Sentite quello che dice Pier Luigi Bersani: “Gli zingari sono ladri? Risulta anche a me. Nel mio paese quando arrivavano chiudevamo le porte, ma non venivano mai trattati male”. Una dichiarazione sostanzialmente identica a quella rilasciata dal leader di uno dei più forti partiti xenofobi d’Europa, Umberto Bossi: “La maggior parte dei furti li fanno loro: non sono il demonio, però per la gente che lavora e trova la casa buttata per aria non è allegro”.
Inutile rileggere le due frasi alla ricerca di sfumature politiche: sono entrambe pervicacemente razziste perché bollano un’intera etnia. In realtà Bersani vuole polemizzare e difatti aggiunge: “Bossi piuttosto si preoccupi di qualche ladrone più grosso, come quelli che stanno in Parlamento”. In sostanza è come se desse pienamente ragione a Nicolas Sarkozy, che in questi giorni sta ricevendo durissime reprimende dalla Commissione europea per la deportazione di massa dei rom.
Il segretario del Pd sta certamente vivendo un periodo di grande confusione e malanimo. Assediato a sinistra da Nichi Vendola e sul fronte interno dal resuscitato Walter Veltroni e dal concorrente Sergio Chiamparino, spera nelle notti agitate di impedire l’implosione del Partito democratico. Indebolito e messo all’angolo, ha così confezionato una dichiarazione marginale – a Bersani dei rom non frega un accidente – a metà strada tra il razzismo leghista e le intemperanze grilline contro i ladroni in politica.
Un autogol assoluto. Che però tradisce quello che che molti amministratori del suo partito pensano dei cosiddetti nomadi: un problema ingestibile, e dunque meglio cacciarli. Lo fece la sindaca di Pavia (allora diessina) Piera Capitelli, lo fece Walter Veltroni con innumerevoli sgomberi illegali, lo sta facendo il sindaco piddino di Sesto San Giovanni con una cancellata anti-rom e il beneplacito del vicesindaco di Rifondazione Comunista. Niente di nuovo sotto il sole.
Dopo anni di caccia allo zingaro, al rumeno, al lavavetri e al mendicante, stupisce davvero che un partito di centrosinistra non sia ancora riuscito a trovare una soluzione diversa da quella proposta dalla destra xenofoba e intollerante. Si sono spese tonnellate di giornali per affrontare quello che per molti italiani è un problema da risolvere, ovvero l’esistenza di ghetti (istituzionali) dove le famiglie rom sono costrette a vivere in condizioni igieniche spaventose, aggravate dal flusso di nomadi dalla Romania. Molti dimenticano che i campi abusivi e le roulotte dove muoiono bambini di tre anni per un banale incendio sono un autentico orrore per gli stessi rom, che da tempo immemore chiedono casa e lavoro e non soltanto discriminazione e baracche.
La destra ha maleficamente intuito che dare la colpa al rom e cacciarlo dai confini urbani e nazionali è un modo stupefacente di raccogliere voti. Colti alla sprovvista, Bersani e i suoi non hanno saputo fare di meglio che imitare una politica razzista e inutile – visto che non risolve un bel nulla. E che sul tema non sia stata spesa una parola nelle noiose assemblee di partito lo dimostra il fatto che il segretario ripropone l’arcaico pregiudizio appreso da bambino, quando nel paesello della Romagna arrivavano le carovane e le mamme serravano ansiose i balconi. Certo, Bersani vuole distinguersi dai leghisti e difatti specifica che loro, nella Romagna arcaica, tolleravano gli zingari e mica facevano loro del male. Probabilmente è quello che Rossella O’Hara pensa della cara vecchia Mami: è negra e la faccio lavorare sedici ore al giorno, ma non l’ho mai frustata.
