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Adiòs, Zapatero. Y gracias

Laura Eduati Pubblicato da
il 23 maggio 2011.
Pubblicato in Diritti, Esteri, gli Altri, Politica.

Doveva ancora compiere 44 anni, José Luis Rodriguez Zapatero, quando nel 14 marzo 2004 vinse per la prima volta le elezioni riportando i socialisti al governo dopo otto anni. Appena tre giorni prima, l’11 marzo, erano scoppiate le bombe nei treni della stazione madrilena di Atocha: quasi 200 morti, e centinaia di feriti.

José Marìa Aznar, che era sicuro di vincere il suo terzo mandato consecutivo, commise un errore fatale: ad un popolo terrorizzato e dolente raccontò che a commettere l’attentato era stata l’Eta. I primi rilievi scientifici smascherarono subito la bugia, e la Spagna intera corse a votare quell’oscuro dirigente socialista sul quale nessuno avrebbe scommesso una peseta.

Zapatero non si aspettava di stravolgere i pronostici. Aveva condotto una campagna elettorale gentile ma non incisiva, nei manifesti elettorali si faceva chiamare ZP (zeta-pé), i vignettisti prendevano in giro le sue sopracciglia arcuate. Lo chiamavano “el soso”, l’inconsistente. E tuttavia, prima ancora che scoppiassero le bombe, aveva deciso opportunamente di cavalcare il pacifismo che percorreva le vene dei suoi concittadini. A milioni, nel 2003, erano scesi in piazza per protestare contro la guerra in Iraq e la partecipazione della Spagna nell’occupazione. Gli attentati di Al Qaeda convinsero definitivamente gli spagnoli che Aznar ne era il responsabile ultimo.

ZP ereditò un Paese in grande crescita economica, un treno veloce se paragonato alle lenti littorine europee, l’entusiasmo economico faceva prevedere finalmente un futuro roseo. Sognava, José Luis, una Spagna laica, moderna, ricca, solidale.

Nei primi quattro anni di governo è diventato un caso nella politica mondiale e un riferimento per la sinistra europea in crisi. Un esecutivo composto al 50% da donne capaci e competenti, una legge contro la violenza di genere, nozze per gli omosessuali. Uno stravolgimento della cultura reazionaria cattolica.

ZP pensava che fosse giunto anche il momento di fare i conti con la Transizione dal franchismo alla democrazia, processo mai compiuto e che riapre ancora oggi ferite lancinanti. Varò una legge sulla memoria, si scontrò con innumerevoli resistenze per riaprire le fossi comuni, la più celebre è quella di Garcìa Lorca. I detrattori dicevano che il premier spagnolo era buono soltanto per fare leggi a costo zero, e che lasciasse perdere l’economia. Intanto la Spagna cresceva, i socialisti si sentivano forti come all’epoca di Felipe Gonzalez, i conservatori del Partido Popular sembravano destinati all’eterno secondo posto con una guida pallida ed evanescente come Mariano Rajoy, sconfitto per la seconda volta da Zapatero alle generali del 2008.

In soli quattro anni il primo ministro spagnolo, che dedica quasi ogni discorso al nonno ucciso dai franchisti durante la Guardia Civil, aveva davvero cambiato il volto della Spagna. Zp piaceva, forse più all’estero che in patria, perché tratteggiava una visione del Paese a lungo termine che non si limitava soltanto al bilancio oppure alla mera amministrazione economica, ma tracciava un perimetro ideale nel quale ciascun cittadino poteva riconoscersi. Un patto con gli spagnoli che è riuscito a conquistare per la prima volta anche i Paesi baschi, governati perennemente dai nazionalisti e che grazie a Zapatero sono diventati a maggioranza socialista.

Agli italiani laici dava soddisfazione, soprattutto, vedere come il primo ministro di un Paese cattolico non facesse caso alle proteste dei vescovi e del Vaticano contro le leggi laiche e progressiste. Ultima, in ordine di tempo, la definitiva depenalizzazione dell’aborto. Fino al 2010 le spagnole potevano abortire soltanto dopo una visita psichiatrica.

Tuttavia ZP ha compiuto un errore di prospettiva. Non ha intuito in tempo la portata della bolla immobiliare scoppiata nel 2007: accanto a notevolissime opere infrastrutturali – aeroporti, metro, autostrade che hanno per sempre cambiato la Spagna – il suo governo non ha saputo porre freno alla dissennata cricca del mattone che in pochi anni ha cementificato un Paese enorme e (ormai non più) vuoto. Prima della crisi dei subprime, gli iberici hanno dovuto fare i conti con il crack delle prime, seconde, terze case. A milioni sono rimaste invendute, proprio quando il precariato mordeva la vita dei giovani costretti a rimanere in casa con i genitori perché, come i coetanei italiani, non riescono a trovare un mestiere sufficientemente stabile e retribuito. A questo, ZP, non ha posto se non un debole rimedio: concedere soldi a pioggia per ragazzi e ragazze, contributo poi azzerato a causa della doppia crisi economica.

