Chi ricorda qualcosa della polemica scoppiata in giugno in merito allo scadere del contratto di Concita de Gregorio come direttrice de l’Unità? Pochi, probabilmente. Le polemiche in Italia sono così, durano il tempo di un battito di ciglia. Eppure oggi la questione assume nuova luce. Si diceva che de Gregorio fosse stata “cacciata” dalle alte segreterie del partito perché non conforme alle sue direttive. Troppo libera era Concita – si diceva – troppo corretta come giornalista, per farsi dettare la linea editoriale da questo o da quel dirigente. Bene, oggi abbiamo avuto la prova (per quanto non ce ne fosse davvero bisogno) che non è mai stato così. E – meraviglia delle meraviglie – l’abbiamo avuta proprio per bocca di Concita.
Il contesto è quello del Tilt Camp di Pisa, la riedizione del campeggio “politico” che si era sperimentato in Abruzzo quest’estate, e in cui (nonostante si parli di “reti”, “associazioni”, “gruppi”) non si può fare a meno di riscontrare una forte predominanza del mondo di Sel e delle fabbriche. Quale migliore occasione per Concita di “togliersi qualche sassolino” (così titolava qualche giornale a notizia ancora fresca) e “rivelare” scoop inediti (manco fosse Cossiga) sulle mosse politiche dei suoi ex datori di lavoro.
Perché porre l’accento sul fatto che si tratta dei suoi ex datori di lavoro, e che l’Unità è l’organo ufficiale di stampa del Partito democratico? Perché altrimenti, chi ancora pensa di avere di fronte una “giornalista libera” che lotta contro i “bavagli” della politica e non si piega a rispettare i diktat dell’azienda come potrebbe fare un Minzolini o un Sallusti, probabilmente potrebbe non comprendere il discorso che Concita de Gregorio ha tenuto a Pisa.
«Siccome il Partito democratico, insieme ad altri partiti, non sembrava voler sostenere la candidatura di Emma Bonino», inizia Concita, «un giorno io sono andata – cosa che non ho fatto quasi mai, solo nei momenti in cui era strettamente indispensabile – da un Altissimissimissimo dirigente del Pd, nella sua splendida sedia, e gli ho detto: “Scusatemi, io dirigo questo giornale e lo faccio con assoluta e splendida libertà e in solitudine. Però, siccome esiste un candidato del centro sinistra e uno del centro destra, io vorrei sapere se voi avete deciso di non sostenere questa candidatura, perché è un fatto che il direttore del giornale deve sapere». «Siccome mi sembra che sia così», prosegue, «magari poi ci assumiamo la responsabilità delle conseguenze, ma intanto è ipocrita e inutile che il giornale faccia una campagna per sostenere Emma Bonino e che poi nei circoli arrivino le lettere degli iscritti che dicono: “ci hanno detto di non fare volantinaggio”».
Bene, successivamente a questo discorso parte la indecente risposta dell’altissimissimo dirigente, risposta che ormai tutti conosciamo e sulla quale si è già avuto modo di discutere. Però il punto principale resta. Abbiamo una giornalista, la stessa che si è battuta contro la cosiddetta “legge bavaglio”, che ha ben deciso di imbavagliarsi da sola per non compromettere la sua posizione. Mi chiedo: è informazione, questa? È giornalismo? Eppure, stranamente, nessuno si è posto il dubbio: tutti ad applaudire, quelli del Tilt camp, per una informazione rivelata ad oltre un anno di distanza dal suo tempo utile.
Ma non è finita qui. Una volta conclusasi la rivelazione, ecco la chicca, la frase a effetto dell’altissimissimissimissimo dirigente del Pd (innominato, sì, ma che guadagna “issimi” al proseguire di ogni frase): «Non saremo noi a fare questa operazione, ci sarà la crisi economica». E Concita si lascia sfuggire un TaDàn!, con la stessa cadenza musicale che si usa per evidenziare un colpo di scena nei film. In effetti c’è molto, di cinematografico, in questa rivelazione. Una notizia che, a leggere i fatti odierni, assume una luce ancora più inquietante, e che se fosse stata resa nota all’epoca probabilmente avrebbe anticipato la comprensione di tutto quello che sta accadendo in questo periodo. E che eppure è stata taciuta, nascosta, nonostante l’evidenza del suo valore.
Il problema, dunque, non è il Pd, ma il suo organo di propaganda. Perché se è vero – come è vero – che il giornalismo, come disse una volta Horacio Verbitsky, «è diffondere ciò che qualcuno non vuole si sappia», e che «il suo compito è additare ciò che è nascosto, dare testimonianza e, pertanto, essere molesto», è vero altresì che Concita de Gregorio ha coscientemente mancato il suo compito.
