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Milano, fatwa contro Vendola. Piccardo: «Ma l’Islam non odia i gay»

Angela Mauro Pubblicato da
il 9 maggio 2011.
Pubblicato in Diritti, gli Altri, Politica.

Ci mancava il gusto piccante dell’attacco dal mondo musulmano. Ed è arrivato. Nella sempre più infuocata campagna elettorale per le comunali di Milano si inserisce la fatwa dell’imam della moschea di Segrate, Ali Abu Shwaima. «I musulmani di Milano – dice – non devono votare i candidati della lista di Sinistra Ecologia e Libertà perché il suo leader, Nichi Vendola, in quanto omosessuale, ha una condotta che non va d’accordo con l’etica islamica». Un intervento pronunciato a sorpresa ad un convegno organizzato dal coordinamento delle donne musulmane a sostegno della candidatura di Davide Piccardo, musulmano nelle liste di Sel per il comune.

Piccardo, se l’aspettava?

Quando ho deciso di candidarmi con Sel, avevo messo nel conto una roba del genere, anche se non con questa forza e così in pubblico.

Perché?

Perché all’interno del mondo musulmano c’è chi la pensa in questo modo, anche se si tratta di una posizione minoritaria.

Cosa replica?

La comunità ha appoggiato la mia candidatura, lo ha fatto l’Ucoii. Fouad Selim, membro del direttivo dell’Ucoii, è intervenuto subito dopo l’intervento dell’imam di Segrate per prendere le distanze da quello che aveva detto. Noi dobbiamo lavorare ad una società che difenda i diritti di tutti. Le scelte personali sono un fatto privato.

Pensa che a questo punto ci sia un problema di rapporti tra mondo musulmano e sinistra?

Noi siamo impegnati a costruire ponti tra mondi diversi. Io sono un ponte e lo sono le persone che condividono gli stessi obiettivi di mettere in comunicazione realtà apparentemente distanti. Comunque sono convinto che quella di Shwaima sia una iniziativa personale. Ne prendo atto ma penso che il dibattito sia già terminato.

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