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Ragazzo gay pestato. Ci chiediamo: si attende il morto?

Aurelio Mancuso Pubblicato da
il 30 maggio 2010.
Pubblicato in Diritti, gli Altri.

Ed eccomi a commentare la nuova ennesima aggressione ai danni di un ragazzo gay, indifeso, attorniato da quattro o cinque ragazzi tra i 25 e trent’anni, italiani, probabilmente annoiati e volenterosi di riempirsi la serata con una bel raid squadrista. Come da copione, giungono cerimoniosi e commoventi attestati di solidarietà dai partiti, dalle istituzioni, dai commentatori di professione. E poi?

Beh attendiamo la prossima aggressione no? I testi dei comunicati sono già pronti, ahimè anche quelli delle associazioni lgbt costrette a fronteggiare da sole i problemi concreti, l’assistenza legale, l’aiuto alla vittima e alla famiglia. E per fortuna che a Roma Arcigay questo compito lo svolge assai bene, con la sua linea Help Gay Line, con i suoi avvocati primo fra tutti Daniele Stoppello, con il suo esuberante presidente Fabrizio Marrazzo. Detto tutto questo cosa stiamo attendendo? Forse il morto?

È inutile attendere, ci sono già stati, solo che non sono stati conteggiati, sono rimasti nascosti, nelle loro tristi vicende di cui nessuno ha inteso occuparsi. Ma no è chiaro, si attende il martire! Quello che possa essere aggredito vicino a un luogo gay e che sia talmente pestato a sangue da rimetterci la vita. Insomma per la nostra classe politica il copione di questo horror che va in scena negli ultimi tre anni con una cadenza impressionante, non ha concluso ancora la sua storia. Ci vuole il morto, e allora forse, (ma non è detto) la politica si muoverà, invece di blaterare ai quattro venti.

Questa sconvolgente consapevolezza è presente in tanti di noi, ce la sussurriamo ogni qualvolta un altro episodio si aggiunge, cerchiamo di esorcizzarla, di non farla emergere. E non è detto che bastino nemmeno i morti per mettere le spalle al muro un Parlamento, che solo pochi mesi fa ha votato la pregiudiziale di costituzionalità, sulla base del fatto che l’omosessualità è paragonabile alla zoofilia, e a tutta una serie di perversioni sessuali da manuale psichiatrico. Stupore, rabbia, dolore, sono ormai sentimenti insufficienti, rischiano di farci diventare insensibili, pronti a qualsiasi nefandezza che provenga dalle Aule parlamentari.

L’esasperazione è una condizione umana che può far perdere la testa, ma non cadremo nel tranello, di certo qualcosa di nuovo andrà fatto. Ci dobbiamo difendere, non possiamo permetterci di continuare a subire, dobbiamo riempire le evidenti lacune di tutela nella nostra sicurezza fisica? Forse sì, è arrivato il momento di fornire anche risposte di questo genere. Bisogna informare meglio le persone su come comportarsi in caso di attacco, su come prevenire di trovarsi in situazioni di isolamento. Insomma, ormai non si può più parlare di sporadici episodi, siamo sotto attacco e non possiamo esser noi a minimizzare. Quando questa triste epoca sarà consegnata alla storia, vorremmo fosse scritto: le persone gay, lesbiche, trans hanno subito ogni tipo di angheria, da sole hanno dovuto affrontare il dramma della violenza, la destra non se ne occupava, la sinistra aveva altro da fare.

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14 Responses to Ragazzo gay pestato. Ci chiediamo: si attende il morto?