Maura
12 dicembre 2011 at 21:03
su Concita De Gregorio e il suo giornalismo “a tesi” cfr.
http://www.generazionetq.org/2011/11/02/autunno-italiano-2-ombre-nel-backstage-attorno-al-pd/
http://micheledantini.wordpress.com/2011/11/30/politica-cultura-media-in-margine-alle-dimissioni-rientrate-di-boeri/
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Sam Moser
4 dicembre 2011 at 01:47
CDG = Comunista Di Giornata “fa figo” ed e’ “un sacco bello” …
valentina cois
2 dicembre 2011 at 11:50
Secondo me Concita è mitomane: i dirigenti del Pd non spostano voti neanche in un’elezione condominiale.
rita
1 dicembre 2011 at 19:18
ok Alberico, avevo comunque capito che non ti riferivi a me.
Saluti.
Alberico
1 dicembre 2011 at 17:18
Rita, io non mi riferivo a lei, anzi, la descrizione che da della De Gregorio corrisponde esattamente a ciò che io penso. Eccezion fatta per l’impressione iniziale.
Quell che voglio dire è che sono stufo di vedere accusati politici per cose che fanno e che mi sembrano ovvie (patrocinare giornalisti a loro vicini) e non per cose che fanno e che invece non dovrebbero fare (approvazione unanime del tetto di bilancio in costituzione). E raramente per le cose, anche se poche, positive che fanno…
rita
1 dicembre 2011 at 16:38
Alberico
personalmente non pretendo da nessuno un carattere e un coraggio che anch’io non ho, non voglio verginelli che peraltro non esistono, come precisava giustamente Andrea Colombo e non esistono ad ogni livello, senza bisogno di essere direttore di una gloriosa testata.
Io vorrei che nessuno lo facesse il verginello.
Anche la puntualizzazione di Concita “……. cosa che non ho fatto quasi mai, solo nei momenti in cui era strettamente indispensabile”, perchè l’ha detta se non per presentare se stessa come verginella?
Castruccio Castracani degli Antelminelli
1 dicembre 2011 at 14:47
Carissima,
holettoil pezzo e l’ho trovato divertente. Non dadaista ma divertente. In verità nella ricostruzione manca una parte, ovvero che La dr.ssa De Gregorio ha ritenuto di non dare subito la notizia per non destabilizzare la situazione. E’ una scelta. Personalmente non l’avrei fatta, ma è una scelta.
Così come, più ragionevolmente, Concita De Gregorio ha spiegato perché non ha fatto e non fa il nome del dirigente: alla conversazione non erano presenti testimoni. Che poi si possa supporre che fosse Massimo vice-conte D’Alema è altrettanto ragionevole. Solo a uno così potrebbe venire in mente una simile scempiaggine.. Peraltro Fini non si impegnò affatto in quella campagna elettorale.
Buon pomeriggio.
Castruccio Castracani – http://www.ilvicarioimperiale.blogspot.com
CerinoReni
1 dicembre 2011 at 14:42
anna, magari a lei non è giunto nulla, ma il poco credito concesso alla bonino da una parte del piddì non era una cosa nè segreta, nè nascosta: lo dicevano pubblicamente dirigenti di altissimissimissimo livello
Alberico
1 dicembre 2011 at 13:57
Mica auspichiamo davvero la repubblica delle verginelle? Un giornalismo che addita e rivela ciò che non può essere detto? Mah! Ho francamente qualche dubbio.
Che poi questo giornalismo arrivi dal mondo di repubblica la cosa mi lascerebbe ancora più perplesso.
Quel che a me ha lasciato molto dubbioso è stato il matrimonio tra repubblica e centro-sinistra, un matrimonio molto sbilanciato peraltro, visto che repubblica ama pontificare e intrallazzare. Lo si è visto durante il biennio dell’ultimo governo Prodi, ogni scusa era buona per martellare quello che forse era il migliore governo che si poteva avere (Alitalia, rete internet e reddito spagnolo che supera quello italiano remember?).
Insomma si mette uno di repubblica alla vigilanza rai e l’altro all’unità… e ovviamente repubblica resta con repubblica mi sembra davvero un’opa totalitaria sulla stampa di centro- sinistra che, se proprio non vogliamo fare gli ingenui, implica anche la costruzione di tutto un modo di pensare.
Poi è vero oramai in Italia, ma mica solo in Italia (vedi Murdoch in GB e USA) si ama fare polemiche inutili per distruggere l’avversario… una lotta dove le idee sono sostituite perennemente dagli scandali.
Poi se si può colpire la “politica”, arte nella quale repubblica è, fin dai suoi esordi, maestra va sempre bene, almeno i deboli poteri forti possono continuare a fare quel che vogliono… e certo che senza volere essere cospirativi le alleanze Finacial Times, Bloomberg e Repubblica non preannunciano proprio nulla di buono!!
rita
30 novembre 2011 at 22:12
Ricordo la De Gregorio ospite di Lilli Gruber, a settembre 2008, in compagnia di Sergio Cofferati.
