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Il vero pericolo è il “fattismo”

gli Altri Online Pubblicato da
il 6 novembre 2010.
Pubblicato in Cultura, gli Altri, Politica.

Praticamente da quando è nata, questa testata e in particolare il suo direttore sono oggetto di periodiche ondate di rancore essenzialmente per due e due soli motivi: non è “abbastanza” antifascista e non è “abbastanza” antiberlusconiano. Da questi assunti, poi, alcuni difensori particolarmente solerti della purezza antifascista e/o antiberlusconiana fanno discendere, secondo una logica che andava alla grande nella rimpianta Mosca dell’Hotel Lux, un più corposo capo d’accusa: siete in realtà quasi fascisti e del tutto berlusconiani.

La prima accusa, molto sentita dai più giovani e meno potenti tra i nostri antipatizzanti, si basa su elementi scarni: considerati i fascisti esseri umani dotati di cervello e gli vorreste persino riconoscere il diritto a esistere. Di questo passo, in effetti, non si sa dove andremo a finire.

La seconda accusa gode di più vasta diffusione, coinvolge persone meno imberbi e tutt’altro che prive di potere, dunque assai meno scusabili. Si fonda sulla nostra conclamata convinzione che il berlusconismo vada sì strenuamente combattuto, però facendo leva sulle scelte politiche e culturali del presidente del consiglio, non sulle sue abitudini sessuali. Apriti cielo: di qui alla comparsa di Piero Sansonetti nell’apertura del frequentatissimo sito del “Fatto” quotidiano, con tanto di foto, a fianco dei suoi “compagni di propaganda berlusconiana” (Ghedini, Lupi, Santanché e Rotondi) non  c’è voluto molto.

Questi giovani e meno giovani del “Fatto” sono un fenomeno interessante. Vendono molto, a differenza di tutti i loro concorrenti. Fanno tendenza. Intorno al loro giornale e al loro sito si è raccolta una numerosa comunità politico-culturale: nei loro blog gli interventi si contano a centinaia.  Sono forse la realtà più robustamente identitaria che esista oggi in Italia, non solo fra i giornali ma anche fra i partiti propriamente detti. Insomma, esercitano senza dubbio un ascendente più vasto di quanto non possa vantare CasaPound.

Più vasto e, per dirla senza ipocrisie, a nostro parere più devastante. Gli Zetazeroalfa si dichiareranno pure fascisti, e la cosa è certo esecrabile, ma lo spirito del fascismo reale (non di quello futurista e libertario immaginato da CasaPound) è rappresentato assai meglio da chi sventola in prima pagina, come amata bandiera, le manette.

Anche la tendenza a indicare come nemico, traditore e venduto chiunque non condivida il loro modo di vedere le cose rinvia all’essenza intima del fascismo assai più degli slogan del Blocco studentesco, e dubitiamo che un solo blog, fosse pure il più fascista, possa veicolare più rancore, livore, violenza repressa e fantasie totalitarie di quel che passa quotidianamente il sito del “Fatto”. Leggere per credere.

Ma no, compagni antifascisti, non è che ci piaccia CasaPound. Però, mitologia per mitologia,  Marinetti e Corridoni sono più interessanti e più dotati di valenze ribelli di quanto non siano gli eroi del “Fatto”, i pm sempre, i magistrati giudicanti purché non assolvano.

Sbaglieremo, ma in questo paese e per questa sinistra, il Fascio non ci sembra una minaccia preoccupante. Il “Fatto” invece sì.

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31 Responses to Il vero pericolo è il “fattismo”

  1. andrea colombo

    10 dicembre 2010 at 12:19

    Più che altro mi pare cretino giorgio, e di brutta pure. Un caso umano

  2. Giorgio Cappozzo

    Giorgio Cappozzo

    10 dicembre 2010 at 11:33

    «rispecchiano il pensiero di un malatesta, un bakunin o per andare sull’ individualista di uno stirner o di un Bonanno, mah, boh»

    no, non sei analfabeta.
    sei solo anaffettivo. troppe passeggiate, forse.