Le migliaia di persone in piazza questi giorni sono le stesse che, nel 2004, urlavano a Zapatero “non ci deludere!” durante il suo primo discorso da futuro capo del governo il 14 marzo. Purtroppo il premier socialista ha deluso e le mobilitazioni di Puerta del Sol, prima ancora che il segnale di una primavera spagnola, sono il vero marchio della sua sconfitta. Una sconfitta ingiusta, anche.

Perché se è vero che ZP non è riuscito a governare economicamente la Spagna – e di questo sicuramente gioisce la vecchia guarda socialista che, come Felipe Gonzalez, non ha mai digerito questo uomo pacato diventato leader quasi per caso e che, così giovane, ha azzerato i vertici del partito preferendo donne e giovani – è altrettanto vero che pochi politici mondiali, come Zapatero, hanno saputo impregnare della propria visione politica un’intero Paese portandolo alla modernizzazione delle idee e non soltanto dei ponti, delle ferrovie e degli ospedali.

E’ per questo che, sia come sia, quei giovani che oggi sono accampati giorno e notte nella piazza centrale di Madrid dovrebbero un giorno rivolgergli un caloroso “gracias”.

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26 Responses to Adiòs, Zapatero. Y gracias

  1. valentina cois

    13 giugno 2011 at 09:53

    Certo, certo Claudio, poveri maschi, poveri pulcini, costretti a prostituirsi sulle tangenziali di notte e sfruttati da ciniche pappone, rapiti nei paesi dell’est e sbattuti ancora minorenni nei bordelli di mezzo mondo, angosciati quando la sera rientrano a casa attraversando viali bui pieni di violentatrici appostate dietro gli alberi, massacrati di botte da mogli alcolizzate che tornano dal lavoro, vittime di stupri di gruppo da parte di branchi di valchirie arrapate.
    Ma chi è il mandante delle amenità che scrivi, il Vaticano? Sorge questo sospetto soprattutto quando ti scagli, come farebbe un qualsiasi cardinale della curia romana, contro l’inseminazione artificiale o quando rivaluti autorità e disciplina, prerogativa delle figure maschili (non ci posso credere!!!). A questo punto immagino i brividi che ti procura la prospettiva di matrimoni e adozioni da parte di gay e lesbiche.

    Ps: Non appartengo a nessun partito, al contrario sei tu che rivendichi la tua militanza in quella pittoresca e notsalgica accolita di nullità che è il Prc.

  2. Claudio

    12 giugno 2011 at 11:07

    Anche tu sei molto acuta cara valentina, specialmente quando non noti che si parla solo della violenza maschile e si fanno le equazioni violenza=uomini e violenza=maschile. Anche tu devi essere un genio, di quelli che ripetono pari pari quello che dice il partito (anche se di questi tempi non esistono partiti ma esistono solo tifoserie) di riferimento

  3. valentina cois

    11 giugno 2011 at 14:45

    Molto acuto Claudio, soprattutto quando ci spieghi che nelle coppie lesbo, sono le donne a commettere violenza (sic). Devi essere un genio tu.

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  5. Claudio

    31 maggio 2011 at 08:35

    Gentile sig.ra Laura,

    francamente mi lascia basito il Suo discorso, Lei dice che c’è un problema e, siccome non si è arrivati alla soluzione definitiva allora che si fa? Si introduce l’aggravante di essere uomini, che ne dice se facessimo come le api, e cioè visto che il maschio è così pericoloso e cattivo sfruttiamolo solo per quello che serve (inseminare) e dopodiché lo ammazziamo, che ne dice? Ammazziamo gli uomini così risolviamo il problema alla radice, facile no?

    Facciamo però anche un’altra cosa: visto che il fenomeno delle false accuse, molto diffuso in Spagna e non solo, vede come protagonisti passivi quasi sempre gli uomini, allora per provare a risolvere il problema introduciamo l’aggravante di essere donne, che ne dice? Il problema ha cifre impressionanti e non diminuisce affatto, quindi bisogna far pure qualcosa, no?

    Non sono io ad essere ossessionato dal femminismo (sono sempre “ossessionati” quelli che non la pensano come Voi), siete Voi che vedete maschilisti e donne vittime dappertutto, basta leggere i Vostri articoli. Se poi il femminismo non si può nemmeno sfiorarlo allora vabbeh diciamo che sono tutte sante.

    Ritornando al discorso della violenza io Le ho citato un’inchiesta dove, dati dell’annuario della polizia spagnola alla mano, la violenza nelle case ha un rapporto 56-44, mi dice dove vede la “schiacciante” superiorità della violenza maschile? 44 su 100 per Lei è una cifra irrilevante?

