Caro Direttore,
qualche giorno fa un giovane studente universitario mi ha chiesto bruscamente. “Ma perché Sansonetti e la Armeni hanno firmato a favore di quelli del Blocco Studentesco?”. Preso alla sprovvista non ho trovato di meglio che ricorrere a una vecchia reminiscenza liceale ed ho risposto : “E’ del poeta il fin la meraviglia …chi non sa far stupir, vada alla striglia”. Avrei voluto dire, in realtà, che quella firma mi pareva si inserisse nel solco della serie, parafrasando, “epater les travailleurs et les camarades”, ma sono debole sul francese. Il giovane in questione mi ha rivolto uno sguardo di compatimento e mi ha voltato la schiena, come si fa con un vecchio scemo che si rifiuta di vivere nel presente. Pensavo si fosse offeso perché si sentiva preso per il culo. Ma in realtà sono io a venire preso in giro. Questa poco gradevole sensazione non se ne è andata, neppure con il trascorrere dei giorni. Anzi ha avuto un ritorno di fiamma con la lettura delle pagine che questo giornale ha voluto dedicare alla questione. Ma davvero, professoressa Mancina, “la democrazia è soprattutto terreno neutrale delle istituzioni all’interno del quale si fanno battaglie per i contenuti a cui teniamo”. Il corsivo è mio, ma se questo è effettivamente il suo pensiero peggio ancora mi sento. L’interpretazione della democrazia come fosse un campo di calcio speravo mi fosse risparmiata.
Ma veniamo al nocciolo della contesa. I redattori de Gli Altri lamentano di essere stati oggetto più che altro di insulti. Non fatico a crederlo. Purtroppo il dibattito a sinistra è spesso ridotto a ringhi e ruggiti: basta visitare i vari siti. Tuttavia sconsiglierei anche di eccedere nel vittimismo e guarderei più alla sostanza della questione. Questa non consiste tanto nel decidere se era giusto o meno autorizzare la manifestazione del Blocco. Tanto è vero che per deciderlo non ci sarebbe bisogno di scomodare i principi dell’antifascismo, basterebbero considerazioni di ordine pubblico, le quali sono peraltro in ogni caso discutibili. Il problema risiede nel giudizio da dare su questi nuovi neofascismi. Se non ci fosse stato l’appello a favore della libertà di manifestazione del Blocco, il tema sussisterebbe ugualmente. Basta scorrere i numeri arretrati di questo giornale per accorgersene. Quindi conviene discuterne, possibilmente con intelligenza, come suggerisce Ritanna Armeni.
E’ stato scritto che l’antifascismo viene prima della libertà perché è il fascismo che l’ha negata in radice. Questa formulazione non è piaciuta ad Andrea Colombo. Tuttavia non si può ridurre l’antifascismo, che con ragione molti di noi hanno fin qui considerato come una sorta di religione civile del paese, a semplice norma transitoria, quindi caduca, della Costituzione. Quella norma giunge alla fine del dettato costituzionale anche perché è la naturale conseguenza di quanto detto prima e ne costituisce parte applicativa essenziale, ancorchè mai applicata, come del resto altre parti della nostra bella Costituzione. Quindi io direi che non c’è un prima e un dopo ma che l’antifascismo sta nella libertà e viceversa. Proprio questo elemento , già sufficiente per contestare alla Mancina la presunta neutralità della democrazia, mi pare esca del tutto indebolito dalla enorme confusione che regna nel dibattito politico intellettuale odierno.