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  2. liberto brensan

    4 giugno 2010 at 21:02

    ma una volta che ti accorgi che ti cancellano pure i messaggi, perché ti incaponisci a perdere tempo? Per scrivere cose che al più restano mezz’ora prima di sparire dal sito? Mistero

  3. liberto brensan

    2 giugno 2010 at 21:14

    ah ok, ora sì che hai argomentato, bravo, applausi, ciao

  4. liberto brensan

    2 giugno 2010 at 18:26

    quante cazzate tutte in una volta… dai, posa il fiasco, l’etilometro sta suonando come un juke-box e “argomentare” in palese stato di ebbrezza non porta nulla alla discussione

  5. micio che canta

    2 giugno 2010 at 12:04

    imbecille ignorante, la polizia ha protetto l’assassino polacchi a piazza navona chiamandolo per nome …ma di che cazzi parli….e lotta studentesca di FN) era in piazza col blocco,mentre picchiavano bambini delle medie..

  6. liberto brensan

    1 giugno 2010 at 15:47

    in tutta onestà parlare di protezioni politiche e poliziesche mi sembra ridicolo nel caso in questione, e comunque assolutamente sconcludente… studia ragazzo… la gente in Italia va in galera esclusivamente per iniziativa della magistratura, che è completamente indipendente sia dalla politica che dalla polizia (che anzi le è sottoposta)… più semplicemente in Italia anche la gente condannata può non andare in galera, visto che esistono istituti come la sospensione condizionale della pena, l’indulto, la detenzione domiciliare, il presofferto… e resta il fatto di fondo che Blocco (piazza navona) e Forza Nuova (corteo di Milano) sono due cose distinte e diverse

  7. micio che canta

    1 giugno 2010 at 15:34

    imbecille polacchi e i delinquenti del blocco sono ancora iun libertà grazie alle protezioni politiche e poliziesche…

  8. liberto brensan

    1 giugno 2010 at 14:17

    libertà non dovrebbe significare lasciar libero il cervello di concepire tutto ciò che gli pare e gli organi addetti alla comunicazione liberi di esternare qualunque cosa. A Piazza Navona non c’era Forza Nuova ma il Blocco Studentesco, talmente impuniti poi da essere stati tutti manganellati dalla pula e fatti salire su un cellulare dopo aver subìto un’aggressione da parte di centinaia di persone. Ma è facile rendersi conto che certa gente non esprime opinioni o idee, semplicemente parla per mantra.

  9. libertà!

    1 giugno 2010 at 14:13

    bè..la magistratura ha ristabilito l’idea di libertà! E’ stato assolto solo perchè avvisato la mattina del divieto del corteo e non ha fatto in tempo ad avvisare le centinaia di fascisti che arrivavano a Roma…Evviva la libertà!!!
    a parte che nn erano centinaia, ma i soggetti sono gli stessi che erano dietro gli scontri di piazza navona…incredibile…ancora una volta impuniti…eppure quel giorno a centocelle tentarono non pochi assalti (gli disse male però) e fuggendo finirono in un campo nomadi…a proposito di nomadi…che li presero a sassate…

    purtroppo però, visto che spesso la memoria è molto corta, sopratutto qui sopra, al forte prenestino fecero degli assalti le sere precedenti ed un compagno fu accoltellato alla gola e rischiò per un centimetro la giugulare…

    ma va bè…capisco che le urla alla concia sono più interessanti di un assalto in un centro sociale (entrarono quasi fin sotto al palco con bastonate e coltellate) e il tentato omicidio di un compagno…

    gli stessi che stavano dietro la storia di piazza navona…vabbè. se vi piacciano tanto che dirvi?

  10. possibile

    1 giugno 2010 at 14:07

    forse…oppure alla concia, secondo me sbagliando, la “lesbica isterica” è un urlo di rabbia senza testa di chi si deve subire processi di anrifasicmo e poi leggere prese di posizione stile gli altri…e che invece, a proposito di libertà (che spesso è galera per gli antifascisti vedi milano 11 marzo) poi è costretto dalla realtà a subire ben altro…vedi qui:

