Nell’aprile 2020 Silvio Berlusconi ha qualche preoccupazione. Vive al Quirinale da sette anni e si è affezionato a quelle stanze ricche di arazzi e di suppellettili dorate. Lui “a sue spese” ha fatto importanti lavori di ristrutturazione e adesso vorrebbe starci almeno altri sette anni. Ma il Parlamento lo rieleggerà la seconda volta? I numeri ci sono, una legge ad presidentem, approvata solo due anni prima, garantisce che già alla prima votazione basta la metà più uno dei voti per confermarlo capo dello Stato, ma…Ma sono nati i soliti problemi.
Il punto è che lui ha ormai 83 anni, sette anni al Quirinale non gli spiacerebbero, ma quel che gli piacerebbe ancora di più è morire – il più tardi possibile, si intende – in quelle stanze dorate. Ha immaginato e programmato tutto. Il comunicato stampa: la morte è sopravvenuta al tavolo di lavoro, dove il presidente ha semplicemente reclinato il capo. I grandi solenni funerali di Stato. Peccato che la regina Elisabetta non possa partecipare. Lui in ogni caso ha già provveduto a preparare una lettera di invito. Comunque gli altri ci saranno tutti. Anche quella donna – non ne ricorda il nome – che nel frattempo è diventata presidente degli Stati Uniti. E Putin il vecchio Putin, non tradirà certo. Certo c’è il problema della salma. Dove tumularla. Lui aveva già ingrandito la grande tomba di famiglia di Arcore e un architetto suo amico (bravo, presentato da Previti) ne aveva fatto una simil San Pietro. Grandiosa. Ma ora era incerto. Non sarebbe stato meglio il Pantheon?
Nel frattempo è cominciata la consueta bagarre organizzata dalla sinistra. Per una sciocchezza che però potrebbe mettere in discussione tutto, anche i funerali con la carrozza trainata da 12 cavalli. Ma – il pensiero arriva improvviso – se avesse chiesto a Montezemolo una Ferrari nera, elegante da lanciare poi sul mercato?
Durante un suo recente viaggio in Svezia, ossessionato come era da questa idea del grande spettacolo dei suoi funerali ha detto ad una delle principesse del regno, l’unica carina, che gli sarebbe piaciuta una bara a due piazze. E le ha strizzato l’occhio. Una battuta, ovvio, ma tanto è bastato.
Il giorno dopo Repubblica ha messo in prima pagina un editoriale: “Funerale maschilista” di Gad Lerner. Mentre Michela Marzano, (ma chi è questa Michela Marzano, si è chiesto a lungo, mentre si passava il fard sulle guance, dopo colazione) ha invitato le donne a battersi contro il presidente in nome della propria libertà di bara. Anche il Corriere della sera aveva messo il suo veleno. Con un lungo articolo di Pierluigi Battista precisava che ciascuno può scegliere le bare che vuole, ma il senso di opportunità avrebbe suggerito quella unica, ad una sola piazza. Adesso si era formato un comitato: libera bara, in libero stato. E il presidente, sapeva che avrebbero fatto le solite manifestazioni. Quattro gatti, ma quelli dell’opposizione ne avrebbero approfittato…
Sia ben chiaro lui non era preoccupato dell’opposizione. Alle ultime elezioni il Popolo della felicità li aveva sbaragliati. Che cretini. Avevano fatto una campagna elettorale tutta sulla sofferenza. “Il dolore fortifica l’uomo e libera la donna” era stato lo slogan. Non ne azzeccavano una. E pensare che D’Alema, che pure aveva ormai la sua età, anche lui era andato su è giù per l’Italia raccomandando sacrifici e rinunce quotidiane. E Bersani era riuscito, un vero e proprio miracolo, ad apparire più triste e disperato di dieci anni prima, quando aveva provato a mandarlo via dal governo. Ma le manifestazioni per “libera bara in libero stato” ci sarebbero state e proprio in quei giorni in cui aveva organizzato alcuni appuntamenti interessanti… Capi di stato? Non proprio. Ma insomma, sarebbe stato meglio che gli ingressi al Quirinale non fossero stati sotto controllo.
Silvio Berlusconi in quei giorni di aprile – lo doveva confessare a se stesso – era un po’ infastidito. Non per le vicende del paese che nel complesso andavano bene. Già da qualche anno si era liberato di quel rompicoglioni di Marchionne che si era trasferito armi e bagagli a Belgrado. Tremonti, altro rompicoglioni, era a capo della Banca europea. Gli italiani erano complessivamente contenti perché il partito della felicità li aveva convinti che pagare le tasse è bello, i figli erano finalmente liberi di fare quello che volevano invece che cercare ossessivamente un lavoro, tutti potevano costruirsi una casa al mare purché a più di dieci metri dal bagnasciuga. E ora le coste erano arricchite da villette unifamiliari. Erano tutti felici e infastidivano lui con quella storia della F3. Pensavano di aver scoperto un comitato di affari, una loggia dicevano, per l’organizzazione dei suoi funerali. Certo che alcuni amici se ne stavano occupando, certo che dopo avrebbero lanciato i nuovi modelli di bara, e che ce ne sarebbero stati anche a due piazze. Ma questa storia delle F era una fissazione. Avevano cominciato con la F1, dove effe stava per Festa, per protestare contro le celebrazioni per il suo ottantesimo compleanno. Ma un presidente sarà libero di fare le feste che crede o no? Poi c’era stata la protesta per la costituzione di F2 dove effe sta per… Insomma se due o tre signorine passavano la sera con lui non era meglio organizzarsi invece che cercarle di volta in volta? E affidarsi a questo o a quello che poi si mettevano nei guai? Che male c’era? Perché pensare subito a trame segrete? Ma cosa pensavano quei signori che la felicità non richiedesse metodo, organizzazione soldi? E lui doveva dare l’esempio agli italiani. Che cosa volevano? Che passasse la vita fra i granatieri? Non era mica un frocio lui.
Sì in fondo in quel mese di aprile del 2020 Silvio Berlusconi era un po’ triste. Non molto, ma un po’. A conti fatti c’era almeno un otto per cento degli italiani che non gli era riconoscente, non lo amava abbastanza. C’era stata la domenica precedente, un episodio che un po’ lo aveva irritato. Quando era andato a piazza Navona a distribuire i lecca lecca ai bambini uno di loro che gli aveva detto: a me piace la cioccolata. E lui cioccolatini non ne aveva. Doveva pensarci la prossima volta. Un presidente deve proprio pensare a tutto.
luk75
20 agosto 2010 at 22:05
non diventerà mai presidente della repubblica, fidatevi…