Per rimettervi un poco di ordine suggerirei di ristabilire la discriminante destra/sinistra in ogni campo, non solo in quello politico in senso stretto, quello che si direbbe politicista. Naturalmente non è questo lo spazio per motivare questa scelta. Ho cercato di farlo in conclusione di un mio libro, e per semplicità posso riferirmi all’ultimo Bobbio o al recentissimo e acuto pamphlet filosofico-politico di Carlo Galli, titolato appunto Perché ancora destra e sinistra. Come si vede anche dall’intervista di Davide Vari al giovane (e intellettualmente incauto) Guelfo Bartolucci la contrapposizione destra/sinistra è proprio ciò che negano i neofascisti alla Casa Pound o alla Cuore Nero (più o meno l’equivalente che c’è a Milano e che sarà protagonista di una manifestazione antiglobalizzazione il prossimo 22 maggio, che spero non verrà sorretta da appelli a favore). “Sono un fascista del terzo millennio ((della serie il presente come storia)), non mi sento né di destra né di sinistra” dice Guelfo e così prosegue tendendo trappole linguistiche a sé stesso e a chi lo ascolta, come “credo che l’Italia stia diventando un paese multirazzista e non multirazziale” per cercare di difendersi dall’accusa di essere contro gli immigrati. Non c’è nulla di nuovo. Anche il fascismo e il nazismo al loro sorgere proclamavano di volere andare oltre la destra e la sinistra. E infatti diedero vita ad una destra reazionaria quale mai si era potuta vedere, che giunse a proporsi e a praticare la distruzione fisica dell’umanità, dopo avere ridotto le persone alla loro nuda vita biologica. Non c’è niente di nuovo in quel “la giovinezza al potere” che stava scritto sugli striscioni del Blocco, se non il solito marinettismo/dannunzianesimo fritto e rifritto con il quale si cerca di mischiare i mercanti con gli eroi, la sicurezza contro il diverso dei borghesi con il culto spavaldo della morte (altrui), il liberismo economico con la difesa della comunità minacciata dalla globalizzazione. E’ questo il neofascismo dei circoli culturali di destra, parte integrante, nel vuoto di una e propria grande cultura di destra nel nostro paese – che c’è invece in altre parti d’Europa – , di un progetto ambizioso e niente affatto impossibile: la creazione di un partito reazionario di massa. Su questo si gioca anche la frattura che si è evidenziata in questi ultimi tempi nella destra politica di governo. E’ un progetto da combattere da subito, certamente con intelligenza, ma anche con meno languore.
nicola
16 luglio 2010 at 11:37
io non mi sento di avere nulla in comune coi fascisti
siano essi di forza nuova o di casapound
sempre fascisti restano
stefano
15 luglio 2010 at 22:32
MORMONE ateo, secondo me la sinistra che si arrende (e trasforma tutto in un gioco) è quella che non sa stare nel suo tempo, non sa proporre cambiamenti che siano validi e preferisce “divertirsi” ad osteggiare vecchie retoriche inutili perchè crede che quelli siano i capisaldi della sua identità. Il socialismo, il comunismo, la lotta per l’uguaglianza, esistono da ben prima che il fascismo fosse anche solo teorizzato. La parentesi fascista e la convinzione che quello fosse il nuovo nemico, solo perchè è rimasto al potere qualche anno, ha lasciato in stand by la situazione dal 48. Infossarsi sull’antifascismo militante, definizione che fa sorridere quando proviene da gente oltre i 20 anni, sembra più una partita a risiko che un azione politica propositiva.
