fascisti” (che per me più che altro sono degli imbecilli) si sentirebbe spinto ad esercitare un minimo atto di violenza (niente di più) nei confronti di una persona che dichiara il diritto di esistere, di manifestare, di parola ecc., dei “fascisti” di cui sopra.
Praticamente ho dimostrato comprensione per gli “antifascisti”, allo stesso modo che in questo sito si dimostra comprensione per i “fascisti”.
Quanto al “buffone”, ho sbagliato ad usare questo termine, non perché non lo ritenga appropriato, ma perché non è utile utilizzare termini offensivi. Di questo mi scuso con gli altri lettori.
CerinoReni
4 gennaio 2012 at 14:02
beh, però vi confesso che nella scatologia generale un po’ mi xdo. ringrazio sabina per avere ritrovato un tono accogliente nel suo ultimo post: si può affermare tutta la diversità del mondo senza turpiloqui, minacce, anatemi.
da anni rinnovo la tessera dell’ANPI solo per la soddisfazione di vedervi apposto il timbrino “antifascista” che per primo impresse l’adorato compagno ferrettino (w marx/ w lenin/ w la pina & ferrettin). ma un conto è prendersela con i fascisti, un conto è promettere sberle ai compagni che non la pensano come noi: e allora dove sta tutta ‘sta sacra differenza?
qui non si tratta di scegliere fra I CONTENUTI francamente inaccettabili di un movimento politico neofascista e i diritti dei fratelli immigrati di firenze o di qualsiasi altro posto.
chi mette in dubbio che la “narrazione” di una rivista come “gli altri” non l’abbia fatto a priori e dalla parte “giusta”, non da prova di intelligenza.
questa sembra invece una competizione fallica su chi sia più rosso: io c’ho il timbrino e tu no?
la gara a chi è + antifascista va fatta sul convincere il vicino di casa, non il centrosocialaro con i dreads, altrimenti non abbiamo capito un accidente del + grande pensatore marxista che abbia calcato il nostro paese.
oppure antonio gramsci era fascista anche lui?
sabina
4 gennaio 2012 at 12:34
Sig. Colombo
mi rendo conto che con lei è difficile confrontarsi tanto differenti sono i ns rispettivi punti di partenza.
Io sono della vecchia scuola, semplice e poco incline alle “narrazioni” e ai distinguo per cui applico la vecchia buona regola del
nessuna legittimazione nei confronti dei sostenitori: dell’odio razziale, dell’omofobia, della xenofobia, dell’antisemitismo , della misoginia
eppure Le giuro non sono ne’ isterica, ne disgraziata, ne’ derelitta ne’ intregralista ne’ desiderosa di bruciare alcunche’
solo che a me quei valori li’ fanno vomitare
Buon per Lei che è di stomaco forte e di animo indulgente
io non sono così .
D’altro canto mi rendo conto che per Lei e per la redazione di questo giornale invece è importante riconoscere diritto di manifestare a tali soggetti nel nome della liberta’ di opinione già da essi ampiamente praticata
e “istituzionalizzata” da rendere normale un console che partecipa ai raduni nazirock così tranquillo della sua impunibilità da farsi pure mettere su youtube .
Bene è legittimo farlo,
personalmente ritengo penso che con questa parte di sinistra( che lei e questo giornale rappresentate) o poco o nulla da replicare
e se devo scegliere da che parte stare: se con casapound o i senegalesi di firenze o i rom di torino
be’ avrà certamente intuito dove potra’ venirmi a salutare .
redazione
4 gennaio 2012 at 11:52
@alessandro, i ceffoni li prometti altrove, grazie.
@sabina, ‘sta cosa egli intellettuali da salotto è perniciosa e purtroppo non vera. avercelo, un salotto amico e protettivo. e invece, guarda un po’, tutti i salotti giusti la pensano proprio come te.
andrea colombo
4 gennaio 2012 at 11:42
Alessandro, Alessandro ma che mi combini? Avevi cominciato il tuo post tanto bene, con una argomentazione, pensa, persino condivisibile, comunque sensata e poi degeneri così nello sguaiato e nel ridicolo. Ma dai… Buffone? Ceffoni? Su carino, respira forte e vedrai che ti passa.
