Nel giro di quindici giorni la maggioranza degli italiani ha dato due segnali chiarissimi a Silvio Berlusconi: prima con il rovescio delle amministrative a Milano e Napoli e ora con il raggiungimento del quorum sul referendum, gli elettori si dichiarano stanchi di questo centrodestra.
L’uniformità dei risultati tra i quattro quesiti – tutti si sono attestati attorno al 57% e tutti hanno totalizzato circa il 95% dei sì – fanno pensare che i votanti appartengano quasi nella totalità a sinistra e centrosinistra: chi è andato a votare contro la privatizzazione dell’acqua e contro il nucleare ha votato anche contro il legittimo impedimento, nonostante quest’ultimo quesito abbia avuto paradossalmente meno eco e meno rilevanza nella campagna referendaria dell’opposizione e dei comitati per il “sì”. E’ però logico immaginare che una folta moltitudine di cittadini del centrodestra abbia voluto votare per l’acqua pubblica, specialmente al Nord dove anche la Lega si è schierata implicitamente a favore di questo principio e dove, non a caso, il governatore veneto Luca Zaia è apparso ai seggi dichiarando di avere votato tre “sì”.
In attesa delle contromosse di Berlusconi, che naturalmente non si dimetterà e dovrà rimuginare a lungo sulla sua debolezza, ci sembra utile sottolineare il fatto che due cataclismi politici si sono abbattuti sull’Italia sfruttando molto poco i canali tradizionali – televisioni, reti di partito, manifesti tradizionali – e moltissimo invece l’informalità dei social network, amplificata da un fittissimo brulicare di iniziative locali, di quartiere, di militanza non per forza politicizzata ma cittadina, continua, insistente ed efficacissima. Il modello milanese, insomma, si è riprodotto su scala nazionale grazie all’indefesso attivismo di chiunque – perché tutti, senza eccezione, in questi giorni abbiamo invitato amici e conoscenti a votare, abbiamo spedito mail e postato memo su Facebook ricordando l’importanza del referendum. E lo abbiamo fatto con una leggerezza fino a poco tempo fa impensabile: usando l’ironia, sfruttando vignette satiriche, componendo giochi di parole, offrendo colazioni gratis a coloro che andavano a votare, proponendo sconti per l’ombrellone al mare e così via.
L’importanza dei partiti, come anche della televisione accusata di oscurare il referendum, viene così offuscata. A Milano e Napoli hanno vinto due candidati sostenuti da due forze politiche minoritarie come Sinistra ecologia e libertà e l’Italia dei Valori. Entrambi, è stato ripetuto più volte, non godevano inizialmente delle simpatie degli apparati democratici (Pd) eppure lentamente sono riusciti a conquistare due città importantissime.
Allo stesso modo, come ha intelligentemente puntualizzato Di Pietro non appena conosciuto il responso della consultazione popolare, non è detto che il voto espresso dagli italiani il 12 e 13 giugno sia per forza contro Berlusconi e dunque a favore dell’opposizione. L’acqua, il nucleare, il legittimo impedimento non sono appalto esclusivo di questo o quel partito, sebbene la battaglia abbia naturalmente assunto un sapore antigovernativo. Lo schiaffo a Berlusconi è evidente, ma non è per nulla chiaro se ne beneficeranno i partiti del centrosinistra che in molte occazioni – vedi Partito democratico – si sono schierati per la privatizzazione dell’acqua e per il nucleare.
In questo senso, gli italiani hanno voluto votare a prescindere dalla propria simpatia politica, andando oltre gli steccati che normalmente dividono centrodestra e centrosinistra: a Milano molti elettori berlusconiani o leghisti hanno scelto Pisapia, ed in ugual modo una grossa percentuale di elettori settentrionali, che magari si sentono del Carroccio o del Pdl, questa volta hanno sentito che la battaglia sull’acqua o sul nucleare era una questione troppo importante per colorarla politicamente.
Allo stesso modo si riduce, anche, lo strapotere della televisione. Gestire una rete pubblica e possedere una rete privata non ha impedito a Berlusconi di correre verso il declino. Così come non sono serviti i magistrati, né i processi, né i golpe sollecitati da Asor Rosa. Per anni abbiamo sentito borbottare la sinistra contro l’ineluttabilità del berlusconismo, sulla mente degli italiani ormai distorta per sempre da Mediaset. Senza sottovalutare gli effetti di vent’anni di Berlusconi, è bene che questa sinistra apra le finestre e cambi l’aria: il vento è arrivato, a sorpresa, proprio quando nessuno se lo aspettava. E non è detto che questo cambiamento accetti di essere subordinato ai partiti oppure alle strategie di chi ormai legge la realtà con occhi vecchi e stanchi.