stefano
15 luglio 2010 at 22:13
concordo al 99% con colombo. l’un per cento è dato dal fatto che un piccolo punto di contatto fra noi e loro in realtà c’è. Siamo nel terzo millennio, la contrapposizione destra e sinistra è mutata radicalmente, così come la location della barricata. CasaPound è sostanzialmente abbastanza aperta,(sicuramente più di forza nuova) è gente giovane cresciuta con la convinzione che il socialismo nazionale sarebbe una buona soluzione. Ma se facessi un sondaggio fra gli iscritti secondo me troveresti una minimissima parte che si definisce razzista e a favore di un totalitarismo dittatoriale. Dietro a questo c’è un problema di definizione dell’ideologia fascista, che per noi è una cosa per loro un altra, e per loro è più agguerrita e motivata l’ala di dx che quella di sx, tutto quì. Il fascismo storico nasce in un periodo burrascoso in cui determinate scelte non condivisibili sembravano necessarie. Queste scelte appartengono ora più alla noncultura berlusconiana che alla dex radicale. Io credo che bisogna cercare di andare oltre le vecchie retoriche, oltre la dicotomia fascisti comunisti che è sostanzialmente passata e trovare nei loro manifesti i punti programmatici di matrice socialista, che sono molti, per riadattarli. Trattarli come nemici assoluti, quando per certi versi hanno più punti di contatto con noi rispetto al pd, mi sembra ideologico e formale. E bisogna anche imparare alcune cose da loro, in particolarmodo la gestione dell’immagine, la capacità di riadattare la cultura degli squot, del punk, così lontani dalla loro vecchia retorica. Insomma, per molti versi il fascismo è stato capace di rinnovarsi e di aprirsi, anche se mantiene a livello programmatico degli aspetti per noi inaccettabili. Ma l’ossessione antifiscista al giorno d’oggi andrebbe rivista in chiave storica, in quanto anche il comunismo applicato ha lasciato dei bei ricordi negativi, e son più recenti e meglio impressi nelle menti delle giovani generazioni.
Flavio Viriato
22 maggio 2010 at 22:55
Ottimo Colombo, condivisibile in tutto.
Lorenzo Ciampi
21 maggio 2010 at 15:12
NOI SIAMO GAY GAY
E UN PO’ PRESSAPOCHISTI
NOI SIAMO GAY GAY
E AMICI DEI FASCISTI
SE QUELLI PICCHIANO FORTE
A NOI CHE CAZZO CE FREGA
SE QUELLI COLPISCONO A MORTE
CI IMPORTA UNA RICCA SEGA
NON STIAMO RINTANATI
CI TROVI ALLA TELEVISIONE
PRIMA COME DEPUTATI
E POI FENOMENI DA BARACCONE
SE QUALCUNO CI INVITA
MICA POSSIAMO RIFIUTARE
GUARDIAMO ANCHE LA PARTITA
CON LA MUSSOLINI A TIFARE
NOI SIAMO GAY GAY
E UN PO’ PRESSAPOCHISTI
NOI SIAMO GAY GAY
E AMICI DEI FASCISTI
SCRIVIAMO SULL’UNITA’
CHE DI GRAMSCI FU IL GIORNALE
E’ MORTO…BOH….CHISSA’
FORSE DI UN MALANNO STAGIONALE
DI MATTEOTTI SAI NIENTE?
ORA VAI A PRENDERE ANCHE QUELLO
SARA’ STATO UN CONCORRENTE
DEL SECONDO GRANDE FRATELLO
MA ALLA FINE COSA CI IMPORTA
DI TUTTA QUESTA CULTURA
PER ANDARE A PORTA A PORTA
OPPURE OSPITI DALLA VENTURA
NOI SIAMO GAY GAY
E UN PO’ PRESSAPOCHISTI
NOI SIAMO GAY GAY
E AMICI DEI FASCISTI
nicola
19 maggio 2010 at 08:57
completamente d’accordo con l’autore dell’articolo
raffaele morani
19 maggio 2010 at 08:35
complimenti ad Andrea Colombo per il suo intervento che condivido e sottoscrivo dalla prima all’ultima parola!
Mormone Ateo
18 maggio 2010 at 17:13
Siete la Sinistra che si arrende… per fortuna riuscite ad essere, per quanto sembri impossibile, molto più marginali addirittura di noi.
Io continuo ad essere antifascista ed anticapilista, e non me ne vergogno affatto.
Alvaro Peroddini
18 maggio 2010 at 17:06
…anzi guarda cara “una compagna” , ti voglio dire questo: sai un tizio come mi ha risposto sul blog della militant alle questioni che ponevo??? Ti metto il virgolettato qua sotto:
“no,secondo me anna paola concia non e’ una lesbica isterica,
ma una isterica che se imberta 15000 euri ar mese…per dire stronzate……la concia….mi suggerisce che meriterebbe, lei
e quell’altra repubblichina dell’Armeni salottiera,di essere conciata come le prostitute collaborazioniste coi nazi-fascisti, i giorni della Santa Giustizia Proletaria!”