  3. (A)

    10 dicembre 2010 at 06:52

    minchia zi un pippone simile sulla mia firma la dice lunga sull’ origine del tuo barbone con annesse occhiaie, io quà ce passo ogni 15 giorni per farmi due risate, ma tu zio, c’ hai lasciato la vita quà sopra. Meno pugnette, più passeggiate.

    a proposito il terzo commento non è il mio, ma lo sottoscrivo in pieno, in quanto alla A, non potrei mai definirmi anarchico qui sopra, il giornale dell’ anarchicissimo sansonetti, anzi mentre che ti trovi faglielo a lui un bell’ antidoping politico di modo da scoprire in cosa, le minchiate che fa e dice quotidianamente, rispecchiano il pensiero di un malatesta, un bakunin o per andare sull’ individualista di uno stirner o di un Bonanno, mah, boh

    per la mia firma famo che sta per aNALFAbeta cosi pure andrea colombo è prevenuto.

    buon divertimento, quando c’ ho due minuti passo per un sputazzata…

  4. Giorgio Cappozzo

    Giorgio Cappozzo

    13 novembre 2010 at 11:24

    @(A), mi sono chiesto per qualche minuto cosa fosse quella A della tua firma.

    Ho pensato alla “A” della Lettera scarlatta di Hawthorne. Stava per “adultera” e lei doveva portarla sul petto per ricordare alla comunità puritana di essere la pecora nera.
    Ma non ve bene come ipotesi. Dal tuo tono, non sembri una vittima, ma piuttosto un giudice con acidità di stomaco.

    Ho pensato alla “A” di antifà. In molti hanno speso male parole su questo blog per le vicende che sappiamo. Però vedo che in fondo ti piacciono telese, padellaro, travaglio. Ottimi professionisti ma così legalitari e manettofili da creare qualche imbarazzo a un libertario come te.
    Dunque anche questa ipotesi non regge.

    Ho pensato alla “A” di anonimo. Ci starebbe pure. Gli strali meglio lanciarli da dietro una nube scura. E poi – mi si dirà – l’anonimato sta per “nome collettivo”. Siamo uno e tutti, tutti e nessuno. Può essere. Però se così fosse, ovvero se (A) rivendicasse il nome collettivo, mal si troverebbe con campioni del novecento come Asor Rosa, piuttosto lo criticherebbe. E invece no. Dice: a loro il professor Alberto, a voi Iannone (dove, come, quando?).
    Dunque cade anche questa ipotesi.

    (A), solo tu puoi risolvere l’arcano della (A).

  5. (A)

    13 novembre 2010 at 11:13

    a proposito è stato più sentitamente di sinistra Telese ad annozero (dove il vostro pseudodirettore non viene, giustamente, invitato) che l’ intero archivio video di Sanso-cretinetti e paola (S)concia. Ma che ve lo dico a fare a voi che se non vedete il plastico di vespa o un masi di turno davanti al quale assumere la posa del tappetino, non vi viene duro o bagnata……

  6. (A)

    13 novembre 2010 at 10:58

    dettagli appunto, a prescindere dalla cadenza, un contenitore cacca maleodorante
    settimanale ancora per poco, aspettate che cambi un altro pò il vento e passerete a semestrale, sempre che l’ autocombustione spontanea dei vostri archivi non vi ci tolga dalle palle prima, poi in mezzo a na strada a vendere fazzoletti, se v’ aregge,

  7. Giorgio Cappozzo

    Giorgio Cappozzo

    10 novembre 2010 at 17:51

    “a fallitiiiiii” è la firma?

    p.s. siamo un settimanale, non un quotidiano. dettagli.

  8. (A)

    10 novembre 2010 at 17:31

    ma quanto vi rode il culo da uno a dieci che telese padellaro e C. senza uno straccio di finanziamento vi danno quotidianamente la polvere di qualche centinaio di migliaia di copie? Che sono più indipendenti di voi non dovendo fare le marchette a nessun partito? che hanno una sfilza di nomi che scrivono dalla Ravera ad Asor Rosa passando per Jacopo Fo ed a voi so rimasti Roberto Fiore e Iannone?
    aspettanto che schiattiate definitivamente per venirmi a fumare una canna davanti alla vostra sede con scritto: CHIUSO o VENDESI!

    a fallitiiiiiii

  9. Giorgio Cappozzo

    Giorgio Cappozzo

    9 novembre 2010 at 23:03

    gentile giovanni,
    ricordo – sarà stato l’85, e io sono del ’73 – una litigata furiosa con mio fratello, più piccolo di me di 3 anni. Ad un certo punto, dopo averle tentate tutte – schiaffi, calci, pianti e minacce – se ne uscì con una frase che non dimenticherò: «tu non hai amici, ti odiano tutti».

    Ecco, lei ha risvegliato la mia memoria biografica. Il suo «non vi può vedere nessuno» richiama il «tu non hai amici» che mio fratello, 9 anni, mi urlò in faccia 25 anni fa.

