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Gli antifascisti alla nostra festa sono i benvenuti. Ma cosa pensa la sinistra della libertà?

gli Altri Online Pubblicato da
il 14 maggio 2010.
Pubblicato in Diritti, gli Altri, Politica.

Ieri sera, mentre festeggiavamo il primo e difficoltosissimo anno di vita del nostro giornale, una ventina di giovani compagni si è presentata per contestare le nostre posizioni sulla richiesta di vietare la manifestazione di CasaPound del 7 maggio scorso, considerate una sorta di “legittimazione” del neofascismo.

Erano vestiti di nero, armati di coriandoli e falsi manganelli di gommapiuma dipinti col tricolore. Non urlavano insulti ma slogan condivisibili come “Siamo tutti antifascisti”. E’ stata una contestazione burlesca e molto civile, e non ci ha dato alcun fastidio, a differenza di parecchi messaggi inviati in questi giorni alla rete che di civile non avevano nulla di fascistoide moltissimo. Gli abbiamo offerto da bere e abbiamo volentieri ascoltato con attenzione le loro argomentazioni e le loro critiche opponendo naturalmente le nostre ragioni.

Un comunicato diffuso oggi e firmato “Antifascisti e antifasciste di Roma” offre della vicenda una ricostruzione molto bellica, un po’ grottesca e con alcune imprecisioni che è d’uopo correggere. La prima è che la presidente della Regione Lazio Renata Polverini fosse “presente ai festeggiamenti”. Non è vero. Forse senza la contestazione sarebbe intervenuta davvero, e la cosa ci avrebbe fatto molto piacere, ma così non è stato.

La seconda imprecisione è di altro tipo. “Abbiamo visto i vostri sorrisi tramutarsi in vergogna”, scrivono gli antifascisti e le antifasciste della capitale. Siamo costretti a smentire: non avevamo nulla di cui vergognarci e abbiamo continuato a sorridere a lungo anche dopo che i nostri ospiti se ne erano troppo presto andati.

Riteniamo al contrario che sia fonte di vergogna e di una certa inquietudine per tutta la sinistra, non la garbata contestazione di ieri, ma la violentissima campagna di insulti e calunnie contro di noi in corso da alcuni giorni. Quella campagna rivela la persistenza di un nocciolo duro e oscuro di intolleranza e fanatismo a sinistra che dovrebbe preoccupare non solo noi, ma chiunque si adoperi per la ricostruzione di un nesso forte fra la sinistra e il valore della libertà.

Per questo ci farebbe piacere sapere cosa pensano di questa vicenda i nostri compagni della sinistra italiana, a partire da quelli a noi più vicini, i dirigenti e i militanti di Sinistra ecologia e libertà, ma anche quelli del Pd, che hanno assistito in silenzio alla valanga di insulti e denigrazioni che ha colpito una loro autorevole esponente come Anna Paola Concia.

Aspettiamo che si decidano a dire una parola di qualche tipo non per difendere noi, che di difese non abbiamo alcun bisogno, ma per riportare la discussione sui suoi giusti binari, che non riguardano il rapporto della sinistra con i neofascisti ma quello, ben più ambiguo e spinoso, con la libertà.

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Ecco il comunicato degli antifascisti e antifasciste di Roma:

LO SMASCHERAMENTO CONTINUA

Finalmente oggi il compleanno degli Altri , e gli antifascisti e le antifasciste di Roma hanno deciso di festeggiare con loro. Volevamo fargli una sorpresa, ma loro ci hanno regalato qualcosa di pi grande. Volevamo chiedere a Sansonetti e ai suoi epigoni cosa ci fosse da festeggiare, dopo un anno di trasformismo e di comunanza e complicit con i fascisti del Terzo millennio. Carichi di sdegno siamo andati a rovinare la festa di chi voleva garantita la marcetta del Blocco studentesco lo scorso 7 maggio, di chi li vede volentieri come ospiti.
Volevamo fargli un regalo, insomma. Ma la redazione degli Altri ci ha fatto un dono Migliore : erano presenti ai festeggiamenti, infatti, la neo-governatrice del Lazio Renata Polverini, ospite d Onore del settimanale, che appena ci ha visti ha scelto, come tradizione dalle sue parti, la via della fuga, e la deputata del Partito democratico Paola Concia, gi nota per la sua visita a Casa Pound, che si lasciata andare ad un Bella ciao poco credibile e ad atteggiamenti provocatori tipici di chi non sa cosa dire.
Lo sdegno diventato rabbia. Vi abbiamo smascherati. Abbiamo visto i vostri sorrisi tramutarsi in vergogna. Il re nudo. Volevate ridere e festeggiare. Ma il vostro brindisi stato amaro. Sar la nostra risata che vi seppellir . E chi brinda coi fascisti se strozza!

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197 Responses to Gli antifascisti alla nostra festa sono i benvenuti. Ma cosa pensa la sinistra della libertà?