Questo solo per dirti di quanta idiozia ci sia in giro…altro che cani biascicanti!! Vuoi difendere anche queste espressioni??
Ora io sono così intelligente da non generalizzare, e oviamente non credo che i membri della militant siano come questo tizio del commento (infatti è un commentatore). Come ti ho detto con certi si può intavolare una discussione. Tuttavia se vuoi un consiglio alla prox contestazione gente come questa non ce la portate…perchè vi fa passare dalla parte del torto in un millesimo di secondo.
Alvaro Peroddini
18 maggio 2010 at 16:57
…ah dimenticavo, se ti va puoi venire a tassellarmi anche sul blog della militant già che ho scritto alcuni post anche lì…tra l’altro mi sembrano più ragionevoli e meno rancorosi di te.
Alvaro Peroddini
18 maggio 2010 at 16:55
…arieccola!! ma scusa è, ma non ci eravamo chiariti…li vuoi lasciare in pace questi poveri cani!??…ti sembra normale che una da buono e meglio mi dia un colpo di cretino? Quanto la vuoi far lunga questa storia all’infinito? Se ti va di rivolgerti a me per discutere di determinate questioni sono contento, altrimenti ti prego basta con questa storia.
Una compagna
18 maggio 2010 at 16:50
Ma perchè alice dovrebbe far parte “dei centri sociali, di militant, dei collettivi universitari” per poter sostenere la sua opinione? A già dimenticavo tutti i tuoi pregiudizi, secondo te io sono una dei centri sociali che va in giro biascicando coi cani…
Alvaro Peroddini
18 maggio 2010 at 16:33
….bla bla bla, cercare di discutere vuol dire cercare di attirare la tua attenzione?? Non esageriamo, ancora non mi attirii (intellettualmente parlando) così tanto. Io caduto nel sansonettismo? Bah! una volta su due non sono d’accordo con ciò che scrive (come per esempio l’uscita sul figlio di Bossi)…anche se il giornale mi piace e non me ne vergogno ed ho ovviamente rispetto per chi nn la pensa come me. Se credi che sia un cretino pazienza, non importa…ma per esprimere dissenso ti assicuro che si può anche non offendere.
Poi cara Alice è facile sostenere una tesi per alcuni giorni e poi smarcarsi come hai fatto te: “non faccio parte dei centri sociali, di militant, dei collettivi universitari” insomma a dar retta a te nn fai parte di niente di niente.
Cmq per me la polemica è chiusa qui. E non pongo altre questioni altrimenti dici che vogilo attirare la tua attenzione. E se anche volessi?
Saluti (sinceri)
Hab Levi
18 maggio 2010 at 16:25
oh, alla fine sono io che “continuo ad insultare fingendomi sereno ed aperto al dialogo”. Alice, ne hai avuto per tutti, io non ricordo di averti mai dato della cretina.
andrea colombo
18 maggio 2010 at 16:16
Caro Alfonso,
il partito reazionario di massa, in Italia, esiste già. Anzi ne esistono due: diversi, omogenei, complementari. Da oltre quindici anni esercitano un’egemonia illimitata. Vantano una presa che va molto oltre i già ampi confini del loro bacino elettorale. A fronte di questo sfacelo, la sinistra, in tutte e ciascuna delle sue incarnazioni, non ha saputo mettere in campo niente che valesse a contrastare questa colonizzazione selvaggia: una mitologia, una narrazione, l’indicazione di un orizzonte tale da suscitare speranze e accendere emozioni, un’identità attuale.
Tutto questo lo sai da solo e sono sicuro che sin qui siamo d’accordo. Il disaccordo inizia quando da quel che la sinistra non ha saputo fare passiamo a quel che invece ha fatto e sta facendo. Perché non è che sia rimasta zitta e inerte. Ha strepitato e strepita. Però lo fa sempre e solo revocando in dubbio la legittimità dell’esistenza dell’avversario.