Nemmeno Fini sarebbe arrivato a tanto. E, tanto per rimanere nel quotidiano, nemmeno Alemanno che ha ripreso una sua assessora per avere detto che i figli degli immigrati rimangono comunque stranieri. Persino nella destra italiana, quella post-fascista, qualcuno come il sindaco di Roma ha cercato un’alternativa agli sgomberi selvaggi. Commettendo un sacco di errori e ricevendo le critiche di Amnesty International, certo. Eppure di questi tempi la ricerca di soluzioni – sbagliate, se viste da sinistra – pare appannaggio esclusivo di quella parte politica. Forse Bersani dovrebbe cedere alle primarie e candidarsi: ma nelle file della Lega.
Bruno
22 settembre 2010 at 20:00
Veltroni ha fatto i suoi sgomberi e ha incrementato la politica ghettizzante dei campi zingari (per altro costosissima finanziariamente visto che costa oltre 15 milioni di euro l’anno; dannosa politicamente visto che alimenta l’odio razziale, e devastante per le famiglie e per i minori romanì), appoggiato da Rifondazione e da molti amministratori che prima stavano con Rifondazione e oggi stanno con SEL (un esempio su tutti, il mega campo lager di Castel Romano per accogliere Vicolo Savini, voluto dall’allora presidnete dellXI Municipio, ora assessore di SEL). Il fatto è che quando la sinistra è al governo (compresa quella “radicale”), prevale la linea “realista”; quando è all’opposizione, riscopre le sue radici illuministe. Così, oltre a perdere il contatto con la realtà, si perdono gli elettori e i militanti; si diffondono illusioni, si generano profonde delusioni e – oltre a perdere le elezioni (sarebbe il meno), si apre un’autostrada alle politiche razziste e reazionarie che prendono corpo in tutta Europa da anni.
lia bonelli
20 settembre 2010 at 19:39
Bombacci, deresponsabilizzare i rom sarebbe altrettanto razzista. Credo che lei e molti altri abbiate tutto il diritto (naturalmente) di lamentarvi delle condizioni dei luoghi dove vivete e occorrerebbe pretendere che la politica vi ponesse rimedio. La sinistra, è vero, spesso non è capace di farlo.
BOMBACCI
20 settembre 2010 at 17:59
A Maurizio
Caro Maurizio
semplicemente..sono d’accordo con te!
Maurizio
20 settembre 2010 at 17:33
Caro Bombacci, innanzitutto diamoci del tu. Credo una cosa peggiore rispetto a quella che tu dici: la Sinistra non ha affrontato il problema. Nel senso che ha sempre sollevato le spalle, con la paura, appunto, di sembrare razzista. C’è stato forse un perbenismo diffuso fra i nostri partiti e dirigenti che altro non ha fatto che allontanare il nostro elettorato. Ed ora per recuperare si rischia di essere per davvero razzisti, chiedendo sgomberi eccezionali in pompa magna e senza il minimo senso di umanità, leggi ad hoc per una determinata etnia, oppure, come proposero alcuni consiglieri della Sinistra in un comune di cui non ricordo il nome, di approntare scuolabus per soli italiani e altri per soli bambini rom. Inseguendo cioè la peggiore destra.
Invece forse, dovremmo chiedere l’applicazione delle leggi. Non si possono sopportare genitori che mandano i propri figli a mendicare o a rubacchiare. Non si può accettare che si crescano bambini nella sporcizia e nell’indigenza salvo però poi trovare i soldi per farsi il Mercedes. Non si può accettare che ci siano zone dello Stato fuori dal controllo dello Stato. E non si può accettare che ci siano quartieri popolari in cui le persone che ci abitano, che non sono certo dei ricconi, debbano aver paura di uscire. Ma questo vale in ogni caso, non c’è un’etnia che è delinquente per definizione.
Ecco perché bisogna parlare un’altra lingua. Dobbiamo chiedere il rispetto delle più elementari regole per tutti, dobbiamo chiedere e ottenere che tutti i bambini vadano a scuola e inizino lì il processo di integrazione, nel rispetto delle diversità culturali di ognuno.