  1. Poker Spielen

    20 settembre 2010 at 12:35

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    - Norman

  2. Pingback: In margine alla contestazione de “Gli Altri” | staffetta

  3. ahp68

    15 giugno 2010 at 14:53

    CENTRI SOCIALI: CASETTA ROSSA, STANOTTE AGGRESSIONE FASCISTA
    CRO S43 QBXL CENTRI SOCIALI: CASETTA ROSSA, STANOTTE AGGRESSIONE FASCISTA VITTIMA, A BORDO DI AUTO MI HANNO INSULTATO E COLPITO ALLA TESTA (ANSA) – ROMA, 14 GIU – «Questa notte un ragazzo della ‘Casetta Rossà è stato vittima dell’ennesima aggressione fascista a Roma. Alle tre di notte alcuni balordi, fermi a bordo di una macchina e di un motorino, lo hanno pestato con i caschi davanti alla Casetta». Lo riferisce uno dei fondatori dello spazio socio-culturale di Garbatella Luciano Ummarino. «La vittima Roberto – prosegue Ummarino – è noto nel quartiere come attivista della Casetta e stanotte stava passando di lì per far ritorno a casa quando gli aggressori lo hanno colpito alle spalle. Per fortuna se l’è cavata con solo con un forte spavento e un grande bozzo in testa, ma poteva andare molto peggio». Il giovane, che avrebbe riportato una contusione alla nuca, dopo il pestaggio non si è recato al pronto soccorso nè per ora ha denunciato l’accaduto alle forze dell’ordine. «Stavo tornando dal lavoro in bici ed ero di passaggio davanti alla Casetta – racconta Roberto – quando una macchina e un motorino mi si sono affiancati, qualcuno mi ha urlato contro ‘zeccà e poi sono stato colpito con un casco alla nuca. Lì per lì sono stato colto da una grande confusione». «Queste aggressioni che da tempo avvengono a Garbatella da parte di gente estranea, appartenente a gruppi di estrema destra – afferma Ummarino -, sono evidentemente mirate a contrastare la natura antifascista e popolare del quartiere e in questo caso, dello spazio ‘Casetta Rossà. Non a caso questo ennesimo episodio di violenza gratuita è avvenuto a ridosso di alcune importanti iniziative, tra cui quella per il referendum sull’acqua pubblica». (ANSA) YJ4-TZ 14-GIU-10 13:42 NNN

  4. tkatchenko

    18 maggio 2010 at 07:31

    diciamo così. potremmo continuare all’infinito fino a sfrantumarci gli zebedei. i nostri padri non li hanno combattuti politicamente, i fascisti, ma gli hanno tirato col fucile. poi, per non farlo succedere ancora, hanno “suggerito” una legge per vietare il loro ritorno. questa della legalità è veramente un argomento che usate in maniera strumentale. chissà quante volte vi siete appellati all’articolo 11, quello che ripudia la guerra. che poi la fanno lo stesso. non mi sembra, però, che si smetta di gridare che fare la guerra è anticostituzionale. nun ja faccio più.

  5. Marco Tarantino

    18 maggio 2010 at 07:12

    tkat, i nostri padrihanno combattuto contro una dittatura, non contro un gruppetto di nostalgici… che si devono combattere sul paino della politica e non su quello legalitario! Se questi conquistano spazi sociali bisogna riprenderseli tornando a fare politica, non sperare che una legge li cancelli!

  6. Ma vaff

    18 maggio 2010 at 02:31

    Micio che Canta, eccolo qua, il bastardo che crea gruppi che ineggiano ad Achille Lollo e al rogo di primavalle. Lo schifoso che fa satira sull’uccisione di un bambino di otto anni. E fa pure satira su Acca Larenzia. Ma veramente i fascisti sanno dove abiti? E nonostante questo hanno solo fatto esplodere una bomba carta sotto la macchina del tuo babbo? Allora non sono così violenti e squadristi. Se tu avessi detto le stesse cose su Varalli, Zibecchi, Verbano e Giorgiana Masi e io sapessi tuo indirizzo, altro che bomba carta, darei fuoco a casa tua con te dentro. Se i fascisti sanno chi tu sia e tu sei ancora vivo, nonostante tutta la merda che ti esce dalla bocca parlando di Ramelli e delle altre vittime degli anni ’70, allora l’unico squadrista picchiatore qui sei tu. Valeria Caradonna, Micio che canta, persino su facebook vieni a dispensare le tue schifezze. Ma isolare equivoci umani come te si potrà mai fare?

  7. Hab Levi

    17 maggio 2010 at 22:52

    tkat, alle elezioni si è presentato più di un partito che aveva il fascismo come riferimento nel simbolo o nel nome. I procedimenti penali legittimamente e doverosamente condotti in tal senso hanno sempre portato a sentenze assolutorie. No, era giusto per dire che “i fascisti” coi loro simboli e parole d’ordine hanno già partecipato a tornate elettorali, ma mica da ieri, eh.
    Poi si fa un distinguo: superiorità razziale eccetera no, fuori legge e fuori civiltà. Corporativismo o socializzazione (tanto per fare un esempio) sì, nel senso che non li voterei mai, ma credo che non siano idee che costituiscano reato e abbiano il diritto di essere presentate in un programma elettorale.

  8. tkatchenko

    17 maggio 2010 at 21:47

    scusami marco, no “la destra”. i fascisti. la destra, in italia, c’è sempre stata. la dc, il pentaprtito, oggi forza italia, an. no, io dico proprio i fascisti. cioè, tu pensi che bisogna fare competizione politica con i fascisti? è inutile ricordare chi sono stati. se i nostri padri resistenti l’hanno messi fuorilegge (poi, col revisionismo montante, corti di cassazione e aggiustamenti vari hanno dato loro piano piano una certa agibilità ed ecco come ci ritroviamo) non erano certamente scemi. allora, ripeto, mettiamo che il ku klux klan voglia sfilare perchè credono che sia sacrosanto ripristinare la superiorità razziale o lo schiavismo, che famo? o, ancora meglio, se i fascisti, senza chiamarsi pnf ma mantenendo le parole d’ordine e i simboli fascisti si volessero presentare alle prossime elezioni (già lo fanno a quelle universitarie) lo potrebbero fare? secondo te, dico. infine, ma non è che i neoaltristi non credono che questi sono fascisti e pensano “ma no, so ragazzi, un po’ scapestrati, mica ce stanno più mussolini e hitler”, dimenticando quel pensiero che dice che chi dimentica il proprio passato, è condannato e riviverlo in futuro? insomma, aspettiamo l’irreparabile e poi diciamo “eh, a saperlo prima”. i segnali del crescente fascismo, e questi gruppuscoli ne mostrano a bizzeffe, ci sono già. altro che un gruppetto di antifascisti un po’ rumorosi che non hanno torto un capello a nessuno e che vengono pure tacciati di fascismo, comportamento degno del peggior pecchioli che fu.

