Diamo a Tonino quel che è di Tonino. Se, fiducia o non fiducia, confermerà il voto contrario alla manovra, e a questo punto è molto improbabile che non lo faccia, avrà dato una lezione agli altri partiti del centrosinistra e mostrato di avere due doti rarissime sul mercato politico italiano: coerenza e coraggio.
Non c’è un motivo per votare la fiducia a un governo che spoglia i pensionati e lascia le frequenze gratuite a Berlusconi, che taglia lo Stato sociale ma non bussa alle porte della Svizzera per far pagare le tasse ai capitali da quelle parti imboscati. Non c’è coerenza alcuna nel fingere, come fa il Pd, che vada benino quel che da un altro governo sarebbe stato considerato inaccettabile.
Non c’è motivo neppure per non dire molto forte e molto chiaro che il Pd sta sbagliando tutto e riconsegnando il potere a una delle tante destre che si contendono l’eredità di re Silvio. Sempre che a riprendersi lo scettro non sia il deposto in persona.
Sel non lo dice né forte né chiaro. Più precisamente non lo dice affatto. Pensa che in caso contrario verrebbero guastate sofisticatissime strategie di incontro con una parte del Pd. Con tutto il rispetto, non è precisamente il tipo di logica che si richiede a chi promette di incarnare innovazioni radicali.
Bisognerebbe invece cominciare a dire le cose come stanno: questo governo prima se ne va e meglio è. La manovra che ha varato grida vendetta, quello che sta preparando, il cosiddetto “intervento sul mercato del lavoro”, sarà peggio. Se fosse costretto a sloggiare prima di procedere ci sarebbe solo da compiacersene.
L’Idv lo ha detto e non ci vogliono doti profetiche per sapere quanto fracasso farà il Pd, quanto tuonerà e minaccerà, quanto carezzerà l’idea di presentare al reprobo un conto salato in termini di isolamento politico. Che nell’Idv la minaccia faccia tremare qualche vena ai polsi è comprensibile. Per chi non concepisce la politica come testimonianza o come opposizione permanente l’isolamento è una brutta bestia.
Ma c’è isolamento e isolamento. Contrastare questo governo vuol certamente dire andare incontro all’anatema di una informazione che si è infilata l’elmetto e interpreta oggi il suo alto ruolo più o meno come quello di un ministero della propaganda o della cultura popolare. Ma anche se Repubblica si affanna a nasconderlo, lo spread sempre a 480 punti resta e vale per Mario il Mago quel che valeva per Silvio il guitto: è segno che la manovra non sta funzionando. Anche se come d’incanto sono spariti da programmi come Ballarò i sondaggi, ciò non significa che i futuri elettori abbiano rinunciato ad apprezzare o disprezzare i loro, si fa per dire, “rappresentanti”.
Così se i dipetristi avranno il coraggio di andare fino in fondo, di qui a tre mesi c’è il caso che siano i piddini a dover fare i conti con una forma di isolamento assai più temibile: quella che si avvia a separarli dalla loro gente e dal Paese reale lasciandoli nella buona compagnia di Fini, Casini, Rutelli e Maurizio Lupi.
andrea colombo
19 dicembre 2011 at 12:05
@alex
non so che mestiere tu faccia, ma so quello che non potrai mai fare: il giornalista.
sei malinformato su quasi tutta la linea, e anche protervo, come quasi sempre capita ai diversamente intelligenti.
ma siccome io sono pignolo torno a specificare: non sono portavoce di Di Pietro, non sono iscirtto all’Idv e critico l’IdV esattamente come, quando ero portavoce di Franco Giordano (quello lo ero davvero) criticavo Rifondazione comunista.
“Strapparlo dalla bocca”? Direi che coltivi un’immagine esageratamente eroica di te stesso, ragazzo. Hai solo detto una grossa balla e io ho precisato. Avresti ottenuto lo stesso risultato chiedendo.
Non so chi ti abbia raccontato che mi hanno “sbattuto fuori” dal manifesto. Ti consiglierei di verificare meglio le tue fonti.
Una cosa vera, però, sei riuscito a scriverla. Sono effettivamente molto amico di valerio e francesca.
alex
18 dicembre 2011 at 23:15
Caro Colombo
sei portavoce di Di Pietro (tu dici che “lavori al sito web di Idv” ma visto che si tratta di una specie di partito che si basa su una persona sola…è la stessa cosa) ma sono stato io a strappartelo dalla bocca…
D’altronde da uno che è pappa e ciccia con due stragisti e fascistoni come Giusva & Francesca è lecito aspettarsi questo ed altro
SE TI HANNO SBATTUTO FUORI DAL manifesto CI SARAì PURE UN MOTIVO
infatti stai proprio bene con un buzzurro come Di Pietro
Jennifer
18 dicembre 2011 at 15:29
Avere la tessera di un partito non vuol certo dire condividerne in toto la linea. Di Pietro, questa volta, sta facendo una critica costruttiva e, sopratutto, comprensibile a i comuni mortali che il congiuntivo o non lo hanno mai incontrato o se lo sono scordato da tempo.
