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Noi escort vogliamo pagare le tasse. Se non ora, quando?

Tenera Valse Pubblicato da
il 2 dicembre 2011.
Pubblicato in Attualità, Cultura, Diritti, Donne, gli Altri.

Se anche le prostitute potessero pagare le tasse, l’Italia raggiungerebbe due risultati: il riconoscimento dei loro diritti e qualche miliardo per uscire dalla crisi. È la proposta che Tenera Valse pubblica sul nostro giornale, conquistando la copertina del nuovo numero de Gli Altri in edicola da oggi. Buona lettura!

Esiste una categoria di lavoratori a cui non è possibile pagare le tasse? Sì, sono i lavoratori del sesso, i sex worker, a cui non è riconosciuta alcuna capacità contributiva. Non hanno partita Iva, un modello fiscale da compilare, non rientrano in alcuna categoria professionale, non sono censiti: praticamente non esistono. E dato che circa il 90% sono donne, questo mancato diritto investe e riguarda, ancora una volta, prima di tutto, le donne come lavoratrici. A uomini, donne, trasgender, è dato eludere l’articolo 53 della Costituzione che recita: «Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività». Contribuire alle spese della comunità di cui fa parte, entrare in un circuito legale di diritti e di doveri, contribuzione e servizi, se si produce ricchezza è ricchezza aggiunta per tutti. E allora com’è possibile che lo Stato non voglia questi soldi? Questo denaro puzza? È da considerarsi più sporco di quello scudato, deportato in paradisi fiscali, falsato in bilancio? Come è possibile che io per esempio, che svolgo l’attività di sex worker come lavoro indipendente possa beneficiare di beni e servizi collettivi senza pagare alcunché? Provare a mettere in tasca ad un mio cliente una ricevuta per prestazione occasionale d’opera è più difficile che fargli indossare un preservativo!

Lo Stato Italiano è ancora convinto che tassare una prostituta significhi sfruttare la prostituzione. Se accettassimo questo assunto una logica lapalissiana ci indurrebbe a ritenere che tutti i lavoratori italiani possono essere sfruttati dallo Stato visto che devono pagare le tasse, tranne le prostitute. E per quale motivo? Perché ancora oggi in Italia il lavoro sessuale non è considerato un lavoro. Forse che tutti noi quando lavoriamo non usiamo mani braccia gambe testa bocca orecchie e molti altri orifizi? Qualcuno può ancora ritenere in quest’epoca che quando tutti noi lavoriamo ci sono parti del corpo che non sono coinvolte? Che non entrano in gioco? E che una sex worker, dato che lavora con certe parti del corpo ritenute non mercificabili dalla Chiesa e non con altre (evidentemente ritenute mercificabili dalla Chiesa), sia da ritenersi non una lavoratrice ma una peccatrice, e inesistente come cittadina?

Non pagare tasse significa non contribuire alle spese sanitarie, nessun diritto alla pensione, né diritto al permesso di soggiorno (per le straniere, non quelle sfruttate del racket), e infine, last but not least, non aver diritto alla dignità di donne, uno dei più importanti perché ha a che fare con la considerazione sociale di questa attività. È proprio dal modo che abbiamo tutti di pensare questo lavoro che discendono anche le possibilità effettive di dargli uno statuto civico e una forma legale. Non ci sono stime attendibili sul giro di affari nel settore perché tutto questo lavoro è sommerso nella maniera più assoluta.

La maggior parte dei clienti e delle lavoratrici del sesso si vergogna di dire che fanno parte di questo mercato. Dei nuovi clienti a cui chiedo se è un habitué degli incontri a pagamento solo uno su dieci ammette di esserlo, per gli altri è la prima volta. Chi ci crede? E vagheremo tra dati approssimativi e incerti finché ci si dovrà vergognare di essere nel ramo. La prima rivoluzione è sempre culturale e sta nelle nostre coscienze! Il resto segue. Perché delle sentenze guida già esistono ma il livello di ipocrisia è tale che non hanno seguito.

