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Gramellini and Co. ovvero la rivincita degli snob contro la plebaglia

Laura Eduati Pubblicato da
il 3 novembre 2011.
Pubblicato in Attualità, Cultura, Economia, gli Altri, Politica.

L’Italia è  derisa dai leader europei, travolta dai debiti, bacchettata dalla Bce, mentre Silvio Berlusconi telefona a Lavitola, organizza orge, rilancia Forza Gnocca. Soprattutto: non governa.

Gli snob, ma anche le persone ragionevoli, avevano avvertito che saremmo arrivati a questo punto marcio. La maggioranza del Paese, invece, ha continuato a votare questo premier. E nel tempo è maturato, silenzioso ma nemmeno troppo, il disprezzo per questo volgo insensato, che passa la notte accampato davanti ad un nuovo centro commerciale per accaparrarsi telefonini e tv, che guarda cattiva televisione, ride dei cinepanettoni e scrive dichiarazioni d’amore sgrammaticate sui muri: Je Tem.

Nell’ora della resa dei conti, gli snob escono allo scoperto. Michele Serra, ne abbiamo già parlato in questo sito, non si capacita della stoltezza delle masse che assaltano Trony. Concita de Gregorio, invece, su Repubblica di oggi prova a scrivere un reportage sulle centinaia di migliaia di adolescenti che ridono a ganasce aperte guardando il film “I soliti idioti”, ma torna alla scrivania della redazione con un senso di «fallimento»: i personaggi della pellicola sono desolanti, pronunciano battute stupide e volgari, come è possibile che la nuova generazione ami questo tipo di intrattenimento? De Gregorio prova a chiederlo ai ragazzi in fila al botteghino, e riceve un corale “boh”.

Cervello vuoto, questa è la diagnosi. E così non rimane che gettare alle ortiche un’intera generazione: «Forse con i ventenni non ce la faremo più, è troppo tardi. Ripartiamo, chi ha le energie per farlo, con i seienni. Proviamo coi cartoni animati». L’ex direttrice de l’Unità aveva manifestato la stessa stizzosa delusione per le gesta di Er Pelliccia, lo studente immortalato mentre scaglia un estintore ai poliziotti durante gli scontri del 15 ottobre. E, ancora prima, aveva diviso le buone donne dalle donne cattive, le olgettine, quelle che introitano soldi gioielli e comparsate travestendosi da infermiere per l’anziano di Arcore.

Scrollano la testa, questi giornalisti-opinionisti, perché quella che considerano plebaglia non segue il loro esempio. Er Pelliccia non è lo studente impegnato e colto che protesta per un ideale politico. E dunque è da buttare. Began è intelligente ma vende il proprio corpo, ed è complice di un disordine sessuale inopportuno. Perciò è una donna indegna. Non si capacitano – gli snob – che poveri e migranti, categorie che spiritualmente tendono a difendere dalle brutture del mondo, vogliano accalcarsi come alla Mecca per acquistare un telefonino di ultima generazione, e non si accontentino di un semplice Nokia usato a 30 euro. Non hanno il gusto della sobrietà, questi villani. Non assomigliano per niente a quegli operai dignitosi che mangiavano frugalmente e si toglievano il pane di bocca per mandare a studiare i figli, altro che Iphone. Chi frequenta davvero i migranti sa, invece, che sognano le stesse cose degli italiani: una bella televisione in HD, un computer, una macchina, avere soldi. Il sogno consumistico ha intaccato tutti, anche gli snob. Anche Concita De Gregorio, che sicuramente ai figli regala preziosità tecnologiche per ampliare la loro conoscenza.