Con te sabina invece il discorso è più serio.Solo nei comenti a questo post veniamo definiti: “volgari, ignoranti, superficiali, amici del governo di Cosa nostra, buoni nemmeno per incartarci le uova ma solo per i nazisti, disgustosi, insulsi, pseudointellettuali asserviti al potere di turno, venduti, pusillanimi, utili idioti che per sentirsi un po’ a la page sdoganano i nazisti, merde di infimo ordine, islamofobi, altezzosi, vittimisti, salottieri, misogini, coglioni, buffoni, mertevoli, secondo l’imbecille che ti ha preceduto, di qualche sonoro ceffone” e tu trovi che io risponda in modo livoroso a commenti argomentati?
ragazza, hai coraggio da vendere e disonestà da regalare
sabina
4 gennaio 2012 at 11:06
Io di intregralisti (e pure assai misogino )
Sig. Colombo ne leggo solo uno
ed e’ lei
mai visto tanto livore nel replicare a commenti argomentati e che condivisibili o no aprivano spunti di discussione interessanti.
In effetti lei non sembra è un intellettuale da salotto , lei sembra uno da salotto e basta
Alessandro
4 gennaio 2012 at 11:06
Andrea Colombo si è espresso chiaramente, secondo lui al fascismo non deve essere vietato di esistere.
Personalmente ritengo che attualmente il fascismo non sia un problema reale, ma se lo diventasse, io farei di tutto per vietargli di esistere (dove il divieto non è quello dello Stato che difende gli stessi interessi che difendono/difenderebbero i fascisti).
Per questo motivo Andrea Colombo in tale situazione, per me, sarebbe un nemico da combattere.
Nella situazione attuale invece Andrea Colombo è solo uno dei tanti personaggi folcloristici che affollano il mondo della propaganda borghese, così come lo sono gli “antifascisti”. Si può considerare un nemico una macchietta come lui?
D’altra parte, capisco che chi ha avuto a che fare con la violenza di quei quattro imbecilli che ancora si richiamano in qualche modo al fascismo, anche se fascismo del nuovo millennio come casapound, abbia il desiderio di farla finita con questi quattro coglioni, nonché anche di dare qualche sonoro ceffone al buffone Colombo…
andrea colombo
4 gennaio 2012 at 10:00
@Maria Rossi
Scusa tanto ma nela posizione degli Altri non c’è proprio niente di fumoso e ambiguo.Comunque riassumo, così ti si dirada un po’ di fumo.
Una cosa è dire che il fascismo va battuto, un’altra vietargli di esistere. Personalmente trovo la Lega il solo movimento di estrema destra pericoloso in Italia oggi etuttavia non mi sognerei mai di vietarne l’esistenza o di chiederne la messa fuori legge.
Non riesci a capire come si possa essere contrari a un’ideologia e allo stesso tempo riconoscerne il diritto a esistere? Capita perché sei confusa, ambigua e nel migliore dei casi troppo ordinata.
@robin
La tua è una marea di parole in libertà. Trova una riga vittimista in quello che abbiamo scritto, caro, e poi segnalamela. Vittimiste, oltre che derelitte, sono quelle disgraziate he prima hanno stilato una lista dei cattivi poi, quando qualcuno ha protestato, hanno urlato dicendo che il loro diritto a esprimersi veniva represso. Noi comunque non abbiamo protestato. Delle liste delle femministe del sud o della signora lipperini me ne frega esattamente quanto del tuo dotto giudizo. Persino tu puoi capire che non è molto.
Per le cretinerie sui salotti ti rinvio a quanto già chiarito in un post precedente. Per quelle sulla prostituzione intellettuale non c’è replica: se uno è cretino è cretino e non ci si può fare niente.
@nukezen
Hai una concezione molto personale della democrazia. non sarebbe ritenuta accettabile da nessuno dei fondatori di quel nobile pensiero, e non parlo solo di voltaire. tuttavia godrebbe di ottimo ascolto tra le camice nere, che la vedevano più o meno come te.
non coincide con la nostra.
@pier
giusto per spiegarti chi me lo fa fare a rispondere a questi. so per esperienza che, come tutti gli integralisti,si sentono i buoni per eccelelnza e per definizione. infatti quando scrivono non argomentano ma recitano princìpi della fede.
dunque, per principio, se scrivono io replico. Uno per uno.
