Dice Marchionne che la Fiat dovrebbe andarsene dall’Italia. Anzi, dice proprio che “La Fiat potrebbe fare di più se potesse tagliare l’Italia”. Ché qui, dice lui, non si guadagna un euro e che i sindacati sono in mano ad anarchici che prendono in ostaggio stabilimenti interi. Marchionne dice pure che le aziende – le aziende italiane, s’intende – non sono produttive e che nessuno viene più a investire i soldi nel nostro paese. Ma dice pure che la colpa di questa improduttività non è degli operai. Però non dice di chi è. E se non è degli operai a noi viene in mente che la colpa possa essere dei manager. Di quelli come lui, insomma.
Ma, colpa o non colpa, Marchionne ha anche detto che la “Fiat non può continuare a gestire in perdita le proprie fabbriche per sempre”. Il che vuol dire che di qui a qualche anno, è bene prepararci, la Fiat non produrrà neanche più un bullone in Italia. Marchionne dice pure che l’operaio italiano dovrebbe prendere esempio dall’operaio polacco che costa meno e fa pause più corte. Che il sistema di 3 pause da dieci minuti, anziché di 2 da venti, fa parte degli “sforzi per ridisegnare il processo di produzione”. Sforzi per ridisegnare il processo di produzione, proprio così ha detto. E poi, quei dieci minuti di pausa in meno, verrebbero pagati.
Poi ha anche detto che il gruppo Fiat – che da quando è a Detroit a lui gli piace dire così: Gruppo Fiat e non più solo Fiat – insomma, che la Fiat è pronta ad equiparare gli stipendi degli operai italiani a quelli degli altri operai europei. Ma non ha detto quali, però. Che se parlava degli operai tedeschi allora fanno 40mila euro l’anno ma se parlava di quelli polacchi di euro l’anno ne fanno circa 15mila. E da come parla bene degli operai polacchi, c’è il sospetto che lui si riferisca proprio a questi.
Insomma, Marchionne ha detto tante cose la scorsa sera da Fabio Fazio. E a noi è tornata in mente quella vecchia idea del secolo scorso per cui gli operai, tutti gli operai, non hanno mica bisogno di un padrone per produrre automobili. Che qualcuno a Marchionne dovrebbe ricordarglielo.
Alessandro
25 ottobre 2010 at 22:24
Secondo Paolo gli operai hanno bisogno dei padroni per produrre auto, e chi dice il contrario è “massimalista” (termine stupido che utilizzano o gli stupidi o i borghesi), e vabbé, chi sarà mai sto Paolo, forse un padrone che legge gli altri, tutto è possibile e chissenefrega, ma la cosa bella è che “Gli Altri” si affrettano subito a spiegargli che il loro discorso era un’”iperbole”, ma figuriamoci se gli operai possono stare senza i padroni!
Votate pure Vendola assieme a Paolo cari “Gli Altri”, si vede che le “narrazioni” vi interessano di più delle “utopie” (che utopie non sono, ma questo solo i comunisti lo sanno). Buon divertimento!
Guido da Torino
25 ottobre 2010 at 20:39
Perchè l’a.d. insiste nel chiamare la presenza F.I.A.T. (Fabbrica Italiana Automobili Torino) nel nostro paese FABBRICA ITALIA ?Pensa forse alla separazione degli stabilimenti esteri (che continueranno a utilizzare il marchio Fiat) da quelli italiani (che si chiameranno Fabbrica Italia),in modo da avere mano libera? E poi chi sono i proprietari della Fiat e del suo marchio ? Solo Marchionne e gli azionisti,o soprattutto chi sputa sangue ogni giorno per un soldo di cacio? E sul merito delle ultime avances di Marchionne:sta forse alzando il prezzo delle sue richieste,perchè non gli basta più il livello dei finanziamenti a fondo perduto ricevuti in passato? E’ ora di dire basta all’indecente scambio occupazione (drogata)- finanziamenti,perchè non ha fatto altro che peggiorare la situazione economico-sociale dei lavoratori (mai così in basso). Basta con la socializzazione delle perdite e la privatizzazione degli utili. E poi con quali soldi la Fiat ha costruito gli stabilimenti esteri?
Roberto
25 ottobre 2010 at 17:36
E caro Paolo, ricrediti pure. Rimane il fatto che è vero: a che servono i supermanager? A spillare superstipendi!! La linea va benissimo, forse qualcuno ha sbagliato indirizzo!!
gli Altri Online
25 ottobre 2010 at 17:32
Paolo, non si ricreda. L’articolo è sul filo dell’iperbole. Sembrerebbe chiaro, no?
Il massimalista, questa volta, è Marchionne.
Paolo
25 ottobre 2010 at 17:09
” . . . . quella vecchia idea del secolo scorso per cui gli operai, tutti gli operai, non hanno mica bisogno di un padrone per produrre automobili. ”
Con i luoghi comuni e le utopie non andremo da nessuna parte. Ma crediamo davvero che da soli gli operai possano costruire automobili???
Seguo con attenzione la nascita del partito (e della partita) e condivido i sogni e le speranze di Vendola, apprezzo il suo sforzo di sollevare il livello del dibattito (unico in tutta la sinistra a ricordarsi che esiste qualcosa che potrebbe contare di più persino dell’economia) ma se cadiamo in questi errori massimalisti, mi dispiace, devo proprio ricredermi.
mila
25 ottobre 2010 at 14:09
Mai nessuno all’interno di SEL che dica come sarebbe molto molto meglio non produrre più automobili ma treni, autobus elettrici, biciclette, e che sennò non si può dichiararsi ecologisti? A quando un vero impegno politico e civile ed etico per un DIVERSO MODELLO DI SVILUPPO e diversi STILI DI VITA? Questioni dirimenti al momento di votare.