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Il familismo di Stato del governo Monti. Il vero premier è Casini

Alessandro Antonelli Pubblicato da
il 22 dicembre 2011.
Pubblicato in Attualità, gli Altri, Politica.

Poche chiacchiere, signori: se la premiata ditta Monti ha in Giorgio Napolitano il suo presidente onorario, l’amministratore delegato è Pier Ferdinando Casini. È costui che gestisce, tesse, manovra, sbriga, incarta, intasca e porta a casa. Chi fosse in cerca di conferme circa l’impronta del leader centrista sull’esecutivo dei professori, ha potuto togliersi ogni scrupolo leggendo il testo della manovra, in cui sotto mentite spoglie è spuntato il tanto agognato “quoziente familiare”, antico rovello dei nostalgici della Balena Bianca e jolly da spendere in cambio dei buoni uffici delle gerarchie vaticane.

Cos’altro è la detrazione dell’Imu per i nuclei con figli a carico (a prescindere dal reddito!) se non la consacrazione, per via fiscale, della supremazia della famiglia come comanda romana Chiesa su ogni altra forma eterodossa di convivenza? Secondo il dispositivo del decreto le coppie con prole potranno alleggerire il proprio balzello di 50 euro per ogni figlio, fino a un massimo di 400 euro (cioè di otto figli). E questo vale tanto per i Cipputi quanto per i Serbelloni Mazzanti Vien Dal Mare… Chi invece avrà la malasorte di non volere o potere sfornare pargoli se la prenderà in saccoccia e la tassa la pagherà fino all’ultimo centesimo.

Siamo agli incentivi di mussoliniana memoria, quando si elargiva il superpremio alle dame che offrivano carne da cannone in abbondanza, essendo la donna tale solo se aveva fianchi per figliare. E se proprio il paragone col ventennio scandalizza lorsignori, diciamo che l’Italia si avvicina al Turkmenistan, dove una recente legge prevede bonus economici per le pluri-partorienti che mettano alla luce almeno otto bebè.

Nel governo dei banchieri di Dio, ci si concede anche il lusso di bluffare oziosamente sulla tassazione dei beni ecclesiastici. Una parolina dei vescovi, che dicono e non dicono, e il gioco è fatto. E poi c’è Passera, l’uomo Intesa molto vicino all’area Casini. A latere gongola pure Montezemolo, altro mistero della fede gravitante nell’orbita terzopolista, felice per il lancio del suo trenino Italo, vettore di lusso entrato nel libero mercato della Tav…

Ma al di là degli interessi più immediati, questo è il governo di Casini punto e basta. Molti uomini di area cattolica presenti nella compagine di palazzo Chigi guardano all’Udc come sponda partitica di riferimento. È la Vela di via Due Macelli a segnare la rotta della nave di Monti e a condurla nel porto sicuro, cioè al termine naturale della legislatura. Nelle acque stagnanti dell’era montiana, va da sé, la palude centrista diventa il terreno di gioco in cui annaspano il Pd da una parte e il Pdl post berlusconiano dall’altra: dal grado di fedeltà al governo Casini-Monti, il leader dell’Udc misurerà orientamento e sostanza delle alleanze future.

Ma l’audace Pier non si accontenta di fare il timoniere fino al 2013: ha già messo l’ipoteca sulla nascitura stagione costituente, l’ABC della politica, e cioè Alfano-Bersani-Casini. L’obiettivo è mandare in pappa le vecchie coalizioni, farle letteralmente esplodere per poi farsi aggregatore delle schegge moderate che si libereranno dalla deflagrazione dei partiti più grandi. Considerando il caos che regna sovrano dalle parti del Pd e del Pdl, molti degli obiettivi dell’ex presidente della Camera non solo sono a portata di mano, ma possono dirsi ampiamente acquisiti.

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One Response to Il familismo di Stato del governo Monti. Il vero premier è Casini

  1. Sam Moser

    23 dicembre 2011 at 01:38

    Direi abbastanza centrato come progetto..naturalmente con il supporto clericale, quello catto-comunistoide da inciucio di poteri forti e della finanza per continuare a “pelare” i soliti noti e a proteggere i soliti “manovratori ignoti” e con l’aiutino “nascosto” del gruppo Caltagirone (bastava vedere l’altro giorno l’immagine da santino pubblicata dal Messaggero con sorriso dolce, visetto angelico e cielo con nuvolette come sottofondo…mancava solo l’aureola….). Uno dei personaggi piu’ sporchi di tutta la politica.