L’atteggiamento della destra francese e italiana, sebbene può portare qualche voto in più, non aiuta questo. Anzi, allontana sempre di più le etnie, facendole sentire l’una nemica dell’altra e soffiando sul fuoco del razzismo. Allo stesso modo, un atteggiamento troppo perbenista (del tipo “si, vabbè, ma capiamo le condizioni di partenza”, senza poi fare niente perché cambino almeno quelle) alimenta il razzismo come forma di difesa.
La Sinistra ha capito poco sull’immigrazione, sbagliando nel linguaggio e non capendo che il fenomeno stava per esplodere. Ora non è ancora troppo tardi. Proporre una nuova integrazione, diversa dal populismo della destra e da un certo lasciar fare di una certa Sinistra, è indispensabile se si vuole vivere in questa società.
BOMBACCI
20 settembre 2010 at 17:01
Per Maurizio
Sono d’accordo. Il quesito che mi pongo e le pongo è se nella strategia comunicativa della sinistra non si affronti il problema con una certa indulgenza di fondo e/o se questo viene percepito da coloro che vivono accanto a situazioni come quelle descritte. Se così è ( e mi permetto di spingere ad analizzare serenamente la questione) forse è necessario un ripensamento e mettere al primo posto la legalità, la comprensione reale dei disagi di coloro che vivono in determinate situazioni (non farli sentire come dei criptorazzisti) e l’azione repressiva conseguente (che brutta parola “repressiva”..se la uso sono fascista?). Se si vuole essere votati non bisogna semplicemente assecondare certi istinti di pancia, bisogna analizzare, illustrare nuove strade, rispettare colui che sembra diverso ma..esigere rispetto delle leggi. Bisogna immergersi nel popolo non ritenere che popolo siano solo determinati milieu che ci danno sempre ragione. Rispetto delle leggi, senza giustificazioni da parte di una giurisprudenza creativa. Sia per gli italiani che per i Rom. Grazie Maurizio.
Per Lia Bonelli
Con questo cerco di rispondere anche alla gentile Bonelli.
Alla fine una certa accusa di razzismo ci scappa..e va bene mi spiace ma i modi sono cortesi. Non credo di essere razzista (non credo che una razza sia superiore ad un’altra, non so neanche se, anche se confinate in termini antropologici si possa parlare di razze).
Non credo di essere xenofobo (non ho paura dello straniero). Se un amico/a o un parente rischia di essere accoltellato/a se ha la malaugurata idea di uscire ad una certa ora del giorno o ritiene che determinati comportamenti siamo inammissibili e ha l’ardire, addirittura, di dirlo agli autori, poco importa se l’accoltellatore sia italiano o straniero ( si può dire straniero? in questo caso non sto parlando dei rom ma in generale).
Se, tuttavia, interi quartieri vivono determinate situazioni, se una determinata criminalità in un determinato luogo ha determinate origine, appartenenze, tradizioni (si legga il termine meno urticante), è segno o meno che l’integrazione non vi è stata e forse la colpa è anche dei rom. O non si può dirlo? Non si può pensarlo? Oddio fossi razzista?
Se determinate norme comunitarie hanno portato a emigrazioni di determinate comunità verso l’Italia è possibile porsi il problema? Si può ipotizzare che dovevano essere elaborate diversamente? Per coloro che non sono italiani se si prevede l’espulsione si è razzisti. Va bene allora stiano in Italia. Non hanno lavoro ne casa: va bene diamogliela tanto nella penisola non vi è un problema abitativo nè occupazionale! ( si tratta di problemi che meriterebbero delle vere riforme in senso sociale) E gli altri che ancora non sono arrivati che facciamo li respingiamo? Eh no! Sarebbe razzista. Allora dentro pure quelli perchè il problema è un altro, si tratta di problemi sociali che hanno radici profonde etc etc..poi se qualcuno si permette di eccepire
” Però signori io vivo in queste condizioni” – ” Sta zitto e paziente i problemi sono altri..fossi un po’ razzista?”
