Pia Covre: «Amiche di sinistra, non andate in piazza contro “altre donne”»

Angela Azzaro Pubblicato da
il 4 febbraio 2011.
Pubblicato in Cultura, Diritti, Donne, gli Altri, Politica.

Sante o puttane. È tornata questa odiosa e vetusta divisione tra donne. da una parte le buone, dall’altra le cattive. Negli anni settanta il femminismo lo aveva capito e aveva criticato il potere che le metteva le une contro le altre in nome di una centralità maschile che andava criticata. oggi la storia ritorna come farsa. Una terribile farsa. Perché in nome della battaglia contro il padre padrone Berlusconi detto Papi si sta riproponendo la divisione tra cittadine di serie a e cittadine di serie B. da una parte le madri di famiglia e le lavoratrici rispettabili e dignitose, dall’altra ruby, le indecenti e le sex worker. Il rischio, diciamo con Pia Covre, del movimento per i diritti civili delle prostitute, è che però il prezzo lo paghino tutte le donne. In nome di un moralismo che sa tanto di sacrestia i nostri diritti e soprattutto le nostre libertà conquistati in tanti anni di riflessioni e di manifestazioni potrebbero essere fortemente intaccati. «Chi manifesta – sottolinea Covre – lo dovrebbe capire». Nelle sue parole la speranza che si possa tornare indietro e che le manifestazioni indette per il 13 febbraio abbiano un segno diverso, non perbenista. Ma anche la delusione di chi come lei da tanti anni si batte per l’autodeterminazione e i diritti delle prostitute e che oggi si sente abbandonata, se non tradita, da quella sinistra di cui invece fa parte.

Manifestazioni, appelli, donne in piazza contro ruby. Che cosa sta accadendo?

Intanto preciso subito una cosa: anche noi vorremmo che cadesse il governo Berlusconi. solo non è questa la strada.

Quella della caccia alle streghe?

Esatto. C’è una esagerazione dovuta alla mediatizzazione del caso ruby che di fatto sta distogliendo l’attenzione dai veri motivi di critica. Ho come l’impressione che molte che vanno in piazza in questi giorni guardino il dito e non la luna.

Quale sarebbe la luna?

L’attacco costante ai nostri diritti e uno smantellamento del welfare che ricade sempre sulle donne.

Tutte dovremmo dire basta, ma non perché ci sono donne che si sono prostituite, ma perché c’è un sistema democratico in crisi che rischia di diventare un regime. Invece di fare la battaglia contro il premier, si sta cadendo nella trappola di criticare le altre donne. In questi anni, con ordinanze amministrative sulla sicurezza e con la legge sulla prostituzione, le sex worker sono state ulteriormente criminalizzate con una ricaduta pesante per le immigrate, soprattutto per quelle che sono le più vulnerabili perché vittime di sfruttatori e trafficanti. Perché le donne che oggi vanno in piazza, allora non hanno fatto sentire la loro voce? Perché non la fanno sentire contro i Cie dove le straniere vengono rinchiuse e anche violentate?

Secondo lei qual è il vero motivo?

Le donne che vanno in piazza in questo momento, non tutte certo, stanno facendo l’interesse dei par-titi che di fatto sono a maggioranza maschile. sono poche coloro che riescono a far sentire la loro voce, per la maggior parte c’è una subalternità. In questo momento fa comodo usare le donne per battere Berlusconi, c’è quindi una strumentalizzazione.

Alcuni giornali di sinistra usano la parola troia per indicare e offendere le “olgettine”. La si è sentita usare anche dalle donne in piazza. Le piace?

Non c’è nulla da dire, è una parola che si commenta da sola.

Ma c’è differenza tra le sex worker e ruby?

Le sex worker sono lavoratrici a cui si negano i diritti riducendole ad una condizione senza dignità: niente tutela giuridica, nessuna protezione sociale. Nel proprio lavoro definiscono a priori tariffa e prestazione. Le giovani che invece fanno scambio “provvisorio” di ses

so per carriere e regali o soldi sono semplicemente donne che cercano di avvantaggiarsi usando le proprie risorse fisiche, forse le uniche che hanno, nella speranza di migliorare la loro condizione sociale. Non si può assimilare una lavoratrice del sesso ad una “carrierista disposta a tutto”. Il problema però oggiè un altro. È la criminalizzazione dello scambio sessuale. Invece di prendersela con il premier che va con le ragazze, ce la si prende con quelle ragazze. “Basta” va detto a Berlusconi, non a ruby.