NukeZen
4 gennaio 2012 at 01:50
Querelle sottile e complessa, se socialmente ed umanamente inquadrata, argomento da salotto buono. Non di meno, nella semplice realtà dei fatti, terribilmente semplice e chiara.
Non è vero che tutti hanno uguale ragione di dire la loro, non è vero che tutte le idee sono ugualmente rispettabili, non è vero che tutto è equiparabile nel nome della “democrazia” e di chi di questa parola vuol farsi promotore, strenuo difensore, fine conoscitore, alto rappresentante morale.
E’ questo il baratro dove ci siamo infilati.
Non abbiamo più il coraggio di difendere i nostri ideali, ammesso che ancora ve ne siano, e quantanche sia così, non è nemmeno detto che sappiamo riconoscerli come tali e capirli.
Non abbiamo più il coraggio di riconoscere e difendere cosa è giusto da cosa è sbagliato. E questo è ancora più grave. Per difendere cosa è giusto da cosa è sbagliato non è sceso un angelo dal cielo a dirci cosa andava fatto, abbiamo ucciso e versato sangue. Pardon. Hanno ucciso e versato sangue, in misura tale da essere quasi inconcepibile, se non ridotta e costretta a meri numeri consegnati alla storia.
Vero che tutti hanno diritto di dire la loro. VERO CHE TUTTI SI DEVONO ASSUMERE LA RESPONSABILITA’ DI QUELLO CHE PREDICANO. E se predicano (il) male, devono pagare. Se manca questo passaggio, non esiste socetà e non esiste democrazia. Non è cosa semplice da assimilare e metabolizzare, nessuno di noi è ormai veramete capace di affrontare una discussione partendo da dei punti fermi, dei paletti, dei traguardi, dei valori sotto i quali non si deve più scendere. In nome della democrazia e del universale diritto, del buonismo e della non violenza, siamo pronti a ridiscutere tutto e di continuo. Ma è sbagliato. Se non abbiamo la forza di difendere con convinzione ciò che abbiamo/hanno guadagnato lottando, allora siamo destinati a perderlo. Perchè non si sta parlando di concetti universali ed astratti calati dall’altro, ma di idee e sceltre precise, di fatti, di gesti ed azioni che si è deciso essere o giusti o no.
Deciso, scelto, difeso ed imposto su quanti dicevano il contario. Anche attraverso l’uso della forza e della violenza. Cosa terrificante, ma che si è resa necessaria e grazie al cielo, almeno in teoria, abbiamo/hanno vinto.
Siamo orgogliosamente pronti ad azzuffarci, sputarci ed offenderci in strada con il primo che capita per i più futili motivi, considerando la cosa tutto sommato normale, folclorica, culturalmente attuale. Ricerchiamo questo tipo in intrattenimento nella televisione generalista, che tramite la volgarità e la violenza fa gli affari migliori. Accettiamo pedissequamente di vedere popoli stranieri bombardati, cacciati dalle loro terre, schiavizzati e massacrati nel nome della democrazia, della nostra sicurezza e del nostro benessere. Ma guai, guai a dire che il nazifascismo deve restare sepolto ed ad adoperarsi perchè così rimanga… forse sono io non funziono bene, ma quando apro gli occhi ed osservo bene il mondo in cui vivo, mi vien prima paura, e poi tanta, tanta tanta rabbia.
Se siamo al punto che non sappiamo più quali scelte siano giuste o meno e se abbiamo paura di difenderle, rimane ben poco da dire e da fare.
ROBin
4 gennaio 2012 at 00:29
Altezzosità e vittimismo, questo è il contenuto dell’articolo. Questi “intellettuali” della “sinistra” salottiera e non indipendente difendono Casapound e quindi tutti i valori identitari che questa rappresenta. Si prestano così ad una operazione di inversione della realtà volendo apparire quali difensori di tolleranza e democrazia mentre Casapound diviene la vittima di antifascisti magari feroci e violenti. Purtroppo eventi quali quelli di Firenze rompono il loro velo di buonismo conformista riportando ad una realtà dura e cruda. Il fascismo attuale non è fatto solo di cimeli e di adunate nostalgiche magari all’interno dei “centri sociali” della destra tipo Casapound o Casaggi, di opinioni candidamente espresse sul ventennio, sui meriti del duce o sul dominio plutocratico, ma anche della messa in pratica di questi valori. Sparano così sui “negri”, pestano i “finocchi”, accoltellano “compagni”, sono fautori del bullismo in molte scuole, cercano si essere elemento promotore della “guerra fra poveri”, bruciano i campi ROM, fanno da stampella squadrista ai Governi delle destre…
Ma questo non è importante per questi signori,che preoccupandosi così ansiosamente delle sorti di Casapound cercano di mantenere una reputazione che gli permetta di rimanere sul mercato della prostituzione intellettuale.