Al di là di queste considerazioni, sono consapevole che la questione, il fenomeno (non uso il temrine problema ok?) impone degli approcci più generali e spero mi si creda che sono consapevole che si sta parlando di persone che spesso ( non quelli che fanno parte di una vera e propria criminalità organizzata) vivono in condizioni indegne per un Paese civile. Di bambini a cui viene negata un’infanzia decente. Ma il problema esiste anche per il proletariato urbano ( ma sì utilizziamolo un termine novecentesco, ce ne sarebbe bisogno ogni tanto) che vive in determinati quartieri. Una sinistra che vuole essere tale deve porsi il problema anche dell’altra faccia della medaglia. Deve sottolineralo, dedicarvi, negli interessanti articoli che scrive la sua intellighentia, una pari importanza. Una sinistra che vuole essere tale deve essere popolare.
Per quel che riguarda la strategia comunicativa vale quello che ho scritto per Maurizio.
La ringrazio anticipatamente se vorrà dedicare qualche minuto alla lettura di quanto ho scritto senza malanimo ne pregiudizio. Grazie.
lia bonelli
20 settembre 2010 at 14:15
Grazie Ambrogio, ora ho potuto leggere l’ordinanza che purtroppo è una replica di tante ordinanze già viste.
A Bombacci: nessun insulto, semplicemente la presa d’atto che secondo lei se un rom (italiano) ruba è sicuramente più grave del furto commesso da un italiano non rom. Analogamente, le corse clandestine dei cavalli (punite dalla legge) sono sicuramente peggiori se organizzate dai rom pescaresi.
Non si capisce perché bisognerebbe allontanare un rom (e verso dove? è italiano) se commette un reato e invece dobbiamo tenerci un italiano non rom che commette il medesimo reato. Questo, mi perdoni, è razzismo.
Questo è il punto. E questo non è buonismo. Come osserva Maurizio qui sopra, ci sono già leggi che puniscono i vari reati. Se un rom li commette, è giusto che venga processato come vengono processati tutti gli altri. O è un’idea troppo illuminista?
Maurizio
20 settembre 2010 at 13:25
La situazione che descrive Bombacci è reale, e verificabile se si abita nelle vicinanze. Tuttavia credo che ci siano già leggi che puniscono e tentano di reprimere ciò che ha descritto. Basta applicarle, senza leggi speciali o proclami in TV che non risolvono niente e fomentano solo un razzismo diffuso.
Quindi, applicare le leggi già esistenti, senza troppo clamore, ma in maniera rigida e efficiente. E ovviamente applicarle a prescindere dall’etnia.
BOMBACCI
20 settembre 2010 at 11:49
In un commento precedente si parla di nomadi, rom, zingari presenti in Abruzzo (nel teramano e a Pescara). Si dice anche che parlano la nostra lingua..che bravi, vivono in uno Stato e ne conoscono anche la lingua..allora sono integrati! Si continua affermando che sono perfettamente integrati. Ecco, sul concetto d’integrazione bisognerebbe intendersi. E’ possibile ragionare con i dati o se li si illustra si è subito un bieco fascista? Conosco la realtà di Pescara e del teramano.
Le famiglie rom hanno cognomi italiani, italinissimi: i pescaresi li conoscono benissimo ve lo assicuro. Così come è sufficente leggere solo per una settimana il quotidiano locale “Il Centro” per verificare chi sono i coinvolti nello spaccio,usura, furti. Non dovete credermi, però almeno lo sforzo di verificare. Così come sarebbe da verificare in quali case e/o ville vivono pur dichiarandosi nullatenenti. Così come sarebbe da verificare se è vero o meno che interi quartieri sono ostaggio della loro presenza. “Ostaggio della loro presenza”: che frase razzista. Ebbene se le strade vengono chiuse per far disputare corse di cavalli, se le notti sono rischiarate dagli spari che i festeggiamenti per un rom che esce di galera impongono, si può parlare di quartieri in ostaggio?