Cosa pensa di chi usa il corpo per fare carriera?

L’uso del corpo come mezzo di seduzione da parte delle donne è questione antica. C’è chi lo fa per fare spettacolo, chi per conquistare un uomo e sposarsi. L’elemento criticabile è quello della corruzione e del ricatto a cui eventualmente vengono costrette coloro che vogliono lavorare in televisione. Così come è criticabile la ricompensa fatta dando incarichi politici, superamento di esami o altro a discapito di chi se li meriterebbe.

Cosa direbbe a chi dice di sentirsi indignata da chi “vende” il proprio corpo?

va rispettata l’autodeterminazione per ogni scelta individuale, comunque vendere servizi sessuali non è vendere il corpo e non significa neanche accondiscendere al potere maschile.

Secondo alcuni e alcune, il problema è che le ragazze come ruby e Minetti vengano poi elette.

Il problema della selezione della classe dirigente esiste per le donne come per gli uomini. oggi nessuno dell’opposizione si ricorda di dire che la legge elettorale andava cambiata e non lo hanno fatto. È una vergogna.

Però ce la si prende solo con le donne.

Infatti. Ma la crisi della rappresentanza e della democrazia va posta in maniera complessiva. anche gli uomini spesso vengono scelti perché amici o servi del premier. Così si va verso un regime. Le femministe o le tante giornaliste e intellettuali che oggi se la prendono con altre donne sbagliano bersaglio. sono posizioni moralistiche che ricadono sulle prostitute.

Un esempio?

La scorsa settimana il sindaco del Pd di arezzo ha emesso l’ennesima ordinanza contro le prostitute. C’è un premier che sta mandando in rovina il Paese e che si fa? si dà la caccia alle sex worker. Ma per favore!

Si parla tanto di donne, ma non esiste invece una questione maschile sempre più macroscopica?

La costruzione del ruolo maschile si è sempre basata sulla forza, il potere, la negazione dei bisogni emozionali, la virilità . Questo influisce sul modo di vivere la sessualità da parte degli uomini. si sta cambiando ma è evidente che ci vogliono tempo e impegno. Le donnemadri su questo devono lavorare molto con i loro figli.

Nell’83 l’incontro dirompente tra movimento delle Lucciole, che nasce a Pordenone l’anno prima, e movimento femminista. entrambi i percorsi si mettono in discussione ma si confrontano e insieme crescono. Oggi non si assiste ad un ritorno indietro?

Non credo. allora fummo molto fortunate ad avere una intellettuale come roberta Tatafiore in grado di creare un ponte e di avere autorevolezza per parlare in entrambe le realtà. oggi roberta purtroppo non c’è più e manca una figura che abbia la stessa forza. detto questo, anche nel movimento femminista ci sono tanti gruppi e singole che non accettano i discorsi moralisti e che hanno scritto documenti e articoli mol-to interessanti, è il caso di “sommosse”

o di “Femminismo a sud”. I loro contributi offrono spunti di riflessione intelligenti.

Come è cambiato in questi anni il mondo della prostituzione?

L’ottanta per cento delle sex worker sono immigrate. Non tutte sono oggetto della tratta, ma spesso sono comunque sotto ricatto a causa delle leggi sull’immigrazione. Hanno quindi una contrattualità molto debole sia per quanto riguarda il valore del loro lavoro, sia per quanto riguarda i loro diritti. Non tutte però, esattamente come quegli operai della Fiat che hanno detto sì all’accordo, sono in grado di ribellarsi o di assumere posizioni forti. Non per questo noi le dobbiamo lasciare sole.

Potreste?

Beh sì, basterebbe battersi – come è successo in olanda – per una legge che tuteli i diritti delle europee. Non era un provvedimento voluto dalle sex worker, ma alla fine è successo questo. si creerebbe così una divisione tra le italiane e le migranti che a me personalmente non interessa. Qui, al Nord, se volessimo potremmo trovare un accordo anche con la Lega: i loro politici vorrebbero regolamentare la prostituzione ma escluderebbero certamente le non comunitarie. Ma noi appunto non lo vogliamo.