    In non pochi casi le donne subiscono violenza, anche fisica, da altre donne, tra l’altro stanno venendo fuori degli studi sulla violenza all’interno delle coppie omosessuali, e quindi, non di rado, donne subiscono violenza dalle compagne lesbiche…come dire….se subisci violenza da un uomo ribellati, mentre se la subisci dalle donne stai zitta altrimenti potresti sollevare rigurgiti “maschilisti”.

    Voi dite da anni che la violenza sulle donne è sempre in impressionante aumento, a parte che se fosse così arriveremo in pochissimi anni al 100% di donne uccise, ma mettiamo che sia vero, Voi dite anche che la stragrande maggioranza delle donne uccise dal partner lo sono quando decidono di lasciarlo, giusto? E dite anche che l’uomo uccide perché ha paura della libertà delle donne (eh già, siamo una massa di imbecilli noi uomini!!!), vogliamo spadroneggiare, sottomettere le donne e bla bla bla bla bla, dico bene?
    Se fosse vero che l’uomo non sopporta l’indipendenza delle donne, non pensa che allora verrebbero uccise quando vengono rifiutati nella fase della “conquista”? Se pensate che l’uomo è così bestia che vuole imporre qualunque cosa alla donna, come potrebbe sopportare di essere rifiutato già dal principio? Non crede che l’omicidio in fase di separazione sia più dovuto ad una rottura della simbiosi a cui era abituato e non al “maschilismo”?

    Oggi come oggi i bambini maschi crescono di più, rispetto ad anni ed anni fa, con figure maschili o femminili? Sbaglio o sono molto più a contatto con figure femminili (i padri spesso sono cacciati di casa dalle leggi sul divorzio, le baby sitter sono donne, gli educatori sono quasi tutte donne, il militare non lo fanno più, gli insegnanti sono prevalentemente donne), quindi se gli omicidi sono in così “impressionante” aumento, trovo che sia veramente ridicolo dare la colpa al “maschilismo”, forse ha un po’ più senso tornare a valorizzare le figure maschili di riferimento, prima di tutte la figura paterna, e magari insegnare che i principi di “autorità” e “disciplina” non sono stupidaggini e retaggi del Terzo Reich.

    Per concludere, a me risulta che sempre più donne si lamentino del fatto che “non ci sono più gli uomini di una volta”, a Lei no? Basta voler ascoltare anche le tantissime donne che non sono iscritte a partiti di sinistra, che non leggono solo giornali di sinistra e che non si definiscono “femministe”, e cioè la stragrande maggioranza, quelle in carne ed ossa che si vedono tutti i giorni.

  6. Laura Eduati

    Laura Eduati

    30 maggio 2011 at 21:47

    Claudio, il punto che sollevi è inaspettatamente interessante. In Spagna l’omicidio è sempre stato punito, a prescindere. Dunque anche prima del varo della legge sulla violenza domestica, gli uomini che maltrattavano, perseguitavano e infine ammazzavano le loro mogli andavano dritti in carcere.
    Poiché questo tipo di omicidi non accennavano a calare, ad un certo punto ci si è chiesti cosa si potesse fare. E si è scelto di inquadrare la legge all’interno di una riflessione molto più ampia, culturale, una riflessione che tu sembri eludere: perché molti uomini uccidono le loro compagne? Si tratta di una fattispecie di reato molto diversa dalle altre. Sei d’accordo? Oppure ti sembra tutto sommato casuale che, in Italia per esempio, la maggioranza relativa degli omicidi avvenga nelle famiglie (basta leggere le cronache) e che la maggioranza schiacciante delle vittime è donna? Quando dico “maggioranza relativa” intendo che ne uccide più la famiglia (il marito, il padre, l’ex, il fidanzato) che la mafia. Ti sto citando le statistiche del ministero dell’Interno, non di gruppi femministi.
    Posso concordare con te nel dire che risolvere un problema soltanto con le manette e con il carcere non è affatto dirimente, e che ci vorrebbe qualcosa di più.
    Mi sembra che tu, semplicemente, ce l’abbia con le femministe. Smettila di guardare loro e guarda il problema. Non ti piace come viene affrontato? Bene, proponi una soluzione. Oppure pensi che questo problema non esista?
    Non ti accuso di maschilismo, né di essere a favore delle violenze sulle donne. Dico soltanto che sei semplicemente ossessionato dal femminismo e, va bene, anche molti uomini cadono vittima delle loro mogli. Questo è certissimo. Ma, ripeto, non esiste una cultura millenaria secondo la quale gli uomini devono ubbidire e sottostare alle regole delle mogli. Mentre una culturale millenaria secondo la quale le donne devono ubbidire e sottostare alle regole degli uomini esiste, eccome. O no?