  9. Marco Tarantino

    17 maggio 2010 at 20:23

    tkatchenko, io non vedo contraddizione nel dire che si deve manifestare contro i fascisti e dire che lo stato non può impedire loro il diritto do manifestare… se oggi i movimenti neofascisti hanno più agibilità politica che negli anni scorsi è perchè è scomparsa la sinistra, che non riempie più le piazze, le scuole, i luoghi della socialità (se non in contesti marginali). Ora, pensare che, in mancanza della capacità politica, si possa sconfiggere la destra appellandosi alle leggi dello stato, mi pare un segno di come siamo messi male (è un pò come dire, su un altro fronte, che siccome non riescono a sconfiggere Berlusconi sul piano della proposta politica, allora demandano alla magistratura il compito di farlo fuori). Invece il punto cruciale del problema, che è poi l’obiezione che faccio alla posizione degli Altri, è che il loro discorso non si sofferma abbastanza sulla “libertà”, che rischia dii essere una parola pericolosamente ambigua se non è meglio affrontata

  10. tkatchenko

    17 maggio 2010 at 19:32

    sì, i reati d’opinione. vabbé, è come dici tu. sembrate tutti veterocomunisti in confusione tremenda. quello parla di “borghesi”, quest’altro di reati d’opinione (me sa che gli operai e chi lottava negli anni ’70 non avrebbe proprio condiviso il fatto che i fascisti, sì proprio i fascisti perchè casapound così si autodefinisce, possano sfilare e quindi essere legittimati). la libertà, intesa come la intendono quelli del partito radicale, che mi sembra quella che intendono i neoaltristi, è una cosa generica con poco senso, magari legittimano l’aggressione israeliana ai palestinesi o il diritto di licenziamento su due piedi dei lavoratori per esigenze di capitale. i voltaire e i rousseau, come è noto, in nome dell’uomo nuovo e pure della tolleranza, davanti alla ghigliottina avranno alzato il sopracciglio. insomma, il concetto di libertà come quello che si sta dibattendo non è un valore assoluto, proprio no. sennò c’è pure la libertà di fare del male agli altri, di sopraffazione e delle peggiori cose, insomma. il problema è che per giustificare le firme degli “intellettuali di sinistra” sotto l’appello di blocco studentesco (dovuto, secondo me, lo ripeto, più per una sotterranea e malcelata fascinazione verso questi nuovi fasci del terzo millennio e perché fa fico) vengono scomodati discorsi alti, tutti teorici, sofisticate analisi politichesi, mentre, terra terra, semplicemente il fascismo, per tutto quello che ha fatto, non ha diritto di cittadinanza Pubblica e politica, in una società nata dalla resistenza. punto. poi se vogliamo parlare d’altro, delle ingiustizie di una società basata sul profitto, sulle ineguaglianze sociali, parliamo d’altro. strano, che chi ha a cuore ste questioni, sorvoli sul fatto che bi fascisti e il fascismo, le concentri tutte insieme. e poi, che è stato, voi 50-60enni, che avete avuto l’illuminazione all’ultimo minuto. magari negli anni ’70 gridavate “camerata, basco nero, il tuo posto è al cimitero”. brutta cosa, doversi pentire di qualcosa che magari si è urlato a squarciagola, magari con la stessa ottusità di adesso. io, morettianamente, non ho mai amato quegli slogan allora, e adesso sono rimasto abbastanza fedele alle mie idee, senza abiure. scelba…non ce posso crede, ancora sta a guardà se l’ha scritta scelba. come se le leggi fossero scritte da una sola persona…non ce posso aricrede

  11. Marco Tarantino

    17 maggio 2010 at 19:11

    tkatchenko, ripeto: trova un bigino che ti racconti in pillole la storia degli anni ’70 e scoprirai che si era in tanti, divisissimi, capaci di scannarci (e non solo in senso metaforico) su questo o quest’altro passo di marx… su Mao… Trotsky… ma sui reati d’opinione la pensavamo tutti allo stesso modo…

  12. Una compagna

    17 maggio 2010 at 18:50

    Guarda, tkatchenko, io sono d’accordo che i fascisti non debbano manifestare ecc. Però appellarsi a Scelba – al di là del fatto che non mi appello all’Ordine – mi fa un po’ strano. Scelba non ha fatto quella legge perchè gli stavano antipatici i fascisti ma perchè, per sua stessa ammissione, quella legge gli era utile per poterne fare una identica contro i comunisti: e infatti presentò la proposta di legge (si chiamava “legge polivalente” e fu presentata nel 1952), ma poi non fu approvata per la fine della legislatura. Puoi essere d’accordo nel contenuto, certo, ma appellarsi a scelba è davvero un controsenso.

  13. tkatchenko

    17 maggio 2010 at 18:42

    quante cazzate, scusate, eh. adesso, siccome quella legge porta il nome di scelba, allora non ha valore, è “borghese” (ma da quale secolo vieni?). vaglielo a dire ai partigiani che una legge, una delle pochissime, che ancora fa riferimento ai valori della resistenza e dell’antifascismo, bisogna buttarla a mare perché per quelli de Gli Altri e i suoi amici, è borghese. non ce posso crede.

