Anticipiamo uno stralcio dell’intervista al candidato sindaco del centrosinistra. Il testo integrale sul numero de “Gli Altri” in edicola da domani.
La posta in gioco è altissima: espugnare il primo feudo del berlusconismo e del leghismo, fare da apripista per un cambiamento che – si spera – coinvolga tutto il paese. «Si può fare», ci dice sereno Giuliano Pisapia, candidato sindaco di Milano per il centrosinistra. Lo incontriamo al termine della conferenza stampa di presentazione della lista Pd per le comunali di maggio. Pisapia, l’esponente indicato da Sinistra Ecologia e Libertà che è costato al partito di Bersani varie sedute di autocoscienza per aver vinto le primarie milanesi contro il Dem Stefano Boeri, ha appena finito di parlare fianco a fianco con Enrico Letta. Si respira un clima che va oltre la semplice cordialità. Tutto vero? Pisapia, “forza gentile” come lo chiamano qui a Milano, assicura di sì: «Non è solo facciata». Ma non sfugge come il vice di Bersani gonfi le amministrative milanesi di una inequivocabile e pericolosa valenza nazionale. «Qui si gioca la fine di un’epoca», tuona Letta. E chi ascolta fa tutti gli scongiuri di rito. Che non sia una minaccia ad uso interno? Della serie: cara Sel, se va male a Milano, addio primarie per la premiership, addio sogno vendoliano. Pisapia schiva le polemiche e sta sul concreto. Prima di evocare test nazionali, bisogna parlare dei «problemi reali della città, solo così si vince…». Un passo per volta.
Milano anticipa tutto quello che succede a livello nazionale in politica. Anche le comunali 2011 hanno questa valenza? Oppure Letta le carica di troppi significati?
Dobbiamo vincere per cambiare Milano. Per vincere, dobbiamo concentrarci sui problemi dei milanesi perché c’è una disillusione che si batte solo parlando dei problemi reali e concreti della città. E cioè dobbiamo far comprendere a tutti coloro che sono indecisi, o che non vogliono andare a votare, che veramente questa volta Milano può cambiare. Segnali forti ce ne sono già. Le primarie sono state fondamentali per restituire vivacità e impegno politico a questa città. Già per le primarie sono tornate a votare otto mila persone che non avevano votato nelle ultime due tornate elettorali! Certo, Milano è la città di Berlusconi. Questa volta Berlusconi aveva detto che non si sarebbe candidato, salvo poi tornare sui suoi passi e decidere, come ha fatto, di fare da capolista, sulla base sicuramente di qualche sondaggio. È anche questo un segnale che parla della possibilità che a Milano si dia una svolta che poi valga per tutto il paese [...]
Casini dice che il Terzo polo non darà indicazioni di voto in un eventuale ballottaggio tra lei e la Moratti. È un’apertura.
Credo che sia una scelta importante dal punto di vista generale. Significa che lo stesso Casini si rende conto che un invito a votare Moratti o Berlusconi non porterebbe risultati positivi per il suo stesso partito. È un importante elemento che tiene conto dei dati emersi da sondaggi recentissimi. E cioè che il 50 per cento degli elettori del Terzo polo ha fiducia nella mia persona, mentre soltanto il 28 per cento ha fiducia nella Moratti e solo il 20 per cento in Berlusconi [...]
Oggi il rapporto con il Pd è rose e fiori come sembra?
Sicuramente dopo le primarie c’è stata una grossa difficoltà perché ben pochi all’interno del Pd si aspettavano un risultato come quello che c’è stato. Credo di aver fatto una scelta giusta scegliendo di dialogare con gli iscritti del Pd, con la base del partito. I dirigenti locali su questo hanno dato il loro contributo, hanno capito che a Milano questa volta si può vincere […]
Programma unitario: quali priorità?
L’Officina per Milano ha elaborato un programma partendo dal basso e dalle parti migliori dei programmi dei quattro candidati alle primarie. Da parte del sindaco, la priorità è dare maggiore capacità di ascolto, creare tutte quelle condizioni che possono determinare un rapporto dialettico con i cittadini. L’obiettivo finale è far ritornare Milano capitale del lavoro e città dei diritti [...]
continua in edicola… buona lettura!
[
Pingback: arthur shtaynberg
Pingback: Credit Debt
Pingback: unlimited furniture
eva
17 aprile 2011 at 22:06
Errata corrige : “…un animo e uno sguardo dediti e rivolti a valori ben precisi
eva
17 aprile 2011 at 22:04
Caro Pisapia
Se cambia qualcosa a Milano…è un buon inizio per cambiare molto in tutta l’Italia.
Concretezza, lo credo bene, con tutti i problemi che ha la povera gente e la classe media impoverita!
Dialogo, ne sono certa, da persona gentile qual è.
Ma… non tiepidezze, non soluzioni pasticciate per accontentare i PD troppo rosa e filo capitalisti, non veltronismi senza futuro! Abbiamo visto a dove porta tutto ciò e ne stiamo pagando lo scotto.
E’ ora che le scelte politiche prendano sul serio i problemi seri: lotta all’ inquinamento, stop al territorio mangiato dal cemento, mettere al primo posto la dignità dei lavoratori rubata in questi anni, salari veri, stop alle consulenze selvagge, trasparenza, fermare le oscene disuguaglianze in ogni settore…Lo so che un sindaco è soprattutto un avveduto amministratore, ma da lei ci si attende un animo e uno sguardo a valori ben precisi