  7. Claudio

    30 maggio 2011 at 20:45

    Caro Enrico, dipende che si intende per “maschilista”, per anni ci è stato propinato il seguente schema: “maschilista=disprezzo per le donne, femminista=depositaria di verità assoluta e incapace di disprezzare”, che è un concetto cervellotico, come tutti i concetti partoriti dalle “menti” femministe.
    Lo spunto più interessante è arrivato da una risposta che ho ricevuto poco sopra secondo la quale se non mi piace Zapatero e non mi piace l’aggravante anti-uomini allora sarei a favore della violenza sulle donne.
    Dimmi te se questo è ragionare!

  8. Enrico

    30 maggio 2011 at 17:39

    30V11
    grazie laura,
    riesco a leggere la tua risposta solo oggi.
    mi sembra che tutto sommato se la politica di zapatero sull’immigrazione non è troppo diversa da quella di maroni, a parte che uno è pacato e di sinistra e l’altro urlante e di destra possiamo dissentire da entrambe con convinzione.
    rigardo a claudio chiedo scusa se t’ho dato del destrorso: credo che alcune tue posizioni sulla sordità di un certo femminismo diano spunti interessanti, ma il fatto che un elettore di rifondazione venga confuso (senza intenzione, lo assicuro) per un convinto maschilista (se di confusione si può parlare) ne da altrettanti
    almeno…
    enrico

  9. Claudio

    30 maggio 2011 at 16:23

    …dimenticavo, scusi, l’”illustre” Zapatero è quello che vorrebbe riscrivere le favole per bambini perché “maschiliste”, quindi figuriamoci che idea potrà avere degli uomini e delle donne….
    Spero che almeno questa cosa (che sembra una barzelletta ma è così) non Le sia sfuggita

  10. Claudio

    30 maggio 2011 at 16:00

    Gentile sig.ra Eduati,

    mi sa che è Lei che non legge bene quello che scrivo, Le avevo detto che i link non potevo postarli, se mi fornisce un indirizzo email posso mandarle parecchio materiale utile.

    Mi scusi ma non posso avere sottomano tutti gli articoli delle leggi spagnole (non ho sottomano nemmeno quelle italiane), comunque se vuole, su internet c’è una petizione dove si chiede anche per l’Italia una legge come quella del “grande” Zapatero, una di queste petizioni la trova anche sul sito della Provincia di Crotone (vada su quel sito e all’indirizzo provincia crotone it aggiunga lo slash, poi la parola “informazione”, poi un altro slash e poi “news”, poi “.php” e alla fine “?Cod=1579″), e vedrà che troverà anche uno stralcio che dice

    ————————————————-
    La nuova norma ha modificato anche il Codice Penale, stabilendo pene più dure riguardo alla violenza di genere e di coppia, ma soprattutto stabilisce pene di peso differente a seconda che l’aggressore sia un uomo o una donna. All’aggressore di sesso maschile il maggior castigo (questo l’argomento maggiormente polemizzato che ha posto la Legge Integrale come oggetto di verifica d’incostituzionalità da parte del Tribunale Costituzionale spagnolo in quanto discriminatoria nei confronti degli uomini e violante il principio costituzionale secondo cui tutti gli uomini sono uguali dinanzi alla legge).
    ————————————————-

    Se Lei ritiene giusto che essere uomini sia un’aggravante, come se ritiene che sia giusto che molti uomini vengano rovinati da false accuse, grazie anche alla “bella” legge spagnola, allora continui a lodare Zapatero ed il suo seguito femminista.

    Lei inoltre dice che “nessuno, almeno qui, vuole negare le violenze subìte dagli uomini”, a parte che mi sembra che, se non viene negata, viene MOLTO minimizzata (a proposito, non mi ha risposto alla domanda nel mio PS precedente), e comunque mi sembra che nessuno, tranne il sottoscritto ne abbia mai parlato, ***e quì la sfido a smentirmi con riferimenti precisi***, e probabilmente nessuno lo farà mai, ma si continuerà a parlare sempre e solo della violenza in una direzione, quindi il “nessuno vuole negare…” mi sembra più un modo per mettere a tacere chi vuole affrontare quest’argomento (La invito nuovamente a segnalarmi qualcuno di voi che l’ha fatto)

  11. Laura Eduati

    Laura Eduati

    30 maggio 2011 at 15:02

    Gentile claudio, forse non legge attentamente i miei commenti. Lo ripeto: nessuno, almeno qui, vuole negare le violenze subìte dagli uomini. Le ho chiesto di citarmi l’articolo della legge spagnola dove l’aggravante viene data soltanto agli uomini.
    Ad ogni modo, lei è libero di pensarla come crede. Se non le piace Zapatero, se pensa che il suo governo non dovesse fare nulla per aiutare moltissime donne ad uscire da una famiglia violenta, cercando di modificare la percezione culturale secondo la quale una moglie deve obbedire al marito altrimenti sono guai, ebbene, non se ne vergogni e prosegua con le sue certezze.