    Lei ha torto. Il giornale guadagna lettori (nulla di stratosferico, ma è comunque premiante) in tempi di frana generale. Mio fratello, purtroppo, aveva una qualche ragione.

  10. aandrea colombo

    9 novembre 2010 at 17:12

    commento scemo….

  11. giovanni

    9 novembre 2010 at 15:58

    la mettiamo che ….non vi può vedere nessuno!!! contenti voi….

  12. aandrea colombo

    9 novembre 2010 at 15:34

    Come la mettiamo de che, giovanni? Mi sfugge il senso della domanda.

  13. giovanni

    9 novembre 2010 at 14:28

    dall’articolo del manifesto di oggi su sansonetti e il boia chi molla devo arguire che anche i compagni del manifesto sono contro il vostro direttore. Come la mettiamo?

  14. andrea colombo

    7 novembre 2010 at 17:58

    Così’ chiarita hai ragione, Angelita. Anche perché alla sola parola “fascismo” pare che alcuni dei nostri lettori perdano la calma e non vedano più altro. Così quello che, giusto o sbagliato che fosse, era un commento sul Fatto (che citava CasaPound solo per gusto del paradosso) è passato per l’ennesimo commento sui fascisti che invece c’entravano pochissimo.
    Citarli, sia pure come paradosso, è stato evidentemente uno sbaglio.
    Kisses

  15. Angela Mauro

    Angela Mauro

    7 novembre 2010 at 17:21

    La parte iniziale del commento di sopra è naturalmente l’intervento di Andrea, l’ho copiato e incollato per chiarezza.

  16. Angela Mauro

    Angela Mauro

    7 novembre 2010 at 17:20

    Non sono mica sicuro di averti capito Angela. Quell’editoriale può essere sbagliatissimo ma non attinge a nessuna “altra cultura”. Dice che oggi la cultura del Fatto è più intollerante, fascistoide e pericolosa di quella di CasaPound. E’ un’affermazione volutamente estrema e provocatoria, ma non priva di motivazioni e argomenti a sostegno.
    Puoi dire che è sbagliata. Che sono entrambe nefaste in egual misura. Che quella dei secondini è comunque meno peggio. Ma cosa c’entrino l’attingere a “culture diverse” non lo capisco.

    @Andrea
    Forse non ho usato l’espressione più appropriata, ma con “attingere ad altre culture” volevo dire che ogni volta si ricade sempre sui fascisti, Forza Nuova, Casapound, ecc. Attingere non nel senso di usare le loro convinzioni, ma nel senso di nominarli sempre come se fossero una ragione di vita. Ho capito che per varie circostanze l’argomento è attuale. Ma non credo che l’unica ragione di vita degli Altri sia discutere del rapporto con i fascisti, dialogo o non dialogo. Ha ragione Lia, sarebbe meglio approfondire le questioni relative al leghismo, anche se forse Lia rivolge il suo suggerimento più agli antifascisti che criticano gli Altri che agli Altri stessi. Ecco, io rivolgerei l’invito agli Altri, invece. Il tutto per dire che bisognerebbe variare gli interessi e gli argomenti di discussione, il modo con cui vengono messi in piedi. Chè questa realtà è complessa e i fascisti non ne sono che una minima parte, cmq. Sennò davvero diamo l’impressione di essere monotematici….

  17. af

    7 novembre 2010 at 16:08

    Gli articoli de IlFatto, ma soprattutto i commenti che li seguono, ricordano le atmosfere orwelliane dei momenti dell’odio.
    Le analisi sono ridotte all’osso e non lasciano spazio alle interpretazioni: fatti e non interpretazioni, dicono continuamente.
    Ogni riflessione più profonda, ogni dubbio manifestato è subito motivo per scatenare insulti da parte dei lettori (berlusconiano, fascista, stalinista, piduista, amico delle banche, radical chic, cricca, casta, luddista anti tecnologico, ecc.).
    Invito tutti a visitare il sito del Fatto e a leggere le centinaia di commenti, quasi tutti tristemente uguali ed omogenei.