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 20528 del 1/10/2010, accogliendo un ricorso dell’Agenzia delle Entrate ha dichiarato lecita l’attività, equiparando i proventi derivanti dai guadagni della prostituzione a quelli derivanti da tutte le altre attività economiche. Siamo al paradosso che lo Stato è in disaccordo con la sua Agenzia delle Entrate. Esiste una interessante indagine a campione del Codacons che rivela come sia cambiato negli anni questo mercato in Italia, ma se vogliamo a tutti i costi dei dati ne troviamo nell’indagine della Commissione Affari Sociali della Camera nel 2010. Saranno attendibili? Da dove spuntano? Come vengono calcolati? Da chi? Sarebbero 60mila prostitute (di queste la maggior parte esercita per libera scelta, solo minima parte sono costrette o sfruttate), 5 milioni di clienti, 70 euro costo medio di una prestazione. Ipotizzando che ogni cliente faccia sesso 2 volte al mese si arriverebbe a un giro d’affari di circa 8 miliardi l’anno con un guadagno medio di 11mila euro al mese per prostituta. Il valore medio è esagerato: e come in ogni attività lavorativa ci sono fasce intermedie. I parametri potrebbero essere l’età, l’aspetto fisico, la location, le prestazioni offerte. Se invece leggiamo una indagine di qualche anno fa, in Spagna – paese comparabile al nostro – si trova che il giro di affari della prostituzione è stimato a circa 18 miliardi di euro l’anno. Chi ha ragione?

I dati che si trovano sono altamente suscettibili di variazione secondo l’approccio ideologico, culturale, i governi che si succedono. Su queste basi ogni previsione d’entrata resta un esercizio puramente accademico. Ma facciamolo! Potrebbe risultare molto utile a tutti! Per semplicità ipotizziamo che il giro d’affari sia di 8 miliardi per cento mila prostitute. Ipotizzando che le prostitute siano circa 100mila si avrebbe un reddito medio lordo di 80mila euro l’anno su cui andrebbe applicata l’imposta sul reddito delle persone fisiche. Chiaramente se la prostituta fosse considerata un lavoratore autonomo come gli altri avrebbe diritto a detrazioni (spese di produzione del reddito, ecc ) per cui il reddito tassabile si ridurrebbe. Ipotizzando che le spese deducibili ammontino a 30mila euro l’anno (affitto di un “ufficio”, telefono, macchina, ecc) si avrebbe un reddito tassabile di 50mila euro l’anno cui corrisponde un’imposta di circa 15mila euro. Continuando un ragionamento un po’ accademico (se non fantascientifico): si dovrebbe incentivare la prostituta a uscire dal sommerso, a entrare nel novero dei contribuenti ufficiali. Basterebbe tassare il reddito delle sex worker come lavoratrici nel settore dei servizi alla persona. Olanda e Germania sono gli unici paesi che sono riusciti a partorire una legge interessante in merito. Che benefici ne avrebbe una sex worker?

«Il Parlamento – dice Pia Covre – dovrebbe fare una nuova legge che riconosca il pieno diritto di prostituirsi tra adulti consenzienti e che protegga i diritti umani e civili dei contraenti, non soggetta a vessazioni ideologiche» e aggiunge Tenera Valse: «Un’ora di sesso a pagamento fa bene a chi la offre e a chi la riceve: potrebbe far star meglio anche le casse dello Stato Italiano». Non trovate?

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12 Responses to Noi escort vogliamo pagare le tasse. Se non ora, quando?

  1. lamica

    11 dicembre 2011 at 11:31

    beh, Rita e Calogero, se Tenera Valse non risponde alle domande poste, vuol dire che il mio commento del 3 dicembre u.s. è giusto. Quindi la Valse è una e trina….anche di più. Tutto ciò che fa, è solo un modo per farsi pubblicità e per fregare il prossimo. Non gli toccategli le rose….altrimenti sono dolori. Ma di che tasse parla!!! ma lasciamo perdere non perdiamo tempo. I problemi della povera gente sono altri, non credete?
    La Valse, è solo una signora a cui gli piace piangersi addosso……ma non incanta nessuno. Tenera, Sofia, Barbara e quante altre, è solo robetta da fumetti!