  12. Claudio

    30 maggio 2011 at 10:25

    Dimenticavo, se vuole avere un’idea di quanto sia “trascurabile” e “marginale” (o addirittura “inesistente”, come sostiene l’illuminatissimo e progressistissimo Governo Zapatero) il fenomeno della violenza al femminile, vada su google e digiti “violenza donne blogspot” e troverà molti articoli, dati e ricerche interessanti.

    P.S.: una domanda piccola piccola: non sarà che un uomo che subisce violenza da una donna tenda a tenersela per sé per non fare la figura del fesso? Non corre forse più il rischio di sentirsi ridere in faccia? Siamo così sicuri che anche questo fenomeno non esista?

  13. Claudio

    30 maggio 2011 at 09:40

    Gentile sig.ra Eduati,

    in merito agli stranieri, un conto è “sbraitare” o “bestemmiare”, un conto è sparare, se poi, siccome da una parte c’è la Lega, e dall’altra uno con il bollino “sinistra” e che ha fatto l’inseminazione artificiale per chiunque, allora dobbiamo usare due pesi e due misure, allora vabbeh, è inutile continuare a parlarne.

    Le avevo scritto che in un precedente commento avevo inviato dei link, ma, essendoci dei link il mio commeno è tutt’ora “In attesa di approvazione”, quindi non so come accontentarla.

    Le avevo comunque citato un’inchiesta del settimanale “Epoca” (forse, siccome è “conservatore”, dobbiamo partire dal presupposto che sia in malafede?) , di cui riporto sotto uno stralcio:

    ————————————————
    Dati dell’Annuario statistico della polizia alla mano, il newsmagazine madrileno mette a nudo una realtà che non appare quasi mai nei tg e sui giornali.
    I maschi rappresentano il 22 per cento dei morti ammazzati all’interno delle mura domestiche e il 44 per cento del totale della violenza tra partner, sposati e non. Eppure, il ministro spagnolo del Lavoro e degli affari sociali, Jesús Caldera, afferma: «La violenza delle donne sugli uomini è minima». Invece il ministro della Giustizia, Juan Fernando López Aguilar, riconosce: «Non esiste, negli ospedali e nei commissariati, una casistica degli uomini maltrattati».
    ————————————————

    La cosa che più mi da fastidio è questo voler mettere a tacere la questione con risposte che suonano come ***autentiche pernacchie*** (un po’ alla “uomini, voi siete tutti uguali, state zitti e non rompete le scatole!”, finche lo fa un/una giornalista è un conto, il problema invece è se lo fa il Governo, purtroppo quando l’ideologia femminista prevale sulla ragione questi sono i risultati: gli uomini devono essere puniti in quanto tali, e soprattutto stare zitti! E meno male che con le donne al 50% nel Governo le cose potevano solo migliorare, pensa se peggioravano!

    Vedo che poi Lei non ha risposto alla questione sulle false accuse nei confronti degli uomini, probabilmente la cosa non La interessa, certo che se fossero state nei confronti delle donne allora….

  14. Laura Eduati

    Laura Eduati

    29 maggio 2011 at 22:11

    volevo scrivere, naturalmente, un’aggravante (con l’apostrofo)

    sempre a claudio: sparare ai migranti è gravissimo, nessuna attenuante.

    Enrico: il bonus ai migranti per andarsene a casa si chiama rimpatrio assistito e non è un’invenzione di Zapatero. La Spagna, fino a pochissimi anni fa, era il terzo Paese di immigrazione insieme a Italia e Stati Uniti per percentuale di crescita della popolazione immigrata. Proprio come l’Italia, in pochi anni la Spagna ha accolto quattro milioni di stranieri (10% della sua popolazione), e questo perché c’era lavoro e il Paese era in crescita. Con la crisi, molti di questi migranti sono rimasti disoccupati e il governo socialista ha pensato di incentivare il ritorno in patria con uno strumento che non è il rimpatrio coatto, ma sobbarcandosi anche dei costi.
    Il rimpatrio assistito è volontario, e spesso è sollecitato dagli stessi migranti che, se non vedono prospettive future, possono anche pensare di tornare a casa. Non tutti i migranti, infatti, progettano di rimanere per sempre lontani dal loro Paese e questo succede ovunque.
    Insomma, non mi sembra un fatto così grave se un governo decide di finanziare i rimpatri volontari.
    Ad ogni modo, la politica sull’immigrazione di Zp non è molto diversa da quella di Maroni: non ha mai sbraitato né bestemmiato contro gli stranieri, e questa è forse la sostanziale differenza (né ha messo in atto respingimenti in alto mare)