Questo vale per tutti. D’altra parte Vendola tace, Bersani dice e non dice per cui o ci attacchiamo al tram e speriamo almeno in Di Pietro.
nicola mirenzi
16 dicembre 2011 at 11:27
@marco valisano: mi pare che non ci sia un modo di registrarsi, ma i contenuti online sono uguali sia per gli utenti registrati sia per quelli che non lo sono. altro il discorso per gli abbonati.
andrea vignapiano
16 dicembre 2011 at 05:27
Come non condividere le critiche all’ apparente miopia, immobilismo e servilismo di un pd che nascondono interessi inconfessabili e uno spostamento al centro che relega la componente sinistra del suo teorico essere centrosinistra solo al catturare voti, secondo la logica del maggior partito da quel lato, di indecisi, timorosi e nostalgici attaccati all’ idea del vecchio pci di cui si e’ persa ogni traccia.
Spero che la posizione di Di Pietro sia il preludio di un’ alleanza prima e poi la creazione di un partito unico con dentro le forze della vera sinistra. Potrebbe diventare il vero polo di sinistra relegando il pd a dover apertamente inciuciare col terzo polo gettando la maschera.
Monti mi spiace ma e’ stata una speranza che sta scemando e deludendo molto rapidamente e il pd non credo alla fine ne trarra’ alcun vantaggio, anzi rischia di uscire post Monti con le ossa ancor piu’ rotte e nel suo fare guerra a Di Pietro e idv non ha mai capito che lo danneggia rappresentando quest’ ultimo molto piu’ la pancia degli italiani stufi di tutti gli inciuci, intrallazzi e privilegi della casta nonche’ dei disastri della politica.
andrea colombo
15 dicembre 2011 at 20:12
@Alex
Primo non sono il portavoce di Antonio Di Pietro.
Secondo, non faccio parte dell’ufficio stampa dell’IdV.
Terzo, lavoro al sito web dell’Italia dei valori come libero professionista, al pari di tutti gli altri che ci lavorano con me. nessuno di noi ha la tessera dell’Idv e a nessuno è stato chiesta un’adesione politica che andasse oltre la competenza professionale. Incidentalmente è un particolare che va a tutto merito dell’Idv.
Quarto, non hai la minima idea di quanto io sia remunerato. Trovo insopportabili le persone malignette e grettuce.
Quinto, facevo questo stesso lavoro a metà ottobre quando ho scritto su questo medesimo sito un pezzo tutt’altro che amichevole nei confronti di Di Pietro che aveva proposto il ripristino della legge reale. Naturalmente ho insistito per firmarlo e non per usare un pseudonomo. Il coraggio è una dote inversamente proporzionale alla malignità furbetta dei malpensanti.
Sesto, sono convinto io per primo che per le persone di animo ignobile bisognerebbe provare compassione. A me fanno invece fate decisamente un po’ schifo. Nessuno è perfetto
Marco Valisano
15 dicembre 2011 at 19:00
Scusate, ma come faccio a registrarmi a questo sito? So che non è tra i commenti che andrebbe chiesto, ma ho provato a scrivere alla redazione… inutilmente. Come posso fare? Non c’è una casella “registrati”?
alex
15 dicembre 2011 at 18:54
“DIAMOA A TONINO QUEL CHE E’ DI TONINO”…..anche perchè Caro Colombo sei il suo portavoce (ben remunerato) !!!
Ma perchè non lo dici ai lettori? Giusto per trasparenza….altrimenti credono che alla favola che sei obiettivo
Alex
rita
15 dicembre 2011 at 16:08
L’Italia dei Valori è stato il partito che ho votato l’ultima volta che ho votato, cioè nel 2001, disperdendo così i voti come qualcuno all’epoca mi rinfacciò, bonariamente ma mica poi tanto, e dopo aver cercato inutilmente di farmi entrare in testa il concetto del voto utile che una sua logica ce l’avrà pure, però … sono troppi i però….
Non lo so, io credo che Di Pietro dovesse mettersi all’opposizione fin da subito; comunque sia, voglio sperare anch’io nel suo no alla fiducia.