  14. Marco Tarantino

    17 maggio 2010 at 17:10

    Premetto che ho aspettato molto ad esprimere una mia opinione su tutta la faccenda, un pò perchè non avevo un punto di vista chiaramente schierato, un pò perchè ho preferito leggere lo svolgersi del dibattito. Ora, più che dare un giudizio perentorio, preferisco fare delle considerazioni sparse:
    1 l’emozione prevalente nella lettura dei post è stata un senso di disgusto molto forte… quanti anni dovranno passare prima di liberarci dallo stalinismo strisciante che pervade le viscere della “sinistra”: l’idea che se uno ha una convinzione “eretica” è per forza “venduto alla controrivoluzione” persiste tenacemente anche nel secolo ventunesimo… quest’atteggiamento è dettato da ignoranza (se va bene) o da malafede.
    2 Per quanto riguarda la legge Scelba e i reati d’opinione, ai più giovani raccomando qualche bignamino sulla produzione teorica degli anni ’70 su questo tema… ai meno giovani chiedo se tutta la battaglia politica contro il concetto di “reato d’opinione” è roba da buttare
    3 Per quanto riguarda l’antifascismo non credo che occuparsene sia anacronistico… credo che l’operazione strisciante e persistente di revisionismo stia monando la memoria degli italiani (che è noptoriamente già corta di suo) e quindi non credo che quella antifascista sia una battaglia retrò. Anziche contrapporre l’antifascismo all’anti leghismo, mi pare esiziale riuscire nel tentativo di tenerli insieme.
    4 Sul conflitto tra libertà e antifascismo, mi sorge il dubbio che un problema ci sia, è segnatamente la questione mi pare quale sia il concetto di “libertà”: credo che nel corso della storia e dell’evoluzione del pensiero si sia usato questo termine in svariati modi, dal concetto illuminista ben esplicato dalla famosa massima di Voltaire (quella sul diritto ad esprimere le proprie opinioni) a quello Stirneriano (intriso di egoismo e di antisocialità), a quello marxiano. Ora, io credo che a seconda di cosa si intende per libertà, le questioni da voi intelligentemente poste assumano rilevanza e coloritura differente. Credo ad esempio che la posizione espressa dagli Altri risenta di una reccessiva fiducia nel primato della libertà democratica, che invece secondo me è pericolosamente connessa con la democrazia borghese (l’esempio cileno non deve essere dimenticato)
    5 Chiudo con i miei piu sinceri complimenti agli Altri per il loro ruolo di stimolo ed esprimo loro la mia totale solidarietà per gli infantili attacchi subiti, e agli antifascisti duri e puri lascio una considerazione: appellarsi alla legge Scelba per delegittimare un corteo di “neofascisti” è veramente pietoso… come dire che supplisco al mio essere meno che minoranza, alla mia incapacità di azione politica, alla mia irrilevanza nella società affidando la mia lotta politica alla legislazione borghese… come siamo ridotti!

  15. tkatchenko

    17 maggio 2010 at 16:14

    bando alle ciance: a voi “altristi” questi di casapound sotto sotto affascinano molto, un po’ vi stuzzicano, strizzate loro l’occhio. anche perché non sono come quei buzziconi di forza nuova che infatti disprezzate. non è un generico richiamo alla libertà di manifestare. a voi questi di casapound piacciono proprio. (guardatevi il video su vivamafarka in cui celebrano un tagliagole della repubblica di salò, con striscioni in cui si definiscono camerati che è poi l’appellativo dei fascisti. ripeto : si devono mettere una ramazza in culo e spazzolarvi la stanza per farvi capire chi sono?)

  16. estremo55

    17 maggio 2010 at 14:33

    Riporta Militant : Il video della contestazione a Sansonetti e so(r)ci
    maggio 14th, 2010 antifascismo
    il post : “La qualità delle immagini è quella che è, purtroppo lorsignori per le loro feste amano il buio e la penombra (sarà perchè fa tanto fogna fascista, c’est tres chic)
    C’è ancora on-line anche il primo commento di un certo Alessandro “Sono stati momenti bellissimi…la Polverini che fugge via in macchina da brava cameratta, la Concia che come una lesbica isterica si mette a urlare a ad agitarsi .” Senza scomodare casapound questi sono fascisti del terzo millennio : finti rossi, rissosi e omofobi

  17. Hab Levi

    17 maggio 2010 at 12:07

    PS sempre ribadendo che per me corteo o sit-in cambia poco nella sostanza, che l’importante è che non sia stata vietata la manifestazione, e che semplicemente sto scrivendo quello che avrei fatto io in un caso particolare come questo, dinanzi ad un corteo regolarmente autorizzato.

  18. Hab Levi

    17 maggio 2010 at 12:05

    era giusto che chi prima facesse richiesta prima si prendesse la piazza, o, se preferisci che nei confronti dell’ANPI ci sia un “ubi maior”, si faceva fare il corteo al Blocco ma facendolo sfociare da un’altra parte.

  19. Una compagna

    17 maggio 2010 at 11:59

    Quindi, secondo te, sarebbe stato giusto spostare la celebrazione dell’anpi per festeggiare i 65 anni dalla fine della guerra (perchè per questo è stata chiesta quella piazza)? Perchè loro sì e il blocco no? Che valgono sempre due pesi e due misure?

  20. andrea colombo

    17 maggio 2010 at 11:32

    @Anubi
    Ammetto, Anubi, che forse questa discussione almeno io e te potremmo continuarla in privato mettendo la parola fine a questo strazio.
    Però, insomma… Il fatto che la compagna abbia impugnato la “creazione di un problema d’ordine pubblico” mi pare tanto un escamotage per potersi raccontare che “noi non abbiamo invocato lo Stato e la nostra adamantina coscienza sovversiva è pertanto immacolata”.
    Sarà, però il divieto è stato chiesto, e senza nemmeno preoccuparsi di cercare l’escamotage, da parecchi a sinistra, inclusi baroni rossi e partiti post-post comunisti nonché veterocomunisti riunficati per l’occasione. E se ti fai una ricognizione sui vari siti, incluso questo, o su facebook, trovi che la stragrande maggioranza dei vietanti adotta appunto la norma transitoria sulla ricostituzione del pnf e la legge scelba come giustificazioni/spiegazioni del divieto.
    Può non fregartene niente, io invece un occhio sul tipo di cultura che si sta affermando nella sinistra vasta di questo paese lo getterei, e non ne uscirei tranquillizzato.
    La “creazione di un problema d’ordine pubblico”, in sé, non sarebbe invece un problema, anche se un po’ furbetta. Il problema si pone qui a un altro livello, che peraltro con quell’appello non c’entra né una mela né una pera. E cioè: l’antifascismo è, qui e ora, nel 2010, una frontiera del conflitto eminente, o almeno resa necessaria dall’incombente minaccia squadrista come nel ’22 o per altri versi nel ciclo stragista ’69-74, oppure è semplicemente un parlar d’altro, un inseguire il nemico più facile e vistoso, ma di gran lunga meno pericoloso, alla ricerca di una qualche identità forte?
    Lo chiedo, come ho già scritto, perché io personalmente posso anche ritenere l’antifascismo una frontiera conflittuale dell’altroieri, ma me ne fregherebbe poco se, insieme all’ardente passioni antifascia, si creasse qualche “problema d’ordine pubblico” su altri e più nevralgici fronti, tipo l’Ikea di Milano o gli innumerevoli centri dove è già stato ricostituito un dominio infinitamente più micidiale di tutte le casepound di questo mondo. Dai quei pizzi invece niente. I padroni dormono tranquillissimi in perfetto ordine, pubblico e sociale.
    Infine, le reazioni seguite a quel comunicato mi confermano aldilà di ogni possibile dubbio che proprio di una questione identitaria, e dunque integralista e fortemente regressiva, etnica se non addirittura religiosa, si trattava, Altrimenti non si spiega la marea di scemenze forse non fascistoidi ma deliranti certo sì che sono rigurgitate in questi giorni. Altrimenti non si spiega il salto logico per cui se sei contrario al divieto vuol dire che sei un fiancheggiatore, un intellettuale fellone, un traditore e via enumerando stronzate col botto.
    E che siano stronzate so benissimo che lo sai benissimo.
    infine, non so pacifici: lo conosco poco. Ma gigi era un bravissimo ragazzo che coltivava il sogno di fare di roma una seconda beirut, però politicamente aveva i suoi punti deboli…

