Socialize

FacebookTwitter

La crisi è anche mancanza di diritti Oggi il congresso di Equality Italia

Aurelio Mancuso Pubblicato da
il 8 ottobre 2011.
Pubblicato in Diritti, gli Altri, Politica.

Consapevoli di intraprendere una bislacca avventura per un Paese dove la divisione e la rovina del nemico, sono la prassi, una decina d’individui l’estate dell’anno scorso, in una casa di Torino, discuteva su come dare forma a una nuova rete. Una rete che s’impegnasse trasversalmente su diritti umani, civili e sociali (che sempre sono intrecciati insieme), cercando di destrutturare gli schemi politicisti per cui nel nostro Paese ci sarebbe da una parte la sinistra che è a favore e dall’altra la destra a prescindere contro, in mezzo la gerarchia cattolica che paralizza gli uni e gli altri a fare qualcosa di concreto. Tra buono e abbondante vino, insalate agli agrumi, e altre deliziose pietanze, ha preso corpo non si sa bene come e con quale lucidità, il nome del progetto e il tratto grafico. Successivamente all’aperto in un parco insieme ad altre amiche ed amici, si è scelto il colore arancione e avviate le prime bozze del documento. Così tra una condivisione via mail, un discorso timido con altri amici, ricercando da subito persone nuove, ragazze e ragazzi possibilmente impegnati in tanti campi diversi, il 16 ottobre del 2010 è nata formalmente Equality Italia.

In un anno abbiamo messo in piedi una rete che può contare già oggi su una fitta relazione con settori importanti della politica, dell’associazionismo, della cultura. Dal Congresso fondativo, che si tiene oggi 8 ottobre a Roma presso l’Auditorium Rieti, Equality Italia intende lanciare una robusta campagna di adesione e di apertura di nodi territoriali e di interesse, perché ciò che oggi è stato, ovvero un anno di intensa tessitura di rapporti istituzionali, iniziative di respiro internazionale, focus su alcuni temi, ora si espanda in tutta Italia. Con pochi mezzi, molta determinazione nel voler aprire fronti di dialogo, abbiamo promosso una visione concretamente gentile, non ingenua, rispetto alla necessità di costruire pazientemente nel medio e anche lungo periodo, una stabile azione politica e sociale di promozione di tutti i diritti civili. La nostra rete ha una vocazione semplice da spiegare e complicata da realizzare: rispettare il lavoro immenso che le plurime associazioni e movimenti hanno costruito nei decenni sui temi della dignità umana, della conquista di diritti civili, fornendo un luogo d’incontro tra queste esperienze affinché la loro azione acquisisca ulteriore forza e possibilità di realizzazione degli obiettivi.

E’ secondo noi indispensabile una piattaforma che releghi nel passato il ruolo di Cenerentola dei diritti civili, ponendoli al centro dell’impegno di una sinistra e una destra, che finalmente condividano quei valori, sottoscritti con il Trattato di Lisbona, in Italia largamente disattesi. Abbiamo verificato una grande attenzione, un’adesione entusiasta al nostro modo di lavorare e per questo per noi è essenziale poter dimostrare con i fatti, che Equality Italia non è interessata ai conflitti classici che dividono all’interno e all’esterno soggetti sociali, partiti, persone, è invece a disposizione di chi vuole “usare” la nostra proposta per valorizzare e mettere in relazione la propria esperienza. Si potrebbe pensare che una rete che ricerca la trasversalità politica e sociale, non sia sufficientemente attenta ad avere un suo pensiero, invece per noi, che abbiamo espresso con chiarezza le nostre posizioni nel documento fondativo di un anno fa, è essenziale avere una propria definita identità. Solo sapendo cosa si vuole si può aprire un dialogo con altri punti di vista, ascoltarli, comprenderli, ricercare ragioni d’incontro. Abbiamo strutturato il nostro Congresso come una snella e articolata tribuna per dare voce a più punti di vista, Equality Italia proporrà rapidamente e con chiarezza le sue proposte e suggestioni su temi come i diritti delle donne, delle persone lgbt, dei giovani, dei/delle disabili, delle/dei migranti, dei/delle disabili, ma lo spazio più ampio sarà a disposizione degli ospiti che in relazione con noi e soprattutto con le altre esperienze, potranno esprimere le loro idee. Dalla Cgil a esponenti dell’Udc, dal Pd ai gay di destra, dalle associazioni dei disabili al pensiero femminile, le parole si metteranno in circolo, aiutandoci a dare gambe a un progetto nuovo, che si pone al servizio. D’altronde abbiamo potuto misurare nel concreto in questo primo anno di attività che gli schemi ossificati si possono destrutturare. E’ accaduto per esempio in occasione del tour di Stuart Milk, presidente della Harvey Milk Foundation, nipote dell’eroe gay assassinato nel 1978 insieme al Sindaco di San Francisco. Amministrazioni di centro sinistra e di centro destra hanno patrocinato le iniziative, aperto le porte dei propri saloni di rappresentanza, per accogliere Stuart. Così come esponenti nazionali della destra e della sinistra, compresi ministri, il presidente della Camera e così via, hanno voluto ascoltare il messaggio di Milk, condividere riflessioni e affermare impegni. Certo si è trattato in questo e altri casi, di primi approcci, di parole cortesi che concretamente non sono significate azioni conseguenti, ma per Equality Italia è importante insistere, consapevole che una cultura solida sui diritti civili in Italia non c’è, né a destra né a sinistra.

Nel pieno di una profonda crisi economica e di sfaldamento sociale, sembra da pazzi rilanciare sul tema dei diritti civili. La politica è tutta concentrata sulle possibili alleanze future in vista delle probabili elezioni anticipate nel 2012. Invece per quanto ci riguarda proprio perché le elezioni politiche si avvicinano, e guardando però anche oltre, è necessario dare energia ai diritti civili, porli come questione centrale che se assunta, sarà uno degli elementi decisivi per far uscire dalla crisi di senso, che accompagna la crisi economica, un Paese sempre più in apnea, sfiduciato, senza vocazione rispetto al futuro. La libertà, la promozione dei diritti, sono indispensabili affinché le speranze di cambiamento non siano ancora una volta, deluse, ammantate da un nuovismo conservatore. Con una battuta potremmo dire che Equality Italia, opera concretamente per il rinnovamento della politica, della convivenza, cercando di favorire anche un ricambio nelle classi dirigenti, ripetendo come un mantra, un monito “non si può voler uccidere i padri, avendo idee più arretrate dei propri nonni”. La sfida in Italia in fondo è questa: non farsi affascinare dal momento, dalle furbizie e tattiche, concentrandosi sulle proposte, sulle volontà concrete di confronto, sulla costruzione paziente di un nuovo modo di intendere la convivenza tra le persone, tra le differenti aspirazioni e identità.

Be Sociable, Share!
Puoi seguire gli aggiornamenti di questo articolo tramite il feed RSS 2.0.
Both comments and pings are currently closed.