Sostenere che in fondo il centrodestra non ha vinto così clamorosamente, secondo me, non ci aiuta. Voglio dire: non aiuta noi di sinistra. Il centrodestra ha vinto clamorosamente. Negarlo ci confonde le idee. Non ci fa capire la reale situazione politica.
Qual è la situazione politica? Il voto del 28 e del 29 marzo ha creato le condizioni per una svolta reazionaria. Che prima non c’erano. Non è la vittoria evidente della destra, la cosa che mi impensierisce di più; è la vittoria netta della destra all’interno della destra. Cioè lo spostamento della coalizione berlusconiana da una baricentro mediamente moderato – il governo è stato abbastanza insipiente ma abbastanza moderato nel frangente della crisi – ad un baricentro decisamente reazionario. L’evidente aumento del peso leghista, e anche le dichiarazioni rilasciate subito dopo il voto dai due governatori , Zaia e Cota , lasciano prevedere questo. E cioè che forze consistenti dell’alleanza di destra tenteranno di sfondare e di spingere il governo verso politiche estremiste e ultraconservatrici. Quali politiche? Prima di tutto le politiche che determineranno lo spostamento di risorse dalle regioni più povere alle regioni più ricche – attraverso il federalismo fiscale – e dunque provocheranno un aumento del divario tra ceti ricchi e ceti poveri. E anche a un fortissimo aumento del distacco tra profitti e salari e tra Nord e Mezzogiorno. E dunque acuiranno, anziché ridurre, le contraddizioni sociali – le grandi ingiustzie – che hanno provocato la crisi economica e il degrado politico. Poi ci saranno le politiche xenofobe, cioè l’inasprimento della guerra agli immigrati clandestini e all’uguaglianza dei diritti. E infine, molto probabilmente, ci sarà una stretta a destra delle politiche economiche, che potrebbe essere il prezzo che Berlusconi paga alla Confindustria, cioè a quei settori della grande borghesia che fin qui non lo hanno sopportato preferendogli il centrosinistra. E che ora – in cambio di politiche rigoristi e filopadronali – potrebbero cambiare casacca. Quindi taglio alle pensioni, via l’articolo 18, privatizzazioni, riduzione dei diritti dei lavoratori, fine del lavoro a tempo indeterminato.
Cosa si può fare di fronte a questo scenario? La sinistra ha una sola carta: sospendere il suo lungo sonno e riprendere la lotta politica. Rinunciare alle campagne di Repubblica sulle escort o sul pentito Spatuzza , si Minzolini (che sono non solo le cause della sconfitta elettorale della sinistra, ma anche la miscela che ha portato alla svolta leghista della destra) e tornare a parlare delle cose serie e a combattere sulle cose serie.
Noi, per la verità – noi piccoli grilli parlanti de Gli Altri – queste cose le andiamo dicendo da quando esistiamo, cioè da circa un anno. Ma molti opinion maker del centrosinistra ci hanno sempre zittiti accusandoci anche di essere venduti. Noi invece non pensianmo che loro –responsabili di questo disastro –siano venduti: pensiamo solo che siano…vabbé lasciamo stare, tanto ormai non serve più a niente.
