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Bertinotti: «La sinistra politica è morta»

gli Altri Online Pubblicato da
il 25 novembre 2011.
Pubblicato in gli Altri, Politica.

Pubblichiamo qui di seguito una sintesi dell’ampia intervista di Piero Sansonetti a Fausto Bertinotti, che apre il numero del nostro settimanale da oggi in edicola. All’interno Maurizio Zipponi interviene sulla “guerra” in corso tra Usa e Germania per il controllo dei mercati, mentre Emiliano Brancaccio descrive il braccio di ferro tra l’economia tedesca e i satelliti dell’Europa. Nelle pagine politiche analisi e commenti sulla crisi di identità del Pd e sulla nuova destra post Berlusconi. E ancora l’esordio della pagina esteri, un Queer sul mito della sobrietà e l’imperdibile intervista finale a Er Pelliccia. Seguiteci

«La sinistra politica non la vedo più. È interamente richiusa dentro il recinto. E dentro il recinto non c’è libertà: bisogna obbedire». Usa parole dure, Fausto Bertinotti per descrivere la situazione politica attuale e la condizione della stessa sinistra italiana. Lo fa nel corso dell’intervista concessa a Piero Sansonetti per il numero in edicola da oggi 25 novembre del settimanale Gli Altri.

Bertinotti fa un’analisi lucida e a tinte fosche del governo Monti: «Oggi, in Italia, anche chi dice che il governo Monti è una buona soluzione, ammette che è stata sospesa la democrazia. E dice che sospendere la democrazia era un passaggio necessario. In nome di che? Di una emergenza economica. Nella scala dei valori l’economia viene prima della democrazia».

Rivolgendosi al direttore de Gli Altri, l’ex presidente della Camera domanda: «Ti ricordi di quando si parlava della doppiezza dei comunisti, riferendosi a Togliatti? Si diceva: “I comunisti usano la democrazia ma la considerano solo un mezzo per arrivare ai loro fini. Hanno due facce”. Mi pare che oggi dovremmo parlare di doppiezza dei liberali. Considerano la democrazia un “optional”, che se contrasta coi loro disegni politici ed economici è meglio sospendere».

Bertinotti ragiona anche su cosa abbia cambiato profondamente la scena politica, in senso neo-autoritario: «L’irrompere di una forza costituita da tutto ciò che è intorno alla Banca centrale europea, dall’asse politico intergovernativo franco-tedesco e dal partito dei creditori. È questa forza che assume il comando dell’Europa e abolisce le sovranità nazionali e popolari. Da agosto in poi è iniziato il salto di qualità e si è manifestato il “golpe”. [...]Io dico che questa è una rivoluzione dall’alto. E cioè un atto di “modernizzazione” che avviene attraverso un nuova forma di autoritarismo».

Da dove ripartire dunque? Secondo Bertinotti bisogna «fare uscire la sinistra politica, o almeno una parte della sinistra politica, dal recinto. Ma da sola non ce la fa. A me sembra che la ripresa di una iniziativa politica stia solo al di fuori del recinto. Nei movimenti, in pezzi di sindacato, che mantengono la propria indipendenza politica. […] Credo che bisogna ricostruire una sinistra di massa, capace di incidere, di modificare il senso comune. Ma non credo che questa sinistra nuova possa rinascere da operazioni politiche condotte dai partiti o da pezzi di partiti. Si deve ricominciare da capo»

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8 Responses to Bertinotti: «La sinistra politica è morta»

  1. Maurizio

    30 novembre 2011 at 16:06

    Non capisco come facciano le mie parole a confermare il tuo messaggio precedente, probabilmente sbaglio io che ho questa idea del “rimboccarsi le maniche” e smetterla di stare sempre a parlarci addosso, magari rinfacciandosi cose avvenute secoli fa. Fatto sta che mentre noi chiacchieriamo beatamente dall’alto della nostra superiorità intellettuale, la destra fa e disfa, una parte del centrosinistra ormai è sulle posizioni neoliberiste di Marchionne e soci e sul territorio siamo completamente assenti, forse perché chi vorremmo o dovremmo rappresentare non capisce più neanche di cosa parliamo.
    Detto questo mi permetto di dare qualche link:
    http://www.sinistraecologialiberta.it/articoli/il-risucchio-del-rospo/
    http://www.sinistraecologialiberta.it/articoli/il-governo-e-i-fantasmi-del-passato/
    Ciao.

