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29 settembre: buon compleanno a Berlusconi

Lanfranco Caminiti Pubblicato da
il 27 settembre 2010.
Pubblicato in gli Altri, Politica.
Il 29 settembre, giorno del suo compleanno, Berlusconi si avrà un gran bel regalo facendo il suo discorso “da statista” in Parlamento. Gonfierà il petto [«Vi siete fatte delle illusioni! Voi avete creduto che il fascismo fosse finito»], avocherà a sé ogni responsabilità [«Se il fascismo è stato un'associazione a delinquere, io sono il capo di questa associazione a delinquere»], sfiderà qualunque opposizione [«Se le frasi più o meno storpiate bastano per impiccare un uomo, fuori il palo e fuori la corda!»]. Forse non sarà necessario chiedere la fiducia e fare la conta della maggioranza [«Un discorso di siffatto genere può condurre, ma può anche non condurre ad un voto politico»]. Berlusconi ha sempre la maggioranza perché non c’è ancora alcuna alternativa. E se prima o poi andasse in minoranza, spazzerà via ogni ricerca parlamentare di altre maggioranze [«Lascio ai melanconici zelatori del supercostituzionalismo il compito di dissertare più o meno lamentosamente su ciò»] chiedendo nuove elezioni e vincerà di nuovo.
Il 29, fisserà i cinque punti del suo governo del fare e varerà presto le sue leggi berlusconissime. Al centro, l’accentuazione del federalismo. Bossi ha già il suo Parlamento padano senza bisogno di aspettare la secessione: è di stanza a Montecitorio.
La guerra tribale apertasi nella destra italiana non promette nulla di buono. Non c’è solo la guerra fra Berlusconi e Fini – messo sotto tutela, e il cui compito istituzionale di presidente della Camera non potrà che essere guardingo –, da cui Bossi si è sfilato sicuro di poterci solo lucrare. Si è aperta anche una guerra tra il Popolo delle libertà e la Lega nei territori padani: il pugno di gerarchi – dalla Gelmini a La Russa, da Sacconi a Brunetta – che ha aperto l’offensiva, per frenare la prevedibile ma futuribile emorragia di voti e per riprendersi l’attualissima influenza e il consistentissimo potere, insegue la Lega sui suoi temi, scavalcandola in proposte reazionarie. Così, se alla scuola di Adro mettono i simboli leghisti, La Russa e Gelmini propongono l’addestramento paramilitare nelle scuole; se Maroni dice che intensificherà le operazioni di polizia al Sud, La Russa dice che bisogna mandarci l’esercito; se Calderoli parla male dei forestali in Calabria, Brunetta dice che senza la Calabria l’Italia starebbe meglio. Berlusconi si muove su uno scenario più ampio: accoglie come un principe Gheddafi perché funga da braccio armato contro gli immigrati, e se Sarkozy espelle i rom si schiera a sua difesa contro tutta l’Europa.
L’Italia s’è destra.
Francesco Verderami, sul Corriere della Sera del 25 settembre, per non mostrare scandalo – siamo uomini di mondo – rispetto lo spettacolo offerto dal groviglio di porcherie intorno l’appartamento di Montecarlo, ha evocato il braccio di ferro fra Chirac e Sarkozy per la guida della destra in Francia dove ci si accapigliò persino per i rimborsi dei chilometraggi delle auto di servizio. In realtà, lo scontro fu molto più pesante, riguardava la vendita di navi da guerra, la costituzione di società finanziarie all’estero e c’erano invischiati con prova provata i servizi segreti. Ma lo schema non è completo. Sarkozy conquistò la guida della destra e l’eredità politica di Chirac non solo piegando Villepin con ogni mezzo ma battendo soprattutto Le Pen – che era arrivato a contendere la presidenza della Repubblica – sul suo terreno di propaganda elettorale: l’immigrazione. Qualcuno ricorda la racaille, i ragazzi sparati nelle cabine telefoniche, le periferie in fiamme?
Temo che sarà questo il nostro futuro prossimo: la corsa a chi dice cose più di destra. Su tutto, su ogni singola cosa.
Mi chiedo cosa ci rimanga a fare l’opposizione in Parlamento, quando la guerra tribale dentro la destra ha completamente “sequestrato” il ruolo di contestazione, di proposta, di mediazione: se Granata o Briguglio parlano del regime come la Finocchiaro e Leoluca Orlando, e forse con più crudezza, se Bocchino e la Bongiorno limano il lodo Alfano meglio di Enrico Letta e Fioroni, che ci stanno a fare Bersani e Di Pietro lì?
Per me, è il momento dell’Aventino. Se nuovi scenari vanno costruiti e legittimati, è altrove.
Intanto, buon compleanno, presidente. Che ti vada storto lo champagne.
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7 Responses to 29 settembre: buon compleanno a Berlusconi

  1. mariolino

    29 settembre 2010 at 20:21

    grande caminiti !

  2. Lanfranco Caminiti

    Lanfranco Caminiti

    29 settembre 2010 at 18:41

    egregio cecco beppe,
    quaquaraquà, se lo lasci dire, si scrive così.
    la citazione viene da sciascia.
    lui aggiungeva pure i pigliainculo.
    veda un po’ lei.

  3. francesco giuseppe

    29 settembre 2010 at 14:22

    “Molti nemici,molto onore”.Ma questi non si possono chiamare neanche nemici.Sono una miscellanea di:invidiosi,inconcludenti,beceri,ominicchi e quaquaraccua’.Tanti auguri Presidente!Lunga vita a Lei.L’Italia ha bisogno di Lei.Qanti sono 54 ?ah,ah,ah.Veramente, a vederLa in televisione,sembra un “giovinetto”.Presidente,lasci che continuino a schiattare tutti d’invidia.Buon Compleanno.E sempre avanti!

  4. Sergio Guagliumi

    27 settembre 2010 at 22:56

    Amarcord…. “Ma che ci stiamo a fare al governo (allora Prodi)?” E adesso “Ma che ci sta a fare l’opposizione al parlamento”. Ma Berlusconi di cosa si preoccupa? A sinistra ci sono solo dei polli.

  5. MAURO1

    27 settembre 2010 at 21:35

    Brutta bestia il comunismo!! Acceca e riduce il cervello in pappetta. C’è chi beve per dimenticare. Chi si droga. E chi è comunista.