C’è qualche segno incoraggiante. Le prime dichiarazioni di Bersani e anche la partecipazione di ieri sera di Antonio Di Pietro a Ballarò. E’ curioso che tocchi proprio a Di Pietro, al persecutore di Berlusconi , suonare la carica e spiegare al popolo della sinistra che le battaglie serie non sono quelle di “vetrina” ma quelle che riguardano l’assetto della società, della libertà, dell’economia, la distribuzione delle ricchezze.E’ curioso ma è molto positivo
francesco saverio
4 aprile 2010 at 19:51
Pensare che il Signor Vendola abbia vinto le elezioni in Puglia grazie alle qualità taumaturgiche del suo volto e della sua suadente oratoria è davvero da ingenui. Gente che si è spartita il potere con il manuale Cencelli dividendosi la fetta della sanità con le mani affondate nella marmellata sino all’ultimo giorno, difficilmente è portatrice di valenze di novità e riformismo. Parola di medico, che ne ha visto di cotte e di crude, nomine di direttori di strutture complesse ASL agli amici o amici degli amici di chiara fede politica, accreditamenti concessi a occhi chiusi, finanziamento delle iniziative politiche da imprenditori locali indagati per i noti fatti, azzeramenti di precariato infermieristico e non , stracolmo di addetti ,ope legis, scandali sessuali che ne hanno fatto della ex giunta regionale pugliese un caso tutto da studiare ad opera di psicologi e sociologhi, eredità di una voragine finanziaria nei conti pubblici della Puglia da panico. Vendola non dimentichiamo ha fatto fuori dall’acquedotto pugliese un noto e stimato professore internazionale, il prof. Petrella, leader nel settore della tesi nella difesa della proprietà pubblica delle acque senza mai aver ne spiegato il motivo, è stato poi l’artefice dell’elezione di Tedesco alla Camera, è stato infine il leader che si è difeso in extremis con l’io non sapevo nello scandalo Tarantini….ed un leader di tale portata, come egli vuol passare, carismatico, popolare, “pulito”, non poteva non sapere!
Ha vinto le elezioni, perchè ha trovato un centrodestra diviso, dopo lo sgambetto di Fitto alla Poli Bortone, che pretendeva di far andare in via Capruzzi il proprio pupillo Palese, già dato “morto” in partenza. Ha goduto delle ambiguità del partito dei camaleonti, oggi qui, domani là, come recitava una vecchia canzone di Patty Pravo, il cui leader, il centrista per eccellenza Casini, non ha mai chiarito da che parte sta in tema di acqua e non solo. Ma i nodi sono già venuti al pettine. Si vorrebbe una giunta regionale in Puglia con 78 consiglieri anzicchè 70. Pecunia olet, il più alto compenso di governatore in Italia, non dimentichiamolo, è quello di Vendola, ( a proposito, ma si finanzia così la politica?…),e l’aggravio dell’aumento dei costi in giunta, pari ad un milione e mezzo di euro l’anno, pare non preoccupi più di tanto il nostro poeta barese. L’altro nodo da sciogliere è quello di Mazzaracchio di Taranto, eletto in consigli regionale, coinvolto a quanto pare nello scandalo Tarantini, ma che non ne vuole sapere di dimissioni. Ha perfino trovato le difese del neo segretario regionale Blasi del PD e neo inquilino di via Capruzzi, quello della “Tararanta” di Melpignano, in una polemica dura con la deputata del suo stesso partito on. Capano, che invitava il Mazzarano alle dimissioni. Ma pecunia semper olet!. Questo il quadro riformatore che ci troviamo dinanzi e si troverà dinanzi Vendola. Sarà ancora un buco nell’acqua?
piero sansonetti
31 marzo 2010 at 22:17
Capisco, signor Nicola, che le sti antipatico. Non c’è niente di male. Ma non capisco perché tutti i suoi ragionamenti (in parte tutt’altro che infondati) debbano concludersi con l’anatema nei miei confronti. Possibile che non sappiate discutere senza insultare l’interlocutore? le assicuro che non sto e non sono mai stato dalla parte del potere. proprio mai. Faccio il giornalista da 35 anni e sono sempre stato giornalista di opposizione. Ho diretto ( o condiretto) per due volte sole giornali di governo. Una volta fui condirettore dell’Unità, ma feci un titolaccio feroce contro la strage degli albanesi in Adriatrico ( da parte del governo D’Alema o Prodi, non ricordo più) e fui cacciato via. Il titolo era :”Strage di Stato”. L’editoriale lo firmò Erri De Luca e mi pare che fosse titolato così: farabutti. L’Unità in quei mesi durante quali la diressi insieme a Caldarola non fu certo filogovernativa. la seconda volta a Liberazione, quando Rifondazione era al governo col ministro Ferrero, e io un giorno si e uno no facevo titoli che esortavano il Prc a uscire dal governo( e facevo imbufalire il prc, che però non mi cacciò).