  15. Laura Eduati

    Laura Eduati

    29 maggio 2011 at 22:02

    Eccomi, con un po’ di ritardo. Avete sollevato molte questioni.
    In primis, a Claudio: vorrei che tu mi citassi l’articolo della legge spagnola sulla violenza di genere dove si esplicita che essere uomini è un aggravante. Io non l’ho trovato, nonostante me ne sia occupata a lungo. Forse è una mia svista.
    Conosco benissimo le critiche a quella legge, che è sicuramente perfettibile. Zapatero e il suo governo hanno avuto il merito di affrontare quella che, ovunque, è una piaga sociale e culturale ovvero gli abusi famigliari dove le donne, nella stragrande maggioranza, sono vittime. Poiché non appartengo a nessun gruppo femminista ma faccio semplicemente la giornalista, so bene che anche alcuni uomini vengono uccisi dalla moglie o dalla compagna. Negarlo sarebbe stupido e peraltro quelle donne assassine vengono processate, esattamente come gli uomini. Lo sforzo di Zp è stato sia legislativo che culturale. In un Paese dove le botte alla moglie erano quasi un fenomeno folcloristico ( e se gli uomini picchiano le donne è perché c’è un vantaggio fisico indubitabile, mentre è molto difficile che una donna picchi un uomo), i socialisti hanno reso visibilissimo il problema, sanzionandolo a livello penale e facendo campagne pubblicitarie e mediatiche per modificare un atteggiamento culturale che, ammetterai, è retrivo.

  16. Claudio

    29 maggio 2011 at 21:50

    Durante una manifestazione degli “indignados” un gruppo femminista, ha, come al solito, cercato di strumentalizzare la protesta appendendo un minaccioso striscione con scritto “La revolución será feminista o no serà”, a quel punto migliaia di indignados hanno reagito gridando “fuori fuori” sostenendo che la loro protesta non ha sesso ed è di tutti. Fra gli applausi della folla un manifestante ha strappato lo striscione femminista, unico fra le migliaia di altri striscioni e manifesti ad essere stato rimosso.
    Finalmente una bella notizia!

  17. Jennifer

    29 maggio 2011 at 12:58

    Cara giornalista, è proprio difficile capire cosa sia successo in Spagna e quali siano le colpe di Zapatero. Le scuole vanno meglio delle nostre, i treni sono veloci e puntuali, lo Stato se ne frega della Chiesa, il turismo tira……

  18. marco p.

    28 maggio 2011 at 02:30

    Alla c.a. di Laura

    Segnalo il video di 30 secondi sul sito del Corriere della Sera girato durante lo sgombero degli “indignatos” a Barcellona. Credo che, visto il filmato, brevissimo ma che cita nel suo titolo i cento feriti,anche tu sarai d’ accordo che non tutti gli indignatos dovrebbero dire gracias a Zapatero.
    A parte l’ episodio di oggi, il problema vero e’ che gli Obama e gli Zapatero sono importanti ma sino a un certo punto. Le societa’ occidentali sono governate anche da altri poteri.

  19. Claudio

    27 maggio 2011 at 13:25

    Enrico, sulla mia presunta “identità di destra” ti informo che sono un ex-militante PRC ed ex-elettore di sinistra (da un po’ di tempo non vado più a votare).
    Sul “patriarcato” diciamo che, al giorno d’oggi dove le coppie si sfasciano molto rapidamente, parlare di “patriarcato” è come parlare di cowboys, pellerossa e diligenze.
    Piuttosto, che ne pensi del capolavoro di Zapatero che stabilisce (non so se solo per la “violenza di genere”) che essere uomini è un aggravante? La condividi, o, come me la ritieni assolutamente scandalosa e disgustosa?
    E che ne pensi dell’ideologia femminista che contraddistingue il governo spagnolo? A me fa venire i capelli bianchi se penso a cosa potrebbe accadere se ci fosse anche in Italia (anche se pure l’Italia per certe cose non scherza)

  20. Enrico

    27 maggio 2011 at 12:39

    27V11
    caro claudio, grazie per condividere con noi i dubbi seri che esprimi, magari sottintesi e non espliciti, sull’identità di destra e patriarcale che pure proclami.
    è evidente che non ci credi fino in fondo e questo ti fa onore, altrimenti saresti un sallusti qualsiasi (e non scriveresti su questo sito).
    invece chiedo a laura, che vedo bene informata, dettagli sulla legge che prometteva a tutti gli immigrati il rimborso dei contributi versati in spagna e un bonus una tantum se solo… se ne tornavano al loro paese.
    questo lo scandalo di un zp in difficoltà, non la solerzia omicida di qualche membro della guardia civil (che per esperienza diretta vi dico non essere un corpo affollatto di militanti del rispetto dei diritti umani): quando ci servi, caro immigrato, vieni ‘chè pontifichiamo un po’ insieme sulla società multietnica, quando non più… fora di ball, anche se in maniera più socialdemocraticamente gentile.
    che schifo
    enrico

  21. Claudio

    27 maggio 2011 at 08:40

    Questione immigrati: se quel fatto fosse successo in Italia, con questo governo, si sarebbe parlato a lungo di fascismo, razzismo e nazismo, non si capisce come mai se lo fa la “illuminata” Spagna di Zapatero allora le attenuanti sono imperative.

