La luna di miele è finita. Quella di fiele deve ancora sorgere, ma non ci vorrà molto.
La manovra del governo Monti ha spazzato via l’illusione ottica che ha per qualche settimana indotto a credere che fossero sovrapponibili le ragioni di quelli che volevano cacciare il governo Berlusconi per cancellare le sue scelte e quelle di chi invece voleva liberarsene solo perché dette scelte non le portava mai alle estreme conseguenze.
Erano obiettivi non paralleli ma divergenti. Avevano e hanno in comune solo l’ostilità per il governo Berlusconi, ma dovuta a ragioni opposte. Mario Monti, a sua volta, non è l’espressione di una mediazione tra queste conflittuali esigenze. E’ il rappresentante convinto e cosciente delle élites che volevano sbarazzarsi di Berlusconi e del suo cialtronesco populismo non per cambiare strada ma per premere l’acceleratore a tavoletta .
La manovra presentata domenica scorsa non dovrebbe lasciare ulteriore spazio ai dubbiosi. Il rigore c’è tutto, lo sviluppo latita, l’equità è una beffa, essendo casomai più marcato del solito il segno odiosamente iniquo che ci accompagna da decenni e non ce lo lasceremo certo alle spalle con Monti e Passera.
Oggi, a venti giorni dalla nascita del governo più pompato dai media nella storia della Repubblica il declino delle illusioni è già compiuto. La disillusione sarà sostituita da più virulenti sentimenti nelle prossime settimane o al massimo nei prossimi mesi, quando i sacrificati si renderanno conto che la salute dei mercati non si identifica affatto con la loro. Al contrario…
Per i partiti i guai iniziati domenica sera peggioreranno col tempo. Berlusconi lo ha capito per primo e invoca la fiducia. Vuole che questa manovra non abbia genitori né balie, a parte quei signori che prima tornano in cattedra e meglio è. Il Pd tanto per cambiare annaspa. Capisce che di questo passo il prezzo che dovrà pagare sarà altissimo ma, come il classico pugile suonato, non sa bene se convenga provare a raddrizzare alla meno peggio le cose in Parlamento o uniformarsi all’acquattamento fiduciario suggerito da Silvio il furbetto.
Molto dipende da quel che farà l’IdV. Il Pd non può permettersi il paragone con una forza di centrosinistra che, nonostante il martellamento mediatico, voti contro la macelleria sociale targata Monti. Già deve ingoiare il no di Vendola e Sel, ma quelli almeno non stanno in Parlamento. L’idv invece sì e si può pertanto immaginare quanto pesanti saranno le pressioni all’interno e all’esterno del partito perché si turi il naso e voti comme il faut.
Solo che a questo punto anche l’IdV si gioca parecchio. Il partito di Di Pietro si trova di fronte al passaggio forse più determinante e delicato della sua storia. Deve dimostrare di poter sopravvivere al suo nemico giurato, di avere motivi di esistere anche oltre il berlusconismo. Dare voce a quella parte del Paese, destinata a crescere esponenzialmente, che non voleva Berlusconi ma non per questo è pronto a chinare il capo di fronte alla dittatura della Bce, significherebbe vincere d’impeto la scommessa.
Certo, ci vuole un po’ di coraggio…
BOMBACCI
7 dicembre 2011 at 10:54
@ Andrea Colombo
concordo con te..anche il tuo scenario può realizzarsi (anzi ti confesso che parlando con le persone più la manovra viene compresa appieno e più l’insofferenza monta)..per l’IDV sono a conoscenza dell’apporto di Maurizio Zipponi..vedremo..(però sono più scettico). Infine..complimenti per aver colto subito l’ispiratore del nick..
andrea colombo
6 dicembre 2011 at 21:24
@bombacci
Il tuo omonimo, o forse l’ ispiratore del tuo nick, non si chiamava nicola? per il resto concordo quasi in tutto. il punto in cui non concordo è solo che per non votare la manovra di pietro di coraggio dovrà averne, e proprio mentre scrivo sento dal tg che “il segretario del pd ha alzato la voce contro di pietro”. Rischia la marginalizzazione, che conta almeno quanto i voti in più.