Alcune delle sue critiche alla sinistra radicale sono ragionevolissime, altre mi sembran o un po’ confuse ma si possono prendere in considerazione.
le contesto invece l’accusa al nostro giornale di averededicvato decine di titoli polemici in prima pagina contro Travaglio. In questi mesi, Travaglio, ce lo siamo filati pochissimi. Non credo che gli abiamo fatto nessun tittolo polemico in prima. Anzi, mi pare che gli abbaimo fatto un paio di interviste molto gentili. la polemica l’abbiamo fatta contro “l’ammitaglia” e cioè contro Repubblica e il gruppo De Benedetti, quella sì. Perché siamo convinti che il gruppo de benedetti abbia rovinato la sinistra. Spingendola su posizioni filopadronali in politica economico-sociale e populista sul piano della politica giudiziaria e degli scandali. ne è uscita fuori una mezza schifezza che ha portato al rafforzamento di berlusconi e del berlusconismo e alla sconfitta elettorale clamorosa. E’ difficile dire che le cose non siano andate così.
Dopdiché lo so anch’io che Santoro fa il gioornalista, e non mi viene neanche in mente di accusarlo di essere un cattivo politico. Mi fanno arrabbiare i cattivi politici che si fanno dettare la linea da Santoro e in questo modo fanno il gioco del centrodestra, non mi fa arrabbaire Santoro che – come dice lei – cerca solo audience, perché è di audience che vive.. Santoro, come Feltri, è bravissimo e vende benissimo il suo prodotto. tanto di cappello a tuti e due.. Ascolti record, vendite record. Dopodiché mi permetterà di pensare che il giornalismo alla Santoro e alla Feltri ( cioè il giornalismo vincente) sia un pessimo giornalismo, nel senso che diustrugge l’informazione, la libertà di stampa, la civiltà dell’opinione pubblica. Ritengo quel giornalismo un giornalismo canaglia. Ma mi guardio bene dal dire: proibitelo! Come è stato fatto da tutti e due i fronti in questi giorni. Chi vuole chiudere Santoro, chi vuole radiare Feltri. Io semplicemente cerco con tutte le mie forze di fare un gironalismo diverso, aperto, che cerca la verità, che non si basa sullo sventolio della propria bandiera ma vuole dialogo e ricerca. Con quali risultati? pessimi. Dirigo un giornale, piccolo, di nicchia, con un numero modesto di lettori. Nessun editore è disposto a sostenerci perciò il giornale ce lo editiamo da soli, senza il becco di un quattrino. Però – questo non me lo puà proibire – sono orgoglioso del mio giornale e credo che sia uno dei pochi che non si è fatto travolgere dallo spirito del berlusconismo
Nicola Tanno
31 marzo 2010 at 16:43
Ah, visto che ti incazzi che la sinistra usi le escort come fatto politico (“Lasciate scopare Silvio con chi vuole” titolavi mesi fa) guardati questo video, ascolta le parole e vedi chi è che parla di escort nel video elettorale. http://www.youtube.com/watch?v=KrrnmfzbKM4
Nicola Tanno
31 marzo 2010 at 16:38
Guarda Sansonetti, ammetto di essere uno a cui non stai simpatico e non di rado esprimo giudizi molto critici sulle cose che scrivi. Questa volta vorrei articolare un po’ meglio il mio pensiero.
1. Voi exbertinottiani e ora vendoliani (per inciso, mi piace vendola) non avete mai la dignità di fare un minimo di autocritica del vostro operato nello scorso decennio. Avete fatto cadere Prodi quando Prodi al nostro primo tentativo di governare e poi ci avete detto che era imprescindibile la scelta di andare al Governo, il tutto senza fare un minimo di analisi su cosa era cambiato.Dopo anni di chiacchiere sui movimenti siete andati al governo con l’arroganza di chi credeva di rappresentare tutti i pacifisti e i noglobal e quando potevate dimostrare di fare qualcosa avete rinunciato a governare barattando il Ministero del Lavoro per la Presidenza della Camera. Tu non credi che tra le cause della nostra crisi vi siano anche l’incoereza,l’arroganza e la miopia mostrata dalla vecchia Rifondazione nel corso degli anni?