  2. calogero

    10 dicembre 2011 at 11:14

    vedi Rita, anche io vorrei apprendere direttamente da Tenera Valse le risposte sui quesiti posti. Fermo restando che le mie convinzioni sono quelle di veder un mondo ricco d’amore, quello vero non erotico. La giustizia l’equità e quant’altro devono prevalere e tutti siamo chiamati a contribuire. Bisogna dare l’esempio, soprattutto disinteressato per ogni vantaggio o utilità personale facendo della moralità pubblica e privata la virtù principale, ne va del nostro futuro . Non mi sembra che Tenera Valse sia proiettata in questo senso….anzi!
    Per quanto riguarda la manovra, non mi deprimo ma la combatto, essere fregati in continuazione da una classe politica, corrotta e di corruttori, non fa bene a ciascuno di noi e alle generazioni future.
    p.s. mi viene un dubbio: ma Laura non sarà mica Tenera Valse camuffata?

  3. rita

    9 dicembre 2011 at 21:59

    beh, Calogero, io non voglio farmi deprimere da quel massacro che è la manovra Monti a tal punto da non poter parlare d’altro.
    E, al di là delle mie convinzioni personali che in questo caso sono molto … convinte, ero curiosa di sapere dalla Valse le cose che le ho chiesto.

    Laura: penso non ci sia bisogno di scrivere in maniera sgrammaticata fingendo di essere una straniera per far presente il proprio dissenso, magari urlando un po meno.

  4. calogero

    9 dicembre 2011 at 20:11

    Per la redazione del settimanale glialtri – la sinistra quotidiana.

    Rita il 04/12 u.s. chiedeva a Tenera Valse: è sicura, Tenera Valse, di poter parlare a nome di tutta la categoria? E’ sicura che le prostitute considerino belle le tasse?
    Aggiungo io:
    • Pia Covre, segretario del comitato per i diritti civili delle prostitute, è d’accordo con questa richiesta? O la richiesta medesima è solo una personale proposta della Valse?
    • Tenera Valse è iscritta all’associazione CDCP? Ne condivide i fini statutari?
    Risulta che per fini statutari, l’associazione svolge attività culturali per orientare scelte politiche sociali finalizzate al miglioramento della condizione e del rispetto della dignità di chi si prostituisce. Il comitato, pone come linea di principio: la depenalizzazione della prostituzione, il divieto dei controlli sanitari obbligatori e di schedature di qualunque tipo e il di una regolamentazione della prostituzione oltre che altre campagne d’informazione.
    Quindi non vi è traccia di qualsivoglia discorso in merito al capitolo tasse.
    Per cui è solo Tenera Valse che richiede di far pagare le tasse alle prostitute?
    Eppure lei sembra una prostituta privilegiata, sia in merito alle risorse che dichiara di introitare, oltre che per lo svolgimento della professione al chiuso, cosa proibita dalla legge. Forse qualche papavero di stato gli da le dovute coperture? Visto che molti/e di questi soggetti sono suoi clienti?
    Ma allora di cosa parliamo!
    Cosa più importante per una testata che si definisce di sinistra, specialmente in questi drammatici momenti, è discutere e non solo, di come per i dipendenti e funzionari: camera, senato, quirinale e consulta, la nuova riforma delle pensioni non vale. Infatti, andranno via mantenendo la stessa retribuzione dell’ultima busta paga. Tra l’altro, non è una retribuzione da morti di fame, come quella che percepiscono altri dipendenti pubblici. Mi viene un sospetto: ma tra questi personaggi ci saranno dei clienti di Tenera Valse? che per una prestazione di circa 1 ora, chiede fino a 300 euro? Sicuramente solo loro possono pagare tali cifre!
    Oppure, vogliamo parlare dell’1,5% della tassa agli scudati? per i tecnici della commissione parlamentare, sono somme difficili da recuperare, ma senza quel denaro scricchiola la protezione per i pensionati più deboli. Chissà se Tenera Valse, è una scudata?
    Sapete a casa mia come si chiama tutto ciò: suicidio assistito degli anziani! Si, sulle pensioni il governo fa cassa, ma non specifica che è quella da morto!
    Ma facciamola finita, non ci prendiamo per il culo! ma forse non sarà che Tenera Valse con quelle dichiarazioni (vuol pagare le tasse), hahahaha… si sta facendo solo pubblicità? Forse per vendere meglio i libri che pubblica firmandosi con vari pseudonimi? Ma paga le tasse su queste vendite?
    Cara redazione “glialtri”, finitela di prenderci in giro, date spazio alla povera gente che non riesce a tirare avanti, non alle persone che si pavoneggiano per sfruttare la situazione. Volete capire che è finita! Con questi comportamenti la gente si sta disamorando della politica, soprattutto quella falsa. Il bugiardo e l’infame non è solo il cavaliere, ma ci sono altri personaggi sullo stesso piano, purtroppo anche a sinistra.
    Basta con le parole, bisogna passare ai fatti!