le tue previsioni non sono irrealistiche ma io prima di azzardarne aspetto di capire cosa succede alla consulta sul referendum: la chiave come accenni nel post di prima è la legge elettorale.
però devo dirti che io qualche sorpresa me l’aspetto. questi, i piddini, continuano a fare i conti senza i voti e a guardare il mondo con le lenti di repubblica e dei suoi sondaggi addomesticati. della realtà non capiscono più niente.
ma secondo me l’impopolarità di questo governo potrebbe crescere di giorno in giorno e superare quella di berlusconi. a quel punto per il pd le cose diventerebbero molto, molto più difficili.
Ultima cosa: sull’idv la pensavo come te. ora un po’ meno. mi capita di frequentarli, come professionista e non come militante, e il peso che ha acquisito la Fiom lì dentro è enorme. Non significa che di pIetro sia un uomo di sinistra, e neppure di destra se è per questo, ma lì dentro di gente di sinistra, a partire da maurizio zipponi ce ne sta parecchia.
BOMBACCI
6 dicembre 2011 at 20:04
@ Andrea Colombo
Sono d’accordo che il PD farà carte false ma supponiamo che l’IDV decida di non votare la manovra che succede? Il PD non la vota? La vota, vedrai che la vota. Di Pietro riuscirà a guadagnare voti (che, sono ancora d’accordo contano eccome). Sono anche d’accordo che Bersani vede la situazione come una cocente sconfitta ma il bello (o il brutto) è che non può farci nulla..che fa’ crea la crisi di governo? Le soluzioni che avrà di fronte sono abbozzare l’ulteriroe emorragia e seguire la via di Vasto oppure, contraddicendo la sua impostazione, virare la centro. Andrea, io non dico è giusto o è sbagliato mi sono azzardato a fare previsioni. Chiarmente posso sbagliarmi ma azzardo: l’IDV non vota la manovra; il PD sì insieme a PDL e Terzo Polo. A quel punto in base anche a quello che succede in europa il PD dovrà decidere. Per quel che riguarda l’ubriacatura sono sicuro che hai capito che era un modo per dimostrare che tutto il discorso sulla sobrietà mi è già vento a noia. Infine, se hai avuto pazienza finora e hai continuato a leggermi, ti confesso che, per quanto mi possa sofrzare, io Di Pietro e la sinistra insieme non riesco a vederli..P.S. perchè Nicola ?
andrea colombo
6 dicembre 2011 at 19:23
@bombacci
Scusa se te lo dico nicola, ma la tua lettura della situazione dell’idv mi sembra un tantinello superficiale. Il Pd farà carte false per fargli votare la manovra e non risparmierà le minacce come perlatro ha già fatto col voto di fiducia. Nell’Idv, immagino, ci saranno quelli che si fanno prendere dall’attacco di responsabilità e diranno che loro vogliono votare perché bisogna salvare l’Italia, e anche quetso è già successo quando di pietro voleva negare la fiducia.
Anche sul Pd hai un po’ ragione e un po’ torto. Ragione perché è vero che i centristi si fregano le mani. Torto perché per Bersani la situazione che descrivi tu è invece lo sfacelo.
Poi ci stanno i voti, che per i politici un po’ contano…
per finire, di fronte al governo della ferocia di classe mascherata da sobrietà la sinistra dovrebbe semplicemente ricordarsi che le classi sociali esistono, pur se cambiate nella loro composizione. non sarebbe una semplice ubriacatura ma un botta di quelle che ti svegliano una votla per tutte
Rossano
6 dicembre 2011 at 15:48
C’è una cosa che mi disturba molto del Pd. La manovra è completamente ingiusta, avrebbe dovuto alzare le aliquote finanziarie, decurtare le spese per i costosissimi arei militari, introdurre una patrimoniale, anche timida e soprattutto operare misure per accorciare le enormi distanze tra ricchi e poveri.