  18. Laura Eduati

    lia bonelli

    7 novembre 2010 at 15:47

    Anche io sono onestamente combattuta. Mi piace il post di Mario perché pacatamente mette a fuoco alcuni termini della questione.
    Il primo: “è palesemente in corso una guerra”. Ecco, è proprio quello che anima il sacro fuoco dell’armata travagliesca: siamo in guerra, prendiamo le armi e ammazziamo il nemico. Senza distinzioni. Non c’è contenuto, soltanto forma: la battaglia, l’odio, l’urlo e il furore (manette! codice penale! giudici! sbarre! galera!).
    Come in tutte le guerre, e Mario ha ragione, non si perde tempo a fare distinzioni e dunque basta un soffio per venire marchiati come traditori, disertori, collaborazionisti. Un tic mentale che viene da lontano.
    Pensare di uscire dall’ottica della guerra, togliere l’armatura dell’ideologia, ri-pensare un nuovo modo di fare politica non è affatto un puro esercizio intellettuale ma è vitale, altrimenti finisce che ci arruoliamo tutti in questo o quell’esercito e, mi dispiace, l’esercito è un luogo di legge, ordine, disciplina, e per chi sgarra c’è la corte marziale: siamo convinti che una persona di sinistra voglia davvero ragionare in questo modo?
    Secondo: sembra che sia più grave un vaffanbicchiere che fare sesso con una 17enne. Anche qui la logica della guerra: Masi mi colpisce? E io lo mando a quel paese in diretta, di fronte a milioni di spettatori. Santoro, vero condottiero e frontman del “fattismo”, ha incorporato la logica berlusconiana del “chi non è con me è contro di me”. I suoi adepti lo adorano e lo osannano, esattamente come gli adepti di Travaglio e di Grillo che riempiono i teatri per ascoltare il verbo.
    Anche qui: la critica non è ammessa. Tutto diventa bianco e nero: non è un caso che nell’ultima puntata di Annozero non fosse invitato nessun finiano. Il finiano, in questo momento, scombussola il campo perché critica Berlusconi ma non stacca la spina al governo per ragioni tattiche e politiche che sarebbe interessante esaminare, eppure Santoro ha preferito costruire in studio un processo contro il premier basato sugli scandali sessuali, mandando in onda le prodezze discotecare di Ruby, le labbra carnose della ragazzina in formato 5mx3m, il difensore Ghedini che sembra ormai un personaggio da fumetto; insomma, di politica vera non si è parlato. Lo si sarebbe fatto chiamando un finiano, ma evidentemente le prospettive sfumate non eccitano il sangue dei “fattisti”.
    Detto questo, insistere sul dialogo con i “fascisti” o comunque con la destra radicale urta i nervi a moltissimi perché, anche loro, vivono nella logica delle bande contrapposte, senza la quale perderebbero ogni identità. Come Travaglio: ormai lo si dice ovunque, chi sarebbe Travaglio senza Berlusconi? Nessuno.
    Chi scaglia pietre contro questo settimanale perché non vuole che si parli civilmente con Casapound si incazza e ha paura: di che cosa? Probabilmente della disintegrazione della propria identità. E’ stato detto centinaia di volte che parlare con Casapound non significa diventare Casapound, eppure non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire.
    Su Forza Nuova: è proprio il peggio del peggio del peggio. Io troverei più interessante un incontro con la Lega, che è la vera destra xenofoba di questo paese. Il fatto che gli antifascisti con tanto di medaglia se la prendano quasi unicamente coi vecchi fascistelli dimostra quanto poco la sinistra antifascista abbia compreso l’ascesa dell’unico vero partito italiano ossia il Carroccio.
    Ma mi rendo conto che certi automatismi sono duri a morire

  19. andrea colombo

    7 novembre 2010 at 15:27

    @Mario
    Tutto sta a intendersi su chi o cosa sia il nemico al quale in guerra si salta alla gola. Molti pensano che sia il Cavalier Silvio Berlusconi nella sua persona direi quasi fisica, e tutto quello che gli fa danno va benone. Pochi altri, tra cui gli Altri, pensano invece che sia il berlusconismo inteso come “autobiografia della nazione”: un sistema e una cultura che va molto oltre la persona del premier e che in larga misura coinvolge, in modi diversi, quelli che gli si oppongono.
    Ma già che ci siamo, sei proprio sicuro che questa concentrazione di ogni opposizione solo su Berlusconi lui medesimo sia così innocente? Per molti certamente lo è. Il sogno che coltivano non è trasformare questo paese ma vedere Berlusconi in galera e che ti devo dire? A me sembra un sogno disgustoso e immiserente, ma ognuno sogna quello che gli pare.
    Ma per qualcun altro, i leader politici e i poteri economici che del giullare di Arcore non ne possono più, il calcolo secondo me è meno innocente: si tratta di buttare l’acqua sporca (Silvio) salvando il bambino (le politiche sue e di Tremonti). C’è un solo modo di raggiungere l’obiettivo: imporre il luogo comune per cui Berlusconi se ne deve andare per quello che è, per cosa fa a letto, per cosa faceva quando era solo un industriale (i processi riguardano tutti quel periodo) ma non per come ha governato. Tutt’alpiù lo si può accusare di non fare davvero le cose che promette!!!! In tv Sassoli, che è pure un amico e un bravo ragazzo, l’altra sera gli ha rinfacciato l’incapacità di rispondere positivamente agli appelli di Marchionne. Ma ti pare possibile?