  21. Hab Levi

    17 maggio 2010 at 11:20

    compagna, guarda che io parto sempre a monte, non a cose fatte, cioè, gli uni sfilavano da una parte prestabilita ed assegnata, gli altri presidiavano da un’altra parte prestabilita ed assegnata, senza possibilità di incroci. E’ evidente che per come sono state organizzate le cose non si poteva fare altro che un doppio sit-in.
    Tu parti sempre dal dato oggettivo e posteriore dedelle cose fatte, cioé, il Blocco era qui, l’ANPI era proprio allo sbocco del loro eventuale corteo…
    l’ANPI si faceva presidiare da un’altra parte, visto che in fondo sono arrivati secondi nella richiesta di manifestazione.
    Poi capisco che il tuo discrimine sia che è naturale indire una manifestazione per creare problemi di ordine pubblico, quindi dal tuo punto di vista sarebbe stato inaccettabile spostare l’ANPI in una piazza dove questi problemi non si creavano a questura e “fascisti”.
    Dal mio punto di vista però una manifestazione indetta solo per creare problemi di ordine pubblico e ottenere così l’annullamento di un’altra manifestazione di parte avversa è altrettanto inaccettabile. E non mi sembra particolarmente antifascista né tantomeno democratico.
    E’ un ricatto alle istituzioni bello e buono, per ottenere un vantaggio ingiusto nei confronti di chi esercita solo un suo diritto. Per me ricatti ed estorsioni sono roba da mafia, non da antifascismo.

  22. anubi

    17 maggio 2010 at 10:46

    ecco, propongo a tutt* di fare così: prendete la boutade di godel come la pietra tombale, il discrimine conclusivo di questa discussione fra ciechi e sordi.
    Perché mi pare evidente: non ci si può capire fra chi, pur con tutta la competenza possibile, intende la politica fra le arti e i mestieri, e chi intende la politica come scelta d’essere. Perché è studente che si rivolta, perché è precari@ in vertenza, perché lotta per la liberazione della sua forma di vita.
    Naturalmente, non è vero: un modo d’intendersi ci sarebbe. E sarebbe quello di rendersi utili reciprocamente.
    Ma questo non può essere fatto ignorandosi, o considerando l’altr@ come un incomodo, un’anomalia da cancellare, un errore da correggere. Non sto parlando di fascisti, preciso: essi sono nemici d’ogni universale che non sia la gerarchia, dunque non c’entrano con questo discorso sulla comprensione fra parti diverse intorno ad obiettivi di liberazione.
    In concreto e in topic: qui al punto ci si è arrivati quando andrea (colombo) ha posto le domande sulla libertà d’opinione, sui reati associativi e insomma sulla leva autoritaria che si legittima quando allo Stato s’invocano divieti. E ci si è arrivati quando una compagna pur non replicando a lui gli ha risposto: ricordando che le/gli antifascist* non hanno chiesto alcun divieto ex lege (Scelba o Mancino) ma hanno voluto creare contro il Blocco un problema d’ordine pubblico.
    Ecco, è tutto qui. E’ che voi, care e cari de gli Altri, avete confuso le mele e le pere. Avete lanciato un appello il 5 maggio sul diritto del Blocco a manifestare, quand’era già risolto con una piazza stanziale; per intervento diretto del ministero e della maggioranza di governo. Voi non avete rivolto l’appello a individuare l’errore di chi aveva invocato divieti ex lege: l’Anpi, che il 5 già s’era (al suo vertice) ritirata da piazza SS Apostoli proprio per dissociarsi dalle/dagli antifascist* sull’ordine pubblico. O eventualmente Asor Rosa e gli altri del suo appello. Né, di converso, vi siete dichiarat* non violent* criticando la strada della questione d’ordine pubblico. No: avete confuso mele e pere, perché come ha testimoniato Piero stesso avete risposto ad una richiesta di Casa Pound, senza capirla. Senza capire che non era una scappatoia associare un qualsiasi proprio distinto appello a quello lanciato da Casa Pound: laddove il suo, precisamente, era rivolto contro i centri sociali e la minaccia all’ordine pubblico.
    Non si può fare libertarismo unendosi al coro di chi, al potere, invoca repressione. Né si può fare sovversione senza comprendere il conflitto. Almeno, senza chiarire la scelta su di esso. Andrea: dichiararsi non violent* e farlo sopratuttp nel senso legalitario era la sola via onesta – dacché anche con la non violenza si sono creati problemi d’ordine pubblico a neonazisti, in Germania più volte negli ultimi mesi e l’ultima volta a Berlino e Bonn e altrove il Primo maggio (anche da parte della Lega d’autodifesa ebraica e di esponenti della Spd come il vicepresidente del Bundestag, fianco a fianco dello Schwartze Blok antifa). A proposito: secondo me uno, già denunciato per triplice accoltellamento e sequestro di bandiere del III Reich, che il 7 maggio dichiara “per loro (gli “infami” cioè “i partigiani” e “i loro nipotini”) in questa data si celebra una liberazione, in realtà è solo la data di una sconfitta militare”, non è un neofascista, è proprio un nazista. Cado in errore, forse? E che si fa, coi nazisti? Penso che lo chiederò a Pacifici, caro Andrea: anzi no, meglio, lo chiederò prima o poi, penso prima, a Rosati…
    Infine e in sintesi: o si è capaci di scendere dal pero, oppure, se sulle mele si piscia, le mele ce le si ritrova tirate in faccia, invece di raccoglierle. Bacate quanto si vuole e magari pure marce – visto che ci si orina su…
    E bella così.

