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La disperazione degli anti-Cav: “Silvio non ci lasciare!”

Angela Azzaro Pubblicato da
il 14 novembre 2011.
Pubblicato in Attualità, gli Altri, Politica.

Fabio Fazio che intervista Pierferdinando Casini fa quasi pena. Parla di Berlusconi e non è convinto che sia finita, che sia andato via. Dice: non è detto. Una minaccia? Una promessa? Più che altro un grido sommesso di disperazione. Perché la questione è: di che cosa parlerà Fazio d’ora in poi? Come accalorerà il suo pubblico senza più il nemico giurato? E su cosa farà ridere Littizzetto finite le battute sulla cacca e sulla patonza?

Domenica si sono giocati gli ultimi colpi. Pubblico in tripudio da stadio: è stata o non è stata una liberazione? E Littizzetto che ringrazia in tutti modi possibili il giovane-vecchio Napisan, cioè Napolitano, secondo alcuni il salvatore della patria, per altri – tra cui noi di questo giornale – l’affossatore della democrazia.

Prendersela con Fazio oggi è speculare a chi se la prende a tempo scaduto con Berlusconi. Non vogliamo quindi infierire più di tanto, ma usare Fazio per raccontare una vicenda che è durata quasi quanto il berlusconismo: l’antiberlusconismo di maniera. Un antiberlusconismo che oggi è stato messo a nudo dal governo Monti. SuperMario non andrà a fare un governo di sinistra, ma andrà a fare macelleria sociale. Ma a differenza di Berlusconi, tutti lo applaudono, lo vogliono, lo cercano. A differenza di Berlusconi, Monti è perbene, è gradito ai mercati e, per fregarci – come ha scritto molto bene un altro giovane, Eugenio Scalfari – userà il lubrificante.

Beh, scusate il momento di narcisismo ma noi de Gli Altri lo avevamo detto. Avevamo previsto tutto questo. Che cioè l’antiberlusconismo, quell’antiberlusconismo non fondato sulle proposte e su un’idea diversa di società, quell’antiberlusconismo preparava non un tempo migliore, ma un tempo peggiore: più moralista e consegnato ai poteri forti. Un tempo in cui donne e lavoratori, precari e migranti non avrebbero visto la situazione migliorare, semmai peggiorare. Anni e anni di cultura politica erano ispirati non da veri ideali, ma dalla necessità di preparare il dopo, quando i mercati e le multinazionali avrebbero preso in consegna quel fastidioso contropotere che è l’autonomia della politica.

Giusto un piccolo esempio: le donne. Siamo scese in piazza per la nostra dignità calpestata, davanti ai comportamenti privati e pubblici di Berlusconi. E oggi che scompariamo dalla scena politica, che il governo sarà quasi completamente in mano agli uomini e che non abbiamo determinato nessuna decisione, bene, oggi come ci sentiamo? Siamo indignate o rassegnate? Forse, finalmente, si potrà ragionare sul fatto che certa sinistra ha usato la rabbia delle donne non perché convinta delle nostre affermazioni e della nostra battaglia, ma perché gli serviva ad alimentare quell’antiberlusconismo di cui sopra. Se veramente avessero capito cosa dicevamo, cosa io penso che si diceva andando in piazza, non si comporterebbero come si stanno comportando: facendo finta che non esistiamo, che non contiamo e che la salvezza della patria è solo in mano ai soliti uomini.

Il re è nudo ma possiamo godere ben poco dell’esatta previsione, perché davanti si prospetta un quadro politico devastante: una democrazia, già martoriata, ora completamente cancellata. Resta la curiosità, anche un po’ dispettosa, di sapere come i professionisti dell’antiberlusconismo si sapranno riciclare. Cosa diranno non solo Fazio ma i repubblichini, i travaglini, i corrierini? Saranno altrettanto vigili e critici?

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24 Responses to La disperazione degli anti-Cav: “Silvio non ci lasciare!”

  1. Alessio

    23 novembre 2011 at 06:15

    Dici che “Fazio …non è convinto che B. sia andato via.”
    E ha ragione.
    B. ha la maggioranza parlamentare (o quasi) sia al Senato che alla Camera.
    E alle prossime elezioni potrebbe rivincere la maggioranza, o almeno non far vincere l’opposizione, restando al centro della politica italiana.
    Dunque, Fazio ha ragione, e l’autore dell’articolo torto.

  2. rita

    16 novembre 2011 at 09:58

    Bravo Andrea Colombo: c’è stato UN PO’ MOLTO un equivoco, probabilmente perchè non sempre mi esprimo con chiarezza, lo dico sinceramente.
    (poi sono già pentita dell’ultima frase vittimistica del commento mio finale …)

  3. andrea colombo

    16 novembre 2011 at 00:18

    Secondo me c’è stato un po’ un equivoco tra angela e rita. a me il post di rita non era sembrato un esempio di dogmatismo etnico di sinistra. e immagino che, se non frequenta la sinistra da parecchi anni, la stessa rita non sia a cnoscenza dell’abitudine all’anatema che, essendosi spesso abbattuta su questo giornale, crea un certo clima di esasperazione. a vote giustamente, altre no.