Quelli che si battono contro il rinascente fascismo e che si vuole far passare per antidemocratici e/o violenti sono in realtà i veri resistenti a difesa dei residui spazi democratici e della dignità delle persone aggredita dal razzismo.
Sansonetti ricorda “il sonno della ragione genera mostri”!!!
MariaRossi
3 gennaio 2012 at 12:47
Ma è mai possibile che il centro del dibattito sia questo? Che per svecchiare alcune retoriche dell’antifascismo e della sinistra bisogna pretendere di prendere posizione a favore di un’organizzazione di Estrema Destra (facendo un calderone con Calabresi, le Br e chi più ne ha più ne metta).
Il centro del dibattito è in realtà come fare ad arginare, combattere, contrastare formazioni politiche, culturali, discorsive di destra e di estrema destra.
Questo non perché ci si richiami a un antifascismo bigotto (se esiste non si può certo pretendere di estenderlo all’antifascismo tout court) ma perché fare politica da sinistra, dal basso, fuori dai partiti, avendo venti, trent’anni – senza ancora essere fuggiti da questo paese – implica ricostruire certamente dalle macerie la sinistra, ripensare i movimenti etc… ma anche trovarsi davanti una destra che dall’alto dei governi, al basso delle sue basi, sta trovando modo di fare egemonia, strumentalizzare le Crisi di questi anni, diventare pericolosa.
I discorsi che vengono fatti qua mi paiono fumosi, ambigui, disordinati nel migliore dei casi. Io se parlo di Casa Pound continuo a non parlare di Voltaire – in modo vuoto e superficiale – ma di come fare a CHIUDERLA.
E non è certo un discorso di slogan, di sedi, di fuoco o di costituzione, bensì parlo di Politica: sta sullo stesso piano del fatto che se parlo di Lega parlo di come vincerla, costruire degli argini culturali, dei terreni in cui il suo discorso si sgretoli, in cui non riesca ad avanzare.
Qua temo si stia facendo tutto il contrario: negli anni della crisi si presta il fianco a una demolizione (finale?) del concetto di antifascismo, che si fa finta di dipingere come “sacro” per potersi mascherare da eretici (forse si vende di più?).
Infine: l’antifascismo, quello quotidiano, praticato nei territori, che accompagna le lotte, i discorsi, le pratiche culturali, è sempre al nostro fianco perché ha attraversato la storia, permettendo di leggere il presente non come un bignamino sull’illuminismo ma come il risultato di processi secolari. La destra ha tante teste, tante gambe e tante funzioni, una di queste è pienamente rappresentata da Casa Pound. Ritengo che questa funzione (la base sociale, i “giovani e belli”) del nuovo fascismo sia una delle più pericolose, una di quelle da combattere con più forza e più intelligenza.
Poi se vi piace, parlate di tutt’altro… Ognuno il suo tempo (e la sua reputazione) la gestisce un po’ come gli pare.
obiettivo
2 gennaio 2012 at 19:01
questo sito sta diventando il sito ufficiale di casapound!
condor
2 gennaio 2012 at 18:58
Ah bè,è arrivato il signor nicola,che mi ricorda molto un certo O’brien di un romanzetto d’altri tempi che trattava proprio della libertà di pensiero.Se il Partito gli dice che può volare,s’innalzerà come un palloncino.Se il Partito gli dice che Casapound è razzista è sessista,le sue dirigenti e militanti scompariranno in un batter d’occhio,così come i suoi militanti stranieri.
Faccia gli auguri a tutto il Ministero della Verità.
nicola
2 gennaio 2012 at 18:07
pier
ma sai leggere?
io ho solo detto che gli altri hanno guadagnato tra i lettori un fascista .cioè tu.
mica ho scritto che i fascisti non devono leggere i siti.li leggano.ma gli autori del sito secondo me dovrebbero chiedersi perchè riscuotono così successo tra i fascisti.io me lo chiederei.
p.s. sentire un fascista che fa del vittimismo è proprio il massimo!con che faccia..
p.s.s. casapound è razzista e sessista.