Per la De Gregorio era la vigilia del suo insediamento alla direzione de l’Unità e Cofferati invece spiegava i motivi strettamente personali che lo inducevano a non ricandidarsi come sindaco di Bologna (“un bimbo ha bisogno della mamma ma anche del babbo”, aveva detto). , ricevendo per questo motivo l’apprezzamento dalla De Gregorio che parlava di bellissima scelta d’amore. E che non mancava di aggiungere, doverosamente, che era cosa abbastanza insolita per un uomo….
Poi, in questi tre anni, la si è vista sempre, ospite immancabile di tutti i vari salotti-pollai televisivi.
Se la prima impressione era stata abbastanza buona (bella presenza, vaga somiglianza con Scarlett Johansson da “vecchia”, una calma glaciale – che poi pian piano ha un po’ perso – , voce suadente … ), via via che passava il tempo mi infastidiva sempre più quella sua caratteristica di fondo: il conformismo spinto di sinistra, quel suo riuscire ad essere sempre banale, tanto che spesso non l’ascoltavo, tanto sapevo già cosa avrebbe detto.
Sandra Amurri, giornalista tra gli altri “cacciata” da l’Unità dalla De Gregorio, l’aveva inquadrata benissimo: ” … Lei conosce bene l’arte del “restare a galla” che come prima regola impone il non dire, il parlare d’altro, il parlare in generale, evitando di chiamare, cose e persone, con i loro nomi, insomma, del non esporsi, ben sapendo che aria tira, ma ignorando che aria potrebbe tirare domani”.
Anche in queste sue ultime sparate/illazioni (perché questo al momento io credo siano, finchè non deciderà di fare dei nomi), tanto tardive quanto assolutamente non sorprendenti per molti di noi, poco coraggiose e alla fine infantili, la De Gregorio conferma, credo, di non essere una grande professionista.
andrea colombo
30 novembre 2011 at 20:44
Secondo me, e secondo quanto si dice, concita è in cerca di un editore Intelligente Democratico e Valente, Integerrimo Dotato e Vigoroso e così via.
Per il resto il post di susanna curci è condivisbile, però senza chiudere gli occhi sulla realtà. concita si è comportata come avrebbe fatto, e anzi come fa, qualunque giornalista con il proprio editore. se qualche collega mi dice “io non l’ho mai fatto, nemmeno per un faccenda piccola” significa che o non ci si è mai trovato o mente.
E anche se ad anna nessuno ha mai ordinato di non votare la Bonino, che non sia stata supportata dal Pd è un fatto di cui ci siamo accorti tutti, candidata inclusa. dunque la ricostruzione di concita mi pare del tutto credibile e il modus operandi del pd mi conferma che per molti suoi astuti dirigenti il posto giusto sarebbe Quantico. Hanno la stessa coazione a ripetere dei serial killer e sono altrettanto dannosi.
BOMBACCI
30 novembre 2011 at 18:25
Forse la Concita è in cerca di nuovo editore? Di un editore Sano Equilibrato e Libertario? O di un editore Serio Elegante e Limpido? O anche di un editore SocioEconomicoLegalitario? I giornalisti hanno editori ed è più facile che siano i secondi a scegliere i primi e non viceversa: i primi intascano gli stipendi e si adeguano. La differenza tra gli editoriali di Minzolini e i tagli a certe immagini che potevano spiacere all’allora esecutivo dicentro sinistra quale sarebbe? Che sosteniamo idee di sinistra? Basta così poco per valutare l’indipendenza e la libertà di pensiero?
Quello che serve a sinistra, forse, è un operazione verità, un operazione coerenza, un’operazione rispetto per i cittadini che non meritano la rappresentazione per fini strumentali di eroi ed eroine che non esistono. Io mi accontenterei di IDEE. ..a proposito l’articolo mi piace molto
Susanna Curci
30 novembre 2011 at 15:13
Gentile Anna, quello che dice è davvero interessante! Sebbene mi riesca molto facile pensare che ai piani alti qualcuno possa aver riportato una frase simile, mi viene da pensare – cosa che, ammetto, mi era sfuggita – che questo sia un altro punto che denota la scarsa professionalità della De Gregorio.
In effetti è molto semplice lanciare j’accuse nell’aere senza fare nomi e senza portar prove. Molto più semplice che scrivere nero su bianco quello che è successo, non sottraendosi al rischio della querela.
anna
30 novembre 2011 at 13:13
sono una iscritta e dirigente provinciale del PD e non ho mai dico mai ricevuto indicazioni che la campagna elettorale per la Bonino non doveva essere fatta!
abbiamo avuto dei candidati con ottime performance elettorali pur nella sconfitta. che poi qualche area del PD non l’abbia votata e’ possibile.
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