  23. godel

    17 maggio 2010 at 08:41

    Propongo un anno (12 mesi) senza cortei, sit-in, manifestazioni, assemblee, cene sociali, presidi e quant’altro: quando lo spettacolo della messa in scena politica è questo, è molto più dignitoso per tutti fare uno, due, tre passi indietro. Una sana pausa di riflessione e soprattutto di studio, tenendo a margine le tempeste ormonali, le piccole faide metropolitane, la sarabanda degli insulti incrociati, i deliri di onnipotenza, il patetico birignao della militanza.

  24. Una compagna

    16 maggio 2010 at 22:49

    Certo, solo che il corteo del blocco doveva arrivare a piazza venezia, cioè nel presidio dell’anpi in pratica: da qui il problema di ordine pubblico. Scusa, Hab Levi, ma se di tutta questa faccenda non ne sai nulla, in base a cosa stai continuando a buttare qua e là delle risposte improvvisate?

  25. Hab Levi

    16 maggio 2010 at 22:46

    se l’ANPI non voleva sfilare, non vedo il problema.
    Gli uni sfilano, gli altri se vogliono fanno il presidio.
    Posto che per me, al di là del principio, corteo o sit-in fa poca differenza.

  26. Una compagna

    16 maggio 2010 at 22:36

    L’Anpi NON voleva sfilare: e, comunque, sempre per il protocollo non ci possono essere due cortei nella stessa giornata.
    Ripeto che non è che alla legge si può derogare come ti pare. Le uniche deroghe che ci sono, tra l’altro, sono state – a fatica – per cortei con decine di migliaia di persone, non si deroga per 500 persone. Ma il principio della deroga è proprio sbagliato: o contesti il protocollo (e io lo contesto, in quanto limitativo del diritto di manifestare) o lo accetti, non ci sono vie di mezzo.
    Infine, non capisci il punto del discorso. Lo scopo degli antifascisti era proprio quello che hanno ottenuto, cioè impedirgli di sfilare: non sei d’accordo, ce ne facciamo una ragione. Detto questo, invece, non capisco tu come ti saresti posto se fossi stato il questore. Cosa avresti fatto? Avresti aggirato la legge con una deroga? Perchè è questo il punto: parlare di una vaga libertà di manifestazione non ha senso, se non si guarda ai casi concreti.

  27. Hab Levi

    16 maggio 2010 at 22:31

    Non mi sembra affatto gravissimo.
    veramente ho detto che si poteva derogare per Blocco Studentesco E ANPI. Visto che c’erano due manifestazioni contrapposte, si metteva da parte il percorso chiuso per far sfilare entrambi tenendoli a distanza.
    Piuttosto che far passare il principio di minacciare una contro-manifestazione paventando violenze e scontri per costringere le istituzioni a vietare quella del “nemico”.

  28. Una compagna

    16 maggio 2010 at 22:26

    Come si può derogare? La legge non è forse uguale per tutti? Gli studenti universitari sono stati più volte CARICATI per non derogare a questo protocollo e tu pensi che sarebbe giusto DEROGARE per il Blocco studentesco? Ma che la legge te la fai a tuo uso e consumo?

    Ti prego di rispondere, perchè hai fatto un’affermazione molto grave. Non hai giudicato ingiusto il protoccolo, lo hai accettato affermando che per il blocco studentesco si possa derogare. A mio avviso, è un’affermazione gravissima.

  29. Hab Levi

    16 maggio 2010 at 22:23

    compagna, non avendo l’abitudine di sfilare a Roma (come ho detto, il mio quotidiano è molto complesso) non so molto di limitazioni di percorsi. So che Roma è grande perché ci capito spessissimo (come detto ero a Piazza Navona quei giorni della protesta anti Gelmini), e c’è spazio per due manifestazioni anche contrapposte, questo sì. In caso, per una volta si può anche derogare a queste rigide ferree disposizioni alemanniche.

    alice, a me il mutuo sociale, come detto, non dispiace, mentre, sarò ignorante, ma continuo a non trovare azzeccato tutto il tiro “i fascisti qua, i fascisti là”, come se fossero un blocco monolitico, magari le stesse identiche persone di ottant’anni fa. L’ho già scritto, per me non ci sono “i fascisti”, c’è persona e persona, individuo ed individuo.
    E non appartiene alla mia cultura e alla mia indole vietare l’espressione delle proprie idee, manifestando, a persone o a interi gruppi sociali. Punto. Il discorso è tutto lì: la libertà, che viene prima di tutto.