    Per quanto riguarda la disparità a discapito degli uomini, ieri mattina avevo risposto citando anche diverse fonti che dimostrano che per la legge sulla “violenza di genere” essere uomini è un aggravante, ma il mio commento non lo vedo, evidentemente non è stato accettato (forse perché c’erano dei link…non lo so…). La cosa che più mi urta è che questa cosa venga addirittura negata, il che la dice lunga sulla mentalità che ha la sinistra ha nei confronti del mondo maschile.

    Argomento “violenza di genere”: Zapatero e la “gentile” metà del Governo condannano, giustamente, la violenza sulle donne, e poi, non solo non si occupano di quella sugli uomini, ma la negano addirittura, nonostante un’inchiesta di un settimanale spagnolo, che, dati dell’Annuario statistico della polizia alla mano, mette a nudo una realtà che non appare quasi mai nei tg e sui giornali, gli uomini rappresentano il 22 per cento dei morti ammazzati all’interno delle mura domestiche e il 44 per cento del totale della violenza tra partner, sposati e non.
    Questo è il risultato dell’ideologia femminista al governo, con tutto il suo disprezzo verso il mondo maschile (anche se c’è chi si ostina a dire che non è vero, negando una verità ampiamente evidente).

    Per non parlare poi del fenomeno delle false accuse nei confronti degli uomini, altro argomento che, non si capisce perché, deve passare sotto silenzio, evidentemente qualcuno/a è convinto/a che gli uomini debbano subire in silenzio.

    Nella “Spagna dei diritti” è consentito ad una donna single (perché magari con un carattere insopportabile) di farsi inseminare e determinare che il proprio figlio non debba avere il padre, questi non sono “diritti” questa è prepotenza del più forte sul più debole (il bambino, che non ha chiesto a nessuno di essere messo al mondo)

  22. Claudio

    26 maggio 2011 at 10:07

    Se a sparare agli immigrati fosse stata l’Italia si sarebbe sicuramente parlato di fascismo e nazismo, mentre se è la “illuminata” Spagna di Zapatero a farlo allora fioccano le attenuanti (eh beh se ha il 50% di donne al Governo come può avere sbagliato, no?).

    Per quanto riguarda la disparità a scapito degli uomini PER LEGGE vi segnalo:

    *****************************************************************
    http://www.falseaccuse.it/2010/09/24/spagna-350-false-accuse-al-giorno-da-mogli-in-fase-di-divorzio/
    Spagna: 350 false accuse al giorno, da mogli in fase di divorzio
    Una casa danese ha prodotto un documentario in cui mostra che in Spagna ci sono circa 350 denunce false di abuso ogni giorno. Con “False accuse in Spagna”, RVproductions documenta che la legge spagnola discrimina gli uomini ed elimina il principio della presunzione d’innocenza, poiché gli uomini denunciati finiscono automaticamente in carcere.

    http://bottegadolls.forumcommunity.net/?t=20424757
    (….) Si introducono nell’ordinamento giuridico spagnolo misure di azioni positive con l’obiettivo di sovvertire la situazione di disuguaglianza che, essendo latente nella coscienza collettiva, colpisce direttamente la donna. (….) La nuova norma ha modificato anche il Codice Penale, stabilendo pene più dure riguardo alla violenza di genere e di coppia, ma soprattutto stabilisce pene di peso differente a seconda che l’aggressore sia un uomo o una donna. All’aggressore di sesso maschile il maggior castigo (questo l’argomento maggiormente polemizzato che ha posto la Legge Integrale come oggetto di verifica d’incostituzionalità da parte del Tribunale Costituzionale spagnolo in quanto discriminatoria nei confronti degli uomini e violante il principio costituzionale secondo cui tutti gli uomini sono uguali dinanzi alla legge) (….)

    http://www.aduc.it/notizia/chiesta+abrogazione+della+legge+contro+violenza_114911.php
    SPAGNA – Chiesta l’abrogazione della legge contro la violenza di genere
    A cinque anni dal suo varo, la legge contro la violenza di genere incontra molte resistenze. Un gruppo di 71 associazioni ha annunciato che ne chiederà “l’urgente abrogazione” a Las Cortes (organo legislativo) giacché “calpesta ogni giorno i diritti fondamentali di qualsiasi ordinamento giuridico che miri a strutturare uno Stato democratico”. Nel comunicato esse sostengono che “per il mero fatto d’avere un cromosoma diverso”, la metà della popolazione -quella maschile- “è considerata preventivamente colpevole poiché s’inverte il significato dell’onere della prova quando sono gli uomini a essere denunciati”. Il comunicato è firmato da associazioni di nonni “separati dai nipoti”, di femministe per la custodia condivisa e di padri separati.