La sinistra, a mio avviso, dovrebbe fare uno sforzo del genere: chi scrive queste cose è uno sporco fascista o i dati esposti sono veritieri? Se sono veritieri bisogna fare qualcosa? Soprattutto, chi sono le prime vittime di una simile situazione? Gli intellettuali impegnati, i dirigenti delle forze progressiste? Oppure gli strati più popolari della popolazione? Sono loro che pagano le conseguenze della situazione descritta. Poi ci lamentiamo se gli operai votano Lega o i partiti di centro destra? E’ colpa del bombardamento massmediatico o dell’incapacità di valutare serenamente senza pregiudizi ideologici determinati fenomeni e le prime vittime degli stessi? Non è di sinistra affermare che deve regnare la legalità ( o questa vale solo per i colletti bianchi?). Non è di sinistra affermare che determinati fenomeni vanno sradicati?
Come?
Passiamo da un’analisi oggettiva ad una fase propositiva.
Legge e ordine non è una frase di sceriffi americani se il prinicpale beneficiario è il popolo. Quello vero non quello idealizzato.
A chi lavora e rispetta le leggi pari diritti e doveri. Chi non si integra, dando parità di opportunità a tutti (non privilegiando questa o quella minoranza) deve essere punito (se commette reati), allontanato laddove è possibile.
Per favore s’inserisca nel dibattito anche il principio di responsabilità personale e non solo la solita gnagna della natura sociale del problema a monte. La sinistr dovrebbe incomniciare a dimenticarsi frasi del tipo “il problema a monte è un altro!”
Il tema, mi rendo conto, andrebbe molto più sviluppato ma questo è solo un commento. Una sinistra dovrebbe anche, ripeto anche, porsi la questione di chi sono i beneficiari e le eventuali vittime di una o l’altra politica, quali sono gli strati sociali in ballo.
Mi rendo contto che quanto scritto può stonare o stridere.
Leggerò con interesse eventuali commenti contrari (meglio se in grado di smentire la situazione criminale che ho illustrato: avverto che vivo nei posti che vi ho descritto). Mi auguro che non siano corredati da sterili insulti. Non perchè mi offendo ma perchè li riterrei inutili.
Ambrogio Galotta
19 settembre 2010 at 23:46
Scusa Lia.
Segui il link sotto ed accedi.
Io agirò in tutti i modi legali. Questa volta non passeranno. Non esisteva alcuna emergenza sanitaria non fronteggiabile con mezzi ordinari.
http://www.zimella.com/albo_pretorio_on_line.html
libera
19 settembre 2010 at 20:00
La differenza tra la frase di Bersani e quella di Bossi è sottile: il primo vuole sottolineare “la tolleranza” che, nonostante i furti, veniva riservata ai cosiddetti (termine assolutamente improprio) zingari, e lascia intendere che per quanto lo riguarda quella tolleranza è il metro di misura dell’azione politica; il leghista marca un tiro opposto, quello dell’in-tolleranza verso “tutti” i ladri, salvo quelli “legittimati” dal voto popolare. Personalmente aborro l’intolleranza leghista che mi dà i brividi, ma biasimo anche l’ambiguità di chi non ha il coraggio di definire in termini POLITICI, quindi di AZIONE PROPOSITIVA una questione sociale che chiede chiarezza di principi, di riferimenti, di orientamenti. Cosa farebbe Bersani se fosse al governo? Qual è il programma del partito che si definisce (ma lo fa ormai da solo…) di sinistra? In cosa si distingue dalla destra e dall’arrembaggio economico global-liberista dilagante segno del nuovo imperialismo del XXI secolo?
Pino
19 settembre 2010 at 19:41
Ma come, una volta tanto che Bersani dice qualcosa di sensato lo scaricate e lo collocate nell’ultra destra xenofoba?