  30. alice

    16 maggio 2010 at 22:12

    hab levi, continua pure a dare sfoggio ripetutamente di strumentale ignoranza. non sei l’unico del resto, ma non te ne approfittare. chiunque abbia studiato anche sul bignami la storia italiana sa benissimo che il fascismo conteneva molti punti dei programmi socialisti. solo tu e qualche altro ingenuotto può pensare che il “mutuo sociale” o altre cose del genere siano un’entusiasmante apertura o novità o dei punti sui quali uno di sinistra può convergere. grazie alla ceppa, lo scrisse lo stesso mussolini del resto: “: Non importa se il nostro programma concreto, non é antitetico ed é piuttosto convergente con quello dei socialisti, per tutto ciò che riguarda la riorganizzazione tecnica, amministrativa e politica del nostro Paese.“ aggiungendo alcune differenze: “Noi agitiamo dei valori morali e tradizionali che il socialismo trascura o disprezza, ma soprattutto lo spirito fascista rifugge da tutto ciò che é ipoteca arbitraria sul misterioso futuro”. a parte le stronzate retoriche tutto onore campato in aria del ciccione pelato, cosa sia stato poi il fascismo in Italia e in quale abisso abbia condotto la difesa di questi altissimi valori morali, è una questione che tutti dovrebbero ricordare. non per un’ossessiva voglia di rimanere attaccati al passato, ma per impedire che quel passato si ripeta. nell’indifferenza di questi bravi italiani che siamo che accettarano tutto proprio tutto fino alle leggi razziali (imposte come ogni giovane fascista scassa ripetendo all’infinito da quel cattivone di hitler mentre il panzone non le volevo. ma le adottò). e basta veramente con la mitologia partigiana. i partigiani erano quattro gatti coraggiosi. solo il giorno dopo tutti si trasformarono in antifascisti. gli italiani sono veramente un popolo di poverini. altro che onore dell’italico speme. cosa fanno quelli di casapound? un onestissimo lavoro pseudo culturale: scordiamoci il passato, arrivano i fascisti del terzo millennio. si richiamano in tutto e per tutto al vecchio fascismo, a quello peggiore spesso della rsi, rimuovendo errori e colpe però al grido di un arbitrario non riandrà di nuovo così nonostante le premesse siano le stesse. anzi, forse peggiori visto il lavoro culturale fatto prima di loro dalla televisione, dalla lega, dalla globalizzazione e dalle forme di vero fascismo (e nel caso leghista, di nazismo) già al potere. ai casapoundini (ma anche a fn e simili) tocca il livello del ribellismo un po’ più sognatore dei supergiovani dai 17 anni a vita. quelli che berlusconi no, ma mai con le zecche che si fanno le canne e non lavorano per l’onore dell’Italia. oppure no al potere delle banche, no al grande fratello e alla globalizzazione. e i loro maestri li usano come tristi marionette mentre trattano per i posti da ricevere in quelle perfide istituzioni. si dicono nuovi eppure utilizzano tutto il vecchio armamentario retorico, dal linguaggio alle pratiche. che diventa “nuovo” solo perché siamo un popolo veramente grottesco. con giornali grotteschi.

  31. Una compagna

    16 maggio 2010 at 22:10

    Come non significa che non possano sfilare in corteo? Ma non lo sai che a Roma c’è un protocollo sui cortei voluto da Alemanno che impone per forza per percorso?? O fai quel percorso (repubblica-piazza navona in pratica), o non puoi fare cortei in centro: come vedi, il diritto di manifestare è GIA’ molto limitato a Roma. Ergo, cosa avrebbe dovuto fare la questura? Non lo capisco sai… perchè non cerchi una risposta “terrena”.
    Sei molto disinformato sulla questione cortei, eh… si vede che non sei abituato a farteli vietare… Come sei molto disinformato anche su tutto quello che riguarda questa questione del 7 maggio.

    PS: ti faccio presente, che io sto solo ragionando come te. Secondo me, è proprio la questione di principio ad essere sbagliata. Secondo me, per principio, chi legittima e strizza l’occhio hai fascisti va contestato. Però, vorrei continuare questa pacata – devo dire che tu perdi la pazienza meno di altri – discussione e capire, dal tuo punto di vista, come si sarebbe dovuto uscire da questa impasse. Perchè, sai, quando le questioni di principio sono vaghe come la libertà di manifestare, si scontrano sempre con la realtà.

  32. Hab Levi

    16 maggio 2010 at 22:06

    caro tkat, posto che quella dunque non è la Costituzione, in ogni caso c’è tanto di giurisprudenza sulla Legge Scelba, da parte di tribunali e corte di cossazione di questa Repubblica. Sono passati sotto il vaglio delle corti italiane e alla luce della Scelba tutti i responsabili dei partiti presunti fascisti d’Italia, dall’MSI a Forza Nuova passando per Fascismo & Libertà, venendo sempre in tutti i casi assolti.
    Questo ha permesso di identificare meglio i confini ed i limiti della contestabilità del reato di apologia di fascismo e di ricostituzione del PNF. CasaPound non ci ricade per svariati motivi, e lo stesso dicasi per Forza Nuova (che vorrei vedere su Marte piuttosto che in Italia, ma tant’è), non c’è nessuna violazione di legge.
    E manifestare è consentito.

  33. tkatchenko

    16 maggio 2010 at 22:02

    sarà pure la legge scelba ma fa riferimento alla costituzione e se scelba, oltre che sparare alla povera gente, ha fatto per sbaglio na cosa buona, va bene lo stesso. chiamamola legge qui, quo qua fatto sta che sta scritto nero su bianco che sti zozzoni non possono neppure sfilà con i loro lugubri simboli, i loro slogan da esauriti, le loro idee di sopraffazione

  34. Hab Levi

    16 maggio 2010 at 22:02

    per inteso, quindi, sì, per me la questura ha fatto male, il fatto che io terrei logicamente le due fazioni a distanza non significa che non si possa sfilare in corteo.

  35. Hab Levi

    16 maggio 2010 at 22:01

    compagna, tu confondi le questioni di principio con gli espedienti della realtà.
    quando “Gli Altri” ritengono grave e ingiustificato il divieto del corteo, affermano un principio sacrosanto, che è quello generalissimo che difendo io, che fra l’altro non ho mai affermato che la questura abbia fatto bene a far trapelare anche solo informalmente che avrebbe vietato la manifestazione: Vero che poi per me non c’è moltissima differenza fra corteo e sit-in, ma la censura va ai motivi a monte, per principio.
    Era sbagliato il divieto, punto. E non era inutile firmare un appello in tal senso.
    Che poi si sia scelta una via di mezzo è un altro discorso.
    Tu vedi una marchetta in una difesa di un principio sacrosanto che vale per tutti, nel nome della democrazia libera e senza “deroghe”. La scelta fra corteo e sit-in appartiene invece alle cose terrene.

  36. Una compagna

    16 maggio 2010 at 22:00

    Questa è la legge Scelba, non la XII disposizione transitoria e finale della Costituzione.