  2. marco

    30 novembre 2011 at 12:06

    caro Maurizio,quale sarebbe la posizione chiara espressa da Vendola sul governo monti?ad ogni modo le tue parole non fanno altro che confermare quanto ho scritto nel messaggio precedente.saluti.

  3. Maurizio

    29 novembre 2011 at 16:54

    Caro Marco, a dire la verità SEL ha espresso più volte il suo giudizio. Se poi fa “più di Sinistra” sbraitare in ogni dove, be’, siamo ridotti male. La Sinistra non è inesistente. Lo dimostrano centinaia di migliaia di persone che ogni giorno fanno il loro lavoro da militanti e simpatizzanti, per rendere anche il tuo e quello dei bertinotti di turno un futuro migliore. Lorsignori, invece di stare sempre a criticare e a sparare ad alzo zero con chiunque provi a fare qualcosa dicendo sempre “si può fare meglio”, finendo per non fare niente, lorsignori potrebbero anche rimboccarsi le maniche ogni tanto e venirci a dare il loro fattivo contributo intellettuale e anche (sempre che lorsignori considerino questa un’attività a loro congeniale) manuale. Sono anni che ci psicoanalizziamo, ci critichiamo criticandoci di fare poca autocritica. Tutte cose che non portano a niente. Avete stufato con questa autocritica. Mi sembra tanto una bella scusa intellettualoide e da salotto buono per non fare niente. Autocritica che ovviamente funziona solo quando i dirigenti sono altri. Un po’ come la vecchietta ai giardinetti che dice “sti giovani d’oggi, ai tempi miei…”. Avete stancato. Fate qualcosa, qualsiasi cosa, oppure non fate niente, ma almeno lasciateci lavorare in santa pace. Grazie.

  4. marco

    28 novembre 2011 at 13:56

    Sono d’accordo con Bertinotti,come tanti altri compagni fuoriusciti da rifondazione e che come me non hanno aderito a sel.Anche secondo me la sinistra è inesistente,e l’ho fatto presente ad alcuni dirigenti locali che continuano a chiedermi l’adesione.Mi fa sorridere vedere Vendola che in questa situazione è costretto a non prendere una posizione precisa riguardo al governo Monti,solo uno che ha i pararaocchi non pùo vedere che in Italia c’è stato un golpe.Ora capisco ancora di più,se mai ce ne fosse bisogno,il motivo per il quale quei signori che impropriamente si fanno chiamare sinistra,non volevano Bertinotti in parlamento..va be mi fermo qua..

  5. rachele

    28 novembre 2011 at 12:55

    Ma non credo che questa sinistra nuova possa rinascere da operazioni politiche condotte dai partiti o da pezzi di partiti. Si deve ricominciare da capo>
    questo bertinotti onestamente avrebbe dovuto dirla e agire di conseguenza già dalla nascita del partito della rifondazione se fosse intellettualmente onesto

  6. Mariolino

    27 novembre 2011 at 18:02

    Bertinotti stia zitto, pensi al suo vitalizio e alle sue colpe . Credibilità zero!

  7. rita

    26 novembre 2011 at 12:25

    compagni, pugni chiusi: sig. Capurso, cosa significano concretamente oggi queste parole? Io davvero non lo so, perchè non lo vedo.
    Ad esempio: giovedì sera ho girato su Piazza Pulita giusto in tempo per sentire una considerazione/domanda sensata: un operaio fiat rappresentante cisl chiedeva quali proteste abbiano mai messo in atto quei lavoratori “normalmente” tutelati che, da un certo punto in poi, si sono trovati a lavorare fianco a fianco con giovani precari. …

  8. Mimì Capurso

    25 novembre 2011 at 18:34

    Condivido e sottoscrivo le tue parole, Compagno Bertinotti. Purtroppo è così! Dobbiamo ripartire da zero, o quasi zero. A pugno chiuso, Mimì Capurso PS : Non poche volte, caro Compagno, abbiamo marciato insieme per le strade di Roma