Invece riesce solo a parlare degli scudati. Allora io sono figlio di coppia mista, tedesca e italiana, ho ereditato un sesto di una casa in Germania da cui percepisco un sesto di affitto (meno di duecento euro/mese) su cui pago tasse regolari perché in Germania non si scappa.
Fin qui tutto bene. Il commercialista all’epoca mi disse che visto che le tasse le pagavo già non dovevo dichiarare nulla. Ok, invece avrei dovuto dichiarare e la cosa l’ho scoperta quando Tremonti ha deciso di imbastire la legge sullo scudo.
Si sa la legge è ingiusta, ma io ho dovuto aderire, pagare anche se non avrei dovuto, ma l’ho fatto perché almeno non correvo il rischio che mi decurtassero il 50% del già misero valore.
Allora Bersani dice giustamente che occorre fare pagare a chi ha esportato illecitamente e poi reimportato, benissimo, bisogna allora dimostrare il tipo di provenienza dei capitali, perché troppo facile prendersela genericamente con gli scudati.
Adesso mi sono proprio stufato, è da quest’estate che per la sinistra la categoria degli scudati è additata come il peggio dell’Italia. Potrei rilevare che chi ha davvero grandi capitali in Italia non ce li porta ma se li tiene nelle holding in Lussemburgo o in Svizzera dove generalmente ha la residenza.
Però un buon legislatore dovrebbe distinguere tra reati e non reati e io di reati non ne ho commessi. Sono un precario della ricerca e quei pochi soldi mi servono per arrotondare. Altroché pensione a mille anni, io non ho contributi pagati, ho una borsa di studio da anni perché i concorsi sono quasi tutti bloccati.
Le risorse vanno cercate nei patrimoni e nelle rendite finanziarie che dovrebbero essere tassate a un livello europeo e non negli slogan. Il Pd è un partito di pusillanimi, vigliacchi. Loro hanno rovinato l’Italia e non Berlusconi, loro hanno privatizzato tutto, aperto alla precarizzazione del lavoro, tolto l’equo canone, fatto la riforma federale dello stato e promosso il semipresidenzialsmo alla francese.
BOMBACCI
6 dicembre 2011 at 13:50
Di coraggio ce ne vorrebbe tanto se i i voti dell’IDV fossero determinanti, ma non lo sono. Questo permetterà a Di Pietro di strillare e non pagare pegno: potrà urlare alla macelleria sociale sapendo che le scelte saranno comunque approvate e lui potrà intascare un bel gruzzoletto di voti. Di Pietro politicamente vende allo scoperto l’Italia (una posizione politica “ribassista”). Il PD anche se Di Pietro voterà contro non farà mancare l’appoggio potete starne certi(anzi i centristi del PD non saranno che contenti). Tutt’al più si allontanerà Vasto e si avvicinerà la grande coalizione già sperimentata dai crucchi (CSU, CDU + socialisti) nella precedente legislatura. Se non si cambia la legge elettorale non c’è bisogno neanche di grossi sforzi: i risultati sarebbero tali che comunque se la camera ne uscirebbe governabile per definizione(premio di maggioranza) nel senato non sarebbe così facile e ci sarebbe la cd. grande coalizione (.Casini è da tempo che ci spera). In quest’ottica un’alleanza SEL + IDV la riterrei uno scherzo della natura politica.
P.s. La manovra Monti è il voglio ed ora posso di uno schieramento trasversale della cd. classe dirigente italiana( forse nella grande coalizioneprossima ventura questo idem sentire troverà anche una coalizone politica-parlamentare di riferimento). Dinanzi ala governo della sobrietà la Sinistra dovrebbe ubriacarsi di sociale e di popolo (quello vero non quello che finge la gauche caviar). Alla salute!