E così non è un caso che nella rubrica quotidiana de La Stampa, Massimo Gramellini, sempre oggi, lanci una provocazione «aristocratica solo in apparenza»: viste le cose come stanno, con questa “peggiocrazia” che caratterizza l’Italia, occorrerebbe un leader serio alla Mario Monti. Ma, argomenta Gramellini, le masse non lo voterebbero perché poco clownesco e seducente. «Una parte non piccola degli elettori è così immatura da privilegiare i peggiori: per ignoranza, corruzione, menefreghismo». La soluzione è «rimettere in discussione il diritto di voto»: vadano alle urne soltanto coloro che abbiano frequentato con profitto un corso di educazione di civica e conoscenza della Costituzione. Certo, quella del vicedirettore del quotidiano torinese è una provocazione, una voce dal sen fuggita, un grido di indignazione dall’alto verso il basso, dalla casta colta verso gli ignoranti che continuano ad eleggere personaggi infimi – dimenticando che con questa legge elettorale non sono le persone a scegliere la composizione del Parlamento, bensì la segreteria dei partiti.

È la rivincita degli snob. Urlare a pieni polmoni contro quella parte della società colpevole di avere infranto i propri sogni di progresso. Un razzismo che nemmeno la Lega contro gli immigrati. Manca, a questi pensatori, la capacità di mescolarsi alla folla, distinguendo singoli comportamenti. Perché un ragazzo può trovare divertente un film scemo, e poi tornare a casa e fare una versione di greco impeccabile. Oppure aiutare la madre a preparare la tavola. Che ne sappiamo? E se anche non lo facesse, davvero è insopportabilmente arcaica questa ciclica lagna delle vecchie sulle nuove generazioni (o tempora, o mores), dei raffinati contro i rozzi, degli illuminati contro gli incolti. Sarebbero loro, De Gregorio e amici, il progresso?

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20 Responses to Gramellini and Co. ovvero la rivincita degli snob contro la plebaglia

  1. edoardo boggio

    11 novembre 2011 at 15:01

    brava,bel articolo.e

  2. Marco

    10 novembre 2011 at 16:55

    Ringrazio per leggere qualcosa di interessante. Per quanto riguarda Gramellini e gente di questa razza vale sempre lo stesso ragionamento… li fanno ragliare finche’ il padrone si diverte e gli fa comodo… poi li pensionano e non li senti piu’… per cui inutile prendersela con questa gente; in fondo devono vendere giornali per il padrone, ricordiamocelo sempre bene.

  3. andrea fogli

    8 novembre 2011 at 11:15

    Ritornando su “notizie” e “opinioni”, passando per Gli Altri.
    Di notizie siamo fin troppo sommersi, e spesso queste poi sono mezze
    verità, come i fatti in cui ciimbattiamo ogni giorno e che vanno invece interpretati, decifrati, decantati, per capirli e per far si che agiscano su di noi
    trasformando il nostro modo di pensare e il nostro comportamento.
    Non si tratta quindi di farsi una “opinione”, ma di qualcosa di vitale.
    Per fortuna che Gli Altri non è un collage di notizie, né si occupa solo di
    analizzare criticamente ciò che nella stampa e nei media “si dice” e “si fa”: sacrosanta occupazione, propria più del lettore-cittadino che dell’incaricato
    (il giornalista) che deve seguire e stare appresso all’onda delle notizie dell’ultima ora.
    Gli Altri poi è anche un settimanale di reportage, di storie, di “altre narrazioni”: dal carcere alle fabbriche, dalla condizione della donna alle lotte dei movimenti, dalla situazione degli immigrati a quelle zone off limits della cultura e del comportamento. Ed è proprio questo l’aspetto che dovrebbe essere mantenuto forte e sviluppato. Per quel che mi riguarda non seguo la tv e modero la lettura dei giornali, una “dieta” che oggi è preferita da sempre più persone, e che va di pari passo al distacco dalla società dei consumi e dal carnevale della Società dello Spettacolo: e credo che questa dovrebbe essere anche la via di un settimanale di riflessioni e percorsi alternativi. Affidarsi a noi stessi come “lettori”, della vita, delle persone,
    dei temi che gli artisti ci mostrano in libri, film, spettacoli teatrali e via dicendo. Delle strade, di noi stessi, della vita delle persone che non sono
    “giornalisti” o “medici” o “operai”, ma semplicemente “esseri umani”.