E se alla fine Berlusconi cadesse proprio sul caso Ruby?

se si provasse che c’è stata prostituzione con una minore la giustizia dovrebbe fare il suo corso. Tuttavia se con tutti i buoni motivi per mandarlo via, prevalessero invece ragioni di morale sessuale sarebbe una pesante eredità anche per il futuro che si vuole costruire. Il rischio è cioè che questo tipo di cultura illiberale ispiri anche i prossimi governi con ricadute molto pesanti proprio per le donne. Tutte le donne. vorrei che chi va in piazza capisse questo.

Be Sociable, Share!
Puoi seguire gli aggiornamenti di questo articolo tramite il feed RSS 2.0.
Both comments and pings are currently closed.

57 Responses to Pia Covre: «Amiche di sinistra, non andate in piazza contro “altre donne”»

  1. Jennifer

    27 febbraio 2011 at 15:20

    Come cavolo si fa a dire che la prostituzione è un lavoro come un altro? Detto questo, affari loro. Finchè le paga con i suoi soldi non me ne curo.
    Il problema è che le scarica nelle amministrazioni varie nelle quali sono comunque in buona compagnia con faccendieri di ogni risma. Qualcuno dirà che, almeno, sono carine. Certo non si è mai vista una mezzana bella come la Minetti: nei quadri che le ritraggono sono delle ex prostitute brutte e grasse che, non sapendo fare altro, organizzano il meretricio a loro vantaggio.
    Io spero solo che questa faccenda sia la buccia di banana che lo fa cadere, sperando che la sinistra si svegli e si curi delle sorti di un’Italia sempre piu sputtanata in tutti i campi.

  2. emiliofido

    13 febbraio 2011 at 13:52

    e poi scusatemi, ma è questa la società per cui abbiamo combattuto tanti anni? Difendete forse ville di miliardari senescenti nelle quali circolano fiumi di cocaina, difendete ragazzuole che sfoggiano pellicce e gioielli come noi sfoggiamo magliette estive? A questo gioco di equiparare tuto non ci sto ! Un conto sono le prostitute che si vendono per necessità o perchè invischiate in giri più grandi di loro, un conto è questa monnezza .

  3. Red

    13 febbraio 2011 at 11:22

    Una prostituta può essere una donna capace di affetto e rispetto anche durante il suo lavoro, così come un matrimonio può essere invece di un unione d’amore un rapporto mercenario che invece di durare un oretta dura una vita. Un vecchio riccone che va con una ragazzina convinto di far quel che vuole con i soldi è un fallito che, forse, non sa di esserlo, magari un cosiddetto “bavoso”, mentre al contempo esiste un bisogno senile di compagnia con donne in età riproduttiva che riguarda aspetti ancestrali dell’essere uomo ed una donna può essere cinica in tal senso, non saper o non voler distinguere o viceversa avere una sensibilità ed una comprensione enorme.
    Questo per dire che ci vuole delicatezza quando si parla di certe questioni e si fanno giudizi sommari. Se pur non fosse moralismo, per me lo è, si tratta comunque di superficialità! Come tale va combattuta perché può fare danni enormi!
    Non nego che prostituirsi contro voglia, con costrizione, può creare danni psicologici notevoli, ma questa è un altra storia, in tal caso c’è una questione maschile: è l’uomo a perdere la sua dignità! E’ l’immagine e l’essere maschile che ne “esce male” in certi casi.
    Basta strumentalizzazioni e rispetto per chi fa scelte autonome, avendo la piena proprietà del proprio corpo e della propria coscienza.
    Dovremmo combattere l’ipocrisia di chi manda nelle case italiane “una storia italiana” facendosi ben fotografare con la famiglia e poi preferisce altro. E’ l’onestà intellettuale il punto! Non ultima la sicurezza nazionale perché chi è al vertice dello stato deve avere una doviziosa attenzione a non cadere in condizioni di ricattabilità e ricordando fatti storici in cui certe situazioni sono stare usate per carpire interessi strategici nazionali.

  4. emiliofido

    12 febbraio 2011 at 14:06

    ennesimo articolo ridicolo di chi cerca disperatamente di mettersi in mostra sbandierando la propria ereticità rispetto a tutti.In fondo avete ragione, però.Perchè manifestare contro questa gente che guadagna , solleticando le ultime voglie di un gerarchetto a metà tra De Sade e Alvaro Vitali , un bel 5000 euro a botta in barba ai milioni di donne (e uomini) che ci mettono 4 o 5 mesi per tirare su quella cifra? Meglio sfilare a qualche bella manifestazione di Casa Pound o di Forza Nuova…quelli si che non sono bigotti o moralisti

  5. Emanuela

    11 febbraio 2011 at 16:29

    Non vado in piazza contro le altre donne. Rispetto, non solo, approvo il libero arbitrio sulle scelte che ognuna di noi può fare. Quindi escort o burqua se scelto non fa differenza. In piazza ci sono come “società civile” per ribadire che certa politica non ci appartiene, che abbiamo bisogno di govenanti che mettano al centro dei loro pensieri e dei loro atti la “buona politica”. La politica vissuta come ricerca per un bene comune e non come previlegio per se e pochi altri.