Gli capita così raramente di dire cose intelligenti…
lia bonelli
19 settembre 2010 at 11:38
grazie ambrogio, ma risulta impossibile accedere al testo dell’ordinanza
Ambrogio Galotta
18 settembre 2010 at 23:47
wwww.albipretori.it
Ambrogio Galotta
18 settembre 2010 at 23:46
Lia guarda la coincidenza. Oggi la sindaco leghista del mio paese ( Zimella VR ) ha emesso questa ordinanza ed io sul blog le ho dedicato B.Brecht:
Per memoria………..
PRIMA VENNERO PER GLI ZINGARI…
Prima di tutto vennero a prendere gli zingari
e fui contento
perchè rubacchiavano
Poi vennero a prendere gli ebrei
e stetti zitto
perchè mi stavano antipatici
Poi vennero a prendere gli omosessuali
e fui sollevato
perché mi erano fastidiosi
Poi vennero a prendere i comunisti
ed io non dissi niente
perchè non ero comunista
Un giorno vennero a prendere me
e non c’era rimasto nessuno a protestare.
(B. Brecht)
Linkati e compila con “comune di zimella”.
Poi cercati su google “zimella news…e capirai perchè sono arrabbiatissimo per l’assenza della sinistra al nord!
Ambrogio Galotta
18 settembre 2010 at 22:31
Lia forse esageri.
Bersani, l’unico che da ministro ha fatto qualcosa con impatto positivo nella vita quotidiana della gente popolare, non merita questo insulto.
Lia, Bersani resta un uomo di Sinistra.
E’ vero, è un borghese alla Bertinotti ma non puoi dire che è un leader della destra.
Quando perderà le primarie con(tro) Nichi vedrai che Vendola stesso, in caso di vittoria alle politiche, chiederà a Bersani un contributo importante con il Ministero dello Sviluppo.
Rom? Anche io sono Rom. 13 traslochi in 20 anni di affitto……
MAURO1
18 settembre 2010 at 22:17
Che il rom, europeo i italiano, chieda una casa, è ovvio, dal suo punto di vista.
Che i politici gliela diano, è un a ca…z..ta, dal punto di vista mio e di tanti altri.
Perchè dargli una casa, qui? Che hanno fatto per avere il diritto di averla? Essere vivi? E tutti gli altri cittadini italiani, non hanno diritto?
Essere rom è diventato un “privilegio” nell’assegnazione delle risorse?
Non è stato il medico a dirgli di andare in giro per l’Europa. Se lo fanno, devono essere in grado di mantenersi da soli. Come lo fanno gli altri.
Altrimenti, da presunte “vittime”, diventano dei veri “privilrgiati”.
E non sono d’accordo. Appoggerò chiunque combatte questa idea “buonista e catto-comunista”.
Giuseppe Esposito
18 settembre 2010 at 19:53
E’ un errore rincorrere Bersani ed il PD in generale.
Nomenklatura, affarismo e gestione del potere… (locale ahi per loro!) e se sono onesti sono sotto ricatto!
Bisogna tentare di portar fuori da lì le menti migliori, aperte e soprattutto coerenti con la “loro” storia, se ancora ce n’è.
La sinistra è altro dal PD. Tina (there is no alternative) li ha presi.
Bisogna spendere tempo ed energie a che la “sinistra diffusa” possa riconoscersi (fidarsi oserei dire) e “rappresentarsi” in una qualche forma in parlamento…
La sinistra diffusa è mille storie ed ogni testa un voto. Settaria se si vuole ed aperta ai 4 venti!
E poi bisogna aiutare a dare un senso al quotidiano di tanti che “un senso non ce l’ha”…
Vogliamo parlare di atipici (non i titoli), cassaintegrati, salariati? O forse vogliamo parlare di istruzione, formazione, sapere… conoscenza (e neanche cito il diritto ad essere informati!). Vogliamo parlare di migranti? Dei non benvenuti ma cercati?
