Il Preside del Liceo scientifico Keplero ha ragione. E sbaglia, invece, il Vicepresidente dell’Associazione nazionale presidi, Rusconi, quando lo accusa di voler strumentalizzare” le situazioni di difficoltà , con il rischio di “mettere in mezzo le famiglie e gli studenti”, inducendo come possibile risposta il “ricorso alle ripetizioni private” .
Dice Rusconi “certe dichiarazioni possono alimentare un mercato parallelo molto fiorente”. Ma è esattamente quello a cui il Ministero intende tornare! Diminuire l’offerta pubblica, aggravare nel contempo le disposizioni relative alla valutazione, introducendo la bocciatura o la non ammissione agli esami di Stato anche per una sola insufficienza, senza che si metta la scuola in grado di offrire percorsi di recupero per chi abbia accumulato ritardi o difficoltà, porta esattamente a questo: ad un rigore a senso unico. Gli alunni in difficoltà e le cui famiglie non siano in grado di supportarne i percorsi con interventi privati devono essere espulsi dalla scuola, così da non ritardare i percorsi dei “meritevoli”!
D’altra parte basta esaminare tutti i provvedimenti di “ grandi Riforme” introdotte dalla Ministra Gelmini per constatare che vanno tutti esattamente in questa direzione : ridurre gli spazi a disposizione delle scuole per il recupero, gli interventi individualizzati, l’accoglienza e l’ascolto degli alunni più fragili e accentuare le misure selettive ed espulsive. Elenco i più evidenti di questi tragici provvedimenti che costringono le scuole, anche quelle più sensibili, a sanzionare comportamenti e profitto insufficiente anziché ad effettuare azioni di recupero e di sostegno.
A questo vero e proprio “massacro” istituzionale si aggiunge la mancata assegnazione dei finanziamenti dovuti. I Dirigenti scolastici, terrorizzati dall’impossibilità di onorare gli impegni finanziari, non chiamano più supplenti, non firmano nessun tipo di contratto (manutenzione macchine e computer, acquisto materiali e sussidi..), non assegnano incarichi ai docenti, i quali spesso, d’altra parte, poiché da anni non ricevono i fondi per i corsi di recupero, per la partecipazione alle commissioni di esami, per le sostituzioni dei colleghi assenti, rifiutano prestazioni aggiuntive di ogni tipo. Dice Rusconi “I corsi di recupero si dovrebbero effettuare in orario scolastico, come spesso avveniva in passato”. A parte il fatto che solo la singola scuola, nella propria autonomia, può valutare l’efficacia delle diverse soluzioni organizzative, è difficile pensare di effettuare periodi di blocco della didattica ordinaria per tutti gli alunni, per sostenerne solo alcuni, in una scuola a cui si stanno tagliando orari e percorsi curricolari .
E’ evidente che le difficoltà sono enormemente accresciute con l’introduzione delle nuove norme sulla valutazione: non si può renderle più drastiche e, nel contempo, diminuire le offerte di supporto e sostegno, a meno che, come ho già detto e come penso sia nell’intenzione di un Governo di destra, tutto sia preordinato alla selezione. E che si tratti di selezione di classe è evidente a tutti. Purtroppo la scuola italiana non riesce a decondizionare dagli handicap sociali, anzi troppo spesso, suo malgrado, li ratifica. Finisco dicendo: fanno bene i dirigenti scolastici che non si appiattiscono sulle scelte ministeriali e denunciano le attuali gravissime difficoltà all’opinione pubblica.
I Dirigenti scolastici dimenticano troppo spesso che la loro funzione non consiste solo nell’eseguire le disposizioni ministeriali , ma deve in primis garantire risultati positivi per tutti gli alunni. E questo si ottiene organizzando nel migliore dei modi la comunità scolastica, facendosi interprete della collegialità docente e stimolando la creatività e l’apporto critico delle intelligenze di tutti gli operatori scolastici. Perché senza bravi docenti non si dà una buona scuola e i bravi docenti non si sostengono alimentandone il conformismo e l’obbedienza, né soffocandone e mortificandone la professionalità, ma sostenendone la fatica quotidiana, che è in stretta relazione con la problematicità della società in cui tutti viviamo.
Jennifer
19 settembre 2010 at 11:51
La terza posizioe è tutta tua, tienitela. La scuola è sempre stata di classe ma io, figlia di analfabeti, sono riuscita a lurearmi, col massimo dei voti, mentre oggi vanno avanti soltanto i figli degli acculturati che fanno fronte alle mille carenze della scuola con l’home schooling, come a New York.
La scuola non è di sinistra, è un pasticcio di gente che improvvisa tanto è sicura che nessun controllo sarà effettuato. Ha la stessa filosofia degli evasori fiscali.
Ma il vero problema sono i presidi: con quale coraggio sistemano 30 alunni in classi progettate per 22?
Non sono loro i responsabili della sicurezza? Io credo che bisogna denunciarli insime al ministro poichè 30 alunni sono un grave probelma
anche didattico.