  4. valentina cois

    8 novembre 2011 at 10:36

    E comunque non c’è niente di male ad essere snob. Cosa è gli altri se non il tripudio parossistico dello snobismo? Certo, uno snobismo elegante, non uno snobismo populista come quello dei vostri odiatissimi bersagli.

  5. valentina cois

    8 novembre 2011 at 10:34

    A dire il vero vi seguo solo per questo.
    Sugli opinionisti però continuo ad avere la mia porca opinione. Non contano un cazzo. Non c’è bisogno di Gramellini per indurre il ceto medio riflessivo a pensarsi superiore alle masnade berlusconiane. In realtà Gramellini, Concita, Michelino non fanno altro che interpretare questo sentimento. Voi giornalisti vi attribuite un potere che non c’è: quello di influenzare er popolo. In realtà è esattamente il contrario; sono i vostri ipotetici e fittizzi lettori di riferimento che vi influenzano, e lo fanno fino al midollo.
    In ogni caso I Soliti idioti fa cacare.
    baci

  6. Giorgio Cappozzo

    Giorgio Cappozzo

    8 novembre 2011 at 01:25

    Su, Valentina, ci segui anche per questo. Perché ci facciamo qualche opinione sulle opinioni altrui.

    E poi non è vero che non diamo mai notizie. Sul prossimo numero ce ne sono un paio fantastiche.

  7. Laura Eduati

    Laura Eduati

    7 novembre 2011 at 23:59

    Ps. Sul fatto che Gli Altri sia un giornale di opinione e non di notizie: è così scontato!

  8. Laura Eduati

    Laura Eduati

    7 novembre 2011 at 23:58

    Non contano nulla? A me non pare proprio. Specialmente i giornalisti televisivi che citi, come Fazio e Santoro, seguiti da milioni di telespettatori. Sono seguiti proprio da quelle persone un po’ più colte della media, un po’ più laureate della media, un po’ più borghesi della media, quelli che si credono la parte migliore del Paese. Sono opinionisti influenti, non sulle grandi masse, ma proprio su quel ceto medio riflessivo che pensano di rappresentare.

  9. valentina cois

    7 novembre 2011 at 22:03

    Ok, Concita è la solita idiota: innegabile. Ma perché voi journalist of the others fate sempre polemica contro altri journalist e non ci date mai una notizia che sai una? Vabbè sì, siete un journal de’ commenti. Ma perché commentare sempre quello che scrivono i colleghi? Non fareste prima a telefonarvi?
    Fazio, Santoro, De Gregorio, Gramellini, Serra ok, ok, c’hanno la puzza sotto il naso, so’ snob, pensano che la sinistra sia antropoligicamente up e altre cazzate. Ma non contano nulla, non rappresentano nulla e nessuno. Sapetelo.

  10. Laura Eduati

    Laura Eduati

    7 novembre 2011 at 17:01

    Vi ringrazio : )
    A Jennifer: certo, le azioni del Pelliccia non sono condivisibili, e per quanto mi riguarda non condurrei la stessa vita di Sabina Began. Ma quello che trovo insopportabile è il minestrone che questi giornalisti fanno ai danni della maggioranza del Paese. Un conto è raccontare cosa succede, e dunque raccontare che migliaia di adolescenti ridono per un film volgare (ma, appunto, nemmeno i film di Bud Spencer brillavano per cultura e raffinatezza, per non parlare della lunga serie di Porky’s e dei film con Alvaro Vitali, che tutti vedevano), un altro è dire che una intera generazione è da buttare soltanto perché ride per film idioti. Gramellini and Co. sono vittime di una rigidità mentale che nemmeno le orsoline. Non devono per forza amare le masse, ma giudicarle rozze, incivili e indegne del diritto di voto…

  11. Piero

    5 novembre 2011 at 21:54

    Pezzo arguto e totalmente condivisibile. Per parafrasare Moretti, con questi qui la sinistra non andrà mai da nessuna parte. Aggiungerei alla lista Barbara Spinelli e Federico Rampini, per cominciare.