  20. Nicola Mirenzi

    nicolamirenzi

    7 novembre 2010 at 14:51

    secondo me, il discorso fila. il fattismo è più pericoloso del casapoundismo perché è molto più forte e diffuso. è logico che se il giornale di forza nuova vendesse 80 mila copie al giorno con le idee che hanno ci precoccuperemmo per quello. ma non è così.
    sul dato dei giovani e il fattismo – andrea colombo sa bene che molto delle persone che leggono quel giornale sono appunto giovani. io ho un fottio di amici, una volta di sinistra, che non fanno altro che acclamare travaglio e compagnia. per un’ansia di purezza, giustizia, certo malintesa, ma lì incanalata. questo è preoccupante

  21. mario

    7 novembre 2010 at 12:57

    io sono onestamente combattuto. da una parte capisco perfettamente il senso dell’articolo, infatti credo di aver scritto sul Fatto forse uno degli unici commenti contrari sui 900 e passa commenti della folla adorante e pronta al linciaggio. in particolare, mi sembra orrendo il sistema delle liste dei nemici. a prescindere da quanta ragione si ha, la lista va evitata. punto.
    dall’altra parte, il vostro discorso, che è molto intelligente e sottile rispetto al livello medio degli attuali discorsi politici e mediatici, rischia, in questo momento, di essere veramente un puro esercizio intellettuale. questa classe dirigente berlusconiana ha devastato l’Italia, è palesemente in corso una “guerra” e come è sempre successo nelle guerre le cose diventano bianche o nere. è difficile nella concitazione della battaglia capire che qualcuno ti voglia solamente mettere a posto la cravatta. pensi che ti stia puntando alla gola e lo ammazzi. i vostri appunti sulle questioni di metodo fanno fatica a essere capite e, in effetti, a volte sembra quasi che per voi sia più grave un vaffanbicchiere che sodomizzare una 17enne (direttamente o dagli amici poco cambia).

  22. gino

    7 novembre 2010 at 03:27

    cert fa effetto sapere che voi potete e volete andare a casapound, ma non volete ne potete (più? andare e solidarizzare per queste cose. Non so come avrebbe spiegato il suo antifascismo sansonetti se gli antifascisti lo cagano…
    cmq mentre voi fate le anime candide la realtà è un “altra” e per “gli altri” non comprenderla è una contraddizione in termini.
    Per gli lettori di questo forum che hanno voglia anche di pensare da se, vi rigiro una ennesima brutta storia:

    L’aggressione fascista subita a Catanzaro da un militante del collettivo “Riscossa” è soltanto l’ultimo episodio di una sequenza troppo lunga per essere casuale. Come ha già fatto il partito a livello provinciale, anche la nostra organizzazione nazionale vuole esprimere tutta la nostra solidarietà politica, attiva qualora i compagni del collettivo lo ritenessero necessario, ai compagni aggrediti e a tutta la comunità antifascista di Catanzaro.
    Con la perquisizione eseguita nella sede del collettivo le istituzioni repressive hanno chiarito per l’ennesima volta da che parte stanno: non dalla parte degli aggrediti e degli antifascisti ma dalla parte degli aggressori, e cioè degli squadristi.
    Dobbiamo tenere bene in mente questo episodio nella lotta politica molto aspra che condurremo in questo autunno, perché al dunque, quando serve, lo Stato utilizza il suo apparato repressivo contro chi lotta, contro chi produce conflitto sociale, contro chi prova, anche e soprattutto nei territori più difficili del nostro Mezzogiorno, a costruire un’alternativa ai poteri forti e ai poteri criminali.
    La lotta antifascista dei compagni del collettivo “Riscossa” è la nostra lotta: in difesa dei valori della Costituzione e della Resistenza, per la libertà, il lavoro, l’eguaglianza, la dignità delle classi subalterne.
    Noi siamo qui, cari compagni: in qualsiasi cosa noi si possa essere utili, noi ci siamo.