Flipper
2 gennaio 2012 at 14:43
Io non capisco ancora cosa c’è che non va in Casapound..
Il razzismo? Bè Casapound è chiaramente antirazzista come si legge sul sito nazionale inoltre conosco molti stranieri che ne fanno parte, solo dalle mie parti un brasiliano, un iraniano ed un cinese e nessuno li ha mai uccisi, strano eh?
Il sessismo? Bè Casapound ha tra le sue proposte un progetto chiamato Tempo di Essere Madri..andate a leggere di cosa si tratta e poi ditemi se vi sembra una proposta sessista, senza parlare del fatto che molte ragazze occupano posizioni di spicco in CPI..
L’antisemitismo? Casapound non è antisemita.
CIAO
anti-patico
2 gennaio 2012 at 14:13
gabriele forse prova disgusto anche per gli anti-pedofili…
Gabriele
2 gennaio 2012 at 14:02
I miei complimenti alla Redazione de Gli Altri per l’onestà intellettuale, la coerenza, ma soprattutto per non farsi mettere i piedi in testa dai fomentatori di odio.
Disgusto eterno per anti-fascisti, anti-comunisti, anti-qualsiasicosavivengainmente.
Auguri di buon anno a tutta la Redazione.
Pier
2 gennaio 2012 at 13:40
Io nicola proporrei che i fascisti non solo non possano leggere nessun tipo di sito, ma che le cassiere degli alimentari abbiano la premura di chiedere al cliente se è fascista prima di concedergli di pagare, e poi gli negherei anche le medicine, cosicchè siano destinati a morire di stenti o malattia.
Bè, caro mio, se tu sei il bene allora sono proprio contento di essere il male assoluto.
E con questo chiudo, un grande poeta ha scritto “non ti curar di loro, ma guarda e passa”. E così farò.
nicola
2 gennaio 2012 at 13:28
avete guadagnato un fascista in più come lettore..(pier)
contenti voi
Pier
2 gennaio 2012 at 13:22
Colombo mio dio, ma chi te lo fa fare di rispondere a tutti questi qua? Io non conoscevo questo sito ma ti giuro che d’ ora in avanti una sbirciatina gliela darò sempre se non altro per l’ impegno che ci metti.
Rispondere sempre alle stesse e perlopiù antiquate argomentazioni, di gente che arriva al punto di intolleranza ideologica di dire che ” tutti tranne i fascisti possono manifestare, tutti tranne i fascisti hanno diritto di parola”, ti mette quantomeno in odore di santità(visto che le citazioni religiose sono così in voga). La realtà è che CasaPound non ha mica bisogno di essere sdoganata, si sdogana tutti i giorni attraverso le iniziative politiche sul territorio, il volontariato, le strutture dove si fa sport e cultura.
La seconda realtà è che la politica, oggi, dovrà pur prendersela con qualcuno visto che non possiamo prendercela con le banche(il vero problema e non solo dell’ italia) che ci governano attraverso Monti e Passera(senza dover nominare tutti gli altri) con i voti di tutti i partiti politici Dal PDL all’ IDV(che non ha votato la manovra, ma ha votato la fiducia all’ insediamento del governo). E chi, come la Lega, si è schierata da subito contro, ha salvato le banche quando era al governo e oggi all’ opposizione fa la voce grossa.
La terza verità è che la sinistra cosiddetta extraparlamentare(della quale, da qualche anno, fa parte pure rifondazione comunista e qualche domanda dovranno pure farsela prima o poi) s’ è sentita DERUBATA di quelli che credeva essere argomenti suoi esclusivi ma che da anni, ormai, fingeva e finge tutt’ ora di trattare.
Quindi, signori, le chiacchiere stanno a zero. L’ unica cosa che c’ è da sperare è che con il governo tecnico di banchieri e centristi non tornino anche la strategia della tensione, le pistole in università e i giornalisti che spengono le sigarette nel sangue di giovani appena uccisi. Ma questo non dipende solo dal governo, ma anche dall’ intelligenza di ognuno di noi. Anni fa ne abbiamo avuta poca, speriamo in questi anni di averne di più.