Questo e non altro significa essere antiberlusconiani: Berlusconi non dovrebbe esistere perché è padrone delle tv, perché è indagato e/o inquisito, perché va alle feste delle ragazzine, perché va a letto con le escort… Solo che tutto questo, a fronte di un consenso reale e diffuso, non effimero, è non solo ridicolo ma fortemente controproducente.
Lo stesso discorso vale per i fascisti. Non dovrebbero esistere. Non è costituzionale che esistano. Però se cerchi su youtube, trovi ancora lo spezzone iniziale del film di Bellocchio “Sbatti il mostro in prima pagina”. E’ un comizio milanese della maggioranza silenziosa e il giovane fascista che arringa la folla è oggi ministro della Difesa. Fortuna che a cercare di controbilanciare un po’ gente come lui c’è il leader della destra liberale ed europea, presidente della camera, e ai miei tempi capo dei fascisti del Fronte della Gioventù. In questa situazione, parlare di pregiudiziale antifascista significa vivere in un mondo che non c’è più.
Che è poi quel che fa la sinistra tutta, ciascuno certo a modo suo: fingere che il berlusconismo sia una parentesi al termine della quale tutto tornerà come prima, e intanto rinsaldare quel tanto di identità che ancora c’è concessa: fatta di antiberlusconismo e antifascismo più o meno militante. Non è così. Quel mondo, quelle identità e quelle certezze non torneranno. Senza un’identità nuova e una capacità di indicare orizzonti nuovi, la sinistra resterà nell’angolo miserabilissimo in cui vegeta. E non ci riuscirà sino a che resterà barricata nelle sue certezze identitarie, che oggi sono due e due sole: l’antiberlusconismo e l’antifascismo.
Ma bisognerà pur essere contro il berlusconismo e contro il fascismo? Ovvio, e sfido chiunque a trovare una sola riga nel nostro giornale che non sia radicalmente contraria alle politiche e alla cultura del berlusconismo e al fascismo. Contrari, antagonisti, però non antiberlusconiani né antifascisti, e non ti sarà difficile cogliere la differenza.
Questo è un giornale molto piccolo e molto, molto povero. La stessa esiguità dei nostri mezzi ci costringe a essere essenzialmente un giornale di intervento, e a volte di scontro, culturale. In questa ottica siamo sempre stati coerentemente nemici del berlusconismo e del fascismo cercando di non essere mai né antiberlusconiani né antifascisti. Per questo abbiamo manifestato molta attenzione per i finiani, e non c’è bisogno che spieghi perché, e una qualche attenzione anche per CaasPound.
Perché? Per due motivi, anzi per due episodi. Un anno e mezzo fa CasaPound ha invitato Valerio Morucci a una specie di seminario. A sinistra molti hanno trovato scandaloso il fatto che Morucci andasse “dai fascisti” e quasi nessuno ha notato che i fascisti, per anni hanno considerato, a torto, Morucci come l’assassino di Zicchieri, e siccome anche i fascisti si risentono quando uno dei loro viene fucilato a freddo, l’invito rivolto a Morucci denotava un certo coraggio e provava una certa intenzione di uscire dalla logica ri-montante della gerricciola civile. Infatti nell’estrema destra non sono mancati quelli che, proprio come i nostri antifa duri e puri, l’hanno presa come un tradimento.
Secondo episodio: CasaPound ha chiesto di partecipare alla manifestazione contro l’omofobia, ha inivtato Paola Concia, ha firmato un documento antiomofobo. Chiunque sappia quanto radicato sia nella destra estrema il pregiudizio omofobo dovrebbe capire che si è trattato, a tutti gli effetti, di uno strappo di prima grandezza.
Non significa che fra la redazione degli Altri e casaPound esista il pur minimo punto di accordo. Erano e restano dall’altra parte della barricata. Però non abbiamo alcuna intenzione di metterne in dubbio il diritto a esistere.