Ci sono segnali diffusi di opposizione in giro e tante storie (intelligenze, persone, gruppi) e tante lotte “vinte” nel quotidiano di ognuno, tanta consapevolezza che si può! che l’alternativa esiste e che si costruisce in ogni singolo atto della nostra vita…
Sicuramente non siamo maggioranza| Ma che bel sogno essere con i tanti che vedono quel che io vedo ed andare verso dove io vado…
Mi si perdoni l’afflato romantico, ma in soldoni vi dico: alleiamoci con chi più rompe… in tutti i sensi.
lia bonelli
18 settembre 2010 at 11:48
gentile Voivoda81,
ha ragione soltanto su un punto: l’omologazione e l’assimilazione sono politiche razziste. Non per nulla la Svizzera, dagli anni ’20 agli anni ’60, tolse i figli ai rom per affidarli a famiglie non rom e impose rigide norme di vita agli zingari proprio perché li considerava inaccettabili.
Lei però continua, come fanno molti purtroppo, a considerare i rom un popolo nomade e dedito al furto. Non è così. All’interno del popolo rom (come tra gli italiani, gli ebrei, gli africani e via discorrendo) esistono notevolissime differenze. La stragrande maggioranza dei rom che vivono in Italia non si spostano mai dalla città dove sono nati, il 70% vive nelle case (perché sono italiani da generazioni e portano cognomi italianissimi) e, alcuni, specialmente nel nord, vivono in roulotte perché questo è il loro stile di vita e infatti a Venezia il sindaco Cacciari ha creato un villaggio attrezzato per i sinti (che di cognome fanno Pietrobon), anche loro italianissimi.
Quando si parla di rom si pensa invece ai campi nomadi, creati dalle regioni italiane. Magari bisognerebbe sempre operare una distinzione, perché parlare sempre dei rom come di un corpo unico con caratteristiche connaturate e indissolubili, ecco questo è davvero razzista. E sorprende che lo faccia anche la sinistra
Voivoda81
18 settembre 2010 at 10:42
Confermo il fatto che dopo anni di discussioni e di problemi la sinistra parla, parla ma non ha trovato ancora una politica sugli immigrati. Comunque questo articolo, mi sa che non sa quello che scrive. Innanzitutto gli zingari non “cercano da tempo immemore casa e lavoro”: come è in possibile, sono un popolo nomade? In Romania sotto Ceausescu erano perseguiti proprio perché non lavoravano e questo era illegale. Lo stato gli dava, come per legge, una casa, ma loro comunque non ci vivevano perché sono nomadi! So di vicini che hanno dovuto subire il loro vicinato dove facevano fuochi in salotto, lasciavano sporco.
Molti comunque oggi hanno le loro case in Romania, le riconosci subito perché dal poveraccio a quello coi soldi si costruiscono qualcosa simile alla casa delle bambole. Cambia solo la dimensione. Ci trascorrono un po’ di tempo, ma molto spesso vanno in giro nelle roulotte.
Questo avviene anche in Italia. Se andate nel teramano e pescarese ci sono molti zingari italiani da generazioni. Sono integrati, parlano la nostra lingua e hanno case. Però principalmente vivono nelle roulotte e nomadi. Vivono non dove hanno la residenza perché vivono d’espedienti e di giostre alle fiere.
Dire che quando ci sono loro nei paraggi i furti aumentino direi che è dire una ovvietà e che è un dato oggettivo. La sinistra ha da imparare a creare politiche sulle differenze, ma se non vuole ammettere questi problemi e ad accettare le differenze inizia a creare xenofobia perché di fondo gli rimane una filosofia quasi-nazista: quella dell’omologazione.
Così aver accesso i riflettori disgustati su quello che ha detto l’assessora a Roma lo trovo sbagliato: chiaro che figlio di stranieri è straniero. L’assimilazione è uguale alla xenofobia!