  6. franco rosso

    11 febbraio 2011 at 00:03

    @ jonatham. io resto convinto che il b utilizzi la questione sessuale come strumento di potere per il tramite di una trasformazione e banalizzazione per
    mezzo degli strumenti mediatici di cui dispone.
    tutto risulta ben mascherato e fa parte del carattere ipocrita dei vizi di questo popolo.l’ammiccamento furbo, pecco ma mi assolvono, faccio ma non dico,
    e siccome il massimo si infila…proprio nel letto il capo ha detto e dice…
    potete fare tutto quello che volete, -il grande fratello …o la grande sorella..tv.
    non volgio entrare nei dettagli. studiateveli. vi ho indicato qualche film
    ma la letteratura è molto ampia. se poi pensate che il sesso con il potere di b non c’entri tanti auguri.
    e adesso, se permettete, come mi ha suggerito la signora vado a vergognarmi e lascio a lei e a tutta la sua intelligenza tutto lo spazio di cui dispone—del resto nella summa–di nuovo esposta in prima pagina siamo a soli 3 miserelli commenti — e io mi guardero bene dall’intervenire.
    ps ho finito ora di vedere travaglio a annozero. ciao

  7. Jonathan

    10 febbraio 2011 at 19:04

    @franco rosso
    Il succo di quello che dovevo dire l’ho già scritto prima, ma una risposta su un punto è d’obbligo: qui stiamo parlando del sesso privato di Berlusconi, dove a quanto pare non c’è “sopraffazione” mediante uso del potere (ma forse c’è la grave violazione di una legge, quindi non è più un fatto solo privato), ma anche se parlassimo di un “sesso pubblico” propugnato da Berlusconi come mezzo di potere e controllo sulle masse non ci sarebbero elementi per sostenere la tesi.

    Infatti una delle cose meno sopportabili di Berlusconi è, al contrario di quello che tu dici, che lui non ha mai pensato che in questo Stato tutti potessero essere a sua immagine e somiglianza, neppure per ottenere le “briciole” di ciò che lui ha.

    Anzi ha adottato comportamenti personali, come l’utilizzo della prostituzione, sui quali ha ipocritamente predisposto, alimentato e favorito moralismo e strumenti legislativi e repressivi (DDL Carfagna, ordinanze dei sindaci) al fine di ostacolare i “poveri cristi” che vanno a prostitute da 50-100 euro, mentre lui si permette di pagare 2000 o 5000 euro a prestazione.
    A lui il “bunga bunga” con 20 ragazze, agli “sfigati” italiani repressione e 500 euro di multa se li beccano con una prostituta stradale.

    Questo tanto per dire che non è affatto uno che ama dare “panem et circensem” al popolo, anzi glielo mette volentieri in quel posto e certamente ne ride pure (soprattutto perchè questi continuano a votarlo …).
    Passando ad altro esempio di dissociazione tra quello che propone in televisione e quello che vuole fare nel privato, lui, che cerca di abolire le intercettazioni, è quello che ha portato in Italia il Grande Fratello, il cui messaggio è “essere spiati è bello”.

    Insomma, l’instupidimento televisivo c’è sicuramente ma viene usato come strumento di controllo delle intelligenze piuttosto che come merce di scambio elettorale mediante gratificazione del popolo, compreso un sesso superficialmente esibito nelle sue trasmissioni ma in realtà represso nella realtà.

    Lui mediante le televisioni cerca semplicemente di ridurre gli italiani al livello di cretini, perchè per uno come lui i cretini sono elettoralmente essenziali, costituiscono un difficilmente scalfibile zoccolo duro di votanti.
    Le facce ebeti degli spettatori di “Ciao Darwin”, visto che si parla di trasmissioni con procaci figliole, sembrano rappresentare molto bene l’obiettivo che si propone. Ma lo stesso vale per i talk show della D’Urso, della De Filippi e per tanti altri, dove il sesso non è elemento essenziale.