La recente scomparsa di Bob Guccione mi ha dato l’opportunità di riflettere sulla differenza di significato che intercorre tra le due parole “erotismo” e “pornografia”.
Ricordiamo che Guccione è stato il fondatore di Penthouse, celebre rivista hard che contrapponeva all’erotismo patinato di Playboy, del rivale Hugh Hefner, una sessualità più aggressiva e meno sofisticata, che spesso invadeva i territori del porno. Ma se di territorio si tratta, qual è il confine tra eros soft ed eros hard, non solo nella fotografia ma soprattutto nella letteratura?
Secondo Erica Jong (autrice di Paura di Volare), l’erotismo celebra ed esalta la natura erotica dell’individuo, quella più intima ed eccessiva, mentre la pornografia rappresenta solo un mero aiuto alla masturbazione, perché la sua rappresentazione del sesso non presenta alcuna finalità artistica. Ma a ben riflettere, sia l’erotismo che la pornografia traggono ispirazione dal sesso, e a fare la differenza più che le pretese artistiche, conta la capacità di suscitare emozioni ed empatia.
Io scrivo di erotismo, lo faccio qui ma lo faccio anche nei miei libri e nei racconti. Traccio storie e disegno personaggi, sempre nel pieno rispetto del loro agire. Racconto cosa fanno e cosa pensano, rivelo cosa sentono e do loro una vita che va al di là della camera da letto. Così anche in una scena di puro sesso, il lettore sarà comunque consapevole che i personaggi sono persone, o che avrebbero potuto esserlo, fuori dal libro.
Invece nel racconto pornografico non c’è nemmeno un indizio di rapporto tra i personaggi. Non c’è un motivo preciso che giustifichi la loro esistenza, eccetto il sesso. Tutto si riduce al coito, o alle fantasie sul coito. Non vogliamo sapere altro, non ne sentiamo l’esigenza. Il personaggio esiste per adempiere ad una sola funzione: scopare o essere scopato. Di conseguenza, questo genere di narrativa viene trattato senza introdurre neppure un minimo livello di empatia, poiché i personaggi/modelli non sono altro che pezzi di carne senza sentimenti. In pornografia le emozioni non sono necessarie, anzi, in molti casi potrebbero addirittura essere controproducenti, perché finirebbero per distrarre il lettore dal sesso nudo e crudo. Un erotismo senza amore che, come direbbe Erica Jong, farebbe della pornografia qualcosa di artisticamente irrappresentabile.
Paolo
15 febbraio 2011 at 15:04
Allen ha detto: “Quello che fanno gli altri é pornografia, quello che facciamo noi é erotismo” non mi sembra facile segnare un confine netto tra le due cose. Di solito, parlando con le persone, definiscono erotismo quello che piace a loro e perversione quello che non piace.
Jennifer
4 febbraio 2011 at 18:38
Il burlesque cos’è? A me fa ridere poichè lo vedo proprio fuori dal tempo, ma sono sicura che, ai suoi tempi, era considerato molto erotico.
Anche se oramai siamo abituati al nudo di tutti i tipi, la pornografia è obiettivamente sgradevole…….ma non per tutti.