    Non si terrà in piazza Sant’Anna, come annunciato in un primo momento, ma tra Borgo Palazzo e viale Pirovano, il presidio organizzato dal centro sociale Pacì Paciana contro l’inaugurazione della sede di Forza Nuova, che si trova al civico 59 di via Borgo Palazzo. Come annuncia lo stesso sito del centro sociale il luogo del presidio è stato spostato. La sigla utilizzata dagli organizzatori è quella di “Antifasciste e antifascisti bergamaschi. Più di 400 persone tra i due presidi (rifonda e autonomi) che si sono uniti a 50 metri dalla sede di fn.

  23. fuffo

    7 novembre 2010 at 03:15

    sò arrivati ai polpastrelli….

  24. mario rossielio

    7 novembre 2010 at 03:13

    e basta!!!!!…il vostro scivolare con le unghie sullo specchio mi fa venire i brividi…arrendetevi come hanno fatto “altri” potrete sempre pontificare con i vostri familiari inventando storie (poco) interessanti x i vostri nipotini…

    basta dai…date forfait…anche perchè queste provocazioni non stanno facendo bene a niente e nessuno,,,alle fine mi sa manco a voi stessi…perchè per conquistare un pò di visibilità necessaria nella società dello spettacolo avete sbagliato il tema…fascisti, antifascisti…potevate vestirvi da drag queen ai tempi e sareste stati chiamati da costanzo…ma mò pure li è finita sta storia del trasgressivo…
    niente non vi sta funzionando…lasciate stare…che ne sò inventate n’altra…un pò più trasgressiva…entrate tutti in sciopero della fame perchè protestate contro, che ne sò, le migliaia di denunce ai compagni che manifestano, per il fatto che in italia se esci da un centro sociale rischi che ti ammazzano o le guardie o i fascisti…per gli operai licenziati…insomma forse riuscireste a vendere tre\quattro numeri in più…
    il resto è noia…state diventando ripetitivi, siete in loop, anzi siete post-loop, e pure poco interessanti perchè le giustificazioni date, in tempi di crisi, dove manco si riescono a vendere i biglietti del derby causa mancanza di soldi (hanno dovuto aprire anche agli abbonati della roma e senza tessera del tifoso per riempire lo stadio), voi continuate ad annoiarci…
    con tutta la buona volontà di cercare di comprendere le vostre motivazioni….purtroppo non ci si riesce…
    si sentono solo le unghie consumarsi sugli specchi….

  25. andrea colombo

    7 novembre 2010 at 00:09

    Non sono mica sicuro di averti capito Angela. Quell’editoriale può essere sbagliatissimo ma non attinge a nessuna “altra cultura”. Dice che oggi la cultura del Fatto è più intollerante, fascistoide e pericolosa di quella di CasaPound. E’ un’affermazione volutamente estrema e provocatoria, ma non priva di motivazioni e argomenti a sostegno.
    Puoi dire che è sbagliata. Che sono entrambe nefaste in egual misura. Che quella dei secondini è comunque meno peggio. Ma cosa c’entrino l’attingere a “culture diverse” non lo capisco.

  26. Alessandro Antonelli

    Alessandro Antonelli

    6 novembre 2010 at 22:32

    sottoscrivo il post di angela. e poi certe chiose…vabbè.

  27. Alessandro

    6 novembre 2010 at 21:56

    Il vostro problema, cari Altri, è che siete antiberlusconiani, tanto è vero che usate spesso il termine “berlusconismo”, ma pretendete di fare dell’antiberlusconismo “comme il faut”, come se l’antiberlusconismo fosse una cosa seria.
    L’antiberlusconismo è una buffonata (e nello stesso tempo una cosa seria perché ha lo scopo di perpetuare il potere dei vari berlusconi con l’iniziale minuscola, cioè i borghesi), e più si è buffoni più riesce meglio, per questo i vostri amici/nemici del Fatto hanno molto più successo di voi.