  5. laura

    9 dicembre 2011 at 15:44

    dovresti vergognareeeeee di escrivere una roba del genere!!!! fare la escort non è un lavoro , è una roba liberaaaaaa!!! una pesona è libera di fare quello che vuoi con il suo corpo! adesso una donna fai sesso con 3 o 4 uomini e poi deve dare soldi allo stato perche hai ascopato? ma non esiste proprio!!!! tu sei una ritardata! schifosa! non hai senso quello che dice! ascopa tu con gli uomini e poi vai dare il tuoi soldi alo stato visto che ti piace tanto essere una schiava! vergognatiiiiiiiii e viva berlusconi che piaciano le donne!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! basta con la ipocrisia! viva la liberta! chi vuoi essere schiavi sono cassi suoi! e vada a fan culo questa schema che ha escrito questa roba vergognosa! E VIVA LA LIBERTAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA!!!!

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  9. rita

    4 dicembre 2011 at 01:52

    Tenera Valse
    io credo che si debba proprio esigere di essere rispettati come persone, sempre. Il rispetto però non implica la condivisione delle scelte, questa mi sembra proprio una pretesa.
    Io non credo assolutamente che prostituirsi sia un lavoro come un altro; poi è vero che (sempre più) i lavoratori vengono trattati come merce, loro malgrado però.
    Comunque, dando pure per acquisito il dato, le chiedo: è sicura, Tenera Valse, di poter parlare a nome di tutta la categoria? E’ sicura che le prostitute considerino belle le tasse?
    Cioè non vorrei che, anche in tema di prostituzione, si cadesse nello stesso errore in cui si cade spesso quando si parla degli omosessuali come persone migliori.
    Lei dice anche che “un’ora di sesso a pagamento fa bene a chi la offre e a chi la riceve”.
    Io non ci credo a questa cosa, oppure ci credo appena un po’ di più nel senso del cliente, per la prostituta proprio no. A meno che si possa selezionare la clientela. Ma davvero si può, tutte lo potete fare?
    Saluti.
    p.s.: vuoi vedere che è per questo che i nuovi ministri sono così silenziosi! Lunedì troveranno il coraggio e ci faranno la sorpresa di dirci che la prima cosa che ci ha chiesto l’Europa è tassare i redditi delle prostitute!

  10. gli Altri Online

    gli Altri Online

    4 dicembre 2011 at 00:25

    @lamica, abbiamo chiaro il fatto che per lei Tenera Valse sia un’ossessione (in negativo).
    Abbiamo contato nel tempo oltre sessanta commenti pieni di sdegno.
    Il messaggio è arrivato.

    Ora però basta. È sopravvenuta la noia. Cerchi di avere pietà.

