Nostalgia di Siciliano

Pubblicato da
il 30 ottobre 2011.
Pubblicato in LIBRI BELLI di Santi, Rubriche.

 

Alcuni passaggi che dovrebbero far piazza pulita, una volta per tutte, di tanti piccoli (e subdoli) equivoci: “l’essere Siciliano così prossimo a Moravia e a Pasolini con conseguente e tipica accusa di costituire un clan [...] Il clan avrebbe dovuto comportare una sopravalutazione dell’opera; ma se si guarda bene, questa sopravalutazione non è mai arrivata e semmai, per durata, quell’amicizia ha sviluppato proprio l’opposto: una diffidenza difficilmente rimediabile, anche, non di rado, da parte amica”. E ancora: “Enzo era un uomo in ascolto, infinitamente gentile. Capiva la musica altrui e non tentava mai di cambiarne le note. Gli bastava sapere che si poteva suonare insieme. E, nella bufera, aveva spesso contentezza, e voglia di manifestarla: una sua speciale contentezza sempre un po’ imbarazzata, da ragazzo riconoscente per una prova di affetto. Era primissimo fra uguali diversissimi, dei quali, dote innata e coltivata, sapeva mettere in luce il meglio. E perfino se ti chiedeva una cosa per te gratificante te la chiedeva come una cortesia da fare a lui”. Noi che abbiamo avuto la fortuna di conoscerlo e frequentarlo confermiamo in pieno. In un tempo in cui la gentilezza è merce rara e la fiducia nell’Altro mal si coniuga con l’attuale mondo della cultura italiana una persona come Enzo Siciliano manca. Una persona che, per fare un esempio banale, pur non essendo d’accordo con il tuo articolo e la tua visione del mondo, lo pubblicava molto volentieri sulla storica rivista “Nuovi Argomenti” – o altrove –, e anzi te ne chiedeva un altro; entrava in dialogo con te; non ti escludeva solo perché eri diverso. Ti donava il suo tempo. “Gli spedii il mio dattiloscritto di perfetto sconosciuto. Mi chiamò il giorno dopo per dirmi quel che ne pensava”: così la testimonianza di moltissimi – ed erano telefonate o lettere lunghe e dettagliate. (Da confrontare con la recente risposta di un noto critico di sinistra – naturalmente –, che ci ha scritto che lui non poteva “spendere dei soldi [!] per stampare [a casa propria!] un file [di una ventina di pagine!]”. Niente di nuovo, ahinoi, sotto il sole, leggete qua: ).www.giorgiofontana.com/index.php?option=com_content&task=view&id=559&Itemid=1 Abbiamo dedicato buona parte della rubrica all’aspetto umano perché pensiamo che sia fondamentale – in tutti, e a maggior ragione in un artista. Per l’opera, quanto mai varia, adesso c’è il Meridiano (Opere scelte, a cura di R. Manica e S. Casini, Mondadori, 2011, pp. 1576, euro 60). Come sempre antichi vizi e virtù dei Meridiani: comodi perché raccolgono il meglio di un autore; scomodi perché leggerli è un’impresa (quelle pagine sottilissime!); curati al meglio; ma costosi. Cominciate con La principessa e l’antiquario, Campo de’ fiori e Morte di Galeazzo Ciano, e non potrete più fare a meno di Siciliano.

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One Response to Nostalgia di Siciliano

  1. lorenzo segàla assòm

    30 ottobre 2011 at 22:19

    Condivido. Baricco è autore che può essere preso sul serio solo in un paese di cultura letteraria azzerata come il nostro; con l’appoggio, bisogna dire, di “Repubblica”, che lo reclamizza spudoratamente. La sua scrittura scivola via come un detergente, le sue idee (?) sono tutte derivate, e proposte come nuove (ne sa qualcosa Hofmannsthal) profittando della piallatura di cui sopra. Quindi non è neppure un artigiano, mancandogliene i requisiti fondamentali. Cos’è dunque? Una panna montata. Da tempo, secondo me, andata a male. Essendo un cosiddetto scrittore giovane, quando non sarà più tanto giovane si capirà finalmente che non è mai stato scrittore.