  28. Angela Mauro

    Angela Mauro

    6 novembre 2010 at 20:58

    Cari amici e colleghi degli Altri, devo dissentire un po’ dall’editoriale di oggi.
    Credo infatti che l’affermazione “il vero pericolo è il Fattismo” si sostenga benissimo da sola, senza cioè essere necessariamente accompagnata da paragoni con altre ‘filosofie’. Come dire: per sostenere la mia contrarietà alla pena di morte, non ho bisogno di fare paragoni tra la lapidazione e la sedia elettrica, della serie una fa più orrore dell’altra. Per dire che “non condivido il berlusconismo” non ho bisogno di dire che “Fini è meglio”. E il punto non è: se il paragone sia vero o falso. Il punto è: fermo restando che non sono berlusconiana e non sono finiana, cosa sono io? Quindi, per tornare all’editoriale: non condivido il Fattismo, perchè? Cosa propongo io? Non posso sbrigarmela dicendo: non è il fascio la minaccia preoccupante, ma il Fatto.
    Sia chiaro: considero legittimi i propositi di dialogo e apertura al diverso da noi, sintomo di ricchezza e volontà di uscire dagli stereotipi. Ma forse per sostenere le proprie ragioni – e cioè perchè si pensa che il vero pericolo sia il Fattismo – bisognerebbe uscire un po’ dai facili paragoni, evitare di attingere sempre al pozzo di altre culture, che sennò qualcuno pensa che il nostro sia a secco. E invece forse non è così e forse essere di sinistra – aperta, coraggiosa e non chiusa nei fortini – ha ancora un senso, l’importante è cominciare a elaborare senza essere monotematici e sbrigativi. Ed è questo, mi dispiace, che riscontro un po’ nell’editoriale di oggi.
    Con affetto, Ang

  29. Nicola

    6 novembre 2010 at 20:38

    Sembra di ascoltare Sandro Bondi quando parla del “newwork dell’odio: “più rancore, livore, violenza repressa e fantasie totalitarie di quel che passa quotidianamente il sito del “Fatto”.”
    Ognuno va per la sua strada, cari amici degli Altri, resta il fatto che così come Sansonetti ha diritto ad andare a Canale 5 a difendere ogni volta B. esiste anche il diritto di criticarvi senza che per questo facciate le vittima. Non volevate fare un giornale provocatorio? Ebbene, i provocatori si devono anche attendere delle risposte senza fare le vittime.

    Dopodichè, una cosa non accetto: che mi insegnate voi cosa è la sinistra. È lo stesso argomento che usa un Bondi o un Polito qualsiasi nel dire che “una volta la sinistra era migliore, sì dura ma mai seminando odio”. Vi piace immaginare che i lettori del Fatto credano che con B. tutti i problemi dell’Italia siano finiti, è un’immagine che vi siete costruiti voi e che non corrisponde al vero. Magari vi fa anche rosicare che una marea di gente che vota Vendola (e io non sono uno dei dei suoi fan) legga il Fatto. Rosiconi, parlate solo di voi e di come siete “scomodi”. Fate ridere.
    Dicevo, non accetto insegnamenti. Modestamente ho passato gli ultimi 10 anni a lottare per l’istruzione pubblica e mi ritengo ideologicamente di sinistra, di pratiche e contenuti e i miei modelli non sono Di Pietro e De Magistris (che comunque apprezzo per i temi da loro portati avanti sulla giustizia).

    Ultima cosa: Vendola al congresso di Sel, se non erro, ha detto che B. ha vinto non nel 94 ma quando ha preso le 3 televisioni. Era ora. Lui ci è arrivato ( e sì che capirlo non era difficile), voi invece? Pensate ancora che le TV non contano niente come andava ripetendo Bertinotti?

    Saluti

  30. ahp68

    6 novembre 2010 at 20:31

    si, vabbè, simme tutt’ ‘taliani simme ‘e napule paisà…

    “stato corporativo, signoraggio bancario, socializzazione delle aziende”, è per questo che i fascisti “futuristi e libertari” assaltavano – con armi e mezzi forniti dai “padroni” – le cooperative socialiste o le fabbriche occupate nel biennio rosso: per socializzare le aziende!

    quanto a togliatti: nel 36 avrà (forse, la firma era falsa) pure scritto l’appello “ai fratelli in camicia nera”, ma pochi mesi dopo li prendeva a fucilate in spagna – dove evidentemente mussolini era andato per socializzare le aziende agricole già socializzate dagli anarchici…

    fatti una ragione: interessi di fascisti e comunisti sono divergenti. lo sono sempre stati e se le idee suprematiste e razziste di mussolini e hitler non hanno vinto lo si deve ben più ai venti milioni di morti sovietici che ai 400 mila americani.

    quanto ai benaltristi de “gli altri”: se volete far credere a qualcuno che nella notte tutti i gatti sono grigi, accomodatevi pure. ma poi non stupitevi se nessuno vi segue.

    p.s. grazie per aver fatto così tanta pubblicità alla manifestazione nazionale contro la repressione che si è tenuta oggi a napoli…