    E’ andato in prescrizione il processo per una manifestazione non autorizzata a Centocelle, ai limiti dell’estate del 2005, nel corso della quale ci furono scontri e feriti. Il giudice monocratico di Roma ha prosciolto il leader di Forza Nuova Roberto Fiore e altri esponenti del partito di destra, Gianguido Saletnich, Patrizio Nicoletti, Massimo Perrone e Marco Di Dio. Il magistrato Anna Maria Pazienza ha dichiarato prescritto il reato di cui erano accusati i 5, ossia l’aver organizzato, nonostante il divieto del questore, la manifestazione che il 18 giugno 2005. L’avvocato Gianluca Arrighi, che assiste Gianguido Saletnich, nella sua arringa aveva chiesto l’assoluzione del proprio assistito motivando come, essendo stato il diniego notificato a Saletnich solamente il giorno prima di quello previsto per la manifestazione, sarebbe stato impossibile avvisare le centinaia di persone che già erano in viaggio da tutto il Lazio per partecipare all’evento. Gli altri difensori hanno sostenuto, sul punto, che la notifica del divieto avvenuta solamente il giorno precedente costituisse un atto arbitrario ed illegittimo in contrasto con la libertà di manifestazione garantita dalla Costituzione italiana. Il giudice, dopo una lunga camera di consiglio, ha invece deciso per un proscioglimento per prescrizione. Secondo le cronache di quel giorno 7 carabinieri e un poliziotto riportarono contusioni. E tutto per impedire lo scontro tra i giovani di Fn e quelli del centro sociale Forte Prenestino. La zona di piazza delle Camelie, a un centinaio di metri da piazza San Felice Da Cantalice, divenne per alcune ore, di quel 18 giugno di 5 anni fa, il teatro della contesa.

  11. oppure ancora chi?

    1 giugno 2010 at 12:10

    Oppure ancora chi sarà stato? Forse qualcuno che pascola idee di sinistra a parole e poi dà della “lesbica isterica” a Paola Concia?

  12. chi sarà stato?

    1 giugno 2010 at 01:05

    chi sarà stato? forse qualcuno che pascola le idee neofasciste che tanto vi piace difendere?
    ma chissà?

  13. Francesco

    30 maggio 2010 at 20:06

    Che schifo! Non riesco a dire altro: stiamo formando una società con un livello di aggressività verso chi si percepisce come diverso (ma non lo siamo tutti?) veramente insopportabile

  14. Augusto

    30 maggio 2010 at 19:58

    La vita degli omosessuali é peggiorata dagli anni novanta ad oggi; e nessun governo, nessuno, centro destra o sinistra ci ha messo rimedio.
    Ormai vecchio, 65, omosessuale mi sentivo molto piú a mio agio negli anni 80 e 90 che oggi; ma forse, é solo vecchiezza.
    O, forse, no; forse gli omosessuali si sono fidati troppo e “intruppati” troppo con una sinistra che si é rivelata pusillanime ed inconcludente; forse sarebbe stato meglio tentare una certa colonizzazione della destra, lega esclusa, probabilmente.
    Ormai il danno é fatto e la china da risalire sará dura e lunga.
    B.T.W. ricordo che negli anni 70 in un cetro posto della mia cittá, ci si riuniva alla sera per “checcheggiare” e “battere”. Due comportamenti che, oggi, condanno decisamente; pur ricordandoli con tenerezza.
    Una banda di ragazzotti inizió lo sport di venire a disturbarci, insulti e anche vie di fatto.
    Per caso, frequentavo una palestra e mi venne in mente di proporre una serata allegramente movimentata a vari miei colleghi, decisamente eterosessuali.
    Detto fatto, una sera nel gruppetto delle checche erano intrufolati anche vari “palestrati” io compreso. E arrivano i ragazzotti a praticare il loro sport serale.
    Ricordo che i “palestrati” si sono molto divertiti quella volta; e i ragazzotti sono definitivamente spariti dalla circolazione.
    Non potrebbe essere questa una soluzione anche per i fatti attuali?