  37. tkatchenko

    16 maggio 2010 at 21:58

    leggi meglio: “La “riorganizzazione del disciolto partito fascista”, già oggetto della XII disposizione transitoria della Costituzione, si intende (ai sensi dell’art. 1 della citata legge) riconosciuta «quando un’associazione, un movimento o comunque un gruppo di persone non inferiore a cinque persegue finalità antidemocratiche proprie del partito fascista, esaltando, minacciando o usando la violenza quale metodo di lotta politica o propugnando la soppressione delle libertà garantite dalla Costituzione o denigrando la democrazia, le sue istituzioni e i valori della Resistenza, o svolgendo propaganda razzista, ovvero rivolge la sua attività alla esaltazione di esponenti, principi, fatti e metodi propri del predetto partito o compie manifestazioni esteriori di carattere fascista».

  38. Hab Levi

    16 maggio 2010 at 21:53

    XII

    È vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista.
    In deroga all’articolo 48, sono stabilite con legge, per non oltre un quinquennio dall’entrata in vigore della Costituzione, limitazioni temporanee al diritto di voto e alla eleggibilità per i capi responsabili del regime fascista.

    …io di divieti di manifestare non ne leggo.

  39. Una compagna

    16 maggio 2010 at 21:50

    Quindi Hab, se tu terresti le due “fazioni” a distanza la questura ha fatto bene a limitare la manifestazione del blocco a piazza della repubblica e l’appello di sansonetti e co. uscito 6 giorni dopo questa decisione della questura era inutile e contrario alle tue posizioni?

  40. Una compagna

    16 maggio 2010 at 21:49

    Ma che sei matto, Hab? Ti sbagli di grosso. L’appello di Sansonetti & co. è uscito mercoledì 5 maggio. L’accordo per il presidio di piazza della repubblica è stato accordato giovedì 29 aprile, come è stato annunciato dallo stesso blocco studentesco – per bocca di Francesco Polacchi e Andrea Antonini – nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta alle ore 14 del 29 aprile a Casa pound. Se le cose non le sai, perchè parli? Fattele raccontare dal tuo amico Iannone, no? O te la butta in caciara per farti prendere le sue parti?
    Tra l’altro nell’appello c’è scritto “Pertanto riteniamo grave e ingiustificato l’aver vietato il corteo del Blocco studentesco del 7 maggio”: che senso ha questo se non fare una marchetta?

  41. tkatchenko

    16 maggio 2010 at 21:37

    sta scritto sulla XII disposizione transitoria della Costituzione

  42. Hab Levi

    16 maggio 2010 at 21:33

    PS compagna, va da sé che ovviamente non avrei vietato nemmeno all’ANPI il contro-presidio, per quanto guardi con un po’ di malinconia una manifestazione che sia indetta solo per andare contro un’altra manifestazione, ma tant’è.
    Ovviamente, se ci fosse la possibilità di problemi di ordine pubblico, terrei le due fazioni a distanza.

  43. Hab Levi

    16 maggio 2010 at 21:31

    compagna, ti sfugge che l’appello di Sansonetti e co. cronologicamente si situa fra gli spifferi di divieto della manifestazione, che era stata autorizzata da mesi (credo di aver letto che al tipo del Blocco che passava dalla questura per gli ultimi dettagli abbiano detto in modo informale:”o rinunciate o ve la vietiamo noi”) e il ripiegamento sul sit-in invece del corteo.
    Hanno firmato l’appello quando è uscita la notizia della richiesta informale e non ufficiale della questura: l’accordo sul sit-in c’è stato dopo. Quindi, perché inutile l’appello?

    tkat, io non ricordo un articolo della costituzione che vieti di manifestare. Al massimo vieta la ricostituzione del PNF, e con una manifestazione non si ricade certo in questo ambito.

    In ogni caso, sono per la libertà di manifestare, quindi mi riterrei incoerente se poi appoggiassi l’idea assurda che la democrazia preveda una deroga escludente per “i fascisti”.
    MI rifiuto anche solo di pensarci.
    Le deroghe escludenti mi fanno rabbrividire.

  44. Una compagna

    16 maggio 2010 at 21:26

    Hab, tu scrivi “Guarda un po’ se deve essere normale che vieto di manifestare ad A perché se no il suo oppositore B crea problemi in piazza…”. Visto che la manifestazione del BS era incompatibile col presidio dell’Anpi, e visto che è legittimo – nel senso che non è una cosa ideologica – che la questura vieti un corteo per motivi di ordine pubblico, tu cosa avresti fatto? 1) mettere il BS in una piazza lontana per non causare tali problemi (cosa che è stata fatta… stai attento che se rispondi 1 allora arriviamo al punto che l’appello di sansonetti & co. non ha senso se non quello di fare una marchetta a casa pound… ergo è giusto contestarlo); 2) vietare la piazza all’anpi (ma stai attento che se rispondi 2) vai contro la libertà di manifestazione per l’anpi); 3) vietare la piazza al blocco (stessa avvertenza del punto 2) ); 4) vietarle entrambe (stessa avvertenza del punto 2) ); 5) spostare la piazza dell’anpi (ma stai attento che se rispondi 5) vuol dire che proponi per l’anpi quello che ritieni inaccettabile per il blocco).

  45. tkatchenko

    16 maggio 2010 at 21:21

    caro hab levi, che palle sta discussione, giusto perché oggi non ciò un cavolo da fà. però se ti ci metti pure te a fare il finto tonto, arrivederci. la costituzione vieta qualsiasi manifestazione di stampo fascista e, se non ci sei arrivato da solo, i nostri padri della resistenza l’hanno scritto perchè l’orrore delk fascismo e del nazismo non accada mai più. comprìs?

  46. Hab Levi

    16 maggio 2010 at 21:17

    tkat, non mi risulta che la Costituzione vieti di manifestare.

  47. Hab Levi

    16 maggio 2010 at 21:09

    io sono e sarò SEMPRE contro la censura dei cosiddetti “reati d’opinione”.
    e compagna, cerca di non farmi cadere le braccia. quando mai ho sostenuto che dovevano vietare la piazza all’ANPI? Si è da giorni qui a scrivere che non si vietano le manifestazioni, e tu te ne esci che avrei sostenuto l’esatto contrario?