  4. rita

    15 novembre 2011 at 23:10

    Probabilmente non sono all’altezza ma:
    - ricordavo l’aneddoto di Ferrara-Palombelli come battuta e battuta era stata quella di Ferrara
    - parlavo semplicemente di coerenza tra le nostre parole e i nostri proclami e i fatti . Dunque, “il grado di sinistra nel sangue” mi ha lasciato sbigottita.
    Tanto più se si considera il fatto che io NON sono (neanche) di sinistra e da diversi anni non voto e, soprattutto, che detesto … il prodromo non so cosa sia, ma detesto il complesso di superiorità morale che la sinistra ancora non si vuole togliere.
    Comunque, ragazzi e ragazze anch’io dico, leggo Gli Altri da una quindicina di giorni e mi dispiace avere quasi la certezza che non ne passeranno altrettanti per abbandonarlo (senza rimpianti per nessuno, ovvio).

  5. Angela Azzaro

    Angela azzaro

    15 novembre 2011 at 21:13

    CerinoREni intanto grazie. Se ti riferisci alle mi intemperanze mi scuso. Ma ribadisco il fatto che frasi come quelli di rita che pretendono di stabilire il grado di sinistra nel sangue mi fanno sobbalzare considerato che spesso sono state il prodromo di liste di proscrizione, di dogmi e di giudizi poco amabili su gli altri (che guarda caso sono sempre meno qualcosa di noi). Il punto è e resta: dobbiamo gioire o preoccuparci del governo Monti? Io penso che ci si debba molto preoccupare

  6. CerinoReni

    15 novembre 2011 at 14:55

    ragazze e ragazzi, leggo uno scambio di estremo interesse sul fatto se un governo monti sia davvero inevitabile o se siano possibili alternative meno “pericolose” per le condizioni di vita di tutti noi, con sullo sfondo una trascurabile questioncina si cosa voglia dire essere di sinistra che, confesso, m’interessa un po’ meno, ma è pur sempre rispettabile.
    ciononostante faccio una fatica terribile a spurgare i contributi un po’ di tutti da pregiudizi, xmalosità, egocentrismi, eccessi di testosterone anche dalle donne (sigh!), xsino da xsone le cui idee leggo abitualmente ogni sabato e che mi fanno riflettere mica poco.
    che essere di sinistra sia proprio NON riconoscere le cose in comune anche quando sono macroscopiche, certo + grandi di quelle che dividono? mah…

  7. rita

    15 novembre 2011 at 10:28

    Saranno anche pessimi e dogmatici, la classificazione dei miei discorsi non mi interessa, mi interessa avere la possibilità di dire quello che penso io.

  8. Angela Azzaro

    Angela azzaro

    15 novembre 2011 at 01:07

    @ rita ma per favore, sono discorsi pessimi e profondamente dogmatici.

  9. rita

    14 novembre 2011 at 22:35

    Anni fa ad Ottoemezzo (con Ferrara e Palombelli).
    La Palombelli esordisce (a proposito di non so più cosa) dicendo: “Siccome sono una vecchia ragazza di sinistra ….” E Ferrara: “Che sei tu?
    “Una vecchia ragazza di sinistra” gli ripete Palombelli.
    Al che, Ferrara scuotendo la testa: “No no, lo devi ancora dimostrare”
    Il problema è sempre quello di far seguire fatti e comportamenti a ogni nostro blaterare.

  10. giovanni de caprio

    14 novembre 2011 at 22:11

    ho letto con interesse lo scambio di opinioni precedenti. E la conferma di ciò che pensavo. Il limite di chi si professa “di sinistra” purtroppo è questo: se l’ovvio, l’evidenza contrasta con l’ortodossia ideologica, allora l’evidenza è falsa. Mi spiego. Angela dice una cosa fin troppo evidente e incontestabile. Tutta la situazione che si è creata negli ultimi giorni ci dice snza necessità di sforzi interpretativi che sta accadendo qualcosa di peggio ancora del berlusconismo. Ma siccome il berlusconismo, berlusconi , il nano, il caimano è il male assoluto, il sillogismo ideologico vuole che oltre quello non ci sia nula di peggio. E quindi se sostieni il contrario non sei di sinistra. Sei la fotocopia del foglio. Che però, ci prende in pieno a quanto pare, ed è incontestabile. Il quesito è : se dico la verità e la verità non è di sinistra, sono ancora di sinistra?
    Un abbraccio ideale ad angela ed andrea, per la loro lucidità e onestà intellettuale

