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Sì Mou, scappa via di qui…

gli Altri Online Pubblicato da
il 21 marzo 2010.
Pubblicato in gli Altri.

Ma sì Mou, vattene. Lascia l’Italia tu che puoi. Non sarai un cervello in fuga, per carità, ma forse l’Italia potrebbe rimpiangerti. Forse gli italiani troverebbero il coraggio di guardarsi allo specchio. Ora, qui non vogliamo darti più meriti di quelli che hai, caro Josè. Non sei lo special one, né il perseguitato delle istituzioni. Sei da un po’ in Italia, avrai capito che parecchie persone subiscono più ingiustizie di te. Né sei al di sopra di ogni sospetto, perché insomma di errori ne hai fatti tanti pure te (vogliamo parlare di Catania-Inter o dei poveri Beretta o Monaco da te trattati come le più insignificanti cacchette di questo Paese?). Hai detto, per esempio, che ti vergognavi di dover dare da mangiare alla tua famiglia con i soldi del calcio in piena Calciopoli ma non ci risultano tue dichiarazioni sulla condanna al tuo Chelsea beccato a fare razzia di giovani per tutta Europa a suon di promesse e miliardi. Non ci risultano tue prese di posizione contro il razzismo, che, Balotelli o non Balotelli, è una brutta piaga del calcio italiano. Ancora, sul piano calcistico: hai vinto tanto, ma non tutto e lo hai sempre fatto con squadroni attrezzati per asfaltare gli avversari. Ma una cosa te le vogliamo riconoscere: il coraggio. Sei andato a Londra non per difendere il vantaggio ma per attaccare. E non è la prima volta che non ti limiti a difendere l’esistente. Non fai come gli italiani. Non ti accontenti di sopravvivere, non ti accontenti del minimo vantaggio che hai sull’avversario. Non cerchi scuse o “elementi esterni” per nascondere le tue sconfitte. Le tue partite le giochi, anche in situazioni avverse. Attacchi anche in 9 contro 11.

Ti carichi sulle spalle le tue scelte e non ti coalizzi contro il cattivo di turno. Vai per la tua strada. Non si vedono molti altri esempi così fra questi italiani, attenti a incolparsi a vicenda e a trarre il minor vantaggio possibile da ogni occasione. Ognuno per sé, non esiste squadra. Poi hai il coraggio di smascherare le ipocrisie. Hai detto ai giornalisti che sono vittime della prostituzione intellettuale. Lo hai detto a persone che per anni sono stati a contatto con il sistema Moggi e non l’hanno mai capito, o peggio lo hanno alimentato. Lo hai detto a persone disabituate a fare domande. E sei stato attaccato. Hai detto, poche settimane dopo il tuo arrivo, che agli italiani non piace il calcio, ma piace parlare di calcio. Un dato oggettivo, basta leggere i giornali per capire che è così. E sei stato attaccato. Quando eri al Chelsea il tuo portiere Cech si infortunò gravemente alla testa. Per portarlo dal campo al vicino ospedale l’ambulanza ci mise più di 20 minuti. Tu in conferenza stampa dicesti: voi inglesi che vi vantate di aver civilizzato il mondo, non vi scandalizzare se il mio portiere rischia la vita perché il vostro sistema nazionale fa schifo. E in Inghilterra sei diventato un idolo. Sì Mou, vattene dall’Italia. Perché non si parla di corda in casa dell’impiccato.

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3 Responses to Sì Mou, scappa via di qui…

  1. yukio

    3 aprile 2010 at 01:06

    Il sottoscritto ama profondamente il gioco del calcio in sé e come metafora dell’esistenza, e cerca ogni giorno silenziosamente quei pochi e spuri pezzi di verità che i media ancora (fino a quando?) ci consentono di percepire. Proprio per questo motivo mi auguro che il signor Mourinho se ne torni al più presto da dove è venuto, perché le sentenze sono buoni tutti a spararle, ma lui con i media ci ha costruito un personaggio con relativo plusvalore, e adesso non può lamentarsi se gli torna indietro qualcosa di sgradito; inoltre ricordo che ha messo le mani addosso a un giornalista, e questo non si fa a prescindere. La mia opinione è che si corre il pericolo di sopravvalutarlo a tutti i livelli, a livello tecnico c’è chi non lo incensa e non è solo invidia, ha le sue buone ragioni, mentre a livello umano è un carrierista che ha sfruttato al massimo l’aver vinto la Champions con il Porto per poi dettare legge e andare sempre a prendere il massimo dei soldi in squadre già fatte con i campioni; chissà se accetterebbe un progetto di lungo periodo per costruire una squadra da zero con tanti giovani, io credo proprio di no. Mourinho è solo un falso moralista che cavalca i media a suo uso e consumo e straparlando alla bisogna, buttandole lì per vedere se ci esce qualcosa, non contribuisce certo a rasserenare gli animi né a impedire quel che poi va a criticare, ovvero che il calcio parlato sovrasti quello giocato. Se avesse intenti moralizzatori davvero onesti non starebbe nella squadra che allena ora, né avrebbe mire “inglesi”, visto che 18 squadre di Premier League fanno il 60% dei debiti del calcio mondiale. Ma in realtà è solo un “allineato”, come la maggior parte dei giocatori segue prima di tutto il suo interesse, la sua carriera e il suo conto in banca, spreme il limone e se poi, quando se ne va, la società in cui è stato fallisce per debiti che gli importa. No, se si continua ad andare in questa direzione, il calcio non solo italiano ma europeo rischia un brutto tonfo. La legge Bosman ha fatto disastri, le società non hanno adeguate tutele, i club diventati SpA sono a rischio identità, come lo stesso Platini ha rilevato, i vivai sono costosi e a rischio saccheggio, tempo fa il presidente dell’Atalanta Ruggeri tuonò, ma le istituzioni si mossero? Non sarà certo il signor Mourinho a farle muovere per risolvere questi problemi strutturali, tanto più che fa parte a sé, invece ci vuole qualcuno che metta la faccia e inizi a creare una nuova consapevolezza, mentalità e consenso attorno a questi temi, questo calcio dopato deve finire, stop alle spese pazze, ai personaggi da carta patinata, alle intrusioni della politica. Non so voi, ma io voglio ancora sperare in un calcio serio, professionale, eticamente ed economicamente corretto.

  2. dereck

    21 marzo 2010 at 17:48

    …c’è un errore nell’articolo: non è vero che mourinho ha vinto tutto con squadroni in grado di asfaltare gli altri. La coppa campioni l’ha vinta con il Porto che di certo non era la favorita, anzi.

    Saluti e complimenti per il sito.

  3. Azza

    21 marzo 2010 at 10:13

    condivido tutto, sia i complimenti che le accuse al Moupensiero….ma un’annotazione è obbligatoria……. dobbiamo veramente pretendere dal tecnico Portoghese la sua indignazione per cori razzisti, calciopoli o etica sportiva?
    Non sarebbe giusto che le sue esternazioni debbano essere lette per quello che sono, il pensiero di un uomo in un determinato momento, dove sta espletando la sua funzione di uomo di sport, e di certo non voglia ergersi a filosofo, politico o insegnante?……..non rendiamo esempio di vita chi non pretende essere tale..