Ma i sindacati dove sono? Io ho una classe di 26 alunni e sono imprigionata dietro una cattedra sgarrupata che mi rompe anche i vestiti. E’ normale lavorare in queste condizioni?
foto
7 maggio 2010 at 21:53
che ce frega de fa finta che siete contro la gelmini…tanto vi piace caspound che picchia gli studenti che scendono in piazza contro la gelmini…
sansonetti e iannone è nato un grande amore…come che dicevano una volta i de angelis? ne destra ne sinistra terza posizione?
ecco, voi siete quelli…sostenitori della terza posizione, cioè il fascismo!
addio
francesco saverio
2 maggio 2010 at 15:30
E’ indiscutibile che questa scuola, quella di oggi ancor più, ma anche quella di ieri, è una scuola di classe. Penalizzati sono soprattutto i ragazzi che vengono dai ceti meno abbienti, che se non hanno soldi per recuperare le proprie carenze scolastiche in senso lato, nei vari istituti Cepu ed altri d’Italia, sono tagliati fuori. Tutto questo trae origini antiche, dalla riforma del ’69, che apriva le facoltà universitarie a tutti, e non secondo l’istituto di provenienza della scuola superiore frequentata, e dalla già effettuata riforma della scuola media inferiore che aboliva il latino e cancellava l’istituto d’avviamento al lavoro, perchè sic! antidemocratico. Per finire al grande bluff odierno del tutti uguali, anche se non si vale una cicca. La drammatica crisi culturale dei giovani dei nostri tempi attaccati al video del Grande Fratello, dei giovani leghisti del Nord, vuoti come otri, vuoti spirituamente e culturalmente, è la sintesi della fine che ha fatto la scuola negli ultimi 40 anni. Mai come oggi c’è bisogno di cultura. Invece tutte riforme zoppe, dai tre maestri nelle elementari, per dare una manciata di posti di lavoro a maestri e maestre, per finire nella più stupida riforma voluta dall’”illuminato” Berlinguer,uno dei politici più miopi d’Italia, caduto nel limbo del dimenticatoio al pari di Mario Segni, e cioè la trasformazione con la bacchetta magica delle lauree classiche nel tre più due. Che ha voluto dire tradotto in italiano, la moltiplicazione del pane e dei pesci, sistemazione di un mare di idioti parenti dei titolari di cattedra nelle università italiane, laureare un mare di pirla in lauree inutili, inventate ad hoc, certo non foriere di posti di lavoro, paventando e suggerendo poi, ,master e super master per poter accedere ad uno straccio di lavoro. Come se tutti coloro che ancora oggi lavorano grazie ai vecchi ordinamenti scolastici, fossero un mare di incopetenti o ignoranti. Gli errori più crassi sono stati evidenziati a Torino recentemente agli esami di stato per accedere alla professione forense.Errori di ortografia, di sintassi ecc.ecc. Dunque? L’Italia è in un mare di guai per l’istruzione. Accanto ad inutili diplomi di scuola media superiore che oramai non hanno più alcun valore legale, di contro non esiste alcuna scuola che avvii i giovani verso i mestieri o l’artigianato, un settore che è gravemente in crisi per mancanza di manodopera qualificata.
Grazie all’ipocrisia della sinistra, del suo massimalismo stupido, del suo egalitarsmo sterile, almeno la signora Moratti aveva previsto qualcosa in tal senso nella sua riforma scolastica, l’istruzione in Italia da oltre quarant’anni è in mano ad un’orda di imbecilli che dettano leggi specchio della loro ipocrisia e mal “practice”
Era meglio la tanto vituperata riforma Gentile ( di classe sic!), o l’attuale sistema con il numero chiuso per l’accesso all’università, illiberale, anti democratico, che tra qualche anno o addirittura nell’ immediato prossimo vedrà in Italia una drammatica carenza di medici, come già accaduto in Inghilterra? Conclusione: si sono allungati i tempi per accedere al lavoro, di contro si sono accorciati i i tempi per accedere ad una crassa ignoranza. Una scuola così non promette nulla di buono.
Ariel 54
2 maggio 2010 at 10:40
Se uno straniero leggesse il suo articolo penserebbe che la scuola italiana è stata distrutta dalla riforma Gelmini.
La scuola italiana si è suicidata grazie a Presidi incopententi, genitori assenti e ad un corpo insegante molto simile ad auna armata Brancaleone.
Il recupero è stato solo fumo negli occhi perchè un vero recupero deve essere fatto tutto l’anno e deve essere valutato. Quando si riesce a farlo, spesso gratis, non viene frequentato regolarmente perchè i problemi dei ragazzi da recupero sono sempre problemi sociali legati a famiglie che non danno nessuna importanza alla scuola.
Il tempo del recupero è già impegnato in palestra od in mille altre attività per le quali le famiglie sborsano i soldi che risparmiano non comprando i libri.
Affermo quindi che alla faccia di qualsiasi riforma, o presunta tale, stiamo ancora promuovendo gli studenti con abbondanti 6 policiti. Faccio un esempio: uno studente ha tre materie orali e due scritti insufficienti (spesso matematica ed inglese) per cui gli orali vengono sanati all’origine e gli scritti, che lasciano traccia, con voto di consiglio.
Questo genera un passaggio alla classe successiva di uno studente molto debole che, essendo stato promosso, non sarà ammesso ad un eventuale recupero e……il cerchio si chiude.
I suoi compagni di classe si sentiranno quasi puniti per aver studiato e l’anno succesivo si regoleranno di conseguenza.
Sulla stampa ci si scandalizza del numero dei bocciati ma vi assicuro che sono la metà di quelli che lo meriterebbero.
Con questo non voglio dire che la bocciatura è salutare. Al contrario è un disastro dal punto di vista didatttico, psicologico ed amministrativo.
Uno studente costa 7000 euro all’anno ed un recupero ben organizzato sicuramente costa molto meno.
E’ ora quindi che la sinistra la smetta di dipingere un passato che non è mai esistitito ed avere il coraggio di appoggiare proposte come quella di Formigoni: chiamata diretta degli insegnanti e dei Presidi e valutazione del loro operato. La Sanità, seppur non perfetta, è la seconda in Europa; la Scuola italiana è sempre in una posizione vergognosa ed imbarazzante per un paese che fa parte de G8. Quindi proteste e proposte.