  11. andrea colombo

    14 novembre 2011 at 18:21

    @Luca
    Sono d’accordo col 99% del tuo secondo intervento, che però, scusa se te lo faccio notare, ha un tono molto diverso dal primo al quale avevo risposto giusto un po’ piccato.
    essendo d’accordo parola per parola non insisto e passo al solo punto di disaccordo. ultima riga: cosa si sarebbe dovuto fare.
    Dar vita a un governo effettivamente tecnico e non “del presidente” con mandato circoscritto nel tempo (tre mesi) e nel programma (misure essenziali contro la crisi, anche molto dure ma altrettanto secche e legge elettorale omogenea al quesito referendario).
    Sospetto tra l’altro che sarebbe stato anche più efficace sul piano dei famigerati “mercati”. I quali non sono notisti politici italiani di lungo corso, quindi necessitano di messaggi chiari.
    Questo governo semidittatoriale (nel senso latino del termine) e insieme ostaggio di una maggioranza incompatibile, che vuole durare un anno e mezzo e già tra quattro mesi dovrà fare i conti con le bnizze dei partiti che malvolentieri lo sostengono tutto può rappresentare tranne che un messaggio chiaro.
    Sembra forte ed è fragilissimo, proprio perché non è stato votato da nessuno. E vedrai che i suddetti mercati non tarderanno ad accorgersene. Scommettiamo?
    .

  12. Guido Mastrobuono

    Guido Mastrobuono

    14 novembre 2011 at 18:12

    Come spesso accade nei colloqui che capita di sentire, una delle carenze “mortali” che ci contraddistingue sta proprio nel significato dell’”essere di sinistra”.

    Se riuscissimo a sciogliere questo nodo, almeno, avremmo un punto di partenza ed una categoria per non cadere in una trappola mortale come quella in cui stiamo cadendo ora.

  13. Angela Azzaro

    angela azzaro

    14 novembre 2011 at 16:47

    Grazie Luca. Ora ho capito cosa intendi. Non ho però capito perché allora saremmo la fotocopia del Foglio… Anche se è vero che alcuni titoli oggi possano coincidere. Ferrara su alcune cose ha fatto un ottimo lavoro, resta il fatto che sui diritti sociali o su Marchionne o sulla Fiom o sui precari o sul reddito garantito e forse anche su quelli civili abbiamo poco on comune. Però non è un nemico, anzi.

  14. luca

    14 novembre 2011 at 16:40

    Il belllo è, Angela, che almeno sul primo punto ( e credo anche di aver tentato di spiegarlo) siamo anche abbastanza d’accordo. Non è che non si abbia presente il pericolo che un governo di questo, lasciato libero di agire, potrebbe rappresentare. Non è che siamo tutti venduti o ciechi. Ma ridomando: quale altra scelta, in questo momento?
    Sul secondo punto, credo ( o spero) che ci sia stato solo un difetto di comprensione. Mi rfierivo specificamente al contesto eccezionale che sta portando alla formazione di questo nuovo governo (che mi è sembrato volessi significare nel tuo intervento), non certo mi riferivo alle questioni che giustamente sostieni riguardo il rapporto uomo-donna.

  15. pietro

    14 novembre 2011 at 16:39

    Benissimo, volevo comprare azioni patriottiche ma dato che la salviett ha detto che non lascia ma raddoppia, non lo farò ne io ne i mercati nazionali ed esteri si fidano di costui. Come si spiega che ogni volta che apre la fogna danneggia la sua AMATA ITALIA?

  16. Angela Azzaro

    angela azzaro

    14 novembre 2011 at 16:32

    scusa Luca ma dire che siamo la fotocopia con disprezzo che cosa lo definisci un complimento, una voglia di dialogare o un insulto? vedi un po’ tu. E comunque visto che sei cos’ sicuro metti nome e cognome e magari pure la faccia

  17. Angela Azzaro

    angela azzaro

    14 novembre 2011 at 16:31

    Luca vedo che poi hai spiegato

    1) Io penso che Berlusconi sia stato un grave danno per questo Paese. Chi ha mai detto il contrario? Resta il fatto che ribadisco: un certo tipo di antiberlusconismo nascondeva un consenso sulle questioni centrali: messa in mora della democrazia nei luoghi di lavoro, liberalizzazioni, licenziamenti facili. Tutte misure che MOnti sta per concretizzare. Non accorgeersi che la demonizzazione del nemico ha spostato l’attenzione dal merito delle questioni è a dir poco allucinante

    2) Le donne. ma come accidenti si fa a dire che è una questione strumentale. Abbiamo fatto casino per la nostra dingità, ma la dingità riguarda solo l’esibizione o meno del copro, oppure riguarda anche il riconoscimento che nella gestione della cosa pubblica donne e uomini stanno alla pari? Invece hanno deciso tutto gli uomini. Questo Luca si chiama patriarcato e che uno che si definisce di sinistra non lo sappia è per me assurdo. Anzi ti dico: uno che la pensa così non è per me di sinistra

  18. luca

    14 novembre 2011 at 16:30

    Scusa Angela, quale sarebbe l’insulto che avrei fatto? Forse la parola “stravagante”? O magari ti sei confusa e hai scambiato quelli di Andrea nei miei confronti?