2. Santoro non è il leader della sinistra. Fa il giornalista e il suo mestiere è informare e fare audience e ci riesce alla grande visto che ha successo. Ognuno ha i suoi cavalli di battaglia, Santoro i rapporti tra mafia e Stato (una sciocchezza,vero?), tu i diritti dei transessuali. La verità è che sei ossessionato da Santoro e Travaglio e non accetti che la gente di sinistra legga il Fatto e guardi Annozero (e poi, come me, magari guardi in Vendola un futuro leader del centrosx italiano), hai dedicato a Travaglio più titoli di prima pagina che qualsiasi altro argomento. Ora quello che mi fa incazzare è l’arroganza con cui ti poni, la stessa con cui giudicavi Grillo e Di Pietro non notando che la gente che li vota è gente di sinistra. “Tornare a parlare di cose serie”: ma che cosa ha fatto Sel (o Rifondazione) in questi anni? Quali campagne ha lanciato? E tu, quanto spazio hai privato al lavoro e alla precarietà per informarmi della grandezza di Michael Jackson,dell’Isola dei Famosi,di come si fanno il sesso orale,di spostare il Vittoriano all’Eur o di entrare nel Pd o di supportare la campagna elettorale di un tale di nome Nicolini?
3. Di Pietro,Grlllo, Vendola e Bossi ci dicono che non è vero che gli italiani sono tutti moderati. Vince chi non solo ha un programma radicale ma appare anche antipotere e anticonformista nel linguaggio e nello stile. Linciaggio (anche tuo) su Grillo? e la gente vota Grillio. Idem su Vendola e Di Pietro. Per queste ragioni mi auguro che Vendola no assuma quegli atteggiamenti di difesa del più forte che ti contraddistinguono in nome di una sedicente libertà di pensiero che ti porta sempre dalla parte del potere. W Minzolini, Feltri e Vespa, W Mara Carfagna. L’indignazione è un sentimento sano e tu lo distruggi. Mi auguro che Vendola sappia incanalare l’indignazione e nn distruggerla in nome della pacatezza e delle “buone relazioni tra avversari”. Altrimenti l’anomalia resterà solo pugliese e Vendola farà la terribile fine di Bertinotti, tra comparsate a Porta a Porta e attestati di simpatia di Bondi e Ferrara, che per me è il peggio del peggio.
Perdonami la scarsa grammatica.
Ambrogio
31 marzo 2010 at 15:31
Ricordo che gli oligarchi del PD continuano a perdere le elezioni e non si dimettono.
Quale scuola politica è mai questa?
Cosa ci insegnano i vari D’Alema, Veltroni, Fassino, Latorre,Fioroni ed altri ?
La vicenda D’Alema/Nichi in Puglia mi ha devastato.
Vendola !!!!
Un angelo….
ferdy
31 marzo 2010 at 12:22
Se , quando ero a Roma a manifestare in via del corso per il mio diritto a poter continuare a lavorare ,( caso Eutelia / Agile ) , qualcuno e’ sceso dalle stanze ….. ed e’ venuto a perorare la NS causa , e in piu’ di un occasione ,Inizialmente è stato il Signor Antonio Di Pietro , l Bersani o tanto meno nessuno dei suoi ,
quindi quando viene rimproverato da Di Pietro che il PD si sganci da vari lacci e lacciuoli, immagino di interessi ,varie lobbie , Monte dei Paschi ecc, non mi sembra che sbagli .
Ci vogliono posizioni chiare e sapere questi da che parte stanno ma DAVVERO.
Eli B
31 marzo 2010 at 08:44
Hai ragione, Piero, come fare a strillarlo? Non c’è un paladozza anche per noi? Triste aver dovuto rinunciare al quotidiano. Serve più VOCEEEE!