Infine, è possibile che, essendo io un rozzone poco acculturato, mi sfugga qualche sottigliezza, ma mi spieghi perché non dovrei considerare “transitoria, quindi caduca” una norma costituzionale che è precisamente transitoria, quindi caduca?
Un abbraccio
P.S. Per Alice, a cui sto particolarmente antipatico e me ne farò una ragione senza soffrirci troppo anche se un po’ mi dispiace perché non scrive male: se uno affronta Paola Concia o chiunque altro urlando “ma l’hai mai vista una pala e un piccone”, per me è plebeismo d’accatto. Senza alcuna offesa e senza alcuna intenzione derisoria. E se una persona scrive che i fascisti hanno imparato a scrivere sui baci perugina, io segnalo che esiste una cultrura di destra coi controcazzi, senza voler dare dell’ignorante a nessuno. Anzi a nessuna.
alice
18 maggio 2010 at 15:17
caro alvaro,
non ho mai scritto che vorrei usare questo settimanale come carta igienica come molte delle cose che tenti di mettermi in bocca da giorni nella speranza che mi accorga di te. ad esempio non faccio parte dei centri sociali, di militant, dei collettivi universitari e di qualsiasi altra stupidaggine ti sia venuta in testa. magari li tratto con il rispetto dovuto a chi tenta di fare qualcosa. e magari mi accorgo anche che – alimentati anche da certe posizioni di una certa sinistra molto paracula – corrano dei rischi di rinchiudersi intorno a nuove forme di disciplinato autoritarismo (banalizzaimo con una sorta di neo stalinismo) conosco abbastanza bene le persone di cui parlo, conosco anche lea melandri e conosco alfonso gianni. ne riconosco i meriti e talvolta quelli che amio avviso sono gli erroi, senza santificarli o denigrarli. in merito a questo argomento e un altro paio sento che è ora di evitare falsi buonismi e ho espresso in maniera chiara, spesso “arrogante“ o saccente a chi si è posto nella stessa maniera sotto un ipocrita velo di falsa educazione. evito a te e agli altri di estrapolare i commenti di andrea colombo, azzaro, sansoneti e altri (hab levi, broono etc. etc.) dove si continuava ad insultare fingendosi libertari e aperti a un sereno dialogo. se vuoi, lo farò. ho digerito per giorni la spregiudicatezza di attaccarsi all’insulto di qualche demente stalinista per accollare a chiunque poneva domande quei deliri. come se queste persone si trovassero per la prima volta a discutere sul web e non sapessero nulla della più classica dinamica di questo medium. ho visto evadere di continuo le vere domande poste e denigrare le esperienze degli altri. ho letto con reale stupore paola concia e aurelio mancuso approfittare di un commento su un blog per chiamare alle armi partiti e sinistra contro “i fascisti rossi”. un atto veramente penoso, da pdl che chiede che la politica si mobiliti contro chi ha gioito in rete per una statuetta tirata da un pazzarello. mi irritai per la statuetta come per il trattamento subito dalla però poco democratica e molto provocatrice paola concia. da qui all’allarme democratico o al processo di beatificazione ci sono un po’ di salti giustificabili solo da una grande predisposizione a strumentalizzare a proprio comodo la realtà. anche se non mi piace rifarmi ai proverbi (o alle citazioni come qualcun altro) è piuttosto logico che chi semina vento raccolga alla fine tempesta. e che quella tempesta rischia di travolgerci tutti tranne chi l’ha provocata. evitami queste cretinate da catechismo tipo “Se non trattasssi gli altri, tutti coloro che hanno una minima diversità dal tuo modo di pensare, come dei traditori fascisti vedresti che molte delle certezze che hai introiettato crollerebbero.” certezze te ne asssicuro che ne ho ben poche. ad esempio ho solo il sospetto che tu sia un cretino che “la madonna immacolata che casca dal cielo” in realtà la aspetta e l’ha forse trovata nel sansonettismo. attento che non ti prenda in testa. scusa se sono così “tranciante”, sono stata bocciata agli esami di democristianizzazione.