  19. Angela Azzaro

    angela azzaro

    14 novembre 2011 at 16:24

    Cari Luca e Giorgio invece di insultare perché non provate a spiegare perché non siete d’accordo?
    Volete che leviamo sinistra? E va bene. Ma poi se dividiamo il mondo in subalterni e critici, in reazionari e rivoluzionari, a voi non so quanto va bene.

    comunque in bocca al lupo

  20. luca

    14 novembre 2011 at 16:22

    Scusa Andrea, non è che se qualche centinaio di persone un po’ esasperate sfogano in piazza la loro rabbia (o chiamala, se vuoi, repressione), tutti coloro che hanno avversato Berlusconi (senza per questo strillare l’odio per Silvio dalla mattina alla sera), da posizioni di sinistra magari moderata, siano automaticamente riconducibili ai suddetti manifestanti né che debbano quindi rivolgersi al proprio medico curante. Ma non rendersi conto che la presenza di questa persona al governo abbia rappresentato un ostacolo e un freno alla crescita civile e sociale di questo Paese e che quindi la sua uscita, comunque determinatasi, rappresenti una condizione, necessaria anche se non sufficiente, per poter avere una speranza di recupero (di conseguenza, un momento di liberazione), mi sembra una posizione piuttosto “intellettuale”. Anche tirare in ballo, in questo contesto, la questione “donne usate dalla sinistra” mi appare fuori luogo e piuttosto strumentale. Senza per questo pensare che, fuori uno, il cammino sia in discesa. Siccome non è prerogativa solo di quelli degli “Altri online” la capacità di capire chi sia Monti e quali poteri cerchino e cercheranno di condizionarlo, starà alle forze responsabili tenere gli occhi aperti. Ma, ora come ora (spread o non spread), domando e vorrei una risposta: quale scelta si sarebbe dovuta fare?

  21. andrea colombo

    14 novembre 2011 at 15:58

    Scusa Luca, ma cosa c’entra il Foglio? Non è che o uno pensa che berlusconi è la fonte di ogni male o è sandro bondi.
    Io berlusconiano non sono e non sono mai stato. non vedevo l’ora che se ne andasse e ancora adesso non sono tranquillo perché temo di ritrovarmi la sua gentaglia, se non lui in persona, al potere.
    ma detto questo mi pare che il problema sia un pochino più ampio. non ridurrei la “rivoluzione dei ricchi” che ha ridisegnato il mondo nell’ultimo trentennio alla miseria “silvio sì, silvio no”.
    So con assolutissima certezza che molti dei più livorosi antiberlusconiani sono però del tutto omogenei ai regimi che da quella rivoluzione (capitanata da una persona seria come margaret non da un buffone come il nostro) sono derivati.
    Punto. Questo diciamo in questo giornale da anni e questo, giustamente, ha ricordato angela.
    Se poi c’è chi pensa che essere di sinistra voglia dire strillare dalla mattina alla sera “odio silvio”, sono affari suoi e del suo medico curante, che deve vedersela con un caso di psicosi grave

  22. GiorgioIV

    14 novembre 2011 at 15:41

    Per fortuna che questo embrione di sinistra (?!) non potrà mai svilupparsi. Dio ce ne scampi. Già visto.

  23. marco

    14 novembre 2011 at 15:31

    Lunedi’ alle 14,30 l’ effetto Monti sulle borse e sui titoli di stato sembra gia’ svanito. Ma dopo l’ analisi giusta di molti di noi su Berlusconi spodestato dalla BCE e dalla UE occorre costruire una politica che vada in un’ altra direzione. Occorre una sinistra indipendente dalla BCE e dalla UE e questa non potra’ essere guidata da Napolitano e neanche dal Partito Democratico.
    Prendera’ forma almeno un embrione di una sinistra del genere ? Il pessimismo e’ d’ obbligo.

  24. Luca

    14 novembre 2011 at 15:14

    Ma perché questo giornale non cambia denominazione? Che c’azzecca, direbbe qualcuno, il termine”GLI ALTRI ONLINE/LA SINISTRA QUOTIDIANA” ? Liberissimi di avere le idee più stravaganti, ma ridursi alla forocopia del “Foglio”. .. Allora, meglio l’originale.