  31. convertini

    6 novembre 2010 at 18:06

    Ma che strana la “democrazia”,questa democrazia,dove abbiamo una costituzione ceh garantisce la libertà su 360 gradi e poi invece abbiamo le leggi transitorie che permettono ad una parte di popolazione di non avere nessun rappresentante in parlamento e nemmeno di poter liberamente discutere di determinate cose,pena l’apologia di fascismo.Che strano i “democratici” questi democratici,che combattono per la libertà su tutta la terra,ma poi non sono in grado di confrontarsi su semplici temi storici in Italia.
    Revisonismo?E che c’è di male in questa parola?C’è di male che se si parla di Nerone,di Cesare,di Napoleone,dell’inquisizione o di quello che vi pare va bene,ma se si toccano temi riguardanti il fascismo e la seconda guerra mondiale…bhe li è campo minato!
    Nemmeno se si tratta semplicemente di un dibattito politico,un puro e semplice confronto su temi sociali o giù di lì è sempre e comunque campo minato.
    La rogna che ci portiamo addosso noi fascisti è,c’è da dirlo un pò colpa nostra,è una rogna che più passa il tempo è meno credibile è.
    Parlare di stato corporativo,di signoraggio bancario,di socializzazione delle aziende in un momento come questo,dovrebbe essere un dovere per tutti,la crisi del sistema liberista-capitalista sta colpendo tutti,serve trovare soluzioni serie per la migliore distribuzione delle ricchezze del pianeta,magari scegliendo altre forme di democrazia,magari delle vere democrazie,basate sulla vera partecipazione del Popolo.Ma tutto questo in nome dell’antifascismo più fermo è tabù,non si discute di certe cose,non si parla con chi potrebbe indicare soluzioni al paese basate su logiche partecipative più concrete che non quelle di questi anni.E’ capitato a noi a Locorotondo(BARI), il Circolo Benito Mussolini un giorno di primavera scorsa ha tentato di portare in piazza i temi sopra,dibattito pubblico aperto a tutti coloro che si sentivano di intervenire,sono state invitate istituzioni ed i compagni della zona,morale della favola?Attaccati per intere settimane,indicati come razzisti,nazisti,xenofobi,violenti,mazzieri,delinquenti,ecc…sui giornali e tv locali ed anche nazionali,ci hanno detto di tutto,ci hanno bloccato e minacciato,alla fine siamo riusciti a tenere duro e siamo riusciti a fare il nostro dibattito publico,sono intervenuti solo fascisti,i compagni erano in piazza nella speranza di provocare una reazione(che non c’è stata),avevano avvisato tramite una lettera aperta il loro disappunto ed il loro disinteresse agli argomenti,le istituzioni altrettanto…..morale della favola?
    Noi siamo rognosi,ma abbiamo teso la mano nella speranza di accendere un dibattito e di portare un cambiamento a questo sistema in agonia,dall’altra parte si alzano barricate!
    LA sitiuazione puzza!
    Perchè è anche vero che noi fascisti siamo quello che siamo,molti di noi hanno in testa il nulla,ma è anche vero che in un Italia dove la politica è retta da chi non è capace di fare niente per il paese ma tanto per soddisfare le proprie deviazioni sessuali(parlo di destra e sinistra),è giunto secondo me il momento di capire quale potrebbe essere la migliore delle strade percorribili.Quindi dal mio punto di vista,che siano chiare le distinzioni tra gli uni e gli altri,tra destra e sinistra,tra fascisti e comunisti,ma che si apra un dibattito sincero e sicuro per il bene del paese e non per gli interessi personali o di parte,quindi mettiamo fine alle inutili vendette,alla inutile conta dei morti,da una parte e dall’altra e mettiamoci a lavorare per capire come uscisre da questo drammatico momento,momento che potrebbe non finire mai e che potrebbe trasformarsi in un disastro,dato che i sintomi ci sono tutti.
    Questo è quello che sta da fare,per il bene di tutti.Ma la cosa puzza,perchè in realtà non c’è alcun interesse da parte di chi fa dello scontro tra le classi la sua forza di partito,un cambiamento,cioè la collaborazione tra le classi porterebbe in realtà ad un indebolimento del sistema e dei partiti,quindi questo è il vero problema,l’onestà di Togliatti del 36 o quella di Bombacci sono per tanti sconosciute!Ma quelli erano personaggi di un certo spessore,questi di oggi non avranno certo quel genere di spessore nella storia di Italia.
    Giuseppe Convertini