  11. lamica

    3 dicembre 2011 at 19:42

    1. Portami tante rose di Tenera Valse: è il mémoire di una donna colta e gentile che per consapevole scelta esercita il mestiere di prostituta con la specialità di essere slave (nel genere sadomaso è una dominata).
    2. La Disposizione degli Organi Interni di Sofia Natella :
    Qual è la connessione tra istinti, sentimenti e pensieri, tra sesso,
    cuore e cervello? Quale disposizione degli organi interni conduce all’orgasmo?
    3. In arte Barbara. Memorie di una escort di lusso, di B.
    Intervengono oltre all’autrice B, Tenera Valse – scrittrice..:
    B. inizia da giovanissima a sentire una irresistibile attrazione per il sesso. La vita le darà molte soddisfazioni e lei, a sua volta, ne ha saputo dare altrettante ai suoi molti amici.
    All’apparenza sembrano tre persone differenti, ma all’atto pratico è la stessa donna che si firma in modo differente. Questa in effetti è la donna che si definisce colta e gentile dallo pseudonimo di Tenera Valse.
    Con quanti altri nomi firmerà ancora sozzerie. Non pubblicizzatela, fa solo male alla cultura, alla vera letteratura e alla buona lettura. La buona lettura e la cultura sono ben altra cosa. L’erotismo ed il sesso lasciamolo alla sex worker Tenera Valse alias…….alias…….alias……alias……chissà quante volte.
    Caro Monti fai pagare le tasse a questa squallida persona…..vedi cosa si nasconde dietro queste pubblicazioni spazzatura.

  12. Istituto Micropunta

    3 dicembre 2011 at 14:35

    Nell’ articolo: ” Lo Stato italiano è ancora convinto che tassare una prostituta significa sfruttare una prostituta”.
    Non è esattamente così. Lo Stato in realtà, in veste di funzionario del Potere, non ha nessun problema ha prendere i soldi guadagnati dalle prostitute, infatti lo fa, appena gli è possibile, in tanti modi, compresi i raid con annessa violenza. Oppure, alle prostitute, spesso, dopo valutazione dei beni – e non solo in Italia – viene imposta una tassazione con arretrati da pagare fino a 5 anni, ma questo il “pubblico pagante” non lo sa, e forse, sarebbe ora che lo sapesse, perchè non è una novità, ma una cosa risale almeno agli anni 70′. Per non parlare delle multe che servono anche quelle ad ingrassare le casse dello Stato, fuori dal controllo dei cittadini. Il vero problema che ha il Potere, è quello del controllo di una “prostitua” ovvero di un individuo, che comunque, attraverso il suo corpo-mente potrebbe uscire pericolosamente dalle maglie di controllo attraverso la propria sessualità, e fatto ancora più pericoloso mandare in briciole le percezioni dell’ opinione pubblica costruite nei secoli sulla “prostituzione” sfruttate cosi bene nel caso scandalo-escort. Di qui, in Italia, dove la prostituzione NON è reato, le misure repressive che si mettono a chi ruota intorno al mondo di una prostituta, per limitarne l’indipendenza (compresa la criminalizzazione dei clienti, il demenziale trend svedese). Stessa cosa per il traffiking, fenomeno completamente dopato dai media, e che si sta rivelando oggi una colossale menzogna in relazione alle percentuali divulgate al pubblico, sulle persone trafficate. In realtà, ancora una volta, il vero obbiettivo, agitando lo spettro delle “donne trafficate” (persino finanziando serie tv sul soggetto) è il controllo dei flussi migratori, cioè degli individui. Sebbene ci siano delle carte da giocare nel contesto, quello di cui si dovrebbe discutere prima ancora di “tassazione” è la “decriminalizzazione”, la regolamentazione delle tasse arriva di conseguenza ad una presa di coscienza. Attarverso la ” prostituzione” è possibile esporre alcuni meccanismi che lasciano in braghe di tela il Potere, che è cosa ben diversa dallo Stato. Questo – a nostro avviso – deve essere esposto nella situazione economica attuale in materia di prostituzione. Chiedere alle “prositute” di sistemare l’Economia e le ipocrisie della società cosidette civile non porta da nessuna parte, se prima, non viene affrontata la questione decriminalizzazione a tutti gli effetti ( penale e sociale), di un gruppo di individui. http://www.micropunta.it/powertothesisters/