Alvaro Peroddini
18 maggio 2010 at 14:43
Cara Alice,
Se c’è qualcuno che ha una visione monolitica quella forse sei tu. Se non trattasssi gli altri, tutti coloro che hanno una minima diversità dal tuo modo di pensare, come dei traditori fascisti vedresti che molte delle certezze che hai introiettato crollerebbero.
Anche in questo settimanale, che tu ti sei permessa di insultare in ogni modo, vi sono persone che la pensano in modo diverso. Se fossi un pò più attenta infatti ti accorgeresti che l’articolo di Gianni non casca dal cielo come la madonna immacolata, ma è qui perchè lui, anche non facendo parte della redazione, è uno stabile collaboatore del settimanale…e alcune delle sue analisi sul mondo del lavoro sono sicura che le condivideresti, così come mi immagino condivideresti e apprezzesti i contributi che lea melandri ha dato sul settimanale in tema di femminismo…così come altro ancora. Ma tu se non erro questo settimanale lo vuoi usare solo come carta igienica vero?
alice
18 maggio 2010 at 14:31
concordo, finalmente. speriamo non si tratti di un episodio isolato. hai colto meglio di altri (degli altri) molti punti di questa e passate vicende. partendo tra l’altro da un’autocritica, roba che da queste parti è merce rarissima (anzi, finora, una merce sconosciuta). qui lo sport preferito da anni è dare con spocchia del demente stalinista o stupido giovane ignorante a chiunque non si allinei a questo nuovo e pericoloso pensiero unico. poco importa se lo si fa mettendo tutti indiscriminatamente nelle stesso calderone. le differenze, le esperienze, gli errori nella sinistra a questi sembrano non interessare. gli interessa solo distruggere quel poco che ancora accomuna. usando un metro di giudizio che assolve sempre se stessi e condanna sempre l’altro (quello più prossimo). ridicolizzando esperienze e pratiche che persone e non numeri praticano spesso con molte difficoltà, compresa quella di doversi pagare un affitto o saltare su un motorino per consegnare pacchi da una parte all’altra della città. non è caro colombo “plebeismo d’accatto” o “retorica delle mani callose”. dovresti vergognarti di scrivere queste cose. di essere rozzo come un brunettino rancoroso e deridere come un commentatore del giornale le difficoltà delle persone. non gridare poi al fascismo se quando passi quelle stesse persone ti fanno le pernacchie. te le sei guadagnate.
grazie per il piccolo coraggio mostrato in questo articolo. non deve essere facile. qualcuno ha scritto qui sul “fascismo interiore”. nei commenti de “gli altri”, ne ho letto tanto e inconsapevole, il più pericoloso. e non parlo di quelli di quattro dementi evidentemente stalinisti nell’animo. parlo proprio di loro, “gli altri”, quelli che credono di avere capito che sedere da vespa o dire che il grande fratello è una figata, o la franzoni una battaglia garantista o la “principessa” una povera ed infelice incompresa, sia un modo di essere “oltre”, di stare un passo (magari solo uno) avanti agli altri. a chi poi, se ormai la maggior parte degli italiani la pensa esattamente così? non si rendono conto che il lor percorso è già stato consumato da altri e i risultati abbiamo già avuto modo (disgrazia) di vederli. il loro classismo è talmente interiorizzato da non rendersene più conto. hanno scavato un fossato talmente ampio decidendo chi è fuori (chi non è d’accordo) e chi è dentro (chi dice sì ogni volta all’ennesima stupidaggine). abbiamo bisogno di pontieri, di tenere insieme le diversità, non di provocazioni di bambini che si divertono a ripetere “cacca” per fare innervosire la madre. specie quando questi bambini si sentono i veri adulti.
Alvaro Peroddini
18 maggio 2010 at 14:04
…sono d’accordo con Alfonso Gianni.
Mormone Ateo
18 maggio 2010 at 13:40
Dico solo una cosa: Finalmente un articolo come questo !
Grazie !