  12. Jennifer

    5 novembre 2011 at 19:23

    Cara giornalista, Lei fa un bel minestrone! Er Pelliccia, come Giulini, è un povero fesso; la Began è una prostituta (sempre meglio che studiare) ecc.
    La De gregorio, comunque, non ne azzecca una e soffre già di problemi di memoria.
    Forse che film di Bud Spencer erano migliori? Ci piacevano così tanto anche a 18 anni, che dovrebbe essere l’età della ragione.
    Gramellini ha assolutamente ragione: ci sono due milioni di ragazzi che non studiano, non lavorano e non si preoccupano di imparare un mestiere.
    Dietro di loro c’è un esercito di genitori fantasma che vive per forza d’inerzia.
    Gli immigrati, invece, sono molto simili ai nostri genitori: o studi o lavori. I figli degli emigrati, almeno qui in Sardegna, sono molto disciplinati e rispetttosi.
    Poichè emigrano sempre i migliori, sono anche molto intelligenti e diligenti. I Cinesi sono dei mostri in matematica ed educazione.
    D’altra parte se l’Italia fosse un paese normale non avremmo un clown puttaniere al governo. Piace tanto perchè ognuno può fare ciò che vuole: l’evasione fiscale e l’abusivismo edilizio è sia di destra che di sinistra. Si può onestamente negare?

  13. Lanfranco Caminiti

    Lanfranco Caminiti

    4 novembre 2011 at 14:52

    letto su un muro di roma, passando in motoretta:
    «io non so’ ‘ndignata, a me me rode proprio er culo».

    ascoltata sull’autobus, passando davanti le tende a santa croce in gerusalemme:
    - «che c’hanno messo ‘i zingari? che so’ zingari?»
    - «no, no, so’ ‘ndignati»
    - «ah, bè, è guale».

    dev’esserci un problema di linguaggio nel nostro tempo.

  14. stefanojorio

    4 novembre 2011 at 12:55

    molto bello. brava. s

  15. Guido Mastrobuono

    Guido Mastrobuono

    4 novembre 2011 at 11:01

    Ciao Angela, giusto per contribuire alla tua angoscia, beh… la risposta è sì.

    O meglio: non sono tutti così, la maggior parte è peggio.

    Cià

    Guido

  16. Angela Azzaro

    Angela azzaro

    4 novembre 2011 at 10:38

    Davvero un articolo interessante. Rita dice: divertente. Vero. Ma alla fine della lettura mi è venuta l’angoscia. Saremo governati da questi qui? Arggg

  17. winnie

    3 novembre 2011 at 20:00

    non ci dimentichiamo che il suffragio universale è una scoperta relativamente recente dell’italia, e dal ’46 a oggi ha significato la quasi riconferma della monarchia grazie al voto delle donne, 50 anni di dc e berlusconi…

  18. Weininger

    3 novembre 2011 at 19:05

    Patetici. Gramellini è un trombone fastidioso come gran parte dell’intellighenzia torinese. Non è un caso che sogni un governo tecnico, ovvero la riproposizione degli esecutivi elitari di un tempo, con a capo Monti, personaggio gradito alla finanza internazionale, liberista fino al midollo. Per quanto riguarda Serra e De Gregorio meglio sorvolare.

  19. Pingback: La rivincita degli snob | DestraLab

  20. rita

    3 novembre 2011 at 16:15

    Bello e anche divertente questo articolo.
    E sostanzialmente condivisibile.
    Devo dire che è capitato anche a me di cadere nell’errore di stupirmi per il fatto che la “badante” di una mia vicina – una che lavora tutto il giorno tutti i giorni anche in quelli di “libertà – si fosse comprata un orologio d’oro a rate.