andrea
15 giugno 2011 at 22:13
Magari la sinistra (ma non dovrebbe essere un centro sinistra?) aprisse le finestre per fare entrare aria nuova. Ciò purtroppo non accadrà e già lo si vede in questi giorni, l’euforia di due città ed alcuni referendum (peraltro ingannevoli) hanno fatto rialzare la testa alla nomenklatura pidiessina. Ora come non mai il nemico è da abbattere, frega niente a nessuno che la realtà sia costruire una vera alternanza. E la cosa che più mi ha colpito non è sentire i commenti dei soliti politici, ognuno capace di portare acqua al proprio mulino a seconda del caso. Ma sentire i commenti degli amici di sinistra, leggere i commenti in rete e nei social network, sentire i Santoro tribuni, verificare in sostanza che c’è solo rabbia e voglia di distruggere il famoso diavolo berlusconiano, null’altro. Cosa è cambiato, in positivo, in senso costruttivo dico, nella sinistra, da qualche mese fa ad oggi? Gli stessi amici che oggi gongolano come se per anni non avessero vinto nulla , fino a qualche mese fa erano disperati perché, pur nella loro pratica antiberlusconiana quotidiana, riconoscevano che l’alternativa era ancora nulla o di gomma.
Io credo che qualche cambiamento ci sarà, io credo che uomini validi a sinistra ci siano, penso ad un Chiamparino in testa a tutti (che guarda caso sta zitto in questo periodo). Invece vedo un tribuno che dopo aver messo in saccoccia milioni di euro come Santoro fa il capopopolo, vedo un segretario dei PD continuare a dire “questa così qui e questa cosa là non vanno bene”, vedo gente che pensa di aver sbancato il banco. E’ dagli anni 60 che aspettiamo in Italia una sinistra socialdemocratica (che non esiste) è solo nel 1989 che abbiamo assistito a qualche timido progresso (cambio di bandiere e marchio). Ho visto le facce degli anni 90 ripresentarsi ancora ultimamente… il guaio è che in Italia una parte odia Berlusconi, ed il fallimento della sua politica liberal; un’altra non tollera la sinistra, e la sua demagogia per cui va bene tutto e l’ incontrario di tutto basta non essere berlusconiani. Ed in mezzo chi non sa cosa votare sapete che fa? Continua a non votare… che tristezza. Ed io con loro
Enrico
14 giugno 2011 at 17:41
Il fatto che sia finalmente arrivata una grande stagione di risveglio civile non significa certo che la anomala situazione di duopolio mediatico e conflitto di interessi sia stata irrilevante. Il fatto è che come diceva Lincoln non si possono fregare TUTTI QUANTI per SEMPRE e che oggi il medium televisivo sta perdendo peso a favore di media più attivi e partecipativi. Quanto ai magistrati una cosa è certa: il quesito n. 4 che ha abolito il legittimo impedimento ha preso più sì che quello contro il nucleare: equivale a un NO grande come una casa contro ogni legge ad personam e si legge semplicemente come un inequivoco FATTI PROCESSARE. Questa è l’uguglianza baby. Dovrebbero fischiare le orecchie a chi sino a pochi giorni fa a un certo teatro Capranica celebrava la grandezza politica di Silvio per il suo preteso “garantismo”, tessendone pure le lodi come grande valore negletto della Sinistra..sveglia ragazzi!!!
Laura Eduati
14 giugno 2011 at 09:45
proprio così, caro Mauro
MAURO1
13 giugno 2011 at 23:24
il popolo è migliore di chi lo rappresenta.Sinistra e destra, sia chiaro. Il popolo ha deciso per Berlusca nel 2008 e nel 2009 e contro di lui nel 2011. Se le televisioni non hanno aiutato Berlusca, la sinistra allora ha raccontato frottole per anni. Se i magistrati non sono serviti allo scopo, per quale motivo la sinistra li ha usati pro domo sua, alla faccia del senso di giustizia diffuso tra la gente? Se il popolo è bravo quando vota contro Berlusca, perchè non lo è quando vota per lui? Berlusca ed alcuni dei suoi, hanno commesso l’errore di pensare che la fiducia accordata dagli italiani fosse a scatola chiusa. Da spendere a loro piacimento. Trovando mille scuse alla mancanza di idee e di voglia di fare. Il PD sta commettendo l’errore di pensare che gli italiani apprezzino le sue ipocrisie e furbate ( Bersani di “abbiamo vinto noi….” dopo che a Milano e Napoli i suoi candidati erano stati spernacchiati, senza contare Vendola governatore). Il messaggio che arriva dalle urne è chiarissimo: vogliamo gente seria, capace, laboriosa e volenterosa. E rispettosa degli elettori. Chi non è capace…. a casa. Così è stato per Prodi II il Coeso, così è stato per il centrosinistra a Napoli, così è stato per il PDL berlusconizzato.