    Per quanto riguarda invece la “violenza di genere”, altro articolo interessanti
    http://www.centrostudi-ancoragenitori.it/gender-question/quando-luomo-a-essere-malmenato.html
    «Chiamo le persone decenti a vincere la violenza machista. Abbiamo le leggi più avanzate, però continua la violenza criminale degli uomini contro le donne, con già 62 vittime quest’anno» ha tuonato lo scorso 28 novembre, al senato spagnolo, José Luis Rodríguez Zapatero, 46 anni. Il premier socialista (iperfemminista) si è però dimenticato di denunciare che pure il gentil sesso picchia duro e arriva a uccidere consorti e compagni.
    «Violenza domestica: quello che non si racconta. Il 44 per cento delle vittime sono uomini» scrive il settimanale conservatore Epoca.
    Dati dell’Annuario statistico della polizia alla mano, il newsmagazine madrileno mette a nudo una realtà che non appare quasi mai nei tg e sui giornali.
    I maschi rappresentano il 22 per cento dei morti ammazzati all’interno delle mura domestiche e il 44 per cento del totale della violenza tra partner, sposati e non. Eppure, il ministro spagnolo del Lavoro e degli affari sociali, Jesús Caldera, afferma: «La violenza delle donne sugli uomini è minima». Invece il ministro della Giustizia, Juan Fernando López Aguilar, riconosce: «Non esiste, negli ospedali e nei commissariati, una casistica degli uomini maltrattati».
    *****************************************************************

    Come vede ci sono cose molto interessanti sulla “illuminata” Spagna di Zapatero, bisogna vedere se queste cose le si vogliono vedere (scusate il gioco di parole), oppure se si deve sepre partire dal presupposto che gli uomini sono sempre colpevoli, brutti e cattivi e le donne sempre tutte sante e sempre tutte vittime, come un po’ troppo spesso succede a sinistra

  23. Laura Eduati

    Laura Eduati

    25 maggio 2011 at 22:01

    Rispondendo ad entrambi, in generale: le due legislature di Zapatero non sono state soddisfacenti in molti punti. Ma è indubitabile che la sua azione da capo del governo, al di là della gestione concreta, ha modernizzato la Spagna portandola nel campo dei diritti alla pari dell’Europa del Nord. Sul resto, possiamo discuterne per settimane…

  24. Laura Eduati

    Laura Eduati

    25 maggio 2011 at 21:58

    Claudio,
    l’episodio a cui ti riferisci accadde nel 2005, quando centinaia di migranti tentavano di entrare in territorio spagnolo scavalcando le reti di Ceuta e Melilla (piccole enclave spagnole in Marocco). Una sera la Guardia Civil aprì il fuoco e ammazzò cinque persone. Fu aperta un’inchiesta. Non credo Zapatero avesse dato direttamente l’ordine di sparare. Ad ogni modo, la sua politica sull’immigrazione non differisce molto da quella di tutti i paese europei – Italia compresa.
    Non capisco se parli, in seconda battuta, della legge sulla violenza domestica. Non è vero che un uomo, per lo stesso reato, paga una pena superiore. Piuttosto, viene calcolata un’aggravante per chi ammazza il coniuge. Non è la stessa cosa-

  25. Claudio

    25 maggio 2011 at 21:45

    Ma sbaglio o Zapatero è quello che tirava ai barconi coi clandestini (pensa se lo faceva l’Italia!!!!!).
    Zapatero poi è ha avuto la “geniale” idea di fare una legge dove è previsto che per lo stesso reato un uomo paga una pena superiore.
    Quindi “gracias” proprio NO!

  26. marco p.

    24 maggio 2011 at 06:36

    Il governo Zapatero, che comunque e’ ancora in carica, ha avuto molti aspetti positivi ma l’ adesione acritica al neoliberismo era esplicita ed evidente sin dall’ inizio del suo lavoro. E’ la strada che sta percorrendo tutta la socialdemocrazia europea e che fino ad ora solo la Link in Germania aveva contrastato in maniera visibile.L’ azione del movimento dei giovani spagnoli in questi giorni ha avuto un eco molto piu’ vasto ma e’ evidente la critica forte anche alle politiche economiche dei socialisti. Speriamo in un successo domenica di Pisapia e De Magistris ma questa critica non va nascosta e dopo i ballottaggi dovrebbe far discutere anche la